Travaglio di sinistra?!

giugno 14, 2007

…ma da quando? Travaglio non è di sinistra, anzi. Ogni tanto Sgarbi si ricorda di essere servo del padrone e ha uscite comode (per lui) di questo genere.

Chissà perché ma non si riescono a trovare intellettuali di destra (parlo di quella cosa mutante che è chiamata “destra italiana”). Semplice; se hai la capacità di pensare e possiedi conoscenze storiche o dei fatti più in generale, ma soprattutto se non hai interessi da mettere in gioco (avete presente tutti i conoscenti che hanno un negozio nel vostro paese o nella vostra città che si candidano per forza italia alle amministrative?), non sei giornalista dell’ordine o non sei in debito col tuo datore non puoi votare cdl (o meglio, in questo momento non dovresti votare in generale).

A meno che fai parte del pubblico di Maria De Filippi o guardi tanta televisione. Allora qui si spiegano tante cose.

Sgarbi, assessore del comune di Milano, sa quindi come rivitalizzare e promuovere la cultura dei milanesi: ricordandosi ogni tanto dei comunisti. Peccato se in Italia manifestazioni artistiche, mostre e concerti siano rari ma soprattutto i costi della cultura e della musica su tutti rimangano esorbitanti. Milano poteva tentare un inversione di rotta e dare l’esempio. Invece no, il pericolo nella diffusione culturale è sempre rosso. E se un libro parla di storia è senza dubbio “di sinistra”, quando in realtà è semplicemente storia (come sono fatti, quelli distinti dalle opinioni, quelli che racconta Travaglio).

Per questo io, la bomba, l’avrei chiamata “Enola Sgarby”. Cecchi Paone ne avrebbe comprate a bizeffe.

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