Un neurone al secolo

giugno 15, 2008

Sembra che l’Italia si stia stringendo. Un metro al secolo, pare: anche la crosta su cui poggiamo è più dinamica della nostra società.

Tutto questo renderà le misure leghiste e il ponte sullo stretto pressoché inutili: ci ritroveremo li tutti insieme, schiacciati e un po’ più balcani. Finiranno anche le ironie su gommoni e scafisti, visto che l’Adriatico si prosciugherà e gli albanesi per arrivare in Italia dovranno semplicemente attraversare la strada.

Quando ci si mette anche la geofisica a remare verso un’integrazione più logica persino di quella del nostro governo, c’è poco da fare.

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Cosa stiamo diventando

Mag 28, 2008

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Ciò che mi spaventa non sono i disegni o i temini dei bambini, assolutamente.
Ciò che mi fa molta paura infatti sono i genitori di questi bambini, perché i bambini ripetono quello che sentono dire a casa, o al massimo in tv. Genitori che addirittura, in alcuni casi, hanno portato i bambini a partecipare a questi raid del fascismo post-moderno in salsa italiana.

Se poi ci aggiungiamo in molti casi l’incapacità di molti insegnanti impreparati a trattare certi argomenti o privi di sufficiente preparazione culturale per spiegare certe cose e condiamo il tutto con un po’ di luoghi comuni, la frittata è fatta.

Don Tonino Palmese, parroco della zona, i bambini che hanno scritto quelle frasi li conosce uno ad uno. Li ha incontrati più volte anche a scuola, parlandogli di vittime della mafia, di camorra e legalità.
Perché “è la criminalità ad aver pilotato la protesta contro i rom. A Ponticelli si sono scontrati due popoli: uno, quello dei rom, dove c’era qualche delinquente, un altro, quello degli abitanti della zona, dove c’erano molti delinquenti”.

Chiedo legittimamente solo una cosa a questo paese che si sta rapidamente trasformando nella peggior latrina pubblica che esista: lasciamo fuori i bambini dal teatrino di ogni giorno. Non usiamoli come strumenti di propaganda, almeno loro.

N.B.: mentre scrivo questo post vengo a sapere che ci sono stati altri incendi al campo nomadi di Ponticelli: avanti così.


Il paese dello squadrismo e del manganello

Mag 25, 2008

Non so cosa stia accadendo in Italia da quando si è insediato il nuovo governo, ma la situazione è alquanto allarmante. Rimango infatti allibito dagli ultimi innumerevoli fatti di cronaca che non scompongono più di tanto né l’opinione pubblica né i vari giornalisti o cosiddetti opinion leader italioti, che raccontano questi episodi come se facessero parte di una normalità già di per sé alterata.

Nell’ordine: un immigrato è morto nel nuovo cpt di Torino, perché malato non ha ricevuto nessun tipo di cura, se non una superficiale visita; i compagni di cella si lamentano ora delle condizioni disumane di questi centri; i napoletani che hanno protestato sono stati semplicemente manganellati, così si risolvono i problemi, in stile G8 Genova (donne e anziani menati gratuitamente); nel quartiere di Pigneto a Roma un extracomunitario del Bangladesh invece, gestore di un bar, è stato pestato con delle assi di legno da gente a volto coperto, dopo che queste simpatiche persone hanno devastato altri 3 negozi; al giovane conduttore del portale DeeGay.it infine hanno sbattuto la testa contro il muro minacciandolo di non occuparsi più di diritti per gli omosessuali.

Senza dimenticare il disumano episodio di Verona in cui è morto un giovane: per il presidente della Camera, improvvisamente diventato ebreo, è più grave bruciare una bandiera infatti.
E’ triste constatare che certi personaggi o certi usi che speravo fossero spariti col Ventennio, siano invece ancora in voga e non suscitino nanche un minimo sdegno da parte dell’opinione pubblica.

Così parlava Indro Montanelli:

«Sì, gli italiani non sanno andare a destra senza manganello. Non amano la destra seria e non l’hanno mai amata, prima e dopo il fascismo. Pensa alla grande destra risorgimentale, ai Sella, agli Spaventa… E pensa alla parabola di De Gasperi. No, la destra liberale in Italia è stata sempre impopolare, una minoranza odiata e derisa. Gli andava bene Mussolini e gli va bene Berlusconi. Che cos’hanno Berlusconi e i suoi alleati in comune con la destra liberale, legalitaria? Nulla… La destra è incompatibile con il «parabolismo», la ciarlataneria e Berlusconi è un parabolano, un grande ciarlatano… La capacità di menzogna di Berlusconi è quasi commovente. Perché il primo a credere alle sue menzogne è lui…».


Puttane, lavavetri, mode che vanno e mode che vengono

settembre 4, 2007

Cresce la voglia di tolleranza zero

Come se si parlasse di acqua fresca. E’ da qualche giorno che impazza la nuova moda del dichiarare fino all’esasperazione che lavavetri e puttane sono i due problemi più gravi di questo luccicante paese. Persino studio aperto da più di una edizione non grida al caldo record e non ci ricorda per la milletrecenoottantanovesima volta che l’estate al Nord è finita.

Caproni. E’ una moda che parte da Firenze e investe ogni parte d’Italia: il giornalista si affianca ad un automobilista, gli lava il vetro, e gli pianta in bocca il microfono che porta ad un ovvio commento del tipo “sì, sono davvero fastidiosi” oppure “non ne possiamo più, sono arroganti”. In effetti uno con in mano un tergivetro non può che risultare antipatico, maleducato e minaccioso. E via così con altre 4-5 impressioni di altri automobilisti, in genere donne se avete notato. È anche così che si crea un’opinione pubblica, oltre che coi titoloni dei sondaggi; ci si omologa a quella parte che viene fatta passare come maggioranza: se questi la pensano così, io la penserò in questo modo di conseguenza, altrimenti il mio atteggiamento alla lunga potrebbe risultare amorale.
Dimenticate di colpo tutte le altre questioni che affliggono pesantemente il paese.

Incredibile dictu. Grazie ai lavavetri, ai giornalisti ed ai politici locali che di colpo di sono ricordati che su molte strade di sera esistono le prostitute, da qualche tempo a questa parte non sentiamo più in tv rumeni che violentano donne, animali, alberi e cose. Come se nessuno più, per ora, molestasse qualcun altro. Grazie lavavetri. Ma soprattutto grazie alle prostitute, perché ancora una volta dimostrano quanto bigotta e stolta è la mentalità di questo paese; secondo voi perché molti paesi europei hanno regolarizzato “il sesso a pagamento”? Forse perché le entrate sono enormi ed aiutano enormemente le finanze di ogni stato. Perché nessuno vuole togliere dalla strada le mignotte? Ma è ovvio, perché fanno comodo a tutti. Tanti vanno a puttane, in tutti i sensi (politici, vip, persone normali, ecc…) e in un paese medievale come il nostro farlo alla luce del giorno sarebbe una tragggedia (enfatizzo, sì). E allora di che ci lamentiamo? Perché ci scandalizziamo se sul viale sotto casa troviamo ragazzine semi-nude che battono? Se esistono donne disposte a fare “il mestiere più vecchio del mondo” (alcune addirittura gratuitamente!), non ci possiamo fare niente; ok, mi direte che “fino a quando ci sono uomini disposti a pagare per fare certe cose…ci saranno sempre le prostitute”, ma è un cane che si morde la coda. E poi scusate, secondo voi non esistono donne (sposate, di buona famiglia, ecc…) che pagano per farsi accompagnare o farsi dare qualche colpo?

Lega, legalisation. Riapriamo le case chiuse, sull’esempio tedesco degli scorsi mondiali di calcio. Visite mediche, tasse pagate (e che tasse!), lo stato che distrugge la concorrenza sui viali e tanti uomini più felici di far girare l’economia. Certo, non è così facile, ma tentar non nuoce; va bene, c’è anche il vaticano. Ma “chissenefrega” direi, se fossimo un paese laico. In realtà siamo soltanto pagliacci ammaestrati.

La parola d’ordine è una sola. Altro che “punire le prostitute” o chipaga il pizzo“; forse bisognerebbe colpire i magnacci e i mafiosi. E il sistema Italia, dove tutto va lamentosamente al contrario, per una originalissima legge del contrappasso tutta spaghetti-pizza-mandolino style.

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Nessuno si ferma, nemmeno davanti alla morte

Mag 7, 2007

Da Corriere.it  da Corriere.it

Non ci posso credere. Dopo aver visto questo video sono rimasto più che sconcertato.

Potrei parlare di alienazione, di menefreghismo, ma secondo me si va ben oltre queste cose. Un motociclista cade e schiatta, forse schiacciato da un camion, a Tel Aviv, ma nessuno si ferma, anzi: le auto pensano a schivarlo, magari incazzandosi un po’ perché qualcuno si è dimenticato o ha gettato, incurante, un cadavere sulla strada; le moto pure, su tutte uno scooter che si affretta ad allargare la traiettoria per evitare un “collega”.

Il ragionamento è questo: meglio passare oltre, tanto ci penserà qualcun altro. Forse. Un po’ come capita con la politica, dove qualcuno – forse – farà i miei interessi; ma questo capita anche nel lavoro, coi precari…perché in certe cose tutto il mondo è paese. Non voglio fare il moralista, sia chiaro; sono anche costretto a ripetermi e a specificarlo, nonostante in questo modo corra il rischio opposto (cioé quello di elevarmi a paladino di nonsocosa).

Certo è che una cosa analoga è capitata ad un mio conoscente, ma per fortuna non si è fatto niente; ognuno va per la sua strada, se ne fotte del prossimo, ma poi si professa cristiano, va in chiesa, odia gli extracomunitari e non è tollerante. Però quando è in compagnia “ammazzerebbe qualsiasi frocio del cazzo”. Al massimo si rallenta di colpo in autostrada o in tangenziale per guardare nell’altra corsia o sulla destra una macchina cappottata, perché fa scena e perché in questi casi non ci facciamo i fattacci nostri, rischiando di causare altri incidenti. Però ci si incazza perché le cose non vanno bene e ognuno fa quello che gli pare (e pensa a sé stesso): di certo io non voglio dirvi cosa fare (non sia mai!) e non ho la soluzione a tutto e per tutto.

Più che alienazione la chiamerei evoluzione della specie: non siamo più umani ma alieni veri e propri; flessibili se precari.