All’armi, siam fascisti

marzo 2, 2009

In questi video potete ammirare i fantastici interventi della polizia in occasione delle proteste di ieri a Bergamo per l’inaugurazione di una sede di Forza Nuova.

L’impressione è che si stia rapidamente passando ad un regime totalmente autoritario. Chiunque sa benissimo che in un regime autoritario la polizia è autorizzata ad utilizzare qualunque mezzo per far rispettare le loro leggi, quelle dettate dal momento, da una bestemmia o da un “boia chi molla”. Tutto questo per difendere, a prescindere, dei fascisti.

Su Youreporter.it potete trovare video ben peggiori, ma più completi sulle manganellate ingiustificate, le violenze gratuite e il metodo di rastrellamento indiscriminato della polizia.


I Gran Visir

ottobre 6, 2008

(via Alessandro Gilioli)

In un Italia in cui anche un portiere di calcio si sente in libertà di fare apologia e revisionismo di un periodo storico di cui sicuramente non sa nulla, visto che i valori cattolici da lui menzionati - teoricamente - non hanno niente a che vedere con le leggi razziali, violenza e non-libertà che hanno caratterizzato quegli anni;

in un paese in cui i lavoratori irregolari vengono in realtà mantenuti volutamente così, principalmente perché in questa condizione risultano ricattabilissimi e quindi costretti a lavorare sottopagati e in condizioni pietose, senza misure di sicurezza e senza ritegno;

in un paese in cui però le cosiddette “badanti”, a cui si scaricano genitori anziani o parenti “pesanti” (perché noi, italiani brava gente, non siamo razzisti o cattivi, ma che fastidio doversi anche accollare un genitore), vengono tenute nella maggior parte dei casi clandestinamente o fuori legge nelle case, e pagate 500-600€ per un impegno che richiede sino a 20 ore giornaliere e per 6 giorni la settimana da gente che poi inferocita si scaglia contro gli extracomunitari;

in un paese in cui la destra stupida, anti-storica, revisionista e illiberale che cavalca a suon di luoghi comuni le paure degli italiani e che non ha mai fatto veramente i conti con il suo passato, io no, non mi sento più di proclamarmi italiano.

Fatelo sapere anche voi, se vi va, dal vostro blog (copiate il codice che c’è qui sotto):

<a href=”https://blogaprogetto.wordpress.com/2008/10/05/non_sono_piu_italiano&#8221; target=”blank”><img src=”http://img152.imageshack.us/img152/2367/nonsonoitalianoek8.jpg&#8221; border=”0″ alt=”Image by Sonounprecario – Blog a Progetto”/></a>


“Governare gli italiani è completamente inutile”

marzo 10, 2008

Alla lunga serie dei fascisti orgogliosi alleati con Berlusconi ed il PDL si aggiunge anche il mai dimenticato Ciarrapico. L’intervista sembra un fake, con domande scritte da me in versione ubriaco fradicio, ma rende alquanto l’idea delle persone che vedremo alla Camera e in Senato.
Se l’antifranchismo per Zapatero è fonte di ispirazione, in Italia l’antifascismo è considerato inelegante e quasi ambiguo: va ancora di moda esser fascisti insomma.

Tralasciando poi gli infiniti controsensi e le assurdità della destra e del berlusconismo ci sono molte cose che mi fanno paura e che rischiano davvero di trasformare l’Italia in un posto bruttissimo: gente come Ciarrapico non rinnega il fascismo, non sopporta Fini ma ama il “capo”, tramandando eternamente il fanatico mito del culto della personalità, usanza tutta italiana valida per gli eroi televisivi; inoltre, nonostante Bondi abbia affermato il contrario per quanto riguarda i condannati, Ciarrapico siederà in Senato e le leggi passeranno anche da lui.

Gente come lui e i tanti altri fascisti totalmente illiberali, non-moderati, razzisti, sessisti e chi più ne ha più ne metta stanno per rivincere. Le persone che ancora si sentono orgogliose della loro insulsa italianità per una partita di calcio, per uno slogan buttato li in mezzo ad una piazza o per un duetto in Costa Smeralda li voteranno e li faranno vincere di nuovo.

Gente che parla di Predappio come se niente fosse, gente che voleva fare il balilla, gente che solo un popolo come gli italiani è capace di ignorare, concepire e ritenere degna di decidere se domani io avrò o meno la possibilità di comprarmi una casa o farmi una famiglia. Sì, quella famiglia che tanto difendono a suon di insulti ai gay, come se davvero per aiutare le famiglie il problema fossero i gay e non il precariato, l’assenza totale di ammortizzatori sociali, aiuti, ecc…

Attori di una politica che una settimana è cattiva, ladra, tutta uguale, e quella dopo è da votare compatta in campagna elettorale.


Marcia su Roma

gennaio 27, 2008

Il piazzista è tornato alla carica. L’epoca della perenne campagna elettorale è proprio la cosa che serve all’Italia in un momento come questo.

Non si capisce come qualcuno possa credere ad un personaggio che quando parla, oltre a ricordarci ogni santo giorno che bisogna andare a votare, cita numeri a casaccio: 16 italiani su 100, poi 8 su 50 e poi 4 su 25; sono quelli che vorrebbero ancora questo Governo. Eppure sembra funzionare, è così che si fa. Promettere ed evocare milioni di persone a Roma, a marciare per lui, perché lui vuole che si voti ora, con una legge che non ti permette di scegliere un candidato ma una lista è gravissimo, ma non importa: al resto ci penseranno loro.

La sinistra non ha ancora capito niente; comportarsi da persone serie e tentare di spiegare perché certe cose andavano fatte seppur impopolarmente non doveva essere fatto. Bisognava semplicemente urlare quello che tutti vogliono sentirsi dire e poi fare tutto il contrario. È così che si governa per 5 anni e si rivincono le elezioni.


Evoluzione della specie

dicembre 5, 2007

//stradivari.cremona.polimi.it//www.unita.it/http://locali.data.kataweb.it/

«Ma no, non intendeva dire così. Lui con SS intendeva Sassari, ne sono certo». Sentiremo queste spiegazioni nei prossimi giorni dai vari esponenti politici di quella cosa chiamata destra italiana, xenofoba, intollerante, corrotta, criminale e chi più ne ha più ne metta. Sono di parte? Eccome, e sono fiero di non appartenere a questa merda in cui la politica non esiste se non sottoforma di insulti.
«Bettio voleva usare i metodi di Sassari, parlava di pesca e turismo». Io ovviamente crederò ciecamente a tutte le scuse e le giustificazioni che tireranno fuori i guerrieri che vogliono liberare il nord che per la felicità di chi vive al sud sono stati al governo 5 anni, probabilmente osannati anche da loro stessi. Ma l’aspetto interessante della questione è che dalle parti di Treviso, nel Veneto e più in generale nel Nord-Est, moltissime persone la pensano così e anzi, invece che dissociarsi appoggiano la Lega. E non si accorgono che da anni ormai la Lega si limita a sbandierare l’immigrazione sempre e comunque, usandola come capro espiatorio a tutti i mali e a tutti i problemi sociali, senza però mai provare a risolvere con politiche serie un problema simile; per loro, svegliatevi, è soltanto un’arma elettorale perenne fatta per ignoranti che valgono voti.

E via così, lisci come l’olio fino alla prossima uscita. Una maglietta, un cartello, quello che sarà sarà, tanto al massimo le conseguenze le pagheranno gli sventurati italiani che a loro volta subiranno discriminazioni, anche fisiche, in uno dei tanti paesi bistrattati per colpa di questi sciocchi personaggi.

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La guerra dei falsi eroi

aprile 29, 2007

La fonte è presente nel link dell'immagine stessa

Leggendo questo articolo non si scopre di certo l’acqua calda. La cosa che mi fa sorridere è che questa doveva essere una guerra giusta, relativamente breve e facile da vincere: siamo qui che aspettiamo, come dei piccoli grandi giovani balilla. Nemmeno i telegiornali ne parlano più, a meno di qualche grave attentato. Insomma, mi meraviglio, ma la guerra non fa più notizia.

Di conseguenza per tenere vivo questo ricordo si ricorre al vecchio espediente dei “falsi miti”, specialmente se donna. Mi sembra un po’ di rivivere, metaforicamente, il periodo del fascismo italiano in cui ogni battaglia andava non male ma malissimo, e i cronisti radiofonici, oltre che inventare letteralmente suoni e vicende belliche, parlavano di fantomatici personaggi, singole persone che con strani atti eroici avevano comunque fatto vedere il valore dell’italiano fascista. Insomma, non si parlava del disastro, ma di una persona che comunque era un eroe. I valori rinascimentali italiani…concentrati in singole persone (poche).

I valori americani…scaricati in una guerra che ha già fatto più di 700 mila morti e che ogni giorno arricchisce il macabro conto alla rovescia verso il milione. Se non è già stato raggiunto.

Intanto Bush per risolvere i problemi e sensibilizzare la gente contro la malaria in Africa, ci balla sopra. Alla prossima puntata, miei prodi, con la focosa battaglia del grano!


Fascisti su Arcore

marzo 31, 2007

Da ansa.it

Ma dove sono finiti i veri e patetici fascisti? Quelli che uno come Berlusconi lo odierebbero a morte, quelli che vomiterebbero soltanto a sentir parlare di Stati Uniti…

La Mussolini era quella che “fiera di essere fascista” (e “meglio fascista”- con paura del diverso – “che frocio”) si lamentava di chi brucia le bandiere degli Usa. Invece da qualche tempo è alleata di Berlusconi, a braccetto con lui insieme alla poltroncina comoda. Una che alza la voce, contro “Arroganza nazionale”, che non appena apre bocca deve gridare per mostrare a tutti che ha ragione, che ha le palle.

L’ennesima testimonianza vivente di questa sorta di destra-italiana-fantoccio che tanto piace ai giovani che seguono le mode. Parlo di quelli che vanno allo stadio e cantano cori razzisti, perché dentro alla mandria si sentono degli dei, senza sapere perché lo fanno; parlo dei figli di papà che vanno in scuole o università da migliaia di euro di retta, non fanno un c***o ma sniffano tanta coca (i moderati proibizionisti paolotti che ripudiano la droga); parlo di quelli che dicono di essere di destra perchè è figo vedere uno che in tv ha tanto spazio per dire quello che vuole, perché è intelligente avere come valori la famiglia, la patria e…? Perché solo loro hanno i principi morali moderati, liberali. E poi non sono intolleranti.

Ma quando vai più a fondo e gli chiedi cos’è la destra, quella vera, silenzio. Ti rispondono con uno slogan, con una pubblicità, con una discesa in campo. Ma non è colpa loro, poveri giovani balilla.

La parola d’ordine è una sola: fare l’italiano medio. E la vita, insieme alle sue fasulle convinzioni ti sorriderà.


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