Precario Jumping

giugno 26, 2007

Tre milioni e mezzo di precari che nel 58 per cento dei casi percepiscono una retribuzione lorda di 10.000 euro l’anno

E questi sono i casi buoni. Adesso poi va di moda parlare di “correttivi”, piccole modifiche allo scempio provocato dalla Legge Biagi che non servono ad altro che ai politici per dire che “hanno rispettato il programma”. Che nessuno conosce o ha letto probabilmente.

Sì perché proporre 3 anni minimi vuol dire che quando sta per scattare il termine per l’assunzione (cioé stanno per scadere i 3 anni appunto), si interromperanno i contratti a termine e il lavoratore dovrà ricominciare da un’altra parte. E così via, perché le aziende italiane amano fare questi giochetti.
Il problema sarebbe in realtà questo: bisognerebbe spiegare ad alta voce che le aziende non possono continuare a fare contratti a progetto nei quali lo scopo del progetto è la vendita quando la vendita è l’attività ordinaria dell’azienda stessa. E’ ovvio; bisognerebbe andare a monte del problema. Se invece si va a Montezemolo del problema, sentiamo stronzate del tipo:

Si deve avere il coraggio di dire la verità, e la verità ci dice che le norme che hanno introdotto flessibilità contrattata nel mercato del lavoro dal Pacchetto Treu alla legge Biagi hanno dato buoni risultati in termini di sviluppo e occupazione e se uno strumento funziona non è accettabile modificarlo solo per ragioni ideologiche o di bandiera.

Frasi che dette in Confindustria fanno battere le mani agli amichetti imprenditori che non pagano le tasse e in più sfruttano dei lavoratori in evidente debolezza, ma frasi che il personaggio in questione non avrebbe i co**ioni di dire, che so io, davanti a centinaia di operai nelle fabbriche. E’ bello giocare a fare l’industriale-imprenditore che ha capito tutto tirando acqua soltanto al proprio mulino senza rendersi effettivamente conto dello stato in cui versano i lavoratori precari italiani.

Oggi precari sottopagati, domani senza pensione e poveri costretti a mangiare alla mensa della Caritas.

Vorrà dire che andremo tutti insieme a citofonare a casa di Montezemolo, che aggiungerà un po’ di posti a tavola; dopotutto, se sposti un po’ la seggiola, sei comodo anche tu.

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Mamma licenziata per 30 minuti “flessibili”

dicembre 20, 2006

L’opposto, l’iperbolico, il ridicolo. Sullo stesso piano.

Leggo questo articolo e rimango sconcertato, ma solo perché siamo sotto Natale. Ovvio.

Una mamma ha chiesto e poi implorato di avere “mezz’ora di lavoro flessibile”, 30 schifosi minuti di non-lavoro; se sei precario o assunto a progetto questi 30 minuti non sarebbero pagati ed io “ti farei il favore di avvertirti che non ci sono per questa mezz’ora”. In questo caso posso farlo. Senza poi ovviamente potersi sottrarre alle sibilline ripicche e azioni in stile mobbing che spesso portano al licenziamento.
La “mamma” aveva bisogno di questi dannati 30 minuti “per poter riprendere la figlia da scuola” (non per partecipare alle selezioni del grande fratello, che sarebbero state accettate come ottima scusa), ma l’azienda per cui lavorava, la Ipc Faip di Vaiano Cremasco (Cremona), ha deciso di recitare la parte del brutto e cattivo; la parte di chi se ne fotte, e che ritiene vitali 30 minuti di una madre (tra l’altro tolti da una pausa pranzo che in precedenza era di un’ora, per un accordo preso da non so chi che ha un po’ dell’assurdo..); la parte di chi si diverte a fare il bello ed il cattivo tempo (con questa legge può farlo purtroppo), giocando con il destino (per chi ci crede), il futuro e la flessibilità di una persona. Ma come…questa flessibilità nel lavoro viene sponsorizzata così tanto! Cosa può interessare a qualcuno se tu perdi il lavoro per motivi demenziali? Che forse sia stata una scusa? O l’ennesima presa per il c**o di un ennesimo esempio di signoraggio? Insomma, l’hanno licenziata.

“Raffaella, operaia di 40 anni, aveva fatto domanda per poter avere trenta minuti di flessibilità da utilizzare per accudire la sua bambina” e per questo è stata cacciata in malo modo manco fosse un evasore fiscale...(no, questi non la pagano mai, che stupido!)

“Fino a qualche settimana fa la donna, divorziata e senza altri redditi se non la sua paga di mille euro, per prelevare la figlia a scuola aveva sempre usato la pausa pranzo. Recentemente un accordo sindacale l’ha accorciata però di mezz’ora. La signora aveva chiesto quindi una deroga, con la disponibilità a recuperare la mezzora o a perdere la retribuzione.” Ma non c’è stato verso: solidarietà da parte dei lavoratori, scioperi di mezzora indetti dalla Flm Uniti-Cub per dare speranza alla signora Raffaella non sono serviti a niente.

La criminale è stata cacciata: il male è stato estirpato alla radice. Problemi dell’azienda (e per l’azienda) risolti.

Ma questa volta ci sarà un’udienza davanti al pretore del lavoro, fissata per il 9 gennaio a Crema.

Chissà mai che per una volta, vincano i buoni


Tutti a scuola con la sexy prof!

novembre 16, 2006

Dopo aver letto un fantastico articolo su “Affari Italiani” (strano!) pensavo tra me e me: “..azzo con un articolo questo ha inquadrato perfettamente, seppur ironicamente (ma non troppo, ahinoi) la realtà bigotta, paolotta e provincialotta della gran parte di questo Nord, ma soprattutto di gran parte dell’Italia!”.

Ora, tralasciando l’episodio specifico (e quello capitato ad un ragazzo down…!!!) e le fasulle dichiarazioni che cominciano ad arrivare dai protagonisti (arrivano gli avvocati e si sputano “perle”, una cazzata dietro l’altra per discolparsi ed incolparsi a vicenda), mi sovviene un’idea: se volete ottenere qualcosa e siete precari, se volete sentir parlare di voi…sdraiatevi nudi al lavoro, coprendovi le parti intime col vostro contratto progetto, per protestare, possibilmente (che so io!) facendo un saluto fascista; probabilmente (almeno studio aperto, dai!) qualcuno parlerebbe di voi, ignorando ovviamente il motivo per cui avete commesso il gesto.

Sì, perché quando si parla di sesso nella bigotta Italia o c’è un piccolo riferimento ad un atto sessuale, insomma a qualcosa di naked, gli si “rizzano” * a tutti…le orecchie. Hanno finalmente la scusa di poter parlare di sesso, anche se indirettamente, senza che il papa o chi per lui si incazzi e possa distrarsi un secondo dal problemone gravissimo che affligge il mondo e di cui la Chiesa si occupa: le imitazioni e la satira (e ciò mi fa pensare, cazzo, all’equazione Chiesa=Berlusconi che subito richiama la più precisa Berlusconi= Chiesa, prediche e parrocchie+voti ignoranti, cattolici e credenti a babbo natale). Fa niente se in Africa schiattano migliaia di uomini-donne-bambini (ma il preservativo non va usato!), fa niente se si fa guerra per portare la pace, ecc…; l’importante è scovare la scollatura della soubrette, indicarla con il dito infilato nell’anello d’oro e moralizzare di conseguenza tutta l’Italia, unita e pronta ad accogliere ogni indicazione che la Chiesa fornisce su come bisogna vivere (“…male e da ignoranti”, il sottotitolo).

Bene, dopo aver versato l’8×1000 (non ricordo che nella Bibbia ci fosse una voce specifica riferita all’8×1000), avrete la coscienza a posto. E possiamo quindi tornare a parlare di sesso, indirettamente, come sempre. I paolotti si eccitano, i giornalisti servi degli editori si masturbano la testa al solo pensiero di poter scrivere riguardo ad una scena “dalle tinte forti”. Le luci rosse si accendono, il prete della parrocchia la domenica durante la predica si fa scappare che “ci vorrebbe ancora la D.C., colpa dei comunisti” – mentre passa il paolotto a ritirare le offerte degli schiav…dei fedeli, paurosi della morte come ogni uomo ma illusi e comprati dalla promessa di una seconda vita eterna senza dolore. E poi…nella testa di ognuno di noi compare la scena, prende forma un’aula in cui dentro ci siete voi, alle medie, e la vostra maestrina trentenne, bella e vogliosa di insegnarvi, bacchettandovi un pochino magari, ed iniziarvi al sesso. Ma sul più bello appare dalla porta l’insegnante di religione, il “don”; spiazzati, rimanete immobili, ma quando vi accorgete che entra chiudendo la porta ed inizia ad avvicinarsi con fare voglioso non alla maestrina ma a voi versione ragazzini…iniziate a tremare. Il sogno svanisce, ecco che torna la realtà.

Distogliere l’attenzione da ciò che conta veramente: siamo dei maestri a farlo.

L’ho fatto io fino a’ora, potrei farvi mille esempi tra cui:

  1. Periodo in cui andava di moda dire che i pitbull mangiavano tutti: dopo 2 settimane stop, ora i pitbull sono scomparsi e non mordono più nessuno. Non è più di moda.
  2. Tutti i vip tiravano di coca: Calissano, Kate Moss, ecc…di colpo più nessuno tira o continua a farlo senza farsi beccare. Studio aperto ci terrà aggiornati.
  3. Di colpo a Napoli ogni giorno moriva qualcuno ammazzato: succede tutti i giorni, da una settimana e mezzo non muore più nessuno a quanto pare, la moda è passata, grazie anche ad un funerale…
  4. Dopo 6 mesi di Prodi tutto ciò che accade è riconducibile a lui: soldi che mancano, debito pubblico infinito (forse era meglio evitare di incentivare il ddt di mediaset magari, spendere miliardi per spedire a casa dei libretti..); 5 anni di un piduista al governo e in cui ognuno si è impoverito di non so quanto non sono bastati. Sei mesi sì, bastano ed avanzano. Certo è che se non si prenderanno provvedimenti allo sfacelo, se non si porrà un freno, allora sì, sarà colpa di Mortadella.

Distrarre, fare finta di niente. E giu come delle capre a cascarci tutti insieme, sgridati dalla mamma tv.

Tutto questo pentolone di parole semplicemente per dirvi che, ancora una volta, nessuno parlerà dei precari e di chi non arriva a fine mese con il suo stipendio.

Sarò un po’ egoista, ma in alcuni casi basterebbero dei sonori calci nel c**o o un po’ di sano riformatorio, un po’ ci carcere.

P.S.= chi di voi non avrebbe voluto trovarsi, quando andava a scuola, chiuso in un’aula con una prof. giovane e carina – io non ho mai avuto una prof carina o giovane, incredibile – e giocare all’allegro chirurgo?