Democrazia non fa rima con polizia

settembre 18, 2007

Ora capisco cosa voleva dire la mia professoressa di italiano quando parlava di “sintesi”, dell’essere concisi ed andare al punto di ogni discorso. Altrimenti potrebbe accadervi una cosa del genere negli Stati Uniti.

Ci sono alcuni americani che sostengono che ogni giorno di più si stanno trasformando in uno stato di polizia. Non mi sento di dargli torto. Per quanto riguarda il ragazzo, c’è persino chi parla di altre cose più complicate, oscure ma pur sempre esistenti. Avete mai sentito parlare di cospirazione globale, teorie del complotto e di sette (o fratellanze) come quella degli Skull & Bones? Non sembra, ma non sto parlando di fanta-storia. Buona lettura (e buona visione).

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Licenza di uccidere

aprile 16, 2007

La fonte è presente nel link dell'immagine stessa da Corriere.it

Non capisco di cosa si stupiscano. E non so se si chiedono perché queste cose succedono praticamente solo li.

Perché si lamentano? In un paese dove chiunque, a qualsiasi età, può comprare un’arma, manco fosse un pezzo di pane, una cosa del genere è normale. In un paese in cui il presidente invita e giustifica una guerra (per me la guerra non può mai essere giustificata) per portare la pace, fatti di questo genere fanno parte del repertorio.

Cercava la fidanzata: 32 morti; alla faccia. Ma state tranquilli, la portavoce della Casa Bianca Dana Perino (che dal nome non può che essere italiana, e quindi mafiosa) ha precisato che “resta intatto il diritto al porto d’armi ma tutte le leggi in materia devono essere rispettate”. Peccato che “nelle nazioni dove il porto d’armi è strettamente controllato, il numero di morti da pallottola è minuscolo (soprattutto rispetto al numero della popolazione), 9 all’anno in Nuova Zelanda, 15 in Giappone, 30 in Gran Bretagna, 109 in Canada, contro i 30.708 negli Stati Uniti, tra omicidi, suicidi e morti accidentali, spesso di bambini in casa.”

Nei god-blessed Stati Uniti, ogni anno ci sono migliaia di morti accidentali per detenzione di arma da fuoco; del tipo “sento un rumore di notte e per sicurezza sparo”. “Bang”, era mio figlio che stava andando a pisciare. In Florida inoltre vige la cosiddetta “licenza di uccidere”: nel 2005 infatti, il fratello di Bush (quale mente migliore?! E’ proprio di famiglia) ha avuto la brillante idea di estendere il principio universalmente accettato della “legittima difesa”al legittimo sospetto e odi conseguenza i singoli cittadini possono condurre la propria “guerra preventiva”, per rimanere in linea alla politica estera del proprio paese, al crimine, o ad un sospetto di crimine. Il tutto possibilmente finanziato dalla National Rifle Association, la lobby dell’arsenale privato che arma gran parte dell’America; così i grassi cow-boy americani si sentiranno fieri di potersi definire eroi salvatori di un fantomatico qualcosa o qualcuno, vantandosi davanti al tacchino in un thanksgiving day qualunque. Un sogno.

Ma al senso di immunità che questa legge ha suggerito ai cittadini è meglio non pensare.

Provate ad immaginare qui in Italia, dove già il senso di impunità è elevatissimo, in uno stadio, migliaia di Ultras con migliaia di pistole pronte a fare fuoco per un legittimo sospetto o una legittima voglia di mostrare quanto è forte la propria squadra ad un altro tifoso ubriaco o ad un poliziotto.

Stragi pre-destinate insomma.

Di questo passo questi episodi made in USA (c’è stata quella alla Columbine, alla riserva indiana, ecc…) continueranno ad accadere (ci sono 192 milioni di armi da fuoco in mano ai cittadini americani) e i morti continueranno ad essere inutili. Il vero nemico delle vite statunitensi, è probabilmente rappresentato dall’orgoglio americano stesso. Basterebbe fare un passo indietro.