PRestigR

marzo 7, 2008

Tra i tantissimi social media che spuntano come funghi ne è nato uno rivoluzionario, senza precedenti. Sicuramente susciterà scalpore, perché cambierà radicalmente la vostra concezione di 2.0: il suo nome è PRestigR, è in fase Beta ed è stato concepito per una ristretta elite di blogger.

PRestigR by Sonounprecario

Come in una Loggia Massonica, PRestigR si diffonde tra i suoi confratelli blogger tramite scelte ben oculate e segretissime, roba da gente incappucciata. E’ personalizzabile a livelli inverosimili, tanto che permette di organizzare Barcamp soltanto cliccando negli appositi menù, aggiungere widgets innovativi, essere aggiornati sui nuovi film in uscita e tanto altro. Addio sbattimenti, per i pochi fortunati la Vita vera comincia adesso. Misura anche tu il tuo prestigio, dai prestigio, impara a vivere una vita prestigiosa e rinasci prestigioso con PRestigR.

E ricorda: non sei tu che trovi PRestigR, è PRestigR che trova te.


La mia prima volta (ad un Barcamp)

febbraio 27, 2008

Il primo Barcamp è un po’ come il primo bacio: non si scorda mai. Specialmente se il tuo primo Barcamp è a Torino e ti permette di conoscere alcune tra le persone più interessanti e stimolanti della blogosfera italiana.

Ma andiamo con ordine. A parte la fatica di alzarsi anche il sabato presto, costringendo la propria fidanzata a farlo, e il canonico ritardo all’appuntamento con Daniele Salamina per la partenza verso Torino, il viaggio è trascorso tranquillo…non come qualcuno ha fatto intendere al posto mio. Così tranquillo che arriviamo a Torino alle 11 e dopo 10 minuti troviamo parcheggio li vicino, per la modica cifra di 1 euro e 50 cents l’ora (siamo stati li fino alle 18, fate i conti). Entriamo al Barcamp camminando su un vero red carpet e subito incrociamo una schiera di gentaglia li a registrare la propria presenza (in realtà volevano solo la spilletta e la maglietta taglia unica XL!). Che si fa? Si entra e si comincia a salutare chi si conosce e a conoscere altri blogger che leggi o con cui parli quotidianamente ma che magari non hai mai visto in faccia ovviamente.

Dopo aver cercato posto invano, aver tentato di trasmettere via streaming la diretta in versione comica del Barcamp (non c’era sufficiente banda), arriva l’ora di pranzo; come dei bravi scolaretti, ci dividono in due tranche: i primi 80 e poi, dopo mezz’ora, via tutti gli altri come le cavallette, famelici nel depredare il tavolo con gli assaggini. Se posso fare un appunto – e non sono stato il solo a farlo presente – l’unica piccola nota dolente è stata il buffet; qualcuno aveva provato ad avvisarmi prima di entrare, che mi conveniva andar fuori a mangiare qualcosa, ma ormai era tardi: sul tavolo c’erano assaggini di salame, mortadella, pomodori, tonno, pane e varie salsine. Erano giusto degli spizzichini, che non hanno placato la fame di molta gente (certo, sfamare me è difficile, lo ammetto…!) e personalmente sono riuscito soltanto a mangiare numero 2 fette di salame, numero 2 pezzetti di bologna e numero 3 pezzetti di tonno, conditi da due panini, giusto per riempire un po’. D’altro canto però c’erano delle gran belle torte da assaggiare, dell’ottimo vino, delle gustose bibite e del buon succo. Ciò non toglie che stavo rischiando di svenire per la fame. Sarebbe bastato far trovare dei vassoi con un po’ di pasta condita o fredda, che so io, o qualche altro salume tipo prosciutto, o della mozzarella, giusto per sfamare un’orda di unni affamati.
Ovviamente è solo un appunto, non ce l’ho con nessuno, né con San Lorenzo, né tantomeno con gli organizzatori, che sono stati fantastici; dopotutto poi il buffet era gratis e di gentile concessione, quindi benvenga! La prossima volta però mi farò trovare preparato ad ogni attacco di fame.

Venne quindi il pomeriggio con i suoi mirabolanti interventi. Purtroppo non ho potuto seguire tutti i talk, in quanto gran parte di questi si sovrapponevano; ho però presenziato a quello interessante di Vittorio Bertola, a quello di Salvatore Aranzulla, a quello di Kurai, a quello di Lastknight, ecc…ed ho curiosato qua e la anche in altre sale, twittando allegramente.

Infine sono rimasto ad osservare Palmasco che fotografava professionalmente vari bloggers: mi son fatto rapire, tanto che ha scattato qualche foto anche a me e un po’ ho paura del risultato. Ed è li, nella sala delle “altalene” che ho scambiato 4 interessanti chiacchiere con Daniela (Democracy2_0) sul Barcamp in generale.
Dopo averla rassicurata sull’ottima impressione riguardo al mio primo Barcamp, mi ha spiegato che secondo lei ci stavamo un po’ troppo “televisionizzando” con la storia delle “blogstar”. Daniela intendeva dire che in Rete c’è molta più partecipazione alle discussioni, chiunque dice la sua anche ai personaggi considerati “più consociuti”; probabilmente siamo più facilitati dalla Rete come mezzo, piuttosto che discuterne faccia a faccia, ma io le ho spiegato che secondo me le blogstar non esistono. E’ un termine del cavolo inventato per mantenere certe gerarchie in un mondo orizzontale e per rapportarsi coi media tradizionali probabilmente; in realtà esistono solo dei blogger più conosciuti e con più influenza, per anzianità, per quello che dicono, per come lo dicono, per il lavoro che fanno, ecc… Dall’altro lato però non le ho dato torto: pensandoci è vero, durante i talk sarebbe più interessante e stimolante avere più confronti a tema libero sì, ma anche a libera partecipazione. A mio modo di vedere le cose, questo può essere dovuto anche al classico modo di parlare col microfono e avere davanti una platea silenziosa che ascolta e solo alla fine interviene, bene o male. E allora, perché non provare e non trovare un altro metodo da testare ai barcamp? Una trasposizione orizzontale della Rete, che permetta discussioni in cui chiunque partecipa senza vergogna. In piedi, seduti, mentre si mangia, non importa come. Ho infatti notato più partecipazione in quelle sale dove la gente era più raccolta, magari seduta per terra o di fianco a chi presentava. Forse è qui che interviene anche la sociologia. Tentar non nuoce, ma questo è un discorso serio da sviluppare con calma.

Ma veniamo al dunque, so perché siete arrivati fin qui a leggere: voi volete i pettegolezzi, i retroscena, le foto più scabrose… Ecco, va bene. Esaminerò – caso per caso – la mia esperienza con alcuni dei partecipanti con cui ho condiviso uno scambio di contenuti fisico. Che detto così sa di vari doppi sensi, ma fa scena.

SUZUKIMARUTI. Scomparso per buona parte della mattinata, ricompare, all’improvviso, in sala buffet, presentandosi con un “Ciao, come stai?”. Dopo essersi presentato anche alla mia ragazza dicendole “…è il tuo ragazzo? Mi dispiace, tradiscilo più volte e documenta il tutto con una polaroid”, mi esamina attentamente facendomi fare una giravolta. Superata la fase “vestiti”, erutta come un vulcano in piena (non sto parlando della sua digestione) fiumi di parole, per dirlo alla Jalisse, che io potrei star li ad ascoltare per ore, se non fosse che lui poi doveva andare a vedere il Toro. Enrico infatti è una di quelle poche persone che già scrivendo – figuriamoci parlando – riesce a calamitare la mia attenzione a livelli poco al di sotto di quelli di un film porno. Avrei voluto chiedergli perché, perché “Suzukimaruti” e non un altro nome, ma dopo un intervento con frecciatina al talk di Vittorio Bertola, scompare senza lasciar tracce.

AXELL. Riesco a fermarlo solo dopo una buona ora in quanto, come organizzatore maximo, era costretto a correre qua e la per accertarsi che tutto andasse bene: microfoni, annunci, fonere da regalare, sale pranzo da preparare, foto di rito, ecc… Decido quindi di richiamare la sua attenzione facendogli “pat pat” sulla spalla. Andrea si gira, mi guarda e fa una faccia da fratello maggiore pronto a farti una ramanzina coi fiocchi; io abbasso le orecchie, pronto ad imparare la lezione e ad incassare, invece…ci abbracciamo come due simpatici gaglioffi che non si vedevano da molto tempo. E’ ufficiale, Axell da quel momento è diventato il fratello maggiore che non ho mai avuto (oltre al professore che non potrò mai avere). Pietro Izzo, nel vedere la scena, storce un po’ il naso, geloso, ma saprò ripagarlo.

KURAI e REDPILL. Sì, li metto in coppia perché sono la coppia più bella del web. Li incontro e ci presentiamo mentre sono seduto a fianco di Pietro Izzo, appena dopo aver videochiamato Catepol, che non è roba da tutti i giorni. Subito noto che lo splendido sorriso di Redpill è contagioso, tanto che Pietro Izzo la paragona ad un manga. Kurai invece è diverso da come l’ho visto su Youtube; su youtube sembrava più alto, un po’ come Napolux. Il meglio però lo da quando fa la presentazione assieme a Bru, uno degli interventi più “partecipati” credo. Ma soprattutto c’è una cosa che lo differenzia da tutti gli altri blogger: Kurai non cammina ma salta come Super Mario per muoversi.

PIETRO IZZO. Ci conosciamo e da quel momento cambia la nostra vita. Pietro, cioé Derek Zoolander, è stranamente senza memory card, ma non importa: gli basta fare la magnum (o farmela fare) e tutto si risolve in pochi istanti. Dopo aver posato per la foto che rimarrà negli annali del trend che dovranno seguire i blogger, ci mettiamo a parlare, sparlare e cazzeggiare. Anche Pietro vaga in incognito per il barcamp, raccogliendo pettegolezzi ed osservando curioso. Insieme a me cerca un posto per appartarsi, ma non resiste a videochiamare Catepol, che arriva – con la sua voce squillante – ad infrangere il nostro sogno d’amore.

DANIELE SALAMINA. Il mitico compagno di viaggio con cui ho condiviso il primo barcamp; anche per lui è stata un’esperienza nuova, anche lui si è portato dietro la zavor… la fidanzata, come il sottoscritto, giusto per sguinzagliarle alla fiera del cioccolato. Daniele, supportato anche dal suo “eee”, ha seguito seriamente molti interventi, facendo domande durante e dopo le varie presentazioni; ha anche intrapreso varie discussioni con molti geeks presenti, curiosando allegramente a destra e a manca, un po’ come ho fatto io.

FUNKYPROFESSOR. Al mio arrivo mi sfotte, prestigiosamente, mostrandomi la figlia minore che usa impietosamente, alla faccia mia, il famoso iphone da me “leccato”, come se fosse la cosa più semplice sulla Terra. Dopo avermi rassicurato sul fatto che lui mi sponsorizza positivamente, si sbilancia, indicandomi come suo discepolo. Peccato però che dopo avermi infuso quel tot.di prestigio che mi serve per cominciare la carriera da provetto Funkyprecario, mi spiega come sua figlia maggiore, gli abbia spiegato che “sì, i blog sono belli, ma sono troppo lenti”. Ha ragione, noi siamo già vecchi per la sua generazione, quella che si caratterizzerà col 3.0 o il 4.0.

SALVATORE ARANZULLA. Lo riconosco prima dagli adesivi sul portatile, che sono davvero uguali a lui, poi ci presentiamo poco prima del suo intervento, che ho seguito curiosamente. Salvatore, grazie alla sua esperienza, dimostra più anni di quelli che ha ed ha svelato in segreto che Virgilio lo ha ingaggiato perché sarà lui un giorno ad acquistare “Virgilio” stessa e…un giorno tutte le password dei vostri account di posta passeranno da lui.

LASTKNIGHT. Tra una password rubata e l’altra, tra un talk e l’altro, Matteo trova anche il tempo per spiegare e risolvere problemi informatici ai blogger più disparati. La sua “erre” fa già scuola e tra i piani alti della blogosfera è diventata un nuovo metodo per dimostrare il proprio valore: la sola pronuncia veicola a chi ascolta la consapevolezza di avere davanti un grande blogger.

MAFE. E’ raro vedere e poter incontrare donne alte e raffinate come Mafe. Ed è unica l’occasione di ricevere in dono una sua Moo Card, con l’unica sfortuna di avere quella con lo sfondo identico al suo avatar su twitter. Nel senso che quella foto la vedo tutti i giorni, cavolo. Ma non importa, le ho stretto la mano, ho scambiato due parole con lei e sono soddisfatto così. Mafe è veloce e sfuggente, ma non è li per caso come accade nel suo blog.

FRENZ. Un altro lombardo presente, sopravvissuto al viaggio in macchina con Gaspar Torriero. Il saggio Frenz è il misterioso personaggio che mi aveva consigliato di andare a mangiare fuori qualcosa. Io, stolto, non l’ho ascoltato e così ho rischiato il deperimento istantaneo, me la sono cercata. Con lui ho commentato e chiacchierato del più e del meno, del barcamp, dei personaggi presenti e male di te che stai leggendo. Sì, sicuramente qualcosa di zizzanioso su di te l’abbiamo senza dubbio pronunciato.

JTHEO. “Barcamp” potrebbe essere il suo secondo nome. Veterano di questi eventi, si piazza in punti strategici da cui può osservare quello che accade in 3 sale contemporaneamente. Dopo avermi aiutato a tentare un abbozzo di streaming, mostrato il regalo che gli ha fatto colei che, maledetta, per pigrizia e veneranda età non si è presentata, getta la spugna svaccandosi a terra in zona di passaggio. Se Jtheo non va dal blogger, è il blogger che per forza di cose passa scavalcando Jtheo.

ESTRAGON. Quando i duri cominciano a giocare arriva Estragon, il James Dean della blogosfera. Un po’ stanco per il duro lavoro dovuto all’organizzazione del barcamp, difficilmente rimane fisso in un posto per più di 2 minuti. In realtà il lavoro che predilige e che porta via più tempo ad Estragon è un altro: tacchinare le ragazze presenti; per fare questo utilizza una frase infallibile: “Ciao, sono Giovanni….vuoi linkarti con me sul mio blogroll?”

DEMOCRACY2_0. La simpaticissima Daniela si mostra subito disponibile, insieme ad Invisigot, a intrattenere discorsi con tutti, accertandosi che tutto andasse per il verso giusto. Ovvio che sì, cara Daniela; siete stati superbi nel riuscire a riunire tutte queste persone. Sentirla parlare è un piacere, tanto che rimarrei li con lei nella sala altalene per ore, ma era giunto il mio turno per farmi catturare dall’obbiettivo della macchina fotografica di di Palmasco.

CATEPOL. Lo so, non c’era al Barcamp, ma la sua presenza era viva in tutti noi. Tanto che ho fatto finta di conoscerla e presentarmi a lei stringendo la mano ad una cameriera del posto, dicendole “Ciao Catepol, io sono un precario!”, ricevendo in cambio un “ma questo è pirla!”. Insomma, anche quando Catepol non c’è ci pensano gli altri a chiamarla (e video-chiamarla!), a coinvolgerla e a linkarla virtualmente al Barcamp. E’ lei la mascotte della blogosfera italiana. “Ma ‘ndo vai, se Catepol non ce l’hai?”


Riapre “l’Osteria Italia”

gennaio 25, 2008

È finita, lo dico a tutti. Siamo tornati di nuovo in mano a coloro che non faranno sapere niente di quello che accadrà; siamo tornati in mano alla parte di italiani che pensano che votando dei pagliacci che sono stati in carica 5 anni con una maggioranza bulgara cambierà tutto, quando sono loro che ci hanno portato all’inizio della fine. Da ieri leggo su twitter e un po’ ovunque pareri e frasi incredibili dette dagli amici: hanno tutti perso le speranze, sono stufi e non ce la fanno più. La gente è sull’orlo di una crisi di nervi ed io sogno che il momento delle azioni forti sia arrivato. È davvero triste leggere negli occhi dei miei coetanei così tanta rassegnazione e voglia di scrollarsi di dosso questo paese. Credetemi, in questo momento, in cui potevano cominciare ad essere ridistribuiti i soldi delle tasse che ci hanno costretto ulteriormente a stringere la cinghia e in cui la gente è socialmente messa peggio, un governo di destra è la sfortuna più grande che potesse capitarci.

A destra festeggiano perché torneranno a magnare sulle nostre teste; nessuno sa cosa ci sia da festeggiare ora nel nostro paese, è incredibile il distacco tra noi e loro a cui siamo arrivati. E non mi stancherò mai di dirlo, non stiamo facendo niente. Alle prossime politiche cosa farò? Metterò una fetta di salame nella scheda e ci scriverò sopra “tié, magnateve anche questa”.

Con la frase di richiamo all’ordine di ieri di Marini (“Non stiamo mica all’osteria!”) si chiude un’epoca ma si da il via alla riapertura di una mostra che chissà quando e se chiuderà. In accordo con Sgarbi (ok, non è vero niente di quello che sto dicendo, lo specifico ora che tornerà Berlusconi…altrimenti rischio l’arresto), posso mostrarvi qualche foto in anteprima (le fonti sono riportate nel link al file stesso).

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Fino all’ultimo sangue

gennaio 24, 2008

//www.ansa.it/

Mentre noi siamo qui dietro gli schermi, via streaming, in Parlamento sta succedendo di tutto. Cusumano, senatore dell’Udeur voterà per il governo Prodi; ieri infatti il Ministero dell’Agricoltura ha assunto Filippo Ballanca un suo strettissimo collaboratore. Cusumano ha però pagato questa decisione (usando la MastelCard?): al grido di «pezzo di merda, pagliaccio, venduto» il capogruppo Tommaso Barbato è corso in aula mentre dal video stava ascoltando la dichiarazione di voto del collega di partito e con le mani ha mimato una pistola, aggredendolo (e ora nega tutto; certo, quello che abbiamo visto era un montaggio in diretta…). Dai banchi dell’opposizione volavano altri insulti come “checca squallida” (Nino Strano di AN) ed altri che non sto li a riportare.

Da ansa.it

Solo i mafiosi fanno il gesto della pistola, gente così non deve sedersi in parlamento. Un Senatore non è obbligato a votare chi gli suggerisce il partito. “Mastella e Barbato, per carità: salvate il soldato Ryan, e cioè il povero Cusumano, che rischia di morire nella trincea, avendo equivocato gli ordini del capo”. Così Francesco Cossiga commenta la rissa tra i senatori dell’Udeur Barbato e Cusumano. “Magari – aggiunge l’ex capo dello Stato rivolto a Clemente Mastella – fatevi dare cinque Asl in più in Campania…”

Intanto in Parlamento si è introdotto un intruso, lo riconoscete? Incredibile, sembra proprio lui: Germano Mosconi cammuffato da senatore, mancava solo che si alzasse bestemmiando e avremmo raggiunto l’apice del divertimento.
Abbiamo toccato tutti i fondi possibili. Italiani ora toccherebbe a noi fare il vero casino.


Don’t you worry about a thing

dicembre 31, 2007

Ebbene sì, questo è il post di fine anno, è giunta l’ora anche per me di fare l’orrendo ed atteso passo. Provo ad immaginarmi ed a suggerirvi dei pensieri mentre state facendo il vostro personalissimo conto alla rovescia, il conto che vi permette di gettare via le cose brutte dell’anno che se ne va (davvero troppe per i miei gusti). Ancora una volta il mio regalo è riciclato, nel senso che il video qui sopra l’avevo postato anche l’anno scorso. Buon 2008 a tutti e vedete di fare all’Amore stanotte, possibilmente da ubriachi.

“DIECI…!” – Non vedo l’ora di mandare a quel paese questo brutto annaccio, reso un po’ più piacevole da poche cose (lo scudetto dell’Inter, la Laurea e altre cose private che non sto li a raccontarvi). Massì dai, dopotutto sono vivo.

“NOVE…!” – …Dai però è un altro anno che se ne va, si diventa vecchi. Certo non vecchi come Axell o Suzukimaruti che tra l’altro ormai su twitter digitano raramente e col bastone, ma i 20 anni sono ormai lontani…

“OTTO…!” – Cazzo, ma nel discorso alla nazione Napolitano poteva evitare di fare pause di 10 secondi tra una parola e l’altra….sembrava Prodi. E poi invece di raccontare le solite storiacce, di parlare di coesione e responsabilità…poteva sfanculare qualcuno, emettere un rutto, ballare la macarena, parlare dei precari, dei giovani o…semplicemente poteva augurare un buon cenone a tutti bevendo un bicchiere di Crystal, avrei apprezzato di più. Un anno in più anche per queste cariatidi della gerontocrazia, sono talmente rincoglioniti che per loro il tempo si è fermato.

“SETTE…!” – Mmmh…carine quelle mutandine, aspetta che faccio cadere un’altra forchetta così ti pieghi a raccoglierla ancora, piccola mia. Vedi come ti limono bene appena facciamo il brindisi. Quanto mi piaci, baby.

“SEI…!” – Ogni anno è la solita storia, c’è acceso canale 5 o rai 1 che in perenne ritardo col conto alla rovescia, con Costanzo o Conti a condurre fanno partire sta minchia di trenino “pe-pe-pe-pe-pe-pe” con i resti fossili della tv li a tentare di ballare senza fuoriuscire dai vestiti contenitivi che indossano…che tristezza, quasi quasi era meglio sentire Socci che cantava “perché perché perché…”

“CINQUE…!” – Ma com’è che quest’anno ancora non sono ubriaco fradicio steso per terra coi pantaloni abbassati e col cane del mio amico che mi lecca la faccia mentre gli dico che sono suo padre? Appena scatta lo zero ci do dentro di gusto.

“QUATTRO…!” – Ah, queste maledette mutande di lana che mi ha regalato Pietro Izzo e che mi ha costretto ad indossare stasera mi danno proprio fastidio. Mi prude tutto il sederino, aspetta che gli do una bella grattata.

“TRE…!” – Ma al papa ed ai suoi amici un colpettino…no eh? Ma dico non so, un mal di schiena a lui, un epidemia di febbre gialla a quelli della Cei, un festino sadomaso a sorpresa per la Binetti, cose simpatiche insomma. È proprio vero che le cose brutte non accadono mai ai più cattivi, ricchi e bastardi. Affanculo anche voi.

“DUE…!” – Che tristezza, sono proprio triste dibbrutto. Siamo nel 2008, sbaglierò a scrivere la data per i primi 4 mesi e poi è l’anno in cui arrivo al primo quarto di secolo. Però sono felice dai, magari ci saranno delle svolte quest’anno, metti che vinco al superenalotto (a cui non gioco mai) o arrivo nei primi 10 posti di blogbabel: guadagnerei una cifra di aperitivi e di reply su twitter.

“UNO…!” – Ma andatevene affanculo tutti quanti, io compreso, la vita è una sola e per molti è una vera merda. Beviamoci sopra e Auguri a tutti, con la speranza che il 2008 mi faccia diventare miliardario, così da schifarvi tutti quanti ignobilmente. Ma no, c’è altro nella vita di importante, dai. Tipo i cerchi in lega.

“ZERO…!” – Blogger abusivi, commenti abusivi, blogosfere abusive, abusi sessuali abusivi; tanta voglia di ricominciare abusiva. Appalti truccati, trapianti truccati, motorini truccati che scippano donne truccate; il visagista delle dive e’ truccatissimo. Papaveri e papi, la donna cannolo, una lacrima sul visto: Italia si Italia no Italia bum, la strage impunita.
Puoi dir di si puoi dir di no, ma questa e’ la vita. Prepariamoci un caffè, non rechiamoci al caffè: c’e’ un commando che ci aspetta per assassinarci un po’. Commando si commando no, commando omicida. Commando pam commando papapapapam, ma se c’e’ la partita il commando non ci sta e allo stadio se ne va, sventolando il bandierone non più il sangue scorrerà; infetto si? Infetto no? Quintali di plasma. Primario si primario dai, primario fantasma, io fantasma non sarò e al tuo plasma dico no. Se dimentichi le pinze fischiettando ti dirò “fi fi fi fi fi fi fi fi ti devo una pinza, fi fi fi fi fi fi fi fi, ce l’ho nella panza”. Viva il crogiuolo di pinze. Viva il crogiuolo di panze. Quanti problemi irrisolti ma un cuore grande così. Italia sì Italia no Italia gnamme, se famo du spaghi. Italia sob Italia prot, la terra dei cachi. Una pizza in compagnia, una pizza da solo; un totale di due pizze e l’Italia e’ questa qua. Fufafifi fufafifi Italia evviva. Italia perfetta, perepepe’ nanananai. Una pizza in compagnia, una pizza da solo: in totale molto pizzo, ma l’Italia non ci sta. Italia sì Italia no, Italia si ue’ , Italia no ue’ ue’ ue’ ue’ ue’ . Perché la terra dei cachi e’ la terra dei cachi.

No.


La Banlieu e i “cut off society”

novembre 29, 2007

Da corriere.it

Nei giorni scorsi abbiamo assistito a vari scontri a Parigi tra polizia e periferia urbana. Questa volta, a differenza del 2005, tutto è nato perché due ragazzini, di 15 e 16 anni, dopo aver rubato una moto, sono morti scontrandosi nella fuga contro un auto della polizia. Basta infatti un qualsiasi evento per scatenare la rabbia contro la polizia da parte di chi, tagliato fuori fin troppo dalla società civile, non ne può più di subire sulla pelle una vita fatta di evidenti differenze sociali. Certo, non è una scusa per dare fuoco a quello che si vuole, spaccare e sparare contro la polizia.
Eventi simili potrebbero essere paragonati, un po’ forzatamente, ai nostri ultrà che fanno parlare i giornali di guerriglia urbana, anche se i tifosi lo fanno soprattutto per altri motivi, almeno in teoria. Nelle periferie francesi infatti vivono molte persone agli estremi della società vera e propria, in condizioni ai limiti della povertà e della decenza; gli immigrati francesi non fanno altro che manifestare una profonda crisi sociale in atto già da molto tempo.

Sarkozy per ora risponde reprimendo e minacciando ma, da figlio di genitori stranieri quale è, potrebbe forse cominciare a comprendere che le cause sociali della situazione nei quartieri sensibili restano comunque le stesse e la polizia non può, da sola, rispondere. Rispondere alla violenza con altra violenza non è produttivo, prendere provvedimenti a livello politico e sociale, forse sì.

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Sesso, droga, retroscena e pagelle della CenaLunga

novembre 16, 2007

Ieri si è svolta la CenaLunga, organizzata ottimamente da Giovy, che è riuscito a riunire circa 70 persone; non persone qualunque, qui si parla di blogger. È stata la mia “prima volta” ad un evento blogger-mondano, il mio “ingresso in società” (EH?!) come lo definirebbe napolux e ho conosciuto molte persone (non tutte, credo fosse impossibile). Simpaticoni, nerd e geeks, papponi, apple addicted, provoloni, donne sull’orlo di una crisi di nervi, gente che parlava in binario… Scherzo, l’unico scemo probabilmente ero io.

Non chiedetemi a chi ero seduto vicino al tavolo, i nick non li ricordo, anche se di fronte avevo Lastknight e più in generale ero al tavolo con: Napolux e consorte (:P), il mio amico Mirko, LaFra, ecc…poi certo, ho girato per i tavoli ed ho conosciuto di persona Marco, xlthlx, lalui, Andrea Beggi e tanti altri di cui ovviamente non ricordo il nome. Sì, perché io ho una malattia stranissima: non ricordo i nomi; quando mi si presenta qualcuno, nel momento in cui gli stringo la mano chissà a cosa penso e 10 millesimi di secondo dopo ho già dimenticato il nome. Dopo aver messo le mani avanti ora darò “le pagelle della CenaLunga” che saranno irriverenti, ironiche e implacabili. Ma non a tutti i presenti, anche perché non me li ricordo, come ho spiegato. Non me ne vogliate.

GIOVY, VOTO 10. L’organizzatore supremo della CenaLunga non ne ha sbagliata una, dalla location alla disposizione dei tavoli, dai badge con nickname alla visitina ad ogni tavolo manco fosse “lo sposo” che si assicura che tutto stia andando per il verso giusto. Lastknight prova a creare un po’ di scompiglio rompendo un bicchiere, ma non ce la farà. Divino.

NAPOLUX, VOTO 7,5. Con la macchina carica arriva in anticipo, fa qualche presentazione e, da chioccia, si comporta da veterano. Non fa mai mancare le sue attenzioni alla dolce consorte che non lo molla manco per fare pipì. Vigila sui commensali seduti al suo tavolo senza parlare troppo, strappa qualche foto compromettente che gli costerà caro durante le prossime “notti coniugali” e si comporta come etichetta impone in certe occasioni, sobriamente e con stile indiscusso. Professore.

LAFRA, VOTO 8,5. Candida e quasi sola nel ristretto club delle bionde della serata si siede in un angolo del mio tavolo ma…l’errore risulterà fatale. Quell’angolo infatti è troppo in vista per tutti i maschi-geek della serata (85%) che, senza ritegno, ci provano spudoratamente con tattiche vecchie come il cucco: si sporgono stupiti ed interessatissimi ad ogni cosa di cui parla lafra, anche se magari ha solo detto che “deve andare un attimo in bagno”. Finito di cenare viene costretta a “sposare” (per beneficenza verso i maschietti della serata) varie macchine fotografiche che gli ruberanno l’anima senza ritegno (visto il numero di scatti subiti e presenti su Flickr), utilizzando in ogni scatto il suo famoso “sorriso istituzionale”. Si mostra disponibile ed aperta al dialogo con tutti anche se, sporadicamente, non nasconde il suo disagio. Stoica.

MARCO ZAMPERINI, VOTO 9. Chiudete gli occhi ed immaginatevi un serio e stimato guru del web, con la variante che il funkyprofessor by night impersonifica un uragano di allegria e, insieme al cameraman David Orban, vale da solo mezzo dopo-cena. Si aggira baldanzoso maneggiando e sfiorando con savoir-faire il suo figlioletto iphone che mostra, orgoglioso, un po’ a tutti; l’unico errore della serata infatti è quello di darlo in mano a certe persone che, senza pietà, lo deflorano felici. Iradiddìo.

NINNA, VOTO 7+. Accoglie i veterani con affetto, come solo lei sa fare. Ogni tanto compare dal nulla con la sua immensa macchina fotografica, dotata di obbiettivo che ti scoverebbe anche attraverso le pareti; è lei il collante che tiene unito un estremo e l’altro del tavolo dei big. Spesso gira per i tavoli silenziosa, controllando che tutto vada per il verso giusto. Materna.

ANDREA BEGGI, VOTO 6-. Da uno come lui ci si aspetta di più, invece la forma non era quella dei giorni migliori. Si intrattiene in discussioni impegnative che lo vedono coinvolto emotivamente. In linea di massima si mantiene tra le righe e partecipa attivamente alla serata, evitando però di salire alla ribalta al centro della scena. Trattenuto.

LASTKNIGHT, VOTO 6,5. È lui l’eletto che parla e vede in binario ed è forse per questo che distrugge un bicchiere: ancora non controlla appieno i suoi poteri. Oltre al bianrio ha la capacità di parlare in linguaggio php, java, C++, Perl, Python e Ruby ma noi blogger umani possiamo facilmente comprenderlo mentre parla, non perché siamo ingegneri informatici ma perché Matteo li compila e li interpreta, per noi, mentre discorre del più e del meno. Con uno scatto felino poi riesce a catturare

MS. ADVENTURES IN ITALY, VOTO 8. Affianca LaFra in molte foto della serata e come lei sostiene svariati discorsi di cui non ricorderà nulla. Gira per i tavoli a regalare moo-card, mettendoci la faccia; nonostante essersi sentita chiedere 50 volte “ehi ma che ci fai in Italia?” non perde mai la pazienza e risponde, garbatamente, col suo accento americano. Promette la California un po’ a tutti ma poi non manterrà la parola. Illusionista.

ALBERTO, VOTO 6/7. Professionale ed educato, presenta prima il suo blog, poi la sua macchina fotografica e infine sé stesso. Le foto scattate sono poche ma di ottima fattura perché lui non spreca nemmeno uno scatto e a chi gli suggerisce che la macchina digitale serve proprio a scattare foto in grande quantità per poi divertirsi ad eliminarle lui risponde con un flash che ti soprende da sotto il tavolo, quando meno te l’aspetti. Accecante.

XLTHLX VOTO 7-. Dopo essersi presentata prova a sollevare un polverone con il sottoscritto, cercando di intavolare un discorso con punti di vista diversi come uso e consuetudine impone nei commenti al blogaprogetto. Alla fine sorvola, accettando di suggellare la pace con una foto chiarificatrice. Sicurezza.

DAVID ORBAN, VOTO 8+. Il cameraman della serata che, in coppia con Marzo Zamperini, gira un cortometraggio in stile horror che manco Dario Argento riuscirebbe a guardare; la colpa non è sua, ma dei soggetti che, sollecitati con frasi tipo “fai la faccia da blogger” o “rappresenta, con un’espressione il tuo blog”, fanno a gara a chi fa la faccia più brutta e scema (e anche qui probabilmente vincerò io). È anche grazie a lui che la serata ha vissuto un po’ di animazione travestita da backstage. Orwelliano.

JTHEO, VOTO 6. Seduto al tavolo dei big (inteso come “falsi magri” ovviamente :P), difficilmente si schioda, se non per posare per la stampa. Durante la serata fa il suo dovere, salutando, sorridendo, chiacchierando e bevendo senza ritegno, non di più. Alla fine, ai saluti, mi evita una figuraccia: alla mia domanda “chi sei?”, risponde sorridendo mostrando il cartellino. Scolastico.

DELYMITH, VOTO 6/7. Si presenta con un cappottone in stile matrix ma riadattato agli usi odierni. Sciagurata, abbassa il suo firewall per un istante e, subito, subisce un attacco ddos al cuore del suo OS, che alza bandiera bianca. Per difendersi ed eliminare gli spyware, i malware, i virus e i trojan che l’hanno infettata fa ricorso ad una pietanza particolare, rotonda ed al formaggio. Nel complesso riesce a cavarsela in tutti i discorsi della serata, mostrando sicurezza ed esperienza. Rodata.

SONOUNPRECARIO, VOTO 4. Alla sua prima apparizione, stecca. Lui ci prova sempre a risollevare le sorti della serata, infilandosi qua e la e provocando un po’ di scompiglio a destra e a manca. Si sa, sta studiando da provetto Marco Zamperini ma la strada è ancora lunga ed impervia; purtroppo per lui nelle poche foto in cui compare mostra decisamente sintomi di schizofrenìa che sicuramente comprometteranno la sua discussa e povera reputazione. Dopo aver compreso che era meglio starsene buoni, si pappa la sua pizza, mezza di quella di Alessandro e un po’ di pollo e verdure dal piatto di Mirko. Fuso.

MOGLI DEI BIG, VOTO 5,5. Si appartano e si acquattano in un angolino del tavolo di quelli dei “piani alti” e fanno comunella. Sicuramente ciciarano e spettegolano sui presenti, stando buone buone e non intromettendosi praticamente mai nei discorsoni sui massimi sistemi dei blogger (cioé sesso, droga e donne di malaffare) ma limitandosi a osservare distaccate, sicure di avere in pugno i mariti: sono infatti loro a decidere i link del loro blogroll. Borderline.

CODA LUNGA, VOTO 2-. Alla fine di sta coda lunga, diciamolo, non fregava niente a nessuno. Per parlare della Long Tail infatti ci sarà spazio sui blog. La conferenza è stata soltanto la scusa per organizzare un evento mondano in cui fare un po’ di caciara. Alla cena nessuno ha parlato della conferenza ma anzi, hanno tutti magnato, bevuto e, qualcuno, ruttato. E molti, in preda forse ai fumi dell’alcol, non sapevano manco cosa fosse, chiedendosi subito dopo “ehi ma che cavolo ci faccio qui, chi sei tu, chi sono io?”. Snobbata.

Vi chiamero al più presto, uno a uno facendo l’appello, per segnare i voti sul registro e sul vostro libretto. Per le contestazioni sui voti si prega di fare riferimento ai commenti.
Grazie per la collaborazione.

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I monaci tornano a sfilare

ottobre 31, 2007

A volte anche alcuni quotidiani on line si ricordano che in Birmania un problemino continua ad esistere: un centinaio di monaci infatti è sceso in strada per protestare, ancora, senza paura.
Ai più distratti infatti ricordo che la situazione in Birmania non è paragonabile ad una simpatica manifestazione-sfilata di Forza Italia fatta il sabato; qui la questione è un attimino più grave e non è durata solo un paiodi giorni, tempo utilizzato dai telegiornali e dai quotidiani vari per parlare della Birmania. Perché? Ovvio, perché della Birmania nessuno ha interesse. Se per esempio ci fosse stato del petrolio, Bush avrebbe già invaso la nazione, ma così non è stato.

The saints are not coming.

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Casa Malgioglio

ottobre 26, 2007

Come molti mercoledì sera, ho seguito via streaming “Casa Torino”, programma di Radio Centro 95 condotto da Suzukimaruti e Giorgio Valletta. Purtroppo, differentemente dal solito, c’erano problemi di streaming, nel senso che spesso l’immagine si interrompeva ed era molto scattosa, forse perché anche dalla cabina di regia Enrico non può fare a meno di tenere aperto eMule insieme a 15 tab di firefox che caricano i video di youporn. Ad un certo punto mi è venuta la sciagurata idea di premere il tasto “stamp” e il risultato è questo inquietante screenshot:

Ammirate lo sguardo, l’espressione. Secondo voi a chi assomiglia? Dove avete visto uno sguardo simile?
Come se non bastasse, parallelamente alla diretta, a fianco del video, c’è una chat in stile IRC in cui potete trovare gente che spazia da Feba e Kurai a Pietroizzo e Svaroschi. Ed è qui che il gioco si fa duro.

Immaginatevi il contesto: io li che ascolto i famosi fuori-onda con audio di Enrico e Giorgio che si rivolgono a quelli della chat, prendendoli un po’ (giustamente) in giro, mentre leggo discorsi strani e richiedo canzoni che mai saranno messe. Per farvi capire di cosa si parla durante la trasmissione ho un’altra prova inconfutabile da proporre, una di quelle compromettenti:

Questa non è Casa Torino ma…nemmeno una Casa Chiusa: è semplicemente Casa Malgioglio, il nuovo reality in cui ogni protagonista dice la sua senza dover rispettare alcun filo logico. Ah, se poi mercoledì prossimo decidete di guardarvi e ascoltarvi questo programma, allenate le dita e tenetele pronte sul tasto “stamp”.

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Di cosa si parla?

ottobre 20, 2007

In entrambe i casi, sempre e comunque di mestruazioni. Nel primo caso si tratta di mestruazioni artistiche, un po’ comuniste; nel secondo caso si parla di mestruazioni filo-governative.

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