It.RSS, i tuoi RSS ovunque e gratis

gennaio 3, 2008

Di sistemi di gestione RSS ne conosciamo già tanti; alcuni permettono anche di portarsi dietro i feed un po’ ovunque. Ho detto “portarsi” però, non ho detto che gli RSS ti seguono ovunque tu sia.
IT.RSS, on line da ieri, invece lo fa e lo fa gratis. È un progetto tutto italiano, sviluppato da un giovane italiano: già questo basterebbe a voler supportare questo software. In realtà It.RSS non necessita di nessuna installazione ed è quindi facilmente trasportabile anche su chiavetta usb o altri dispositivi portatili. Vediamo quindi come funziona e perché si differenzia dagli altri sistemi di gestione RSS.

Perché ho detto che It.RSS vi segue? Perché vi aggiorna sui vostri feed preferiti via sms. Basta infatti registrare il proprio numero sul sito vodafone (http://www.190.it) se ancora non si ha un account (insomma basta essere registrati e avere un numero vodafone), impostare nelle opzioni del programma l’email ed il numero di telefono con la quale ci si è iscritti…e il gioco è fatto.
Per ora il programma, in fase sperimentale, invia gli sms ogni 3 ore sfruttando i 10 gratuiti che offre la Vodafone; siccome il programma funziona utilizzando sms via email, c’è sia la possibilità di usare l’SMTP di default (già impostato di default dal programma) sia quella di usare un SMTP preferito o vostro personale se siete degli strafichi.
L’importante, come viene sottolineato sul sito, è che non sia presente alcun antivirus o firewall (se siete dietro router dovete aprirvi le porte, è molto semplice) che blocchi le connessioni in uscita verso la porta SMTP (25). Comunque sia questo controllo viene eseguito in automatico dal programma quando si accede nelle opzioni: alla voce “Test Porte” infatti il programma dirà SUCCESSO o FALLITO a seconda del risultato, un po’ come accade con programmi p2p come emule, ecc…

Insomma è tutto molto semplice, veloce ed intuitivo e lo ripeto, gratis. Non vi aspettate di ricevere un post intero di migliaia di caratteri, ma semplicemente riceverete la descrizione o il riassunto creato dall’autore di ogni post: una sorta di assaggio, di aggiornamento o di passatempo per rimanere collegati e nello stesso tempo informati ovunque voi siate.
Lo sviluppatore, Rocco Verrastro, mi ha anche confessato che se il progetto andrà bene e farete i bravi, nelle versioni successive ci sarà la possibilità di decidere in quali orari della giornata ricevere gli SMS, quanti SMS ricevere, salvare e gestire i vostri RSS-URL preferiti e tante altre implementazioni (verrà fatta anche una versione inglese per clienti vodafone non italiani).
La promessa finale invece è quella che se It.RSS si diffonderà (dal 14 gennaio sarà disponibile tra i download di html.it), verrà acquistato un gateway per permettere l’invio degli sms a tutti gli operatori, quindi non solo Vodafone, magari sfruttando gli sms gratuiti che molti offrono.
Il mio consiglio è quello di provarlo e testarlo senza remore per chi ha un account su 190.it; dopotutto 400 kb sono pochi e tentar non nuoce.

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New York Times 2.0

settembre 18, 2007

Il New York Times cambia. Dalla mezzanotte di martedì, tutte le parti del famoso quotidiano americano (compresi editoriali, commenti e archivio) saranno completamente free, accessibili da tutti senza dover pagare l’abbonamento mensile di 7,95 $.

La motivazione ufficiale di questa scelta epocale è data dall’aumento esponenziale degli introiti pubblicitari, secondo l’equazione “più utenti che leggono = più pubblicità”; “più visitatori = più spazi pubblicitari da vendere”. Sinceramente non comprendo ancora se sia la cosa più giusta da fare. Certo, i contenuti prodotti dagli utenti continueranno ad aumentare e a circolare con più facilità, ma non si corre il rischio di vedersi saturati di pubblicità? Il mio dubbio è dato specialmente dal timore di vedere un rapido peggioramento della qualità delle informazioni veicolate.

Avete presente i primi anni ’80 quando c’era qualcuno che grazie ad una concessionaria antagonista della SIPRA vendeva senza limiti spazi pubblicitari agli inserzionisti trasmettendo i primi telefilm americani? Da quel momento in poi è cambiato tutto. Non sto qui a dilungarmi sulla storia radio-televisiva di quegli anni, ma è proprio da li che si è cominciato a guardare in un altro modo i dati Auditel e da li la pubblicità è stata considerata parte attiva nella creazione di un palinsesto.

Lancio quindi la domanda ai più esperti: se anche nei quotidiani – come se ciò già non accadesse abbastanza sia nella versione cartacea che in quella on line – la linea o la curva dell’attenzione si spostasse troppo verso i gusti dei fruitori delle notizie – cioé noi, gli utenti destinatari – a discapito della qualità delle informazioni, non rischiamo semplicemente di trasferire un media tradizionale in un canale nuovo, senza avere in realtà apparenti vantaggi?

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