La banda del buco

marzo 19, 2008

Della vulnerabilità di ebay ne avevano già parlato altri in tempi non troppo lontani. A parte il fastidio di confondere come sempre il significato del termine ‘hacker’, ciò che mi preme farvi leggere è questa frase estratta dall’articolo di Repubblica:

Un buco che si apre e che si chiude di continuo, come la porta automatica di un grande magazzino. E che permette a qualunque hacker minimamente capace di entrare in possesso delle informazioni personali riservate dei clienti. E di derubarli. Noi questo buco lo abbiamo individuato, lo abbiamo aperto e poi ci siamo entrati dentro (il video si può vedere sul sito di RepubblicaTv).

Non so voi, ma io la vedo come metafora degli italiani. Noi siamo ebay e, detto brutalmente, abbiamo un buco posteriore non troppo figurato, in cui ci si infilano dei parassiti fastidiosi e sapete a chi mi riferisco. Poi, ogni tanto, qualcuno individua questa falla e prova a chiuderla o perlomeno a spiegare che esiste.

I problemi infatti sorgono quando vai a scoprire che gli italiani hanno tutti installato nel cervello operativo Windows XP o peggio, Windows Vista: non c’è service pack che tenga, perché a quel punto tutte le tue periferiche andranno in tilt, facendoti convergere nella “cosa di centro”.

Annunci

La carta d’identità del “Telefoninux”

luglio 10, 2007

//www.openmoko.com      //www.openmoko.com/

Da lunedì scorso è cominciata la vendita del primo telefono open-source che come sistema operativo utilizzerà Linux.

Nome. Il suo nome è Neo 1973 ed è il primo smartphone che utilizzerà “OpenMoko”, piattaforma basata appunto su Linux. Caratteristica principale del telefono è ovviamente l’essere aperto a qualsiasi modifica, sia a livello hardware che software. Geek e nerds di tutto il mondo scatenatevi.

Stato civile. Sembra che il costo oscillerà tra i 300 dollari della versione tranquilla e i 450 dollari della versione “hacker” advanced, cioé quella in cui ti spediscono a casa una valigetta con tutto l’occorrente per esplorare hardware e software (siamo tra i 220 e i 330 euro); certo, non toccherete solo con dito unto ma anche con pennino (non panino!), e soprattutto si potrà smanettare ed installare software di terze parti. Già da molti è stato infatti ribattezzato come diretto concorrente dell’iPhone (sulle funzioni non c’è paragone, lo dico ai fan di Apple ad ogni costo, nonostante la prima versione dell’iPhone sia un po’ una ciofeca), specialmente perché la filosofia del telefono, così come viene espressa dal progetto stesso, è quella di hackerare, cioè andare contro tutte quelle piattaforme chiuse e sigillate che non permettono nemmeno un minimo di personalizzazione (mi sembra una bella presa in giro dire di essere 2.0 mettendoci un servizio integrato per youtube e ciaopep).

Professione. Di certo questo prodotto non potrà diffondersi facilmente sul mercato; all’inizio, a mio modesto parere, sarà acquistato ed usato da una piccola nicchia di smanettoni e geeks curiosoni. I punti forti del suo operare stanno alla base: la filosofia open-source e la completa e più estrema personalizzazione che permetterà ad ogni utente di avere “il suo telefono”, un Neo 1973 uguale, ma diverso da ogni altro.

Connotati. Le caratteristiche del Neo Base sono visibili qui, mentre quelle del Neo Advanced qui. Interessanti la scelta di un processore a basso consumo, i due accelleratori 3D che consentono al’interfaccia di cambiare automaticamente a seconda di come viene orientato il dispositivo e la presenza di uno slot USB 1.1 client e host che permette tra le altre cose l’installazione di periferiche e la gestione delle stesse dal dispositivo.

Segni Particolari. Open-source; non mi stancherò mai di dirlo. Ad ottobre probabilmente verrà messa in commercio una versione avanzata che fara drizzare le orecchie agli hackers (802.11 b/g WiFi, Samsung 2442 SoC, SMedia 3362 Graphics Accelerator, 2 3D Accelerometers, 256MB Flash…): e allora, giu tutti a cercare hot spots o reti wifi in cui infiltrarsi, magari solamente per twitterare.

Share:
Technorati icon