Un neurone al secolo

giugno 15, 2008

Sembra che l’Italia si stia stringendo. Un metro al secolo, pare: anche la crosta su cui poggiamo è più dinamica della nostra società.

Tutto questo renderà le misure leghiste e il ponte sullo stretto pressoché inutili: ci ritroveremo li tutti insieme, schiacciati e un po’ più balcani. Finiranno anche le ironie su gommoni e scafisti, visto che l’Adriatico si prosciugherà e gli albanesi per arrivare in Italia dovranno semplicemente attraversare la strada.

Quando ci si mette anche la geofisica a remare verso un’integrazione più logica persino di quella del nostro governo, c’è poco da fare.

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Appello agli Italiocentrici

marzo 15, 2008

Italiocentrici

Sono italiano.
Dell’Italia mi interesso molto.
Ma spessissimo me ne vergogno.
Sento parlare di integrazione.
Poi sento parlare di chiudere i confini, di dazi.
Ma a chi? Sapete di cosa state parlando?
Potreste smettere di proiettarvi nel salottino di Vespa o di Mentana?
Potreste guardarvi intorno e finalmente rendervi conto di quanto poco conti l’Italia e di quanto sia diventata misera?
Mi sento di non augurare a nessuno l’integrazione al nostro penoso sistema di vita.
Forse dovremmo smettere un po’ tutti di essere italiocentrici e cominciare ad essere italiani uniti e basta.


Giovani, democratici e americani

giugno 27, 2007

//www.waynedemocrats.org

Udite udite, i giovani americani diventano comunisti. Così si direbbe qui in Brianza.

In realtà, la svolta democratica a sinistra dei giovani americani è secondo me sinonimo di mutamenti della società stessa. Per sicurezza invece i ragazzi italiani vanno dalla parte opposta, cioé quella medievale della chiesa e della destra che privatizza il potere, mentre la sinistra e i suoi leader, che dovrebbero prendere la palla al balzo e accorgersi che il mondo sta cambiando velocemente, continuano imperterrito a litigare su cazzate di cui a nessuno (che non sia teledipendente) frega più un bel niente.
Come sempre, mi duole dirlo, i primi mutamenti politici nella società moderna avvengono oltreoceano; è vero sì che negli States chiunque è soggetto ad un incredibile bombardamento mediatico quotidiano, però è anche evidente che li le fonti ed il pluralismo sono tutt’altro che morti e statici.

Secondo un sondaggio condotto da New York Times, Cbs e Mtv infatti, il 54% dei votanti tra i 17 e i 29 anni voterebbe per il PD, ma non quello di Prodi. Per di più il 44% dei giovani sarebbe favorevole alle nozze per persone dello stesso sesso, alla richiesta di un sistema sanitario diffuso e sostenuto dal governo, ad una maggiore apertura ai nuovi immigrati e infine anche l’aborto dovrebbe essere permesso, seppur con determinate restrizioni.
Tutto questo va di pari passo con il fatto che il governo Bush è ai minimi storici del proprio consenso (complice il fatto che Bush non sa cosa fare in Iraq, spende milioni di dollari per la guerra e deve rispondere di continui soldati morti in agguati nemici, ecc…) proprio in un anno alquanto decisivo per la corsa alla Casa Bianca.

…Pensavate che parlassi del PD italiano eh? Invece no, aspettiamo ora di ascoltare Veltroni, vediamo cosa ci dirà. Ma un sondaggino del genere, secondo voi, non sarebbe una cosa utile per iMille?

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