Lapsus…italiani

aprile 17, 2007

15-04-07, mattinata e primo pomeriggio: Telecom Day. Assemblea con intervento di Beppe Grillo.

15-04-07, pomeriggio: reazioni in prima pagina sui quotidiani on line e nei primi telegiornali.

15-04-07, sera: la notizia di Telecom e dell’intervento di Grillo viene data da ogni telegiornale per 30 secondi circa, sommariamente; l’unica parte del discorso di Grillo che si sente è quella finale, riguardante la richiesta di dimissioni (5 secondi circa). I giornalisti sottolineano come Buora spieghi che Telecom stia bene e sia in salute, nonostante però i dirigenti vogliano venderla e sia totalmente indebitata per migliaia di dindini.

16-04-07: tutto è dimenticato. Telecom è guarita, è tornata a splendere e a macinare soldi, a fornirci uno splendido servizio su tutto il territorio, come daltronde era avvenuto fino al 14 aprile. I tg hanno parato di tutt’altro:

  • tg1 (gustatevi questo servizio perché quello che dice il tronchetto è esilarante!)
  • tg2
  • tg3 (nonostante sia spostato a sx. è l’unico telegiornale che ha dato risalto ai piccoli azionisti e agli aspetti seri; richiede media player)
  • ..mi rifiuto di inserire il tg4.
  • tg5
  • ..no, studio aperto non lo metto.

Vorrei chiedere spiegazione a chi legge…secondo voi cosa bisogna fare per far sì che un problema non esista per mezza giornata in questo paese? Come si fa a parlare di una cosa per più di un giorno, di modo da trovare un abbozzo di soluzione?

Ditemelo voi, io sono disperato. Ci manca poi che su telecom ci metta le mani pure Berlusconi…


Telecom Day [2]: aggiornamenti da Rozzano

aprile 16, 2007

La fonte è presente nel link dell'immagine stessa da Repubblica.it

[click qui per condividere il video dell’intervento di Grillo]

 

Oggi abbiamo avuto uno dei pochi esempi di democrazia diretta, che viene dal basso, dai piccoli, da chi ogni tanto si ricorda cosa voglia dire fare il cittadino. Tanti piccoli azionisti si sono riuniti ed hanno preso la parola, sull’onda della super-smerdata ai danni dei vertici telecom fatta da Beppe Grillo.

Chiamatela pagliacciata, teatrino o spettacolo, come già i giornalisti stanno cercando di spiegare, l’intervento di Grillo (parte 1 e parte 2). Sono curioso ora di vedere come reagiranno le televisioni questa sera, come spiegheranno la faccenda e che parti del suo discorso (quanti secondi e quali parti) decideranno di mostrare. Chiamatela come vi pare insomma, ma io oggi ho avuto la mia soddisfazione: in Italia le cose funzionano solo tramite queste trovate, che in teoria negli altri paesi sarebbero normali interventi di piccoli azionisti. Qui non si usa; qui abbiamo la Consob, che dovrebbe vigilare, che tutela gli interessi opposti ai consumatori, a favore di chi detiene il potere e fa fallire dei monopoli. Gente che compra senza capitali aziende mantenute per decenni con soldi pubblici e poi le distrugge, vendendole.

Sono curioso anche io, come traspare da molti interventi, di sapere perché, se la società va bene e ci sono tutti i motivi per essere ottimisti, come dice Buora, chi la controlla la vuole vendere?

Ma la vergogna più grande (passatemi il termine in questo caso) è che Tronchetti Provera non abbia mai i co**ioni di presentarsi ad un’Assemblea, guardando in faccia tutti gli investitori che da anni prende in giro, per esempio vendendo miliardi di proprietà immobiliari a Pirelli Estate. Conflitti di interesse tra più società, con consiglieri che fanno parte di una e dell’altra.

E’ questo il capitalismo italiano, quello della competitività (tra stesse persone) e dell’avanguardia.

Basta, forse è giunta l’ora di cominciare a fare ri- funzionare le cose, a ri-prendercele, per lo meno a provarci. Metaforicamente il metodo blogosfera sembra dare dei primi simbolici frutti: tanti piccoli che si uniscono, segnalano, partecipano, posso arrivare ai piani alti. E farsi sentire.