iPhon

luglio 1, 2007

Da www.bisio.it

E’ uscito in commercio l’iPhone finalmente. E finalmente scopriremo se le critiche di fondo fatte da molti esperti erano fondate.

Waiting for Godot. Sapremo anche se lo schermo dell’iPhone sarà delicato come i primi iPod nano, che si rovinavano all’inverosimile, dato il fatto che sarà usato con le dita e non con un pennino (per la prima volta), sporcandosi, rigandosi, lasciando segni come sullo schermo dei vostri cellulari (che però non toccate mai con le dita…!).
Sono qui che aspetto di leggere le prime impressioni dai blog oltreoceano più autorevoli. Intanto però gli americani comprano per il gusto di avere e partecipare. Roba che noi europei non possiamo capire. Il costo dell’oggetto infatti si aggira tra i 499 e i 599 dollari (rispettivamente 372.30 euro e 446.91 euro circa), prezzo quindi non così accessibile da tutti; ma quello che conta è averlo, possedere tra i primi un gadget Apple rivoluzionario, che magari non si sa bene come usare.

//www.filippocorti.com

Oggetto per fan. Lo scopo del marketing è stato raggiunto: nel bene o nel male se ne è parlato all’inverosimile, così che l’iPhone diventasse subito oggetto di culto da parte di appassionati Apple e non. E Jobs fa i salti di gioia visto che le azioni Apple sono salite del 30% in un solo giorno.
Non ci resta quindi che attendere la fine dell’anno quando il telefono (in teoria è pur sempre un telefono) uscirà sul nostro mercato. Mentre l’N95 Nokia sarà già in mano di moltissimi geeks e non, essendo anche più avanzato tecnologicamente, tutti vorranno avere l’iPhone. Sarei curioso poi di sapere quanti italiani in possesso del telefono Apple avranno la capacità di installare un programma (non di terze parti, mi raccomando, addio Fring) e di usare per il 60% un telefono simile. Per questo dico che alla Apple sono sempre più avanti: hanno capito benissimo che per colpire nel segno non serve supertecnologia (che pure c’è, ovviamente), velocità e caratteristiche innovative.

Da repubblica.it

Basta saper colpire con le immagini, “facendo scena” come dicono i fighetti. Il resto lo farà il passaparola e i prossimi contest sul web in cui si vinceranno iPhone.
Nell’attesa mi divertirò a testare l’iPhone utilizzando il My-iSmudginator.

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Emi…cadde una Apple sulla testa.

aprile 2, 2007

//www.1000bit.net/ - La fonte è presente nel link dell'immagine stessa

Oggi su Repubblica leggo che Emi avrebbe raggiunto un accordo con Apple per poter vendere le canzoni sullo store di iTunes senza Drm (Digital Rights Management una sorta di SIAE trasformata in lucchetti digitali). Che tradotto vuole semplicemente dire che sarà in teoria possibile copiare ed ascoltare le canzoni acquistate (da iTunes) in qualsiasi lettore mp3.

A me pare invece una sorta di compromesso (…non so ma mi è venuta in mente la terribile immagine di Bill Gates che appare su uno schermo dietro a Jobs. Forse esagero…); nel 2005 infatti le posizioni erano queste. E a febbraio di quest’anno il caro Steeve (Jobs) aveva spedito la letterina a babbo natale major bacchettandoli sulla loro ingordigia economica. Le posizioni troppo open di Jobs erano un po’ troppo fastidiose, ma senza dubbio lungimiranti (già): in più siccome si chiamano major e non siae, non sono totalmente rimbecillite (dopo un po’ di tempo hanno capito che l’home video le ha salvate dal tracollo un bel po’ di anni fa per esempio) ed ogni tanto intuiscono che forse bisognerebbe compiere qualche passetto nel verso giusto: piccolo per le major, grande per noi, almeno in teoria.

Sì, perché dietro quegli 1.29 dollari invece di 0.9 (per un mp3, ebbene sì, moltiplicatelo X 12-15 canzoni di un cd vario per esempio) mascherati da una “qualità migliore” secondo me c’è semplicemente la scusa per fare più soldi. Insomma, ti do il contentino, ma dammi qualche soldino! Questo per dire che Jobs è avanti ma…è anche furbo, giustamente: “Vendere musica digitale senza Drm è un passo obbligato per l’industria musicale – ha dichiarato il Ceo di Apple Steve Jobs – e la Emi guida ancora una volta l’industria con un’innovazione che lascerà il segno. Il catalogo reso disponibile da oggi non solo è senza Drm. Ma anche di una qualità superiore. Penso che gli utenti di iTunes saranno contenti di pagare appena 30 centesimi in più per le loro canzoni. Ovviamente, sarà sempre possibile acquistare le stesse canzoni, ma di qualità inferiore, con i Drm. Vogliamo dare alla gente possibilità di scegliere. Questa è la libertà digitale”. No, la libertà digitale per me non è questa.

Apprezzo il piccolo sforzo e comunque sia…continuo ad avere fiducia nel lavoro..di Jobs (questo nuovo iRack è proprio una pacchia!).