Il partito dei mangioni

ottobre 8, 2007

http://www.insiemepercordenons.org/

Sono tutti affamati quelli di FI. Ok, non mi dilungherò sul fatto che questo non è un partito ma semplicemente il cast di una soap-opera; non vi annoierò con le solite critiche sui condannati, su quelli che non si fanno processare e sui grandi nomi che fanno parte di questa gloriosa barzelletta italiana, una realtà che solo qui poteva esistere e diventare il primo partito. I dati auditel servono al voto più di ogni altro strumento e qualcuno l’ha capito.
Vorrei quindi condividere con voi alcune considerazioni, alcuni dubbi leciti.

Vi siete chiesti perché Forza Italia è praticamente l’unico partito che ha votato contro la riduzione del numero dei deputati?
Vi siete chiesti perché Berlusconi non vuole cambiare questa vergognosa ed antidemocratica legge elettorale?

Sulla legge elettorale è facile: votare il nome del candidato scelto è troppo democratico per uno che si è fatto da solo, abituato a plebisciti in stile fascista (allora si votava solo “sì”, oggi invece si mette una “X”, poi qualcun altro per te decide chi hai votato) e poi non potremmo più avere in Parlamento gente interessante come Mara Carfagna (la preferivo così), Pippo Franco o Manuela Di Centa. Che sì, di politica sicuramente ne sanno un casino.

Tutti vogliono mangiare a Forza Italia; hanno tanta fame, tanta voglia di farsi vedere paladini della comunità e tante cose da cambiare. E poi per scendere in campo serve tanta energia. Chiedetelo all’amico meccanico, commercialista o dentista che si è candidato alle comunali: secondo voi in che partito si è buttato? Secondo voi cosa sa di politica se non quello che ha sentito alla televisione fino al giorno prima? Secondo voi perché è sceso in campo? Che contributo può dare? Forza Italia prende cani e porci, basta fare numero. Ragionateci un po’, in silenzio.

Ok, ci avete pensato bene? Pausa.

Io so il perché di tutto questo: Forza Italia è una grande forza al servizio di un grande furbo che si prende gioco di tanti ignorantoni.

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“A Prodi”

giugno 6, 2007

Poesia estratta dall’album di famiglia “Prodi da piccolo”.

Da romanoprodi.it

Da piccolo Prodi prodava.

Da piccolo Prodi scendeva in piazza,
contro finanziarie e leggi elettorali.

Da piccolo Prodi prodava,
proteggeva i più deboli e ripudiava le leggi ad personam.

Da piccolo Prodi prodava,
e con Fassino ma non Bertinotti
la legge Biagi modificava
ma lo scempio non cancellava.

Da piccolo Prodi prodava,
di Berlusconi si burlava e in Clemente credeva,
la domanda all’offerta presentava e il lavoro rilanciava.

Da piccolo Prodi provava,
alle sedute spiritiche si dava
ed alla commissione europea sedeva.

Pedalando divenne grande,
di mortadelle ne mangiò tante.

Vinse le elezioni,
votato da milioni di coglioni;
ora governa una nazione
che guarda tanta televisione.

Oggi che non è vecchio ma maturo,
crede ancora alla politica e alla religione,
pensando di prendere in giro tutte le persone.

Ma ora suvvia vi rassicuro;
col tesoretto tra le mani convincerà noi italiani,
che come sempre e piacevolmente…
rimaniamo brava gente.

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