L’inciucio

giugno 4, 2007

//www.societacivile.it/focus/articoli_focus/massoni/p2.html da societacivile.it

Qualcuno ce lo aveva già spiegato. Qualcun altro ancora non conosce bene il significato di inciucio (nella politica italiana). Altri ancora non hanno mai sentito parlare di P2, degli illustri iscritti che ancora sono in politica (come Berlusconi) o del piano di rinascita democratica che da 30 anni ormai procede pressoché indisturbato.

Poteri occulti che influiscono, influenzano e in realtà comandano e spostano gli equilibri delle vite di questa accozzaglia di persone diversissime che compone l’Italia.

A scuola quando si studia storia, difficilmente si arriva a quella dei giorni nostri, se non in modo frettoloso e quindi approssimativo. Prendete l’Italia berlusconiana, «la peggiore delle Italie che ho mai visto, per volgarità e bassezza. Il berlusconismo è la feccia che risale il pozzo. Gli italiani dovranno vedere chi è questo signore. Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, al Quirinale, al Vaticano, dove vuole. Soltanto dopo saremo immuni.» (frase di Indro Montanelli del 26 marzo 2001 – pensiero di uno di destra, ma quella vera). Per completarvi il quadro basta anche ricordare alcune delle tante cosiddette modifiche costituzionali, quelle dimenticate, che fatte in un colpo solo sarebbero state equiparabili ad un golpe, ma che fatte in 5 anni vengono spacciate come riforme: la legge 30, il conflitto d’interessi, il falso in bilancio, il federalismo, la Gasparri, la Fini, la Bossi-Fini, la Cirami, la Cirielli, lo Scudo fiscale…le finanziarie di Tremonti, i vari tentativi di mettersi sopra, davanti a chi giudica, e confrontateli leggendo il piano di rinascita democratica della P2. Silenzio.

Prendiamo invece l’Italia di adesso, quella dell’a-carismatico Prodi (in teoria), riassumibile in due righe delineate da Luca De Biase:

An article […] shows how a secret private service has built such an amount of information to be able to influence – and even control – the very highest of Italian political power. With no distinction between Left and Right. The only difference between now and the previous government’s period is in the opportunity for Italians to read about all of it

Un Italia in cui non c’è distinzione tra sinistra e destra. La sola differenza tra questo e il precedente governo è data dall’opportunità che ora gli italiani hanno di poter leggere e sapere tutto riguardo a quello che realmente accade.

Per questo ora gli italiani medi si sono accorti che tutto va male: forse, come abbiamo meritato un Mussolini, ci meritiamo poprio un Berlusconi.

 

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Il conflitto d’interessi della “clemente” Italia

maggio 17, 2007

Da ilcannocchiale.it

Devo scoprire chi consiglia Prodi, chi suggerisce le dichiarazioni da fare ai media, chi si occupa della sua comunicazione. Perché è un imbecille, oppure è in malafede e fa perdere in partenza il mortadella. Non che mi interessi più di tanto il suo destino, ma visto che si parla di par-condicio

Certo, combattere contro uno che esiste solo grazie alla televisione e a tutto quello che controlla è molto difficile; ma la battaglia può essere giocata su citazioni, fatti, ricorrenze…e ce n’è tanti. Potrei fare 1000 esempi, potrei fornire 1000 risposte che Prodi potrebbe argomentare come risposta al nano che non si fa processare ma processa i giudici. Sarebbe troppo facile.

Ad esempio, quando leggo e sento che uno come Mastella, che ha qualcosa in più dell’1% di voti, si permette di avere voce in capitolo su una legge che già doveva esistere da decenni, mi incazzo. Mi arrabbio perché la gente non conosce la storia radio-televisiva italiana, o per lo meno non conosce aspetti principali come finanziamenti rispetto alle altre nazioni, lottizzazioni, via cavo, via etere, reti locali, portata locale, diretta… Gli italiani non sanno che già dagli albori il settore radio televisivo del nostro paese è sempre stato protagonista di una mancanza di regole precise o ben definite che alla lunga hanno permesso lo svilupparsi di certe situazioni fuorilegge, che come esito hanno portato al decreto Craxi del 1984 fino ad arrivare alla legge Mammì, alla legge Maccanico ed alla legge Gasparri.

Mettiamocelo in testa: una situazione come quella italiana, in cui un editore si è fatto strada senza spiegare dove ha preso i soldi, illegalmente, violando frequenze e le poche regole presenti, tra cui quella di non potere avere più di due reti, non potrebbe esistere da nessuna parte; sarebbe sentita come una gravissima mancanza di pluralismo e democrazia nella creazione e nella diffusione di una certa opinione pubblica, uno dei tanti strumenti di controllo sociale sulle masse del nostro secolo, per dirlo alla “Ortega y Gasset”.

Da Corriere.it

Insomma, abbiamo capito tutti che Mastella è inciuciato un po’ di qui e un po’ di la, ma non deve essere lui ad alzare la voce. La voce grossa in capitolo dovrebbe farla un vero leader, zittendolo con un po’ di carisma. Si eviterebbero figuracce sulle prime pagine, giusto per non far passare per finta vittima ancora una volta il povero piduista.

Lo dico con un tono rassegnato, perché il capitolo “informazione” in Italia è in caduta libera e me ne dispiaccio molto. Nessuno però tocca i tasti giusti per dare una sterzata al sistema. Quindi continuerò felicemente a fare il blogger, sperando che i giornalisti dell’ordine, nonché leccaculo degli editori, non imparino molto ad usare questo fantastico strumento e continuerò a fare tutto questo felice di essere letto da chi sa apprezzare lo sforzo, in termini di Feed, di tentare di fornire fonti e contenuti veri, sentiti e condivisi da moltissime persone. Verso una nuova informazione costruita attivamente da tutti.