L’Eternit è il futuro

gennaio 18, 2008

//www.akille.net/

Mi unisco all’appello di Mantellini: com’è possibile che Libero in Italia venga comprato? Perché non fare un sondaggio su chi acquista questo giornale per studiare gli strani effetti dovuti all’Eternit?

Sarà un caso, ma quando vedo sul sedile davanti di macchine parcheggiate appoggiato “Libero” o il “Giornale”, li in bella vista a fare immagine, le macchine sono sempre le stesse: BMW, Mercedes, ecc… Fa niente se il giornale magari è di una settimana prima, però è ancora li nuovo, da aprire; è uno status symbol per queste persone, loro sono quelli che lavuran pu se, mica come giù i terùn.
Dalle voci in giro per la blogosfera si ipotizza che le copie di Libero siano omaggio, nessuno crede che vengano vendute. Eppure è così. Altri si chiedono cosa penseranno all’estero di un paese che ha un ministro indagato per gravi reati che, mentre insulta uno dei 3 poteri dello Stato, riceve (come già annunciato) “la solidarietà” di tutta la casta. Tra rifiuti e tutto il resto stiamo affondando, chissà chi vorrà più venirci in Italia. Bisognerebbe chiedere i danni anche a chi compra questi quotidiani forse.

Ul sciur Perego approverebbe.

Annunci

Eco-Imbecilli

luglio 2, 2007

Ora capirete benissimo perché dico che i giornalisti italiani non capiscono una beneamata ceppa.

Posso comprendere un quotidiano di baso livello come “Libero”, che vive su queste bassezze (e su un giornalismo di scarso profilo intellettuale – anche mia nonna in cariola infatti si accorgerebbe delle notizie lievemente di parte – che accentua ed esaspera i fatti nel modo più scorretto possibile), che solo ai propri lettori (che probabilmente hanno approfondito anche su Eva3000 per vedere un po’ di culi -in senso lato – e tette) possono interessare e rimanere in testa (delle cose scomode – tante – si evita sempre di parlare); quelli di Corriere.it invece potevano risparmiarselo (infatti su repubblica.it ancora non c’è un articolo in proposito, anche se sicuramente uscirà presto visto che i concorrenti ne parlano), anche se è da una settimana che Grillo è nei loro pensieri.

Peccato però che tutti quanti i giornalisti si dimenticano sempre di segnalare altre cose che racconta Grillo o altre battaglie (ok alle critiche populiste e demagogiche, vi anticipo subito) che lancia sul web. Strano invece che non si ricordino che Grillo ha ripetuto più volte che, anche in passato, ha avuto una Ferrari, una barca, ecc… Poi dite voi chi fa demagogia o della bassezza retorica e bacchettona. O semplicemente chi non sa fare il giornalista, non verificando qualche fonte o omettendo alcune parti, volutamente.

Che però un giornalista (o un fotografo) stia dietro a Grillo solo ed esclusivamente per aspettare che lui dalla spiaggia, a nuoto, raggiunga la barca dell’amico medico ritraendolo al timone, francamente mi fa sorridere. Anche perché sul sito dell’Eco-Corriere è presente un bel link come questo se proprio vogliamo fare i precisini.

Piuttosto mi preoccuperei della sua pancia, più piena del solito.
Che sia incinto?

 

N.B.= non è un articolo in sua difesa, anche se Grillo mi ha promesso, in cambio di questo post, uno yacht di 20 metri con un motore di 10.500 CV.

Share:
Technorati icon


Family Gay

Mag 12, 2007

Oggi è il giorno dell’orgoglio cristiano di non si sa cosa. Si va in piazza a difendere un concetto di famiglia naturale che nessuno bene conosce o sa spiegare (è un qualcosa istituito da qualcuno messo in questo modo direi), quando i primi a vivere in una famiglia da Dico, in una famiglia riconosciuta civilmente, e a mantenere 2-3 famiglie sono gli stessi politici scesi in piazza. Persino Barbara Romano, giornalista del quotidiano Libero, che comunista non è di certo, se ne è accorta in un articolo apparso sul quotidiano il 31/01/2007

I cattolici, quelli moderati e tolleranti, sono loro quelli liberali; quelli che vogliono imporre il loro modo di vedere le cose come 5 secoli fa e che non ammettono altre soluzioni. Loro vogliono, dicono che non è possibile che ci siano altre soluzioni, censurano altri modi di vivere. I cristiani.

Se decido di “metter su famiglia” ma non mi sposo? Non sono una famiglia, non ho messo su una famiglia ma non so…ho fatto jogging. E se non sono cristiano ma ho una famiglia? No, non è una famiglia. Ma allora che diavolo intendete con famiglia? Se chiamate una cosa famiglia e…poi dite che non lo è? Non ci capisco più niente.

La famiglia cristiana, quella dei sani valori, che ancora è il primo luogo in cui le donne subiscono la maggior parte delle violenze, difficili da denunciare perché “rovineresti la famiglia stessa e chissà poi cosa pensano gli altri“. Botte da orbi.

La famiglia cristiana, promossa da quei valori e da quella cultura secondo cui (basterebbe leggere la Bibbia) la donna è essere inferiore rispetto all’uomo; è subordinata a lui, deve fare quello che l’uomo dice. Discriminata da sempre da una delle religioni più maschiliste che ci siano, la donna sembra però felice di prostrarsi all’uomo cattolico, dai sani valori (solo lui li ha).

Siamo il paese europeo che ha avuto al Governo più cattolici di sempre: su 60 governi, 51 presidenti del consiglio erano cattolici e 9 laici. Per difendere la laicità dello stato, o forse per accaparrarsi milioni di voti di devoti cristiani. Siamo il paese che meno investe nella famiglia, nelle politiche sociali e siamo l’unico che ancora non ha l’equivalente dei Pacs; riconoscere i diritti alle coppie di fatto (non vuol dire che per forza un uomo debba sposarsi con una gallina per ereditare le sue uova)  non credo impedisca di portare avanti politiche positive per la famiglia. Anzi…sarebbe roba per paesi moderni ed evoluti socialmente. Quindi non è cosa italiana.

La famiglia, la famiglia: il tasso di natalità è il più basso, come sempre; la famiglia cristiana non fa figli. Per farne bisogna avere un lavoro stabile, non bisogna essere precari né disoccupati. Ma di questo le varie eminenze non ne parlano: preferiscono usare tutte le loro energie a criticare dico e gay, come male numero uno al mondo, piuttosto che richiedere qualche misura concreta a favore della famiglia.

Che la Cei fosse una vera e propria organizzazione politica di supporto ad alcuni partiti ce ne siamo accorti un po’ tutti. Ma che il Vaticano non abbia mai inveito contro i simpatici personaggi che siedono in parlamento che dal 1993 godono dell’assistenza sanitaria per i conviventi more uxorio che poi però cercano di non estendere ai cittadini stessi è una cosa un po’ strana.

Mi e vi pongo una domanda: ma tutti i politici divorziati che saranno in piazza…si porteranno tutte le loro famiglie a sfilare accanto a loro?

In questo splendida lettera di Marco Travaglio (“Caro Monsignor Ruini”) sono riassunti più o meno tutti questi concetti, con l’aggiunta di dati, nomi e tante altre belle cosucce. Buon divertimento. 


“Scuole” di pensiero

marzo 31, 2007

(ANSA) “MILANO, 29 MAR – Renato Farina, l’ex vicedirettore del quotidiano ‘Libero’ diretto da Vittorio Feltri, e’ stato radiato oggi dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti per essersi ‘arruolato’ nel Sismi con il nome di ‘Betulla’.”

Per una volta l’ordine dei giornalisti ha fatto qualcosa di sensato; il moderato Farina finalmente radiato…ultimamente lavorava per il moderato, neutrale-non scheriato ed equlibrato Feltri. Questo era il tipico giornalista italiano, quello che sta dietro il potente, quello della destra che per amministrare il proprio volere deve controllare, censurare e riunire tutto nelle mani di uno solo, giusto per rispecchiare il pluralismo (ebbene sì, oggi ce l’ho con la “destra” italiana).

Ma l’unico commento degno di nota resta quello dell’autorevolissima deputata di FI (mioddio ma con quale coraggio in Italia gente come lei può essere in un partito, guarda a caso FI? Le hanno messe tutti li a fare bella presenza..!), Gabriella Carlucci.
(APCom) – Forza Italia deve fondare una propria scuola di giornalismo e nominare Farina rettore perché è un giornalista vero e un modello per i giovani“. “L’incomprensibile decisione di un Ordine – sostiene Carlucci – non può cancellare decenni di vita professionale al servizio dei lettori e della libertà (questo è Farina, ripeto). Farina si era già dimesso ed ora arriva questa radiazione che, oltre ad avere gravi vizi di forma (QUALI, SPECIFICA!), sembra provenire da periodi storici che pensavamo passati (E DAJE CON STO ROSSO!)“.

Innanzitutto, perché una così ha voce in capitolo? Siamo ai livelli della Gardini. Non si rende nemmeno conto di quello che dice. Sarà l’abitudine ad un giornalismo controllato probabilmente. Una deputata che non arriva a comprendere che il giornalismo dovrebbe essere indipendente da ogni tipo di influenza politica. Invece no, per lei addirittura un partito dovrebbe fondare una scuola di giornalismo con Farina capo supremo…!!!!

“Un modello per i giovani”: so io quali giovani…ma qui torniamo a parlare di un altro post…

Ragazzi, facciamo davvero ridere i polli è incredibile. Concludo con le domande che rivolge suzukimaruti sul suo blog: ma davvero credete che questa porcheria di cui sentite parlare si debba chiamare destra?

E io che stimavo un po’ di più i destrorsi.