You have the balls

aprile 1, 2008

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Sarebbe fantastico se tutti gli sportivi che in teoria andranno alle prossime Olimpiadi fossero come Bhaichung Bhutia. Perché basterebbe un segnale, un «no grazie, non partecipo».

Se stiamo qui ad aspettare che qualche potente alzi un dito contro la disumana Cina stiamo freschi. Perché la scia dei chilometri di sangue tibetano è già fin troppo lunga.
Lasciamo quindi che se le facciano da sole le Olimpiadi; proponiamoci di non guardarle mai in tv e di non dare ascolto ai giornalisti che metteranno le mani avanti con la scusa dello sport, anteponendolo a tutto il resto un po’ vigliaccamente.

Perché no, non si può parlare di sport, di festa e di spirito olimpico quando parallalelamente hai un paese che annega nel sangue ogni forma di libertà. Boicottiamole Noi le Olimpiadi.

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Come sputare sul (Dalai) Lama

dicembre 16, 2007

Da Repubblica.it

“In Tibet è perfino proibito pronunciare il mio nome” […]
Perché non ha incontrato il governo italiano? “Chiedetelo a loro” ribatte con un sorriso disarmante.
“Sono ingombrante, che posso farci?”.

Che sia scandaloso che il simbolo mondiale del pacifismo, il Dalai Lama, non venga ricevuto né dal Papa né dal Governo italiano lo sanno un po’ tutti, però se ne parla poco. Dopotutto è Natale, meglio parlare dei consumi, dei regali e dei post sotto l’albero.

Ma nonostante venga spesso ignorato, il Dalai Lama non demorde, non si offende: non vuole creare problemi. Anche se alla fine è così, perché il mondo va al contrario.

I governi, invece che promuovere i diritti umani e i valori veri della vita (e noi stiamo ancora qui a parlare nel 2007 di un concetto di patria vecchio di 100 anni), preferiscono fare affari con un paese come la Cina, fuori da ogni regola, fuori da ogni controllo e dove la libertà, di fatto non esiste.

Ancora adesso mi considero metà buddista, metà marxista. Davvero, credo che il marxismo sia ancora la chiave di una giustizia sociale ed economica

Ah ecco, ora ho capito perché il Dalai Lama procura così tanto fastidio.


Se avessi “le palle” di un bonzo…

ottobre 4, 2007

//www.7yearwinter.com

Avrete notato che fino ad ora non avevo detto niente sulla tragica situazione di queste settimane in Birmania.

Questo perché, dopo averci ragionato un po’ su, mi vedo più vicino a questa posizione piuttosto che quest’altra. Non me ne voglia Dario, che per me è un amico ormai – anche se non ho ancora avuto modo e piacere di conoscerlo di persona – ma pensandoci bene…apprezzo molto queste iniziative, anche se credo che non servano a molto, purtroppo.

Certo, l’idea di Dario è più che lodevole e infatti sta facendo il giro del mondo perché fa sì che nessuno smetta di parlarne, confrontarsi e discutere su un devastante avvenimento come questo, che dovrebbe sì coinvolgere il mondo ma in tutt’altro modo. Premetto subito che vedere tutta questa gente indifesa, scalza, con poco o niente, lottare per la libertà e per questo venire uccisa, malmenata, censurata, ignorata, calpestata, deportata…mi fa un effetto incredibile. Questi qua hanno i coglioni (perdonatemi i termini che userò ma in certi casi la forza delle parole rende meglio l’idea) più grossi di tutti noi italiani messi insieme. Che ci lamentiamo, parliamo e ci indignamo ma siamo sempre li…cosa otteniamo a parte un giro di link e di discussione? Io me lo sono già chiesto in passato. Ok, non siamo mica obbligati, certo.

Dall’altro lato, il post di Bucknasty è forse troppo “estremista” e coinvolto…come piace a me del resto. Obiettivamente però ritengo sia esagerato tacciare tutti quelli che, nel loro piccolo, prendono una posizione o aderiscono ad un’iniziativa che ritengono comunque utile, soltanto come superficiali e in realtà menefreghisti. Però in parte ha ragione, perché la preoccupazione di molti è stata esclusivamente quella di inserire un po’ di rosso nel proprio blog, una foto di sé stessi con una maglietta rossa (che fino al giorno prima magari era un colore odiato per motivi che non sto li a ricordarvi) e magari farsi linkare o commentare un po’ il blog, godendo insieme a tanta gente di moralizzazioni tutte made in Italy. È così che aiutiamo il popolo birmano? No di certo.

Forse esagero, ma credo che fare qualcosa di concreto sia ben altro: scendere in piazza tutti uniti, nazionalmente, in Europa che so io…non firmare una petizione. Il Pinochet birmano se ne fotte delle petizioni e dei blog uniti; la Internet è chiuso. Ok, va bene, lo so, parliamone, teniamo viva la questione visto che già è praticamente dimenticata. Non ci sono molte immagini, non ci sono giornalisti, quindi per la gran parte dei media (italiani) tutto questo non esiste. È anche qui che bisogna indignarsi, non basta un file jpeg rosso.
//www.7yearwinter.com/

Per di più credo anche che noi non possiamo capire tutto questo e…chissà quante cose ancora staranno succedendo che non sappiamo e non ci fanno conoscere. Sì, nel nostro piccolo viviamo qualche censura o al massimo abbiamo assistito a teste frantumate gratuitamente a manganellate al G8 di Genova; ma non possiamo capire cosa voglia dire farsi pestare o sparare addosso solo perché stiamo per strada. Cavolo, li sì che ti senti addosso il peso del regime, parola ormai usata a sproposito da politici che non sanno misurare le conseguenze; li sì che provi quella sensazione indescrivibile di non poter decidere se oggi puoi respirare o no.

La realtà è un’altra e cioé quella che dimostra che il Myanmar non fa già più notizia (se mai l’ha davvero fatta): alle 21.48 di mercoledì sera, sulla pagina principale di corriere.it la notizia sulla Birmania è nel fondo della pagina, su Repubblica.it non c’è nemmeno più. Ignorati. Va bene che in Birmania non ci sono i soldi che hanno invece gli israeliani, però non capisco. Non capisco perché ogni paese non si impegna in un aiuto concreto. E l’Onu? A cosa serve tagliare aiuti, fondi, ecc..? Alla fine ci rimettono sempre i poveretti. Per una volta voglio ragionare da duro, da americano punto nell’orgoglio: sogno un’invasione di massa dei buoni che uccidono tutti i cattivi e piantano una bandiera; peccato che sarebbe un disastro in vite umane (innocenti). Quindi? Sa fem? Parliamone. Alla civiltà occidentale non fotte più di tanto, semplicemente perché è la Birmania…non è l’Iraq. Brutto da dire eh?

Questo per confessarvi che se davvero potessi fare qualcosa, se davvero avessi i coglioni grossi come quelli di un birmano avrei già fatto molte altre cose. Ma lo ripeto, un invito alla riflessione è sempre meglio che stare fermi a guardare oppure star li soltanto a criticare. Quindi ringrazio ancora una volta Dario, ma adesso…che facciamo?

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Un anno di Blog a Progetto: credits

luglio 20, 2007

È giunta l’ora di ringraziare un po’ di bella gente. Un anno è passato, tanti post sono filati via lisci (più o meno), tante simpatiche persone hanno commentato e tanti spammer hanno spammato (il sistema in un anno ha bloccato 2.720 messaggi).
Di conseguenza quindi:

.: Ringrazio chi mi ha ispirato a creare il Blog a Progetto (non ringrazio la Legge Biagi, sia chiaro)
.: Ringrazio chi mi ha supportato
.: Ringrazio la Gabri che mi sopporta quando sono in “fase creativa” e scrivo un post lungo per almeno mezz’ora
.: Ringrazio tutti coloro che hanno voglia di leggermi ogni giorno, che mi hanno letto e che mi leggeranno
.: Ringrazio chi ha commentato e contribuisce a sviluppare discussioni interessanti
.: Ringrazio tutti quei blogger che ho usato come fonte, non smettete mai di produrre contenuti
.: Ringrazio chi ha avuto l’accortezza di linkarmi o citarmi nei suoi post ed anche chi, nonostante il buonsenso lo suggerisca, non l’ha mai fatto pur prendendo spunto dal BP; i contenuti sono liberi ed è giusto che circolino, ma se sei un f.d.p. i tuoi contenuti non li cagherà nessuno
.: Ringrazio chi apprezza il mio modo di scrivere, il mio modo di dare un titolo alle cose e delineare i fatti. Ringrazio anche chi invece preferirebbe leggere solo il sunto del sunto del sunto del sunto…del bigino per ogni post.
.: Ringrazio il web 2.0
.: Ringrazio wordpress (anche se ogni tanto mi fa perdere le bozze, non mi permette di inserire script o modificare il codice del blog, così non posso aggiungere nuove funzionalità molto carine ed utili), feedburner e un po’ di aggregatori sociali. Ringrazio i tag e il blogroll
.: Ringrazio un po’ anche BlogBabel e google
.: Ringrazio chi ha creato blog e blogosfera
.: Ringrazio chi mi fa sentire libero e cerca di dare la possibilità a tutti di scrivere, pensare e discutere di ogni cosa, senza limiti, paletti od oscuramenti
.: Ringrazio…i ringraziamenti

Infine – da paraculo – ringrazio un po’ me stesso, che in un anno ho saputo mantenere una certa costanza negli aggiornamenti del BP. Certo, vi sarete accorti che non sempre parlo di precariato o lavoro, ma sono sicuro che – in caso contrario – vi sareste annoiati a morte.
Grazie a tutti, con tutto il cu..ore. ;D

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