Vagina Day

settembre 7, 2007

Domani ci sarà il V day. Pensavo anche di creare per l’anno prossimo, sempre con la collaborazione di Axell (che di queste cose è sicuramente esperto), il “Vagina Day”.

Tira pu se un pel de bagiana che…

Raduneremmo tanta di quella gente che non avete idea.

Tutti parlano del V-Day in questi giorni, nel benino o nel malaccio come spiega Dario; la blogosfera ne parla più nel malaccio, più che altro perché si parla di Grillo (che è primo fisso su blogbabel fanno notare in molti), che della blogosfera in teoria non fa parte. Tra tutte le cose che si sono dette su Grillo, il V-Day eccetera eccetera, volevo far notare una cosa non da poco.

Premessa. Io sto più dalla parte di Estragon (vedi link sopra), anche se non nutro tutto questo astio verso Beppe Grillo. Quando leggo le boiate sui presunti scheletri nell’armadio di Grillo, le Ferrari, le barche, ecc…ci faccio su due risate e torno a fare quello che dovevo fare. Insomma, Grillo sarà anche un paraculo, ma c’è tanta gente che è paraculo al quadrato per dirla tutta. La dimostrazione è data oggi dal venerdì di Repubblica.

Sonounprecario’s brainstorming. Le tradizionali critiche del tipo “tanto non servirà a niente”, “si tratta solo di portare in piazza un po’ di entusiasmo, senza nessuna utilità”, “lui non fa altro che dire cose che sanno tutti”, “le cose non cambieranno” sono proprio quei ragionamenti che mi fanno dire, appunto, “mbe’ cavolo allora stiamo fissi a casa davanti ad uno schermo a incazzarci tra bloggers”, vivendo di luoghi comuni e di infime certezze. Grillo probabilmente non farà mai il politico, forse non chiederà mai di votarlo, al massimo ti sussurra indirettamente di compragli il dvd del suo spettacolo; magari fa un po’ di quel marketing (virale?) che tanto critica con queste iniziative. E va bene, sono d’accordo anche qui e sul populismo. Ma pensate bene anche a questo: chi siamo noi italiani? In che casi siamo riusciti e riusciamo a smuoverci in massa? Che personaggi hanno avuto, nel bene e nel male, o hanno la capacità di portare in piazza migliaia di persone? Fate mente locale un attimo. Ecco, ora che avete in testa quei personaggi e vi viene voglia di vomitare (non per tutti, ok), posso andare avanti.

Richieste popolariste. “Un cittadino italiano non può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo o secondo grado e in attesa di giudizio finale; limitare l’eleggibilità al Parlamento a due legislature; ripristinare la preferenza diretta per l’elezione dei parlamentari” (meglio che iMille…ok, la smetto di prenderli in giro). Non si tratta di cazzate vere e proprie, sono pur sempre punti che credo mettano d’accordo più o meno tutti. E non dico niente di nuovo; ma prima di Grillo, con la forza della Rete, chi aveva rotto le palle fino all’inverosimile su queste cose (e tante altre)? Nessuno. Se non tutti quelli che come me si lamentano ma non possono fare una cippa di niente. Almeno io mi incazzo e nel mio piccolo, con azioni quotidiane mirate, cerco di boicottare i mostri cattivi dominatori del pianeta Terra (sentite il rumore dell’arrampicamento sullo specchio?). Grillo è il mezzo, come sostengono molti fisicamente attraverso i meetup, per ottenere piccole vittorie quotidiane; è il vip che ogni italiano medio ha bisogno di sentirsi nominare per alzare uno o due dita; è anche uno che fa spettacoli e si fa pagare: ma grazie al ca..volo. Sinceramente però io non avrei mai avuto voglia di sputtanarmi in pubblico, presenziare a processi, farmi querelare, stare antipatico a persone potenti che non si accontentano di chiuderti il blog ed essere pronto a sorbirmi un’ondata di insulti o critiche da persone del livello «mi sono messo in politica nel mio comune in forza italia così “mangio” un po’ anche io». Ok, l’avrà fatto anche perché magari non aveva niente da perdere e alla fine…deve vendere.

Odiano Grillo più i blogger che i politici. Ho letto solo di blogger che criticano, smontano e sbuffano citando Grillo. Eh..ok, e ora cosa facciamo? Niente, blogghiamo. Forse non servirà a niente, non cambierà niente (non è una rivoluzione), ma è pur sempre la prima vera e propria manifestazione a livello nazionale nata grazie alla Rete, a Internet. Solo per questo la vedo in positivo. Si scende in piazza, coi banchetti, si fa casino, c’è gente che suona, come ad una sorta di Festa del’Unità Nazionale per intenderci (definizione un po’ forzata per rendere l’idea), e si firma. Perché per forza dargli contro quindi? Non capisco. Potrebbe essere la prima di una lunga lista di movimentazioni nazionali; certo, il rischio è di vedere la marcia dei circoli della libertà qui, su Arcore, radunatesi in Rete, ma sono pronto a questa evenienza: ho infatti il mio kit di sopravvivenza del piccolo sinistroide, che non è una scatola contenente cibo o oggetti utili, ma una valigetta riempita di libroni, speranze e utopie. Insomma, meglio tutto questo che il puzzo stantìo e raffermo che si respira nel nostro paese da ormai troppo tempo. Mai un’iniziativa, mai niente di niente, zero cultura nazionale, sottozero voglia di travestirsi da cittadini veri… Diamine, per una volta non facciamo i criticoni e andiamo anche noi a dare un’occhiata durante il giro del sabato. Anche se domani prevedo risse tra fazioni opposte.

Tentazione maligna. Non perché ci creda moltissimo, ma così, potrei piazzarmi col mio banchetto qui ad Arcore davanti a casa del Silvio: ho già pronta la maschera senza capelli da appiccicarmi sulla testa. Immaginate la scena, potrei twitterarla. Il problema che davanti alla sua Villa ci sono un sacco di carabinieri, li da anni a chiacchierare, pagati da noi, senza fare un bel niente. Perché ad Arcore l’unico arresto da 15 anni a questa parte potrei essere io travestito da Berlusconi.
Su una cosa sono senza dubbio d’accordo con Beppe Grillo: bisogna assolutamente rompere “l’incantesimo della politica inventato dai media. Togliete questi giornali e queste televisioni ai politici e di loro non rimarrà nulla. Sotto i media niente.”

Magari domani un giretto ad un banchetto per gridare simpaticamente Vaffanculo me lo faccio. Lasciatemi credere che da un’azione populista, nata in Rete (questo è il destino di ogni iniziativa di questo genere che nascerà in rete?), possa fuoriuscire un po’ di Democrazia Diretta da infilare nelle tasche della gente.

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Family Déi

maggio 10, 2007

Sottotitolo, gli dei difensori della famiglia. Come ben saprete infatti, sabato ci sarà il famigerato “Family Day”, nome glamour, un po’ pubblicitario da dare ad una manifestazione un po’ comica per chi sabato non avrà le idee ben chiare e non saprà cosa fare. Con diretta su un paio di reti di livello nazionale ovviamente, i commentatori inviteranno i telespettatori a riunire la famiglia davanti al televisore e possibilmente a tenere un rosario in mano alla vista della via crucis feconda italiana.

Prepariamoci ad echi, finte polemiche prevedibili e tanto altro: lo spettacolo alla vigilia si presenta succulento.

Vorrei però ricordare a tutti, in particolare a chi ha un concetto di famiglia strano (e quindi vota cdl) che a mio modestissimo parere una famiglia, per chiamarsi tale, non deve per forza essere sposata in chiesa. Se non sono credente infatti della chiesa non mi importerà un bel niente e di conseguenza io, mia moglie ed i miei figli ci chiameremo orgogliosamente famiglia. Non conosco nessuno che ha imposto che per “famiglia” venga inteso solo un qualche cosa di cristiano.

Questo per farvi capire e rispolverare alcune cose note…ma poco conosciute. Nel parlamento italiano siedono moltissimi politici divorziati, conviventi e rispecchianti in pieno una coppia di fatto (parola che associamo ad un qualcosa di omosessuale e quindi per forza terribile), peccato che poi davanti ai microfoni…spiegano ad alta voce che i valori della famiglia cristiana sono davvero fichi. Uao!

Segue quindi un elenco illustre di nomi, con relative descrizioni dettagliate, di politici (o presunti tali nel caso dei num.5-6-15…) divorziati, conviventi e uniti civilmente. Non ci sono tutti: per l’elenco completo vi rimando a questo sito (…che è la fonte da cui ho preso la lista).

1- GIANNI ALEMANNO (AN). Ex ministro dell’Agricoltura. Separato per un periodo dalla moglie, Isabella Rauti, da cui ha avuto un figlio, non ha mai divorziato ed è poi tornato a vivere con lei.

2- SILVIO BERLUSCONI (FI). Dalla prima moglie Carla Dall’Oglio ha due figli, Marina e Piersilvio. Ha convissuto con Veronica Lario per 6 anni e l’ha sposata nel 1990 dopo la nascita di Barbara, Eleonora e Luigi. E l’ha sposata quando ancora non aveva avuto il divorzio. E’ stato bigamo.
3- PIERFERDINANDO CASINI (UDC). Vive con la compagna Azzura Caltagirone, madre della sua terza figlia. Il presidente della camera attende l’annullamento della Sacra Rota del suo primo matrimonio con Roberta Lubitch.

4- UMBERTO BOSSI (LEGA). Divorziato da Gigliola Guidali (da cui era separato dal 1982), ha sposato in seconde nozze Manuela Marrone nel 1994, dopo dieci anni di convivenza.

5- GABRIELLA CARLUCCI (FI). Deputato. Ha divorziato dall’attore Gianfranco lannuzzo, sposato nel 1985, e ha sposato nel 1996 Marco Catelli. Dall’unione è nato Matteo, 9 anni.

6- ELISABETTA GARDINI (FI). Portavoce di Forza Italia. Divorziata da Luca Fazzi, con cui ha avuto nel 1990 il figlio Pietro, convive dal 1995 con il regista Fernando Balestri.

7- PAOLO GUZZANTI (FI). Senatore ed ex presidente della commissione Mitrokin e giornalista. Dalla prima moglie Germana ha avuto tre figli: Sabina, Corrado e Caterina. Dalla seconda moglie, l’americana Gill Falcigno, ha avuto due figli Liv Liberty e lars Lincoln ed ormai deve aver avuto anche il terzo.

8- IGNAZIO LA RUSSA (AN). Capogruppo di An alla Camera, Sposato in prime nozze con Marika Cattarelli, da cui ha avuto Geronimo. Dall’attuale compagna, Laura de Cicco, ha avuto Lorenzo e Leonardo.

9- ENRICO LETTA (MARGHERITA). Viceprimoministro della margherita. Divorziato, si è risposato con la giornalista Gianna Fregonara, da cui ha avuto un figlio, Giacomo.

10- ROBERTO CASTELLI (LEGA). Ex ministro di Grazia e Giustizia. Divorziato. Dalla prima moglie Sara Galbiati ha avuto Gabriele. Risposato nel febbraio 2005 con Sara Fumagalli, con cui era legato dal 1997.

11- PAOLO CIRINO POMICINO (NUOVA DC). Ex ministro Dc e ora esponente della Nuova Dc. Separato dalla moglie Wanda, dalla quale ha avuto due fglie, Ilaria e Claudia. Ora ha una nuova compagna.

12- GIANFRANCO FINI (AN). Ex vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, si è.sposato nel 1988 con Daniela Di Sotto (divorziata). Da lei ha avuto, nel 1985, l’unica figlia, Giuliana.

13- GIANFRANCO MICCICHÈ (FI). Ex ministro per lo Sviluppo e la coesione territoriale. Divorziato, ha avuto una figlia da una prima compagna e due dalla moglie Elena Merra.

14- GAETANO PECORELLA (FI). Ex Presidente della Commissione Giustizia della Camera, avvocato. Divorziato dalla prima moglie, non si è mai risposato. Ma ha collezionato negli anni diverse convivenze.

15- DANIELA SANTANCHE’ (AN).Deputata, responsabile del dipartimento Pari libertà di An. Divorziata dal chirurgo plastico Paolo Santanchè, convive e ha avuto un figlio da Canio Mazzaro.

16- VITTORIO SGARBI (GRUPPO MISTO). Ex depuitato e critico d’arte, convive con l’attrice Sabrina Colle da otto anni. Ha un figlio, Carlo, avuto nel 1988 dal suo rapporto con Patrizia Brenner.

17- ROBERTO ZACCARIA (MARGHERITA). Parlamentare ed ex presidente Rai: Separato dalla moglie Barbara, sposata nel 1973, dalla quale ha due figli. Ha una nuova compagna, l’attrice Monica Guerritore.

Insomma, questa gente ci prende in giro con l’evidenza dei fatti e a me proprio non sta bene. Lo dico per chi è convinto di sapere cosa sia questa manifestazione, perché andrà in piazza e che la famiglia sia solo quella benedetta da un umano prete. E che crede veramente che questa gente abbia in testa i cosiddetti valori cristiani e bla bla bla.

In realtà vi spiego anche che “La Camera dei Deputati e il Senato già riconoscono i diritti dei Parlamentari conviventi attraverso un regolamento interno che prevede, ad esempio, l’estensione della previdenza integrativa al convivente del parlamentare. La cosa è prevista istituzionalmente tanto che all’inizio della Legislatura ogni neo-deputato e senatore deve compilare un modulo nel quale si chiede espressamente se intenda, o meno, estendere la previdenza alle persone con cui convive. Nelle intenzioni di coloro che scrissero questo regolamento oltre dieci anni fa era evidente la volontà di non discriminare tra coppie eterosessuali e coppie omosessuali”. Si chiama semplicemente estensione della previdenza integrativa al convivente; in altre parole ogni politico può “lasciare al proprio partner la pensione di reversibilità, anche se tra di loro non sussiste alcun legame matrimoniale. E’ necessario un semplice stato di famiglia che dimostri almeno 2 anni di coabitazione”.

Avrete ben intuito come quindi conti, per tutta questa bella gente, la famiglia sposata in Chiesa. In più, come se non bastasse, questi personaggi fanno tutti la comunione come se niente fosse, cosa che la chiesa stessa vieta se divorziati; a meno che, in meno di un batter d’occhio la sacra rota annulli il matrimonio (roba non per gente comune).

Così sia quindi…tutti in piazza. Se poi qualcuno che deve ancora sposarsi schiatta, non si lamenti il coniuge se rimarrà per sbaglio in mezzo ad una strada con in mano…un’ostia!