Oddio ci siamo dimenticati del B-Day!

dicembre 5, 2007

 

Chi aveva ragione? Cos’è successo alla fine il primo dicembre? Niente. Su internet ho trovato solo questo breve thread in un meetup. Il cosiddetto B-Day infatti non era altro che una bella fregatura pensata ad arte, senza nessun riferimento su luogo, senza nessun coordinamento… La gente si è iscritta con la promessa berlusconiana che va di moda di scendere in piazza, ed ora invece, guarda a caso, sull’home page dell’iniziativa compare una fascia con scritto “- Da Gennaio 2008 un nuovo servizio per il tuo cellulare qui su CelluLotto.org – per ora, invia le tue E-Mail FREE senza bisogno di login, codici e password […]”. Interviste sulle radio, articoli sui quotidiani…e poi? Dov’è finita tutta questa gente? Non si sa. Mi faccio quindi, qui di seguito, delle domande retoriche con risposta scontata.

Ci sono state manifestazioni di piazza? No.
Proteste vibranti? No.
Giovani in piazza a far valere i propri diritti? No.
Studio aperto? No.
Non è che questa iniziativa è stata soltanto un modo per sfruttare l’infelice frase di Padoa Schioppa e guadagnare qualcosa approfittando di tutti i giovani che si sono sentiti offesi? Sì.
Non è che in questo modo tutti i giovani italiani che si sono sentiti offesi come me hanno fatto l’ennesima figuraccia? Sì.
Non è che in questo modo tutti i giovani italiani che si sono sentiti offesi come me hanno dimostrato di essere dei pecoroni che fanno quello che gli dice la tv e che pensano di risolvere i loro problemi firmando una petizione o comprando una maglietta? Sì.
Allora hanno ragione a dire che la maggior parte dei giovani italiani sono politicamente e socialmente stupidi o totalmente disinteressati? Probabilmente sì.
E ora che, insieme ad altre 311.782 (sino ad ora) persone ho aderito al B-Day, ho comprato la maglietta pagata 12 euro e poi mi sono dimenticato tutto quanto, cosa faccio? Ti ci pulisci il sederino. Con tanti saluti dal titolare del sito “cellulotto.org” che probabilmente ora se la sta ridendo ai Caraibi, alla faccia vostra (provate, per dire, a moltiplicare 12 euro x 10.000 magliette, per stare bassi; una volta ottenuto il risultato suicidatevi).
Sonounprecario, posso partecipare all’Inculata Day (I-Day) – passatemi il francesismo – acquistando la maglietta con disegnate delle natiche? Ma certo, perché no. Stavo infatti pensando di organizzare anche il “qualsiasi-cosa-day”, sicuramente avrebbe successo.

Siamo figli delle tendenze suggerite, delle mode di piazza e ci mobilitiamo soltanto grossolanamente perché ce lo chiede qualcun, ma giusto per fare festa o al massimo per farsi fotografare. Perché sì, tu che hai comprato la maglietta sei un vero bamboccione. Ma in un altro senso.

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A lezione di francese

novembre 23, 2007

Da più di una settimana in Francia moltissimi lavoratori scioperano, si astengono dal lavoro e creano giustamente disagi. Addetti ai trasporti pubblici che portano a ripercussioni soprattutto sui lavoratori pendolari, statali, studenti ed altre categorie che si fermeranno nei prossimi giorni scendono in piazza ma non solo una mattinata o un giorno. Questa volta infatti l’hanno fatto per 9 giorni.
Bene, si lotta compatti per ottenere lo scopo o non ottenerlo, ma intanto ci provano e si fanno sentire, eccome. Protestano contro molte riforme che sta proponendo Sarkozy tra cui soprattutto quella sui regimi speciali di pensione, tanto che oggi la Sorbona di Parigi è stata chiusa.
Non c’è niente da fare, i francesi hanno bene in mente il concetto di democrazia e di lotta per mantenerla: non a caso molte rivolte sociali sono partite da loro. Ricordate la protesta per il contratto di primo impiego? Sì, il contratto che era migliore della nostra legge Maroni del contratto a progetto e che nella versione francese è stato immediatamente cancellato. Qui da noi no, si fanno manifestazioni goliardiche con le magliette, giusto per dare da mangiare a quelli di studio aperto, di sabato con la scusa di una parola, senza considerare più di tanto cosa c’è dietro a quel “bamboccioni”, coinvolgendo poi parti politiche che hanno contribuito a creare e firmare nei 5 anni precedenti la legge vergogna che ha ridotto sul lastrico intere generazioni. Tanto per fare un po’ di caciara.

Dall’altra parte delle Alpi abbiamo invece i francesi, che sono furbi ed hanno delle specie di “casse comuni” alimentate ogni mese con piccole quote dai lavoratori stessi, a cui attingono nei periodi di sciopero. In questo modo sì che lo sciopero è un’arma vera e propria, altrimenti si riduce il diritto allo sciopero e alla piazza ad una baggianata a cui si ricorre soltanto quando ce lo suggerisce la tv, magari per andare a votare in alcuni gazebo. Noi infatti non possiamo permetterci di avere sindacati che ci difendono, istituzioni giuste, lavoratori coalizzati. Questo semplicemente perché il sistema è rotto e lo sappiamo bene o male tutti ma evidentemente ci va bene così.

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Se avessi “le palle” di un bonzo…

ottobre 4, 2007

//www.7yearwinter.com

Avrete notato che fino ad ora non avevo detto niente sulla tragica situazione di queste settimane in Birmania.

Questo perché, dopo averci ragionato un po’ su, mi vedo più vicino a questa posizione piuttosto che quest’altra. Non me ne voglia Dario, che per me è un amico ormai – anche se non ho ancora avuto modo e piacere di conoscerlo di persona – ma pensandoci bene…apprezzo molto queste iniziative, anche se credo che non servano a molto, purtroppo.

Certo, l’idea di Dario è più che lodevole e infatti sta facendo il giro del mondo perché fa sì che nessuno smetta di parlarne, confrontarsi e discutere su un devastante avvenimento come questo, che dovrebbe sì coinvolgere il mondo ma in tutt’altro modo. Premetto subito che vedere tutta questa gente indifesa, scalza, con poco o niente, lottare per la libertà e per questo venire uccisa, malmenata, censurata, ignorata, calpestata, deportata…mi fa un effetto incredibile. Questi qua hanno i coglioni (perdonatemi i termini che userò ma in certi casi la forza delle parole rende meglio l’idea) più grossi di tutti noi italiani messi insieme. Che ci lamentiamo, parliamo e ci indignamo ma siamo sempre li…cosa otteniamo a parte un giro di link e di discussione? Io me lo sono già chiesto in passato. Ok, non siamo mica obbligati, certo.

Dall’altro lato, il post di Bucknasty è forse troppo “estremista” e coinvolto…come piace a me del resto. Obiettivamente però ritengo sia esagerato tacciare tutti quelli che, nel loro piccolo, prendono una posizione o aderiscono ad un’iniziativa che ritengono comunque utile, soltanto come superficiali e in realtà menefreghisti. Però in parte ha ragione, perché la preoccupazione di molti è stata esclusivamente quella di inserire un po’ di rosso nel proprio blog, una foto di sé stessi con una maglietta rossa (che fino al giorno prima magari era un colore odiato per motivi che non sto li a ricordarvi) e magari farsi linkare o commentare un po’ il blog, godendo insieme a tanta gente di moralizzazioni tutte made in Italy. È così che aiutiamo il popolo birmano? No di certo.

Forse esagero, ma credo che fare qualcosa di concreto sia ben altro: scendere in piazza tutti uniti, nazionalmente, in Europa che so io…non firmare una petizione. Il Pinochet birmano se ne fotte delle petizioni e dei blog uniti; la Internet è chiuso. Ok, va bene, lo so, parliamone, teniamo viva la questione visto che già è praticamente dimenticata. Non ci sono molte immagini, non ci sono giornalisti, quindi per la gran parte dei media (italiani) tutto questo non esiste. È anche qui che bisogna indignarsi, non basta un file jpeg rosso.
//www.7yearwinter.com/

Per di più credo anche che noi non possiamo capire tutto questo e…chissà quante cose ancora staranno succedendo che non sappiamo e non ci fanno conoscere. Sì, nel nostro piccolo viviamo qualche censura o al massimo abbiamo assistito a teste frantumate gratuitamente a manganellate al G8 di Genova; ma non possiamo capire cosa voglia dire farsi pestare o sparare addosso solo perché stiamo per strada. Cavolo, li sì che ti senti addosso il peso del regime, parola ormai usata a sproposito da politici che non sanno misurare le conseguenze; li sì che provi quella sensazione indescrivibile di non poter decidere se oggi puoi respirare o no.

La realtà è un’altra e cioé quella che dimostra che il Myanmar non fa già più notizia (se mai l’ha davvero fatta): alle 21.48 di mercoledì sera, sulla pagina principale di corriere.it la notizia sulla Birmania è nel fondo della pagina, su Repubblica.it non c’è nemmeno più. Ignorati. Va bene che in Birmania non ci sono i soldi che hanno invece gli israeliani, però non capisco. Non capisco perché ogni paese non si impegna in un aiuto concreto. E l’Onu? A cosa serve tagliare aiuti, fondi, ecc..? Alla fine ci rimettono sempre i poveretti. Per una volta voglio ragionare da duro, da americano punto nell’orgoglio: sogno un’invasione di massa dei buoni che uccidono tutti i cattivi e piantano una bandiera; peccato che sarebbe un disastro in vite umane (innocenti). Quindi? Sa fem? Parliamone. Alla civiltà occidentale non fotte più di tanto, semplicemente perché è la Birmania…non è l’Iraq. Brutto da dire eh?

Questo per confessarvi che se davvero potessi fare qualcosa, se davvero avessi i coglioni grossi come quelli di un birmano avrei già fatto molte altre cose. Ma lo ripeto, un invito alla riflessione è sempre meglio che stare fermi a guardare oppure star li soltanto a criticare. Quindi ringrazio ancora una volta Dario, ma adesso…che facciamo?

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Family Gay

Mag 12, 2007

Oggi è il giorno dell’orgoglio cristiano di non si sa cosa. Si va in piazza a difendere un concetto di famiglia naturale che nessuno bene conosce o sa spiegare (è un qualcosa istituito da qualcuno messo in questo modo direi), quando i primi a vivere in una famiglia da Dico, in una famiglia riconosciuta civilmente, e a mantenere 2-3 famiglie sono gli stessi politici scesi in piazza. Persino Barbara Romano, giornalista del quotidiano Libero, che comunista non è di certo, se ne è accorta in un articolo apparso sul quotidiano il 31/01/2007

I cattolici, quelli moderati e tolleranti, sono loro quelli liberali; quelli che vogliono imporre il loro modo di vedere le cose come 5 secoli fa e che non ammettono altre soluzioni. Loro vogliono, dicono che non è possibile che ci siano altre soluzioni, censurano altri modi di vivere. I cristiani.

Se decido di “metter su famiglia” ma non mi sposo? Non sono una famiglia, non ho messo su una famiglia ma non so…ho fatto jogging. E se non sono cristiano ma ho una famiglia? No, non è una famiglia. Ma allora che diavolo intendete con famiglia? Se chiamate una cosa famiglia e…poi dite che non lo è? Non ci capisco più niente.

La famiglia cristiana, quella dei sani valori, che ancora è il primo luogo in cui le donne subiscono la maggior parte delle violenze, difficili da denunciare perché “rovineresti la famiglia stessa e chissà poi cosa pensano gli altri“. Botte da orbi.

La famiglia cristiana, promossa da quei valori e da quella cultura secondo cui (basterebbe leggere la Bibbia) la donna è essere inferiore rispetto all’uomo; è subordinata a lui, deve fare quello che l’uomo dice. Discriminata da sempre da una delle religioni più maschiliste che ci siano, la donna sembra però felice di prostrarsi all’uomo cattolico, dai sani valori (solo lui li ha).

Siamo il paese europeo che ha avuto al Governo più cattolici di sempre: su 60 governi, 51 presidenti del consiglio erano cattolici e 9 laici. Per difendere la laicità dello stato, o forse per accaparrarsi milioni di voti di devoti cristiani. Siamo il paese che meno investe nella famiglia, nelle politiche sociali e siamo l’unico che ancora non ha l’equivalente dei Pacs; riconoscere i diritti alle coppie di fatto (non vuol dire che per forza un uomo debba sposarsi con una gallina per ereditare le sue uova)  non credo impedisca di portare avanti politiche positive per la famiglia. Anzi…sarebbe roba per paesi moderni ed evoluti socialmente. Quindi non è cosa italiana.

La famiglia, la famiglia: il tasso di natalità è il più basso, come sempre; la famiglia cristiana non fa figli. Per farne bisogna avere un lavoro stabile, non bisogna essere precari né disoccupati. Ma di questo le varie eminenze non ne parlano: preferiscono usare tutte le loro energie a criticare dico e gay, come male numero uno al mondo, piuttosto che richiedere qualche misura concreta a favore della famiglia.

Che la Cei fosse una vera e propria organizzazione politica di supporto ad alcuni partiti ce ne siamo accorti un po’ tutti. Ma che il Vaticano non abbia mai inveito contro i simpatici personaggi che siedono in parlamento che dal 1993 godono dell’assistenza sanitaria per i conviventi more uxorio che poi però cercano di non estendere ai cittadini stessi è una cosa un po’ strana.

Mi e vi pongo una domanda: ma tutti i politici divorziati che saranno in piazza…si porteranno tutte le loro famiglie a sfilare accanto a loro?

In questo splendida lettera di Marco Travaglio (“Caro Monsignor Ruini”) sono riassunti più o meno tutti questi concetti, con l’aggiunta di dati, nomi e tante altre belle cosucce. Buon divertimento. 


Il papa racconta una barzelletta

Mag 9, 2007

…una foto del papa tra qualche anno, beato nel suo villaggio perfetto.

La fonte è presente nel link dell'immagine stessa

Oggi il papa ha spiegato come la chiesa non faccia mai politica, rispetti la laicità e soprattutto indichi “le condizioni in cui i problemi sociali possono maturare”.

Sarà, ma io da quella parte sento solo parlare di gay, omosessuali, unioni civili… Non ho ancora sentito problemi come precarietà, fame nel mondo, aids, violenza sulle donne e i bambini… Se questo non si chiama “fare politica” spiegatemi voi che nome ha. Meglio così comunque: almeno continuano a non accorgersi come nemmeno i più cristiani confidino nella chiesa, com istituzione appunto, ma credano soltanto…in un solo Dio.

Infine preparatevi: da sabato ci aspetterà un nuovo teatrino mediatico sul family day


…Base Usa? Allarghiamo Vicenza!

febbraio 19, 2007

Ora, non so quanti vicentini abbiano manifestato; so solo che erano in tanti, senza un colore politico ma con la sola voglia di farsi sentire. Forse volevano allargare Vicenza stessa, ridurre la proprietà statunitense in Italia (ah, dove sono i vecchi e coerenti fascisti, quando servono…?), restringendo il territorio della base stessa e aumentando il verde, magari facendo un parco per bambini. Oppure lasciando così com’era che tanto per quello che serve…

Foto tratta da http://www.altravicenza.it/

 Che cavolo vogliono gli americani? Non hanno già abbastanza basi qui da noi per spassarsela? Se vogliono, al massimo possono venirci in vacanza in Italia, pagando, senza fare disastri. Sono già venute giu funivie, sono caduti aerei…ma tutto è rimasto impunito; un funzionario di Stato è stato crivellato di colpi misteriosamente. Errore. Abbiamo bombe NUCLEARI ad Aviano, a Ghedi Torre; testate che magari verranno fatte esplodere in Iraq; 30.000 americani tra basi e tutto il resto qui in Italia. Il pericolo comunista non c’è più da tempo, la portaerei Italia deve chiudere. Gli italiani sono d’accordo con tutto questo? A me non l’han chiesto.

Ed ai vicentini? Li hanno interpellati? Sono stati eletti anche per questo i vari funzionari?

So che la tv ha tentato di spiegare che tutti quelli in manifestazione dovevano per forza essere comunisti; so che molti solo perché credono di essere di destra (quella televisiva) pensano che ogni cosa agli Stati Uniti debba essere dovuta. Bene, dategli anche il c**o allora! Ma uno alla volta, non tutti quelli che non c’entrano.

Tralasciando gli aspetti politici e tutto il resto ripeto un dato di fatto che è scappato, forse. Ma non era meglio chiedere ai vicentini cosa ne pensavano in riguardo, PRIMA di dire sì a priori agli USA?

Emilio Franzina, che le palle le ha, ha fatto sapere (vedi video) che solo i politici e il sindaco vogliono questa base.

USABOMBER GO HOME!

P.S. = http://www.altravicenza.it/ 


“Zia Caterina…la fine del lavoro si avvicina!”

febbraio 8, 2007

La lotta alla “noesternalizzazionewind” va avanti; riporto un appello (da parte degli esternalizzati) che chi vorrà potrà facilmente mettere in pratica:

“Questo messaggio è rivolto a tutti gli utenti Wind.

Se il gestore telefonico si ostina a perseverare nella propria diabolica volontà d’esternalizzazione allora diventa necessario far sì che la solidarietà di tutti/e si faccia sentire forte, chiara e cattiva. Quale migliore strategia se non quella di incidere sui guadagni, continuando a colpire l’immagine dell’azienda attraverso la rabbia di voi clienti?
Ci rivolgiamo a voi , ci rivolgiamo ai 15.000.000 schedati Wind.

Aguzzate le orecchie, appizzate l’ingegno ! I 275 lavoratori e lavoratrici non devono rimanere soli di fronte all’azienda.Utilizzate tutti i canali a vostra disposizione per mostrare la vostra solidarietà.”

FONTE: http://www.chainworkers.org/?q=node/378