Family Déi

maggio 10, 2007

Sottotitolo, gli dei difensori della famiglia. Come ben saprete infatti, sabato ci sarà il famigerato “Family Day”, nome glamour, un po’ pubblicitario da dare ad una manifestazione un po’ comica per chi sabato non avrà le idee ben chiare e non saprà cosa fare. Con diretta su un paio di reti di livello nazionale ovviamente, i commentatori inviteranno i telespettatori a riunire la famiglia davanti al televisore e possibilmente a tenere un rosario in mano alla vista della via crucis feconda italiana.

Prepariamoci ad echi, finte polemiche prevedibili e tanto altro: lo spettacolo alla vigilia si presenta succulento.

Vorrei però ricordare a tutti, in particolare a chi ha un concetto di famiglia strano (e quindi vota cdl) che a mio modestissimo parere una famiglia, per chiamarsi tale, non deve per forza essere sposata in chiesa. Se non sono credente infatti della chiesa non mi importerà un bel niente e di conseguenza io, mia moglie ed i miei figli ci chiameremo orgogliosamente famiglia. Non conosco nessuno che ha imposto che per “famiglia” venga inteso solo un qualche cosa di cristiano.

Questo per farvi capire e rispolverare alcune cose note…ma poco conosciute. Nel parlamento italiano siedono moltissimi politici divorziati, conviventi e rispecchianti in pieno una coppia di fatto (parola che associamo ad un qualcosa di omosessuale e quindi per forza terribile), peccato che poi davanti ai microfoni…spiegano ad alta voce che i valori della famiglia cristiana sono davvero fichi. Uao!

Segue quindi un elenco illustre di nomi, con relative descrizioni dettagliate, di politici (o presunti tali nel caso dei num.5-6-15…) divorziati, conviventi e uniti civilmente. Non ci sono tutti: per l’elenco completo vi rimando a questo sito (…che è la fonte da cui ho preso la lista).

1- GIANNI ALEMANNO (AN). Ex ministro dell’Agricoltura. Separato per un periodo dalla moglie, Isabella Rauti, da cui ha avuto un figlio, non ha mai divorziato ed è poi tornato a vivere con lei.

2- SILVIO BERLUSCONI (FI). Dalla prima moglie Carla Dall’Oglio ha due figli, Marina e Piersilvio. Ha convissuto con Veronica Lario per 6 anni e l’ha sposata nel 1990 dopo la nascita di Barbara, Eleonora e Luigi. E l’ha sposata quando ancora non aveva avuto il divorzio. E’ stato bigamo.
3- PIERFERDINANDO CASINI (UDC). Vive con la compagna Azzura Caltagirone, madre della sua terza figlia. Il presidente della camera attende l’annullamento della Sacra Rota del suo primo matrimonio con Roberta Lubitch.

4- UMBERTO BOSSI (LEGA). Divorziato da Gigliola Guidali (da cui era separato dal 1982), ha sposato in seconde nozze Manuela Marrone nel 1994, dopo dieci anni di convivenza.

5- GABRIELLA CARLUCCI (FI). Deputato. Ha divorziato dall’attore Gianfranco lannuzzo, sposato nel 1985, e ha sposato nel 1996 Marco Catelli. Dall’unione è nato Matteo, 9 anni.

6- ELISABETTA GARDINI (FI). Portavoce di Forza Italia. Divorziata da Luca Fazzi, con cui ha avuto nel 1990 il figlio Pietro, convive dal 1995 con il regista Fernando Balestri.

7- PAOLO GUZZANTI (FI). Senatore ed ex presidente della commissione Mitrokin e giornalista. Dalla prima moglie Germana ha avuto tre figli: Sabina, Corrado e Caterina. Dalla seconda moglie, l’americana Gill Falcigno, ha avuto due figli Liv Liberty e lars Lincoln ed ormai deve aver avuto anche il terzo.

8- IGNAZIO LA RUSSA (AN). Capogruppo di An alla Camera, Sposato in prime nozze con Marika Cattarelli, da cui ha avuto Geronimo. Dall’attuale compagna, Laura de Cicco, ha avuto Lorenzo e Leonardo.

9- ENRICO LETTA (MARGHERITA). Viceprimoministro della margherita. Divorziato, si è risposato con la giornalista Gianna Fregonara, da cui ha avuto un figlio, Giacomo.

10- ROBERTO CASTELLI (LEGA). Ex ministro di Grazia e Giustizia. Divorziato. Dalla prima moglie Sara Galbiati ha avuto Gabriele. Risposato nel febbraio 2005 con Sara Fumagalli, con cui era legato dal 1997.

11- PAOLO CIRINO POMICINO (NUOVA DC). Ex ministro Dc e ora esponente della Nuova Dc. Separato dalla moglie Wanda, dalla quale ha avuto due fglie, Ilaria e Claudia. Ora ha una nuova compagna.

12- GIANFRANCO FINI (AN). Ex vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, si è.sposato nel 1988 con Daniela Di Sotto (divorziata). Da lei ha avuto, nel 1985, l’unica figlia, Giuliana.

13- GIANFRANCO MICCICHÈ (FI). Ex ministro per lo Sviluppo e la coesione territoriale. Divorziato, ha avuto una figlia da una prima compagna e due dalla moglie Elena Merra.

14- GAETANO PECORELLA (FI). Ex Presidente della Commissione Giustizia della Camera, avvocato. Divorziato dalla prima moglie, non si è mai risposato. Ma ha collezionato negli anni diverse convivenze.

15- DANIELA SANTANCHE’ (AN).Deputata, responsabile del dipartimento Pari libertà di An. Divorziata dal chirurgo plastico Paolo Santanchè, convive e ha avuto un figlio da Canio Mazzaro.

16- VITTORIO SGARBI (GRUPPO MISTO). Ex depuitato e critico d’arte, convive con l’attrice Sabrina Colle da otto anni. Ha un figlio, Carlo, avuto nel 1988 dal suo rapporto con Patrizia Brenner.

17- ROBERTO ZACCARIA (MARGHERITA). Parlamentare ed ex presidente Rai: Separato dalla moglie Barbara, sposata nel 1973, dalla quale ha due figli. Ha una nuova compagna, l’attrice Monica Guerritore.

Insomma, questa gente ci prende in giro con l’evidenza dei fatti e a me proprio non sta bene. Lo dico per chi è convinto di sapere cosa sia questa manifestazione, perché andrà in piazza e che la famiglia sia solo quella benedetta da un umano prete. E che crede veramente che questa gente abbia in testa i cosiddetti valori cristiani e bla bla bla.

In realtà vi spiego anche che “La Camera dei Deputati e il Senato già riconoscono i diritti dei Parlamentari conviventi attraverso un regolamento interno che prevede, ad esempio, l’estensione della previdenza integrativa al convivente del parlamentare. La cosa è prevista istituzionalmente tanto che all’inizio della Legislatura ogni neo-deputato e senatore deve compilare un modulo nel quale si chiede espressamente se intenda, o meno, estendere la previdenza alle persone con cui convive. Nelle intenzioni di coloro che scrissero questo regolamento oltre dieci anni fa era evidente la volontà di non discriminare tra coppie eterosessuali e coppie omosessuali”. Si chiama semplicemente estensione della previdenza integrativa al convivente; in altre parole ogni politico può “lasciare al proprio partner la pensione di reversibilità, anche se tra di loro non sussiste alcun legame matrimoniale. E’ necessario un semplice stato di famiglia che dimostri almeno 2 anni di coabitazione”.

Avrete ben intuito come quindi conti, per tutta questa bella gente, la famiglia sposata in Chiesa. In più, come se non bastasse, questi personaggi fanno tutti la comunione come se niente fosse, cosa che la chiesa stessa vieta se divorziati; a meno che, in meno di un batter d’occhio la sacra rota annulli il matrimonio (roba non per gente comune).

Così sia quindi…tutti in piazza. Se poi qualcuno che deve ancora sposarsi schiatta, non si lamenti il coniuge se rimarrà per sbaglio in mezzo ad una strada con in mano…un’ostia!

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Cei-boys

aprile 5, 2007

La fonte è presente nel link dell'immagine stessa

Un ragazzo di 16 anni a Torino si è suicidato perché i compagni di scuola lo tormentavano ogni giorno, apostrofandolo di essere “gay”. Ora, non voglio accusare i compagni, per carità…nessuno può immaginare certe conseguenze.

Il fatto è che, subdolamente e subliminalmente, ogni santo giorno i ragazzi-teledipendenti si sentono riversar dalla televisione un sacco di pattume (e fin qui nulla di strano): cardinali, cei, papa, ecclesiastici pieni d’oro vari che ordinano e spiegano, magari aiutati da Andreotti, come sia una malattia il fatto di avere altri gusti sessuali. Vengono su così i cei-boys, secondo i migliori principi di indottrinamento religiosi (vecchi volponi, li non hanno nulla da invidiare al silvio). Come se fosse una scelta essere gay o etero. Perché tutti voi avete scelto di amare femminucce o maschietti; perché tutti voi avete ascoltato la tv o i cardinali per fare sesso la prima volta. Non è stato qualcosa di naturale; parlo con chi odia gli omosessuali a prescindere, per qualche strano motivo, si professa cattolico ma fa sesso prima del matrimonio per esempio.

Prendo in prestito alcune considerazioni da un post di suzukimaruti: “[…] in che senso la creazione di unioni civili è un “attacco alla famiglia”? Cioè, a me regolarmente sposato cosa succede di spiacevole se concediamo ai cittadini di regolarizzare le unioni al di fuori del matrimonio?

Secondo dubbio:
Mettiamo caso che chi avversa i dico non voglia dare diritti alle coppie omosessuali perché avversa/odia i gay. La domanda è: cosa punta ad ottenere?
Cioè se i gay non si uniscono civilmente cosa sperano succeda? Magari che i gay, disperati per non potersi unire, si “convertono”?
E ancora: qual è l’obiettivo di fondo? Togliere diritti ai gay? Se la risposta è sì, ecco due altre domande:
1 – come si concilia tutto ciò con quel capitoletto trascurabile della costituzione che sancisce uguali diritti per i cittadini indipendentemente dal credo, colore, sesso, ecc.?
2 – qualcuno pensa che togliendo diritti ai gay prima o poi finiscano i presunti “mali” che i suddetti gay fanno alla società? E se sì, come?”.
E soprattutto quali mali?

Tagliando corto: credo che chi provi odio verso qualcuno diverso da lui sia semplicemente un poveretto, un razzista, uno xenofobo con gravi problemi di demenza. E penso anche che alla lunga risulti pericoloso (il caso di Torino potrebbe essere una testimonianza) il continuo bombardamento mediatico riguardo alle dichiarazioni della cei, di Ruini, del papa…basta, sarebbe ora di finirla, ci sono problemi più importanti a cui dare spazio. Siamo nel 2007 e invece di risultare più indipendente e moderno, lo Stato torna indietro, mette in discussione l’ingerenza della religione in ogni questione politica.

Sto solo aspettando il momento in cui la cei dovrà precisare di non dover partecipare ad una manifestazione di forza italia.


L’informazione è servita

gennaio 31, 2007

Oggi mi metto in linea con il livello dell’informazione made in Italy. E non posso che farlo riportando in toto il post su Wittgenstein che riassume splendidamente la questione Veronica (seconda e “troppo” liberale moglie per il marito leone evidentemente):

“Report Veronica
TG1: sesto titolo
TG2: secondo titolo
TG3: primo titolo
TG4: neanche una parola
TG5: neanche una parola
Studio Aperto: neanche una parola (ma comunque spazio a cose come “Maschera di carnevale blasfema. In un negozio di Verona è in vendita una maschera blasfema: la maschera di Gesù sulla Croce. Il vescovo della città ha protestato vivacemente”)
TG La7: primo titolo”

gazzetta dello sport (!), aggiungo io (visto che non c’entra nulla – ma che diavolo sta succedendo?!), smorza i toni. Mi sa di una frase tratta da uno spettacolo di Aldo, Giovanni e Giacomo del genere “…è un momento, passerà”. Lui rassicura.

Ma tranquilli, il nostro eroe ha subito risposto con una bella letterina alla cara (e futura nemica per gli alimenti e il patrimonio probabilmente) mogliettina…i tg di mediaset ora sapranno come rifarsi con gli interessi.

L’informazione è servita.

Non che mi freghi qualcosa dell’ennesima pagliacciata-piazzata mediatica credo fatta ad arte (o lui lo sapeva e l’ha fatto di proposito per parlare di altre cose – come al solito – piuttosto che altre, che so io…oppure si incazzerà un pochino con lei e…da bravo paternalista…!!! Mi sembra strano che al santo s. gli scappi una cosuccia del genere..). Ci sarebbero altre cose di cui parlare, ma non voglio moralizzarvi. Vivendo in Italia e leggendo nei blog (e non guardando la tv come sempre più persone fanno) devo attenermi al livello dei contenuti proposti, magari ironizzando insieme al resto della blogosfera d’elite su come la tv sia sempre più cattiva maestra; mi sono sentito in dovere di riportare l’ennesimo esempio che dimostra di come venga fatta, da chi venga fatta e con che metodi sia fatta l’informazione del Bel Paese.

E meno male che poi, i vari Casini, Berlusconi e co., divorziati, risposati, ecc…ci ricordano strombazzando come sia forte in loro il valore della famiglia. Perché ovviamente solo chi è come loro, di destra farlocca italiana cioé e attenzione, moderato (quelli che…le posizioni estreme e gridate in piazza!) tiene alla famiglia. A modo suo.

“Tutti froci cul c*lo degli altri insomma” per citare volgarmente un famoso detto.

Lei non poteva (o non voleva?) accompagnarlo nelle occasioni ufficiali e pubbliche, ma lui tutto poteva: non è una novità.

Non ho capito però cos’è successo ai precari d’Italia…sembra che siano spariti dall’Italia e che ora il problema sia dimenticato. E se anche loro spedissero lettere d’amore a tutti i direttori di quotidiani? Eppure c’è chi continua a lottare.

E l’uragano che forse arriva, la natura che grida vendetta, l’effetto serra, l’inquinamento…? Spariti dopo due giorni dalle notizie. Problemi risolti fino al prossimo cataclisma.

Ah, se esistesse una…tvsfera..! Inventiamola!

P.S.= ora qualcuno mi accuserà di essermi esposto “troppo politicamente”. In realtà, come farebbe notare Travaglio, bisognerebbe imparare a distinguere i fatti e i contenuti dalle opinioni, evitando le solite chiacchiere da bar. Cosa che i giornalisti hanno dimenticato da anni..