Show mediatico

ottobre 17, 2007

Ieri Berlusconi ha inaugurato un nuovo modo di fare politica: questi due sono gli screenshot del Corriere e della Gazzetta dello Sport delle 17.50 di ieri.

 

Non vi nascondo il mio stupore nel notare “come cacchio stiamo messi” per dirlo volgarmente. Il livello della nostra informazione è più che patetico; ogni settimana infatti su gazzetta.it c’è una videochat, ma non è mai successo che la Gazzetta si tingesse a mo’ di “edizione straordinaria”. Le videochat della gazzetta funzionano così: tu puoi fare una domanda, il moderatore modera escludendo insulti e parolacce…e chi porta avanti il dibattito con l’ospite di turno sceglie gli interventi. Ecco, ieri nessuna delle mie domande (erano sportive, giuro…!) è passata, nossignori. Sono piùcchepassate però moltissime domande politiche o battute su Prodi e co.: “presidente a quale giocatore di calcio paragonerebbe Prodi e perché?”. Sì, dalla Gazzetta dello Sport. E mentre Berlusconi sventolava fiero il suo famoso foglio carico di statistiche inventate al momento (ricordate al dibattito pre-elettorale con Prodi?), giungevano domande cosmiche, come “presidente, tra vincere coppa dei campioni, coppa del mondo di club, scudetto e coppa italia o mandare a casa il Governo Prodi entro giugno, cosa sceglierebbe? (Risposta: “non si confonde mai il sacro, che è il calcio, con il profano, che è la politica”). Ma non dimentichiamo anche la chiacchierata sull’apertura al dialogo con Veltroni, e le solite affermazioni sul malgoverno condite dagli immancabili e collaudati insulti (che coraggio dopo i suoi 5 anni), citando statistiche che solo lui conosce e può riferire (soltanto 2 italiani su 10 vogliono che rimanga questo governo”…! Fate il calcolo). E poi chi fa il teatrino sono gli altri.

Non è da tutti fare politica dalla sede della Gazzetta dello Sport, usando il Milan, con foto sorridenti, pose garbate e volontà e potere di dire quel cavolo che si vuole (non parlo delle sciocchezze ed inesattezze uscite). Eppure in Italia è possibile e non è la prima volta che accade.

Share:
Technorati icon

Annunci

Contro la Xenofobia dei media

settembre 23, 2007

Dopo vari mesi di lavoro è finalmente pronta la “Carta di Roma”, una sorta di codice etico che i giornalisti (in teoria) dovranno seguire «nel trattare di immigrati, rifugiati politici, richiedenti asilo. La proposta di elaborarla fu lanciata da Laura Boldrini, portavoce dell’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati, all’indomani del linciaggio mediatico del tunisino Azouz Marzouk per la “strage di Erba”, in realtà compiuta, come si scoprì rapidamente, da una coppia di italiani».

L’esempio calza a pennello, ed è uno dei tanti citabili per spiegare la xenofobia dei media che, ricordiamolo, non è solo ed esclusivamente una realtà provincialotta ed italiana.
È vero, gli italiani hanno un’idea molto deformata dell’immigrato e dell’immigrazione, a causa anche e soprattutto dei media tradizionali e quindi dei giornalisti, che non possono fare a meno di esagerare nei toni, spesso iperbolici.

La carta comunque verrà esaminata da un comitato scientifico prima di “entrare in vigore”, anche se bisogna dire che alcuni giornalisti temono che questo codice possa limitare la libertà di stampa. Non mi è chiaro come l’invito a non essere xenofobi, a «evitare di basarsi sui pregiudizi, non pubblicare informazioni che possano mettere a rischio la sicurezza dei rifugiati e dei loro familiari, adottare la terminologia corretta evitando, per esempio, di usare a sproposito termini quali “clandestino”» possa minare la libertà di stampa. Certo, questi concetti, per lo meno sul piano teorico, dovrebbero già essere condivisi da tutta la categoria ma l’abitudine agli stereotipi e al continuo spingere la gente verso l’odio razziale, il continuo tentativo di convincere tutti quanti che solo gli immigrati e gli stranieri violentano, stuprano, uccidono e rapinano è troppo goloso da dimenticare. E poi, scusate, ma bisognerà pur dar la colpa a qualcuno no?

Concludo citando il pezzo finale dell’articolo su Repubblica, sperando che davvero questo ulteriore codice deontologico possa servire ad accrescere la libertà di stampa anche su certi fatti di cronaca italiana: «la Carta di Roma è un supporto al giornalismo, al buon giornalismo. E dunque un servizio al cittadino-lettore. Non impedisce agli xenofobi di manifestare il loro pensiero. Tenta di porre un argine alle mistificazioni. Se, per esempio, s’intende sostenere che un certo gruppo etnico commette più reati, si citino i dati a sostegno della tesi. Ma si eviti di scegliere accuratamente, tra le notizie negative, proprio quelle che riguardano quel gruppo etnico escludendo altre notizie, identiche, che non lo riguardano. Si evitino le discriminazioni occulte, indirette, subliminali. Naturalmente, chi vorrà proseguire su questa strada potrà farlo: l’Osservatorio potrà solo segnalare il comportamento disonesto. Poi, come sempre, saranno i lettori a decidere».

Share:
Technorati icon


Immarcescibile anche d’estate

luglio 16, 2007

Da mantellini.it

Quando accadono cose del genere non può che esserci di mezzo lui, l’immarcescibile Peppo Turani. Contro di lui ci si mette anche una simpatica sfortuna: dall’occhio della blogosfera è difficile scappare.
Non so se avrete voglia di leggervi il pezzo (il nome del link è stato evidentemente cambiato) che altro non è che un’intervista al direttore generale di Vodafone Italia, anche perché alcune cose, tra le tante omesse, non vengono spiegate.

Ringrazio pubblicamente Turani per le perle che ci regala, anche indirettamente.

La stella di Michela Vittoria Brambilla continua a brillare alta nel cielo berlusconiano. Alla recente festa napoletana di Forza Italia la rossa Michela era sul palco proprio alla destra di Silvio e non è sfuggito a nessuno che il Mago di Arcore (com’era chiamato quando si occupava ancora di televisione) le ha concesso il grandissimo onore di chiudere la manifestazione. Intanto, la dinamica signora continua a fare le sue mille attività. Il giornale, la televisione, e manifestazioni su manifestazioni. Mai si era visto in Italia la costruzione di un leader così precisa, sistematica e martellante. Qualche vecchio di Forza Italia scuote la testa: “E’ impossibile che tutto questo serva solo a fare di Michela Vittoria un consigliere regionale o provinciale. Questa ragazza, come minimo è già ministro. Non appena vinceremo le elezioni, naturalmente. Ma forse andrà anche un po’ più su. D’altra parte, già sta alla destra di Dio Silvio, come Gesù”.

Se continuerà a scrivere pezzi come questi (vale la pena leggersi quella pagina perché è piena di frasi clamorose! Si veda il pezzo sui “materassini gonfi di profitti e panfili presi in prestito allo scoperto”), presto inaugurerò un Peppo Turani Fan Club. Marco Zamperini sarà presidente onorario.

Share:

Technorati icon


Giornalismi possibili?

aprile 27, 2007

La fonte è presente nel link dell'immagine stessa  from http://tech.zamwi.com/2006/09/19/personal-journalism/

I giornali della tradizione guardano al web, offrono possibilità per osservare e tenere d’occhio il citizen journalism, l’influenza dei blog. Addirittura alcuni, sempre non in Italia, intuiscono l’importanza che può avere su un problema come lo spreco della carta leggere le rassegne stampa on line, informandosi in modo rispettoso anche per la natura.

Invece qui ogni tanto qualcuno se ne ricorda, ma solo riportando esempi degli altri, sottointendendo quanto sono avanti: di proporre idee o tentare esperimenti interessanti, culturalmente parlando ed in modo partecipativo, non se ne parla, meglio mantenere il segreto e rimanere belli statici, conservatori e identici a 1 secolo e passa fa. Il livello dell’informazione credo si misuri anche nella capacità di sapersi rinnovare e aprirsi non solo alle nuove tecnologie, ma anche alle nuove vie per produrre informazione e fare contenuti, attivamente. Per questo che i pochi esempi decenti di giornalisti-blogger o articoli aperti ai commenti, ecc…sono relegati al solo ambito, ristretto, della blogosfera italiana.


Va pensiero

febbraio 9, 2007

 

..Questa sera mi sento “intellettuale”. Ho deciso di riportare qualche citazione che mi fa alquanto riflettere e…mugugnare.

“La lotta politica non si farà più tra destra e sinistra ma tra chi guarda la tv senza una risposta e chi accede alla Rete* con una informazione molto più completa e che ognuno può gestire e alimentare.”

Derrick De Kerckhove (prologo a p.3 tratto dal libro “Blog Generation di Giuseppe Granieri)

“[…] Cosa può sapere quel distinto signore in abito grigio delle motivazioni che hanno spinto Bush a mandare le truppe in Iraq? Cosa veramente sa quel pensionato gentile dei reali interessi di Berlusconi e delle sue motivazioni politiche? Che informazioni ha il giovane studente sulla situazione politica attuale? Che ne so io? E soprattutto, “come” lo so? […]”

” […] Di fatto oggi sappiamo per “sentito dire”. […] Ragionamenti simili sui media, l’uomo e l’universo mondo, se non affrontati scientificamente, possono facilmente diventare una specie di coltura in vivaio di luoghi comuni. Ma i concetti di “opinione pubblica”, “individuo”, “massa”, sono notoriamente poco maneggevoli e, a volte, proprio i luoghi comuni sono utilissimi a frequentare terreni insidiosi, guardandoli non dall’alto di una teoria ma dal nostro personale punto di vista.

Il primo dei luoghi comuni è quello con cui tutti siamo cresciuti: “L’ho visto in tv. E’ vero”. Se è abbastanza intuitivo non credere (o classificare come opinione personale ) a tutto ciò che sentiamo o leggiamo, siamo a volte portati a credere “ciecamente” a quanto “vediamo”.”

Giuseppe Granieri (citazioni tratte da pagina 4 e 6 dal suo libro, “Blog Generation”)

…E se non vi interessano…non importa. A me danno da pensare.

Attenti, homines videntes!

*= vi faccio notare che tv è scritto in minuscolo, mentre Rete con la  “R” maiuscola. Ci sarà un motivo! Occhio ai particolari..!