Basta compenso fisso, solo “incentivi”

maggio 14, 2007

Da un paio di settimane, nel mio call center, l’azienda ha deciso (da sola, le persone che dovrebbero fare rappresentanza sindacale sono inquadrate e totalmente inutili) che non saremo più pagati 6 euro lordi fissi l’ora, ma solo con incentivi.

Le motivazioni addotte sono state, usando testuali parole: “il legislatore ci impone di metterci al pari con gli altri call center, vi dobbiamo assumere così, è legge”. Stronzate. Il legislatore infatti dovrebbe imporre di assumere i lavoratori inbound, che sono a tutti gli effetti subordinati; stop. In realtà, anche noi outbound saremmo subordinati (abbiamo un superiore, sottostiamo ad un preciso orario, ecc…) ma le cose non vengono mai dette fino in fondo.

Sta di fatto in realtà che l’azienda non ha più soldi (non sono problemi nostri, e non sono fatti nostri se ci lavorano imbecilli che non hanno le capacità per gestire l’azienda stessa ma si preoccupano soltanto se torni con qualche secondo di ritardo oppure corrono per far vedere che lavorano molto per rispondere e portare un cordless che suona al capo menomato), e la cosa viene mascherata in questo modo: ha chiuso infatti anche una sala (del 187 telecom) piena di persone (molte lasciate a casa, altre trasferite), un’altra sala in cui si lavoravano editoriali (abbonamenti vari per esempio) e nella mia sala stessa (dove si lavora per tim) sono presenti molte persone in meno

Parlando del compenso, ogni nostra chiamata sarebbe pagata tra i 19 e gli 80 centesimi (cioé 0,19 e 0,80). Diciamo che le chiamate “nella media” però si attestano tra i 20 e i 45 centesimi. Un vero e proprio sfruttamento, probabilmente illegale, schiavistico e coperto dall’azienda. Mi chiedo a questo punto dove diavolo sono e a cosa servono i sindacati. Calcoli alla mano, due ragazzi già assunti con questo contratto (il mio e quello degli altri scadrà il 31 maggio, fino a quel giorno sono “tranquillo”) guadagnano poco più della metà rispetto a quello che guadagnavano prima. Sempre al lordo. Per farvi capire quanto è la metà vi mostro l’esempio: noi operatori guadagnamo 6 euro lordi l’ora. Moltiplicati per 3 ore di lavoro serale fanno 18 euro lordi. Ok, ora fate la metà e aggiungeteci qualche centesimo. In questo modo tra l’altro l’azienda spinge ancora di più a lavorare “a cottimo” e malissimo, puntando sulla quantità e non sulla qualità. Insomma, chi ci rimetterebbe sarebbe il cliente. Non possiamo sempre e solo essere noi operatori sottopagati ad avere buonsenso…! Non avete idea della mole di chiamate che una persona dovrebbe fare per guadagnare COME prima (almeno il doppio, cosa pressoché impossibile, a meno di dire “pronto…arrivederci”!).

Abbiamo quindi intenzione di muoverci, sentire i sindacati, informandoci tra la rete sociale di nostra conoscenza… Secondo voi cosa dovre/dovremmo fare? Vi sembra una cosa sensata? Qualcuno può darci una mano?

Il signoraggio continua.

P.S.= il nome del call center incriminato è “Televoice”. Stategli il più lontano possibile.


Spam elettorale

aprile 30, 2007

Non so se vi è capitato di notare, girando per città e paesi di ogni tipo, durante il periodo pre-elezioni comunali o quel che l’è, il numero dei cartelloni elettorali che tempestano il città o il paese in questione. Sono tanti, di ogni genere e dimensione.

Il problema è questo: provate a notare le differenze tra i cartelloni dei partiti di destra e quelli della sinistra. Enormi i primi, piazzati in ogni angolo della città, costruiti ad arte spendendo cifre spropositate, piccoli e più sobri i secondi, figli del raccatta dané, “rastrellati tra i militanti e i comitati di base e le collette e un po’ di soldi dei partiti della coalizione”. Eh sì, perché è comodo parlare di tasse e comunisti, ma spendere milioni di euro per una campagna elettorale mi sembra davvero vergognoso oltre che essere un insulto alla povertà. Guardatela in questo modo: spesso questi finanziamenti sono tirati fuori di tasca propria o dagli amici degli amici, che poi avranno bisogno di tanti favori; insomma, investimenti veri e propri che verranno fatti fruttare se l’amichetto verrà eletto. E giu porcate, appalti e giochetti amministrativi molto provinciali a destra e a manca. Benvenuti nella politica in piccolo.

Il caso più eclatante forse è quello di Milano, in cui la Moratti ha ricevuto in beneficenza SEI MILIONI DI EURO (sei milioni di euro), in parte dal marito che ha quindi potuto risparmiare anche un bel po’ di soldi in tasse (se li versi ad un partito risparmi più che a darli in beneficenza, ebbene sì). Alla faccia dei negozianti incazzati, dei cinesi e di tutto il resto…6 milioni di euro spesi in pubblicità. Questi i metodi della destra, imparati ad arte dal gran maestro editore, che senza le pubblicità arrivate dal ’94 in poi (discesa in campo docet)…non esisterebbe.

Ora però, prenderò in esame il caso di Monza (città non piccola), visto che ci passo ogni giorno e sotto gli occhi scorgo i vari cambiamenti (lavori, ecc…). E’ da qualche mese infatti che il centrodestra sta letteralmente spammando per tutta la città, rendendola uno schifo allucinante, dei cartelli con fondo rosso recitanti “Monza città tradita”. A parte che, inizialmente, per chi non era ben informato, un cartello del genere poteva non voler dire niente (non conteneva altre scritte)…successivamente però ne sono arrivati altri più diretti ed espliciti. Gli attacchi sono i soliti in questi casi: fantomatiche promesse non mantenute, lavori non fatti, ecc… Sarà, ma io vedo che negli ultimi anni Monza è cambiata e porta ancora le tracce di molti lavori non finiti. Questo in effetti crea problemi, ma mi pare alquanto normale, anche se ora, complice l’avvicinarsi delle elezioni, hanno subito una bella accellerata.

Tornando alla narrazione, la sinistra ha risposto con cartelli più piccoli e timidi, moderni (mi sanno molto di cultura partecipativa) e sicuramente presenti meno capillarmente sul territorio (hanno meno soldi da spendere sti comunisti). Leggendo poi i pareri di molti monzesi si scopre che “Sì, forse è stato tradito chi sperava che un’amministrazione di centro-sinistra continuasse nell’inesorabile opera del non far nulla che ha contraddistinto le amministrazioni monzesi degli ultimi cinquant’anni: democristiani prima, leghisti e forzisti poi! Sono monzese, non mi sento tradito da questa amministrazione che ha messo in cantiere e realizzato più opere in questi ultimi anni che tutte le amministrazioni precedenti messe assieme. Anzi, come molti mi chiedo: ma se l’amministrazione Faglia è riuscita a realizzare tutto questo (creando inevitabilmente anche disagi) con i continui tagli agli enti locali praticati dal governo Berlusconi, dove finivano prima i soldi che dovevano essere destinati a queste opere? Ma forse la borghesia monzese non ha tempo per porsi certe domande”. Ebbene sì, qui bisognerebbe aprire un’altra enorme parentesi sulla rete sociale monzese, molto brianzola e provinciale nella mentalità (Milano è un’altra roba insomma), ma non voglio annoiarvi troppo.

Insomma, chi ha i soldi da lanciare dalla finestra spamma slogan gridati, ripetitivi e memorizzabili facilmente, subliminalmente, che rimangono in testa come una pubblicità televisiva e non implicano troppi ragionamenti: se io ho una certa idea, passatami per tradizione orale, mi verrà più facile mantenerla e chiacchierarla in giro tramite i soliti luoghi comuni, cosa molto tipica di quelle parti; chi ha meno grano e deve provare a difendersi va sul messaggio ragionato, non fruibile da tutti.

Che stia qui la differenza tra destra e sinistra? Non parlo di soldi, ma di intelligentia (tradotto terra-terra).


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