Peer to pirl

ottobre 6, 2007

La fonte è riportata nel link dell'immagine stessa

Dopo i vari fatti degli ultimi giorni (9.250$ di multa per ogni brano scaricato), dopo le chiusure di vari siti, forum o mirror dedicati al p2p nell’ultimo mese sorge spontanea una domanda: perché le Major sono così sicure che la strategia del terrore sia quella giusta? Perché non imparare invece a sfruttare i nuovi canali? Tanto io i cd e i dvd non li ho mai comprati, se non per qualche sporadico regalo, figuriamoci se mi metto a farlo ora. Non pagherò mai dai 20 euro in su per comprarmi un cd o un dvd che vuoto vale meno di un euro.

In merito a questo spinoso argomento consiglio sempre un’ottima lettura, che spiega sin dalle origini il copyright, il copyleft e tanti altri aspetti, tra cui il passato non tanto remoto in cui le Major sono state salvate dalla bancarotta perdendo un noto processo contro l’home video. Allora infatti si parlava di musicassette e videocassette, ora ovviamente di altri supporti. Le major infatti devono ringraziare l’home video ma ora dovrebbero semplicemente capire che le strade, i canali di fruizione sono cambiati, si stanno rapidamente trasformando. Le cause non sono una buona pubblicità, credetemi: con il passaparola infatti si può fare un danno maggiore.

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P2P: Peppermint e Techland fermate in tribunale

luglio 18, 2007

Ricordate la vicenda in cui 4 mila utenti Telecom avevano ricevuto una richiesta di 330 euro di risarcimento per aver scaricato mp3 di artisti sotto contratto con la Peppermint?
Sta volta hanno vinto i buoni, ci è andata bene. I magistrati hanno “rigettato i ricorsi presentanti congiuntamente e disgiuntamente dalle Società Peppermint e Techland, rispettivamente nei confronti della Wind e della Telecom”.
Per fortuna la privacy è stata rispettata, e nessuno potrà avere o utilizzare i nominativi di circa 4 mila utenti spiati; anche in Rete ci sono delle regole e non è giusto che una casa discografica possa monitorare e raccogliere IP a piacimento.
Fino al prossimo processo quindi siamo tranquilli. La privacy in questo caso ha protetto gli utenti da una richiesta di “spamming estorsivo” (via posta) che andava configurandosi.
Ora speriamo in una cancellazione dell’assurda Legge Urbani e in altri passi positivi verso un logico utilizzo del p2p e della condivisione dei files e della cultura, invertendo la tendenza che si sta diffondendo presso le istituzioni italiane.

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La canzone e il video dell’estate 2007

giugno 8, 2007

In ritardo certo. Ma questo è anche il video costato meno della storia, girato davanti ad una nave porta container in un porto qualsiasi. Una salopette inguardabile, qualche saltello al posto del ballo, un po’ di voce distorta e via!

Probabilmente contiene dei messaggi subliminali, non è possibile concepire una cosa simile.

Poche volte ho riso così tanto. Aiutatemi a diffonderlo, passate parola…facciamola diventare la canzone dell’estate! A voi ipotesi, commenti e…diffusione.

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Spamming giuridico

maggio 9, 2007

Si apre un altro caso spinoso riguardante il p2p: sono circa partite 4000 raccomandate che dovrebbero raggiungere altrettanti utenti italiani che secondo alcuni discografici avrebbero violato le norme sul diritto d’autore. In questa lettera, spedita da uno studio legale realmente esistente (Mahlknecht & Rottensteiner che lavora per l’etichetta tedesca Peppermint), viene chiesto di cancellare il file stesso, di pagare 330 euro di multa per evitare incombenze penali e soprattutto…di non rifarlo mai più cattivelli… Sì perché è proprio questa la cosa strana, il modo ed il tono con cui è stata scritta questa lettera.

Leggendo sui vari forum, si dibatte su mille questioni e su altrettanti punti di vista, sul rivolgersi ad associazioni di consumatori, sul chiedere assistenza a legali prima di pagare e così via. Una delle cose che mi da da pensare è che chiunque a questo punto può richiedere un indirizzo ip, scavalcando la privacy di qualsiasi persona, e spedirti a casa una lettera. Forse l’obiettivo è creare un precedente, puntando sulla paura dell’utente di incorrere nel penale.

Vorrei far notare però come la cosa sia molto strana, da dimostrare: chi dice che ho scaricato io il file? E se a causa di un virus, malware, hacker, ecc…qualcuno scaricava dal mio pc? E se l’ho condiviso ma nessuno l’ha scaricato? E se il download era corrotto? E se avevo una canzone di cristina d’avena e l’ho rinominata col nome di uno degli artisti incriminati per fare uno scherzo? E se non ho più niente sull’hard disk o addirittura non ho più il computer da cui avrei scaricato? Ecc… Insomma, nella lettera non è indicato né documentato approfonditamente un bel niente, quindi inviterei per ora a mantenere la calma, cosa che la Peppermint non vuole (credo) per incassare velocemente un po’ di soldi, senza che nessuno si informi o prenda contromosse.

Sempre spulciando sui forum, gli artisti della casa discografica per cui hanno monitorato (legalmente o illegalmente?) migliaia di utenti, sarebbero questi: Carl Keaton Jr. ; Colin Rich ; Emma Lanford ; James Kakande; Mousse T.; Omar; Roachford; SO PHAT!; VD3 Beatz ; Warren G. Già si legge riguardo a boicottamenti o passaparola per non comprare più prodotti di quella casa discografica o degli artisti stessi (una pubblicità molto cattiva insomma).

Non oso poi immaginare il destino della Peppermint se perdesse tutte le cause. Per ora insomma siamo nella fase uno, il caos, forse quella a cui puntavano proprio i discografici.

P.S.= il senatore Cortiana ha scritto al garante della privacy


Emi…cadde una Apple sulla testa.

aprile 2, 2007

//www.1000bit.net/ - La fonte è presente nel link dell'immagine stessa

Oggi su Repubblica leggo che Emi avrebbe raggiunto un accordo con Apple per poter vendere le canzoni sullo store di iTunes senza Drm (Digital Rights Management una sorta di SIAE trasformata in lucchetti digitali). Che tradotto vuole semplicemente dire che sarà in teoria possibile copiare ed ascoltare le canzoni acquistate (da iTunes) in qualsiasi lettore mp3.

A me pare invece una sorta di compromesso (…non so ma mi è venuta in mente la terribile immagine di Bill Gates che appare su uno schermo dietro a Jobs. Forse esagero…); nel 2005 infatti le posizioni erano queste. E a febbraio di quest’anno il caro Steeve (Jobs) aveva spedito la letterina a babbo natale major bacchettandoli sulla loro ingordigia economica. Le posizioni troppo open di Jobs erano un po’ troppo fastidiose, ma senza dubbio lungimiranti (già): in più siccome si chiamano major e non siae, non sono totalmente rimbecillite (dopo un po’ di tempo hanno capito che l’home video le ha salvate dal tracollo un bel po’ di anni fa per esempio) ed ogni tanto intuiscono che forse bisognerebbe compiere qualche passetto nel verso giusto: piccolo per le major, grande per noi, almeno in teoria.

Sì, perché dietro quegli 1.29 dollari invece di 0.9 (per un mp3, ebbene sì, moltiplicatelo X 12-15 canzoni di un cd vario per esempio) mascherati da una “qualità migliore” secondo me c’è semplicemente la scusa per fare più soldi. Insomma, ti do il contentino, ma dammi qualche soldino! Questo per dire che Jobs è avanti ma…è anche furbo, giustamente: “Vendere musica digitale senza Drm è un passo obbligato per l’industria musicale – ha dichiarato il Ceo di Apple Steve Jobs – e la Emi guida ancora una volta l’industria con un’innovazione che lascerà il segno. Il catalogo reso disponibile da oggi non solo è senza Drm. Ma anche di una qualità superiore. Penso che gli utenti di iTunes saranno contenti di pagare appena 30 centesimi in più per le loro canzoni. Ovviamente, sarà sempre possibile acquistare le stesse canzoni, ma di qualità inferiore, con i Drm. Vogliamo dare alla gente possibilità di scegliere. Questa è la libertà digitale”. No, la libertà digitale per me non è questa.

Apprezzo il piccolo sforzo e comunque sia…continuo ad avere fiducia nel lavoro..di Jobs (questo nuovo iRack è proprio una pacchia!).