Family Gay

maggio 12, 2007

Oggi è il giorno dell’orgoglio cristiano di non si sa cosa. Si va in piazza a difendere un concetto di famiglia naturale che nessuno bene conosce o sa spiegare (è un qualcosa istituito da qualcuno messo in questo modo direi), quando i primi a vivere in una famiglia da Dico, in una famiglia riconosciuta civilmente, e a mantenere 2-3 famiglie sono gli stessi politici scesi in piazza. Persino Barbara Romano, giornalista del quotidiano Libero, che comunista non è di certo, se ne è accorta in un articolo apparso sul quotidiano il 31/01/2007

I cattolici, quelli moderati e tolleranti, sono loro quelli liberali; quelli che vogliono imporre il loro modo di vedere le cose come 5 secoli fa e che non ammettono altre soluzioni. Loro vogliono, dicono che non è possibile che ci siano altre soluzioni, censurano altri modi di vivere. I cristiani.

Se decido di “metter su famiglia” ma non mi sposo? Non sono una famiglia, non ho messo su una famiglia ma non so…ho fatto jogging. E se non sono cristiano ma ho una famiglia? No, non è una famiglia. Ma allora che diavolo intendete con famiglia? Se chiamate una cosa famiglia e…poi dite che non lo è? Non ci capisco più niente.

La famiglia cristiana, quella dei sani valori, che ancora è il primo luogo in cui le donne subiscono la maggior parte delle violenze, difficili da denunciare perché “rovineresti la famiglia stessa e chissà poi cosa pensano gli altri“. Botte da orbi.

La famiglia cristiana, promossa da quei valori e da quella cultura secondo cui (basterebbe leggere la Bibbia) la donna è essere inferiore rispetto all’uomo; è subordinata a lui, deve fare quello che l’uomo dice. Discriminata da sempre da una delle religioni più maschiliste che ci siano, la donna sembra però felice di prostrarsi all’uomo cattolico, dai sani valori (solo lui li ha).

Siamo il paese europeo che ha avuto al Governo più cattolici di sempre: su 60 governi, 51 presidenti del consiglio erano cattolici e 9 laici. Per difendere la laicità dello stato, o forse per accaparrarsi milioni di voti di devoti cristiani. Siamo il paese che meno investe nella famiglia, nelle politiche sociali e siamo l’unico che ancora non ha l’equivalente dei Pacs; riconoscere i diritti alle coppie di fatto (non vuol dire che per forza un uomo debba sposarsi con una gallina per ereditare le sue uova)  non credo impedisca di portare avanti politiche positive per la famiglia. Anzi…sarebbe roba per paesi moderni ed evoluti socialmente. Quindi non è cosa italiana.

La famiglia, la famiglia: il tasso di natalità è il più basso, come sempre; la famiglia cristiana non fa figli. Per farne bisogna avere un lavoro stabile, non bisogna essere precari né disoccupati. Ma di questo le varie eminenze non ne parlano: preferiscono usare tutte le loro energie a criticare dico e gay, come male numero uno al mondo, piuttosto che richiedere qualche misura concreta a favore della famiglia.

Che la Cei fosse una vera e propria organizzazione politica di supporto ad alcuni partiti ce ne siamo accorti un po’ tutti. Ma che il Vaticano non abbia mai inveito contro i simpatici personaggi che siedono in parlamento che dal 1993 godono dell’assistenza sanitaria per i conviventi more uxorio che poi però cercano di non estendere ai cittadini stessi è una cosa un po’ strana.

Mi e vi pongo una domanda: ma tutti i politici divorziati che saranno in piazza…si porteranno tutte le loro famiglie a sfilare accanto a loro?

In questo splendida lettera di Marco Travaglio (“Caro Monsignor Ruini”) sono riassunti più o meno tutti questi concetti, con l’aggiunta di dati, nomi e tante altre belle cosucce. Buon divertimento. 


Family Déi

maggio 10, 2007

Sottotitolo, gli dei difensori della famiglia. Come ben saprete infatti, sabato ci sarà il famigerato “Family Day”, nome glamour, un po’ pubblicitario da dare ad una manifestazione un po’ comica per chi sabato non avrà le idee ben chiare e non saprà cosa fare. Con diretta su un paio di reti di livello nazionale ovviamente, i commentatori inviteranno i telespettatori a riunire la famiglia davanti al televisore e possibilmente a tenere un rosario in mano alla vista della via crucis feconda italiana.

Prepariamoci ad echi, finte polemiche prevedibili e tanto altro: lo spettacolo alla vigilia si presenta succulento.

Vorrei però ricordare a tutti, in particolare a chi ha un concetto di famiglia strano (e quindi vota cdl) che a mio modestissimo parere una famiglia, per chiamarsi tale, non deve per forza essere sposata in chiesa. Se non sono credente infatti della chiesa non mi importerà un bel niente e di conseguenza io, mia moglie ed i miei figli ci chiameremo orgogliosamente famiglia. Non conosco nessuno che ha imposto che per “famiglia” venga inteso solo un qualche cosa di cristiano.

Questo per farvi capire e rispolverare alcune cose note…ma poco conosciute. Nel parlamento italiano siedono moltissimi politici divorziati, conviventi e rispecchianti in pieno una coppia di fatto (parola che associamo ad un qualcosa di omosessuale e quindi per forza terribile), peccato che poi davanti ai microfoni…spiegano ad alta voce che i valori della famiglia cristiana sono davvero fichi. Uao!

Segue quindi un elenco illustre di nomi, con relative descrizioni dettagliate, di politici (o presunti tali nel caso dei num.5-6-15…) divorziati, conviventi e uniti civilmente. Non ci sono tutti: per l’elenco completo vi rimando a questo sito (…che è la fonte da cui ho preso la lista).

1- GIANNI ALEMANNO (AN). Ex ministro dell’Agricoltura. Separato per un periodo dalla moglie, Isabella Rauti, da cui ha avuto un figlio, non ha mai divorziato ed è poi tornato a vivere con lei.

2- SILVIO BERLUSCONI (FI). Dalla prima moglie Carla Dall’Oglio ha due figli, Marina e Piersilvio. Ha convissuto con Veronica Lario per 6 anni e l’ha sposata nel 1990 dopo la nascita di Barbara, Eleonora e Luigi. E l’ha sposata quando ancora non aveva avuto il divorzio. E’ stato bigamo.
3- PIERFERDINANDO CASINI (UDC). Vive con la compagna Azzura Caltagirone, madre della sua terza figlia. Il presidente della camera attende l’annullamento della Sacra Rota del suo primo matrimonio con Roberta Lubitch.

4- UMBERTO BOSSI (LEGA). Divorziato da Gigliola Guidali (da cui era separato dal 1982), ha sposato in seconde nozze Manuela Marrone nel 1994, dopo dieci anni di convivenza.

5- GABRIELLA CARLUCCI (FI). Deputato. Ha divorziato dall’attore Gianfranco lannuzzo, sposato nel 1985, e ha sposato nel 1996 Marco Catelli. Dall’unione è nato Matteo, 9 anni.

6- ELISABETTA GARDINI (FI). Portavoce di Forza Italia. Divorziata da Luca Fazzi, con cui ha avuto nel 1990 il figlio Pietro, convive dal 1995 con il regista Fernando Balestri.

7- PAOLO GUZZANTI (FI). Senatore ed ex presidente della commissione Mitrokin e giornalista. Dalla prima moglie Germana ha avuto tre figli: Sabina, Corrado e Caterina. Dalla seconda moglie, l’americana Gill Falcigno, ha avuto due figli Liv Liberty e lars Lincoln ed ormai deve aver avuto anche il terzo.

8- IGNAZIO LA RUSSA (AN). Capogruppo di An alla Camera, Sposato in prime nozze con Marika Cattarelli, da cui ha avuto Geronimo. Dall’attuale compagna, Laura de Cicco, ha avuto Lorenzo e Leonardo.

9- ENRICO LETTA (MARGHERITA). Viceprimoministro della margherita. Divorziato, si è risposato con la giornalista Gianna Fregonara, da cui ha avuto un figlio, Giacomo.

10- ROBERTO CASTELLI (LEGA). Ex ministro di Grazia e Giustizia. Divorziato. Dalla prima moglie Sara Galbiati ha avuto Gabriele. Risposato nel febbraio 2005 con Sara Fumagalli, con cui era legato dal 1997.

11- PAOLO CIRINO POMICINO (NUOVA DC). Ex ministro Dc e ora esponente della Nuova Dc. Separato dalla moglie Wanda, dalla quale ha avuto due fglie, Ilaria e Claudia. Ora ha una nuova compagna.

12- GIANFRANCO FINI (AN). Ex vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, si è.sposato nel 1988 con Daniela Di Sotto (divorziata). Da lei ha avuto, nel 1985, l’unica figlia, Giuliana.

13- GIANFRANCO MICCICHÈ (FI). Ex ministro per lo Sviluppo e la coesione territoriale. Divorziato, ha avuto una figlia da una prima compagna e due dalla moglie Elena Merra.

14- GAETANO PECORELLA (FI). Ex Presidente della Commissione Giustizia della Camera, avvocato. Divorziato dalla prima moglie, non si è mai risposato. Ma ha collezionato negli anni diverse convivenze.

15- DANIELA SANTANCHE’ (AN).Deputata, responsabile del dipartimento Pari libertà di An. Divorziata dal chirurgo plastico Paolo Santanchè, convive e ha avuto un figlio da Canio Mazzaro.

16- VITTORIO SGARBI (GRUPPO MISTO). Ex depuitato e critico d’arte, convive con l’attrice Sabrina Colle da otto anni. Ha un figlio, Carlo, avuto nel 1988 dal suo rapporto con Patrizia Brenner.

17- ROBERTO ZACCARIA (MARGHERITA). Parlamentare ed ex presidente Rai: Separato dalla moglie Barbara, sposata nel 1973, dalla quale ha due figli. Ha una nuova compagna, l’attrice Monica Guerritore.

Insomma, questa gente ci prende in giro con l’evidenza dei fatti e a me proprio non sta bene. Lo dico per chi è convinto di sapere cosa sia questa manifestazione, perché andrà in piazza e che la famiglia sia solo quella benedetta da un umano prete. E che crede veramente che questa gente abbia in testa i cosiddetti valori cristiani e bla bla bla.

In realtà vi spiego anche che “La Camera dei Deputati e il Senato già riconoscono i diritti dei Parlamentari conviventi attraverso un regolamento interno che prevede, ad esempio, l’estensione della previdenza integrativa al convivente del parlamentare. La cosa è prevista istituzionalmente tanto che all’inizio della Legislatura ogni neo-deputato e senatore deve compilare un modulo nel quale si chiede espressamente se intenda, o meno, estendere la previdenza alle persone con cui convive. Nelle intenzioni di coloro che scrissero questo regolamento oltre dieci anni fa era evidente la volontà di non discriminare tra coppie eterosessuali e coppie omosessuali”. Si chiama semplicemente estensione della previdenza integrativa al convivente; in altre parole ogni politico può “lasciare al proprio partner la pensione di reversibilità, anche se tra di loro non sussiste alcun legame matrimoniale. E’ necessario un semplice stato di famiglia che dimostri almeno 2 anni di coabitazione”.

Avrete ben intuito come quindi conti, per tutta questa bella gente, la famiglia sposata in Chiesa. In più, come se non bastasse, questi personaggi fanno tutti la comunione come se niente fosse, cosa che la chiesa stessa vieta se divorziati; a meno che, in meno di un batter d’occhio la sacra rota annulli il matrimonio (roba non per gente comune).

Così sia quindi…tutti in piazza. Se poi qualcuno che deve ancora sposarsi schiatta, non si lamenti il coniuge se rimarrà per sbaglio in mezzo ad una strada con in mano…un’ostia!


Domanda disoccupazione e nuovo sistema fiscale

gennaio 8, 2007

Per stasera niente post “acidoni”: solo un post strettamente utile e per molti necessario.

Ho aggiunto nella sezione “News a Progetto” le due brevi spiegazioni ai documenti pronti per il download (domanda di disoccupazione a requisiti ridotti) ed al prospetto sul nuovo sistema fiscale (IRPEF; Assegni famigliari, ecc…).

Vi fornisco comunque anche da qui i link diretti al download dei documenti:

L’informativa relativa alla domanda di Disoccupazione a Requisiti Ridotti potrà essere presentata entro il 31 Marzo 2007 (click sul link per scaricare il documento o click col destro e “salva oggetto con nome”).

Ringrazio MC per le segnalazioni e le “dritte” che mi invia via mail.

P.S.= …parlando d’altro, non so voi ma sono rimasto davvero schifato dall’ennesima vergogna (nonché piazzata politica in cui la chiesa non dovrebbe interferire) mostrata dalla Chiesa per voce del papa. Il problema è che (soprattutto qui in Italia) c’è ancora moltissima gente che vive sentendo e pendendo dalle labbra della Chiesa. Ora, va bene che ancora meno persone si sposerebbero in chiesa (= no offerta)..ma parlare di “pacs” e chiacchierare a vanvera senza mai fare riferimento al cosiddetto “testo sacro” (se non ci credete…credeteci lo stesso, non dovete dubitare – già, troppo facile eh?) dovrebbe far riflettere (solo chi non ci crede). Non ricordo ad esempio che sulla Bibbia ci fosse scritto di devolvere l’8×1000, che il papa dovesse avere un anello d’oro al dito. Ecc… Non sapevo che riconoscere civilmente, in comune, firmando dei documenti la propria unione, giusto perché se schiatto domani a te arriva qualcosina, fosse contro la famiglia, la struttura naturale, ecc… Forse era meglio uccidere nel nome di Dio, prima dei musulmani o convertire qualche milione di persone controvoglia, mozzando teste.

Della Bibbia, delle fonti non si parla più; non è conveniente, qualche motivo ci sarà..


More than Words

dicembre 12, 2006

Sono ancora i giovani i più coinvolti dalle forme contrattuali di lavoro a “scadenza”. Sono ancora loro il segmento della società a pagare di più il pegno delle trasformazioni dei mercati e delle strutture produttive. Nel primo trimestre del 2006 nei 25 paesi dell’Unione europea, quattro ragazzi su dieci si sono ritrovati infatti con un contratto temporaneo (vedi tabella) e la percentuale sale ancora di più se si guarda ai paesi dell’area euro dove quasi un giovane su due (il 48,6%) trova lavoro solo grazie a un contratto a tempo. Sono questi alcuni dei dati del “Labour Market Latest Trends” pubblicato in questi giorni da Eurostat.”

Non so cosa dire…a parte che oggi ho finito gli esami universitari. Quindi non ho parole, bastano quelle sopra.

Non ho parole perché sabato 2 dicembre “i moderati” che manifestavano (quelli intolleranti che odiano, che risbattono a casa, ecc…i leoni della libertà insomma) avevano il pullman gratis, il buono pasto anche. Gente travestita da sposa che non sapeva il motivo, gente che sfilava ballando imbavagliata perché qualcuno in qualche modo oscuro sta togliendo loro la libertà (..eh?); magliette e tazze da comprare, bandiere – comprate – al vento per celebrare la “più grande manifestazione dal dopoguerra ad oggi”, sputando sulla storia (che dovreste cominciare almeno a ripassare…); spam su internet – IRCnet su tuttipubblicità in tv, dirette dalle tv “vergogna” e poi…poi vedo un flash, quasi subliminale, di tgcom che parla dei PACS mentre sul video scorrono immagini di ballerini brasiliani travestiti da carnevale con le piume colorate su carri… Questa l’idea che deve passare ed entrare nella testolina dell’italiano medio; questa la considerazione che hanno verso il pubblico televisivo. Fa niente se PACS voglia anche dire “uomo e donna che riconoscono il proprio diritto di coppia che so io..in comune”. Ma la Chiesa, quelli tolleranti e moderati, “no”, non vogliono, perché altrimenti…chi più si sposerebbe? Chi verserebbe l’offertina?

E poi ci dimentichiamo di questo, questo, questo, questo e tanto altro… Ma l’italiano ha una memoria corta, si sa.

L’homo-videns italiano ha una memoria ram televisiva.

Quindi perché sbattersi tanto con un blog?


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