W-Day

ottobre 15, 2007

Dal FlickR di Estragon

La foto del giorno: Walter Veltroni stravince le primarie, come volevasi dimostrare. Dall’altro lato un silenzioso 0,1% che ancora mi fa tanto ridere.
Non mi aspetto niente, non faccio proclami, non ho molte speranze. Le aspettative erano ben altre e voglio vedere quale sarà la prima mossa di Veltroni dopo questo mini-periodo elettorale in cui faceva il Berlusconi di turno, quello che stava in mezzo a un gran casino.

Ora che succederà? Davvero credete che questo sistema italiano possa venire cambiato radicalmente?

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Cinque candidati e una specie di partito

ottobre 9, 2007

Domenica qualcuno andrà a votare? Se sì chi e perché?
Se invece non andrete a votare, mi spiegate il motivo?

Ho bisogno di conoscere tante opinioni, perché sinceramente non mi sono ancora deciso. Grazie.

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Abolitela

settembre 30, 2007

Per una volta la chiamerò con il suo nome: Legge Maroni. Giusto per evitare scontati teatrini sul nome di Marco Biagi.
Repubblica ha lanciato vari sondaggi sulle primarie del Partito Democratico e tra questi, settimana scorsa è comparso quello sul lavoro, nota dolente per la sinistra moderna. Infatti, alla domanda «cosa differenzia, oggi, il lavoro flessibile e precario, secondo Lei? Cosa pensa debba fare il PD per evitare che (soprattutto per i giovani) il primo scivoli nel secondo? A questo proposito, qual è il suo giudizio sulla legge 30?», hanno risposto i 6 noti candidati (Veltroni, Bindi, Letta, Adinolfi, Gavronski e Schettini).
Tutti hanno detto in breve la loro sulla “famigerata legge 30″, affermando cose più o meno sensate, ci mancherebbe. La Bindi parla di correzioni, ammortizzatori sociali, reinserimento e termine massimo entro il quale stabilizzare il contratto (domanda da profano: ma se ti lascio a casa una settimana prima della scadenza?!); Letta punta sul riscatto della laurea a costi bassi, sulla totalizzazione dei contributi, sui contributi figurativi; Veltroni ne parla più in generale, mediando come in un discorso elettorale. Dice che «la legge Biagi non ha creato la precarietà, né ha impedito la crescita dell’occupazione a tempo indeterminato», che può essere rivista [...]» e che bisogna «dare tutele a chi oggi non ne ha». Che scoperta; ma non sono d’accordo nel dire che la Legge 30 non abbia dilatato il fenomeno della precarietà. È come dire che l’indulto non ha rimesso in libertà dei delinquenti.
Adinolfi invece per una volta mi stupisce e mi vede abbastanza d’accordo, forse perché - parole sue - la precarietà l’ha vissuta sulle spalle: «sono disponibile a entrare in un’azienda da precario, ma con il passare del tempo devo vedere i diritti, fino alla stabilizzazione in un arco di tempo certo. Altra modifica decisiva: i precari rischiano molto e allora quel rischio deve essere monetizzato. Devono guadagnare di più. L’azienda che se ne serve può mandarli via a fine contratto, ma mentre lavorano deve remunerarli maggiormente». Infine, Gavronski e Schettini fanno accenno ai correttivi e alla effettiva chiusura unita al nepotismo del mercato del lavoro.

Pensieri, parole, modifiche e correzioni; chi più ne ha, più ne metta. La legge 30 era ed è un punto fisso del programma dell’attuale governo e a parte tante chiacchiere, non si è ancora arrivati a niente. Perché, mi chiedo io?
Una cosa ho purtroppo riscontrato in tutte le dichiarazioni dei candidati alla guida del PD: nessuno ha mai parlato di abolire la legge Maroni. Le promesse elettorali di abolizione sono quasi scomparse. E giunti a questo punto, arrivare ad abolire la legge vergogna è praticamente impossibile. È sempre troppo tardi.

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In vino veritas

settembre 27, 2007

//www.matitarob.it/

Sono appena tornato a casa dopo una giornata devastante. Sveglia alle 7.00, un’ora per andare a Milano a frequentare le lezioni della laurea magistrale, arrivo a casa alle 13, palestra, pranzo e poi di corsa al lavoro fino alle 18.30. Poi dalle 19.,30 fino ad ora ( 23.10) ad un’aperitivo-after per il compleanno di un caro amico. Non vorrai mica saltare!
Sono davvero alticcio; anzi, probabilmente sono ubriaco. Dovevo scrivere un post sui precari, forse più di uno, ma non ce la posso fare. Non so nemmeno se sto postando sul blog giusto o se sto commentando qualcos’altro. Perdonatemi gli errori di ortografia, se ce ne sono.

 

Tra l’altro, Walter Veltroni sta twitterando proprio ora. Gli ho pure risposto, ma non so bene cosa ho scritto, non vorrei aver dato il via ad una crisi politica irreparabile. Perdonatemi se ho contribuito al disfacimento del PD.

Dal mio twitter!

Devo smetterla di bere così quando esco, altrimenti mi verrà la panza e butterò via tutte le ore che passo in palestra.
Sw4n, aiutami tu.

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Rivoglio l’EIAR

settembre 17, 2007

Vi do un motivo (grave) per non votare Veltroni:

Abolire il Cda della Rai: serve un manager svincolato dalla politica

A parte che repubblica.it ha scritto “servono”, riferito a non si sa cosa… Comunque sia ve lo ripeto, facendo lo spelling: u-n m-a-n-a-g-e-r s-v-i-n-c-o-l-a-t-o d-a-l-l-a p-o-l-i-t-i-c-a.

Cos…?! Privatizzare la RAI? Ma se siamo l’unico modello misto di finanziamento pubblico-privato, cosa dirai poi ai contribuenti che hanno pagato il canone…per un po’ di anni? Ci manca solo di privatizzare la TV di stato. Non siamo la NBC (finanziamenti esclusivamente privati) o la BBC (finanziamenti esclusivamente pubblici). Detto da te poi Walter, non me lo sarei mai aspettato; sembra una frase che si addice di più ad altre persone, non ad uno pronto a guidare il nuovo e nascente Partito Democratico che ha già deluso.

Walter, non ti sarai mica montato un po’ la testa vero? O forse stai già mettendo le mani avanti?


Io c’ero e ci sarò

settembre 10, 2007

Io sabato c’ero a Milano, in Piazza Cairoli. E con me amici e tante altre persone in coda. Certo, quando hanno visto dal mio documento d’identità che ero di Arcore hanno pensato che io fossi una spia, non potevano crederci.

In tv non si è visto praticamente niente, come volevasi dimostrare. Sono riusciti ad ignorare tutto anche questa volta, ma non importa; nessun tg ne ha parlato e come spiega Stefano Quintarelli: “Mi ha dato l’impressione del “non possiamo non parlarne, allora minimizziamo” [...]. Non una parola sui contenuti della proposta di legge di iniziativa popolare. Temo che sara’ improbabile che venga calendarizzata. Non immagino come si possa superare a breve questo distacco tra la societa’ e una sfera politica che mi pare piu’ votata alla autoconservazione ed al confronto al suo interno che al sostegno dello sviluppo e, in particolare, dell’innovazione”. Quando ne hanno parlato infatti hanno cercato di minimizzare, che è la cosa peggiore: l’ignorante popolo ancora schiavo della televisione è quindi tranquillo.
Tra le altre cose, nessun politico ha voluto o ha un Q.I. tale da poter rispondere ai temi lanciati come sassi. Meglio criticare o fare come quel b…di Casini che dal nulla si inventa una polemica per evitare di sentirsi dire in faccia come stanno realmente le cose per una volta. E tutto per un video che purtroppo dipinge la realtà, perché il signor Casini non ha mai provato ad essere assunto a 4 euro lordi l’ora e a venire licenziato dopo qualche settimana. E sono stufo di sentire dei deficenti che siccome non vogliono rispondere, ci moralizzano sull’insulto a Marco Biagi. Che ce lo venga a dire in faccia, a tutti noi assunti a progetto. Ecco i paraculo veri, quelli che difendono i valori italiani.

Qualunquismo? Io voglio una politica nuova e diversa. Se qualunquismo vuol dire partecipare e fare una coda di più di un’ora per una firma allora sì, sono qualunquista. Forse alcuni non vedendo bandiere di un certo colore o bandiere più in generale (non c’erano colori, ma solo voglia di esserci e partecipare) sono rimasti un po’ spiazzati.

Insomma, sempre meglio che stare a casa a rosicare, criticando come da tradizione della sinistra più antiquata che ci sia, senza poi porre un rimedio concreto a quello che si dice (magari in ritardo). Perché chi ragiona così è semplicemente come loro, le cariatidi che ci prendono per il culo ogni santo giorno in parlamento. E come loro vuole che niente cambi, credendo ancora che, votando 4 stronzi a cui dell’Italia e degli italiani non importa niente, possa davvero mutare qualcosa. Qual è la vostra soluzione? Andare a votare Veltroni e gli stessi di 20 anni fa e di oggi versando un laico euro? Ma per piacere. E poi vi lamentate che un comico faccia pagare ai propri spettacoli, suvvia. Persino Rosy Bindi si è accorta che il malcontento è bello forte e sentito in vari strati sociali. E gli altri dove diavolo sono? Io non voglio assistere all’incoronazione di Michela Brambilla come prossimo ministro supremo dell’industria del prossimo regime berlusconiano; davvero, non resisterei. Preferisco nutrire qualche speranza in “derive populiste e qualunquiste”.

La soluzione (ma quante volte l’ho detto?) siamo Noi, e dall’altro ieri un comico (ebbene sì, è questo che da tanto fastidio), a tanti italiani, ha riacceso una piccola speranza: per un giorno ci ha fatto credere di essere cittadini e io comunque sia lo ringrazio. Ringrazio anche le tv che non ne hanno parlato, prova del nove di tutto un sistema marcio da decenni.

Circa 300.000 persone hanno fatto code di ore, in piedi, per una ca…cchio di firma, per non avere in parlamento dei condannati, per ora. Dopo chissà, intanto qualcosa si è mosso. 300.000 persone unite dalla Rete. Senza televisione, non è poco per l’Italia. Ed è stato bello vedere vigili e forze dell’ordine più in generale firmare insieme a me.
“Vaffanculo” quindi a chi, pur partecipando ogni giorno alla continua crescita della Rete sociale, tramite Internet ed un blog per esempio, si è limitato a tacciare di qualunquismo tutto questo. Sapete dire soltanto “qualunquismo”? E sentiamo le vostre idee per cambiare l’Italia! Al diavolo, è la prima volta che migliaia di persone si riuniscono soltanto tramite Internet. Mi sembra che vi state dimenticando tutto questo. E come ho già spiegato, anche Dario Bonacina afferma che questo è un “evento di rilevanza politica, ma anche sociale. La mia impressione è che il V-day abbia raccolto molte adesioni proprio perché – senza l’appoggio dei media tradizionali – si è diffuso tramite Internet in modo trasversale, e questo è sicuramente l’inizio di un modo nuovo di raccogliere il consenso della popolazione su temi di interesse comune (dovrebbe essere il compito di chi ci rappresenta in Parlamento, no?), la partecipazione ha coinvolto persone di tutti i colori politici, che si sono mosse contro un certo tipo di politica.”

Sono loro i qualunquisti veri, che pensano di rivoluzionare il mondo con le stesse persone che non comprendono (o fingono di non comprendere) che esiste, ed è diffuso, un malessere comune provocato proprio dalla politica condotta dalla classe dirigente di oggi.

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Vi racconto una barzelletta…

agosto 29, 2007

Partito Democratico!!!

Insomma per me “PD”, per ora, rimarrà sempre in mente come un “porco diaz”. Per dire, la prossima volta ci candidiamo io, Axell e Suzukimaruti fondando iFighiDelBigoncio.

 

N.B.= il resto delle cose che sentite sul PD o legate al PD, sono solo freddure.
P.S.= se non si fosse capito sono uno lievemente deluso da quello che poteva essere e…non sarà mai. Indipendentemente da Veltroni o chi per lui.

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Chi li ha visti?

luglio 5, 2007

Mi stavo giusto chiedendo che fine hanno fatto iMille, perché nessuno nella blogosfera ne parla più.
Ok, sono d’accordo che chiunque può leggere, informarsi e proporre seguendo il loro blog (e quello degli iscritti), però a parte casi isolati non si è più saputo niente in giro.

Specifico che non sono nessuno per far notare qualcosa, però il rischio autoreferenzialità risulta alto. Non vedo l’apertura e la partecipazione adatte e promesse agli albori de iMille (non so definire cosa sia, visto che non è ancora stato specificato credo).

Fossi uno de iMille, punterei a un coinvolgimento maggiore in giro per la blogosfera, toccando tasti come laicità e svecchiamento della classe dirigente, appunto. Insomma, alzerei senza paura la voce.

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L’odore dei cambiamenti

giugno 27, 2007

//www.indicius.it/

E’ da poco terminato il discorsone di Veltroni a Torino, la capitale della sinistra italiana, sul suo partito democratico.

L’ho seguito in gran parte su Ustream.tv con la cronaca di Suz e la collaborazione di Estragon, Axell… E’ stata interessante, un po’ per gli spunti che ci offrivano i blogger-cronisti torinesi, un po’ perché nella chat connessa ci si divertiva e si rispondeva ironicamente.

A parte un po’ di excess flood da parte di alcuni cloni che non vedevo dai tempi in cui facevo il lamer su ircnet con bot e bnc, è andato tutto bene. Veltroni ha toccato i punti giusti, tra cui giovani, precariato, futuro, ecc…approfondendo correttamente, non lasciando quindi il discorso soltanto su un livello “elettorale” e di presa, cosa rivoluzionaria, non solo per la sinistra. Non è stato un comizio di quelli in cui, un minuto sì ed uno anche, il politico di turno alza la voce e fa la battutina per suscitare applausi a scena aperta: allora sì sarebbe stato un qualcosa di già visto e fine a sé stesso. Veltroni invece ha tenuto per più di un’ora moltissima gente attenta alle sue parole, nonostante in sala non ci fosse nessuna bandiera rossa o di un colore affine; ha parlato precisamente, dicendo cose come “riduciamo la pressione fiscale di un punto in 3 anni”, concetti comunque difficili ma fattibili e reali; insomma, piazzate come “abbasseremo le tasse” e “tutti avranno il ferrari” non si sono sentite; meno applausi in generale, ma più applausi nei momenti corretti, perché la gente si è accorta che per la prima volta si è parlato di riscontri concreti che possono invertire la rotta e cambiare il nostro paese. Ed è quello che volevamo e di cui abbiamo bisogno. Adirittura Veltroni ha avuto il coraggio di discorrere sulla sicurezza, tema delicato a sinistra, chiarendo subito che ci sarà tolleranza zero per chiunque sgarri.

Sicuramente avrà dato fastidio in qualche suo passaggio a qualcuno dei suoi colleghi, ma in linea di massima se ne è fregato totalmente, perché se si è candidato è perché ha deciso di andare per la sua strada. “Dobbiamo combattere la poverta’, non la ricchezza” ha spiegato: parole di un democratico moderno, forse un po’ a stelle e strisce.

E ora prepariamoci ad espressioni, a rezioni innovative e parole in generale, senza argomentazioni o riferimenti al discorso vero e proprio, come “ovvietà” e “film già visto” da parte dei pagliacci privi di cultura politica della cdl, che probabilmente senza ascoltare una sola parola avranno letto la frase scritta dal proprio portavoce. La chicca, come sempre, sarà la risposta di Berlusconi attesa in serata o al massimo domani, urbi et orbi.

Se la sinistra e i propri leader vogliono davvero cambiare, questo è il momento giusto per guardare avanti, lasciandosi alle spalle tutte le futili polemiche: se non saranno con lui perderanno, se lo limiteranno cadranno; anche se in ritardo come sempre però, questa volta si sono accorti che Veltroni può far voltare pagina alla storia della sinistra italiana.

L’impressione di uno di 23 anni come me è che questa sia una persona capace, moderna e più attenta alle dinamiche di oggi.
Qualcosa sul fondo comincia a smuoversi, e siamo solo all’inizio.

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Giovani, democratici e americani

giugno 27, 2007

//www.waynedemocrats.org

Udite udite, i giovani americani diventano comunisti. Così si direbbe qui in Brianza.

In realtà, la svolta democratica a sinistra dei giovani americani è secondo me sinonimo di mutamenti della società stessa. Per sicurezza invece i ragazzi italiani vanno dalla parte opposta, cioé quella medievale della chiesa e della destra che privatizza il potere, mentre la sinistra e i suoi leader, che dovrebbero prendere la palla al balzo e accorgersi che il mondo sta cambiando velocemente, continuano imperterrito a litigare su cazzate di cui a nessuno (che non sia teledipendente) frega più un bel niente.
Come sempre, mi duole dirlo, i primi mutamenti politici nella società moderna avvengono oltreoceano; è vero sì che negli States chiunque è soggetto ad un incredibile bombardamento mediatico quotidiano, però è anche evidente che li le fonti ed il pluralismo sono tutt’altro che morti e statici.

Secondo un sondaggio condotto da New York Times, Cbs e Mtv infatti, il 54% dei votanti tra i 17 e i 29 anni voterebbe per il PD, ma non quello di Prodi. Per di più il 44% dei giovani sarebbe favorevole alle nozze per persone dello stesso sesso, alla richiesta di un sistema sanitario diffuso e sostenuto dal governo, ad una maggiore apertura ai nuovi immigrati e infine anche l’aborto dovrebbe essere permesso, seppur con determinate restrizioni.
Tutto questo va di pari passo con il fatto che il governo Bush è ai minimi storici del proprio consenso (complice il fatto che Bush non sa cosa fare in Iraq, spende milioni di dollari per la guerra e deve rispondere di continui soldati morti in agguati nemici, ecc…) proprio in un anno alquanto decisivo per la corsa alla Casa Bianca.

…Pensavate che parlassi del PD italiano eh? Invece no, aspettiamo ora di ascoltare Veltroni, vediamo cosa ci dirà. Ma un sondaggino del genere, secondo voi, non sarebbe una cosa utile per iMille?

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