Io c’ero e ci sarò

settembre 10, 2007

Io sabato c’ero a Milano, in Piazza Cairoli. E con me amici e tante altre persone in coda. Certo, quando hanno visto dal mio documento d’identità che ero di Arcore hanno pensato che io fossi una spia, non potevano crederci.

In tv non si è visto praticamente niente, come volevasi dimostrare. Sono riusciti ad ignorare tutto anche questa volta, ma non importa; nessun tg ne ha parlato e come spiega Stefano Quintarelli: “Mi ha dato l’impressione del “non possiamo non parlarne, allora minimizziamo” […]. Non una parola sui contenuti della proposta di legge di iniziativa popolare. Temo che sara’ improbabile che venga calendarizzata. Non immagino come si possa superare a breve questo distacco tra la societa’ e una sfera politica che mi pare piu’ votata alla autoconservazione ed al confronto al suo interno che al sostegno dello sviluppo e, in particolare, dell’innovazione”. Quando ne hanno parlato infatti hanno cercato di minimizzare, che è la cosa peggiore: l’ignorante popolo ancora schiavo della televisione è quindi tranquillo.
Tra le altre cose, nessun politico ha voluto o ha un Q.I. tale da poter rispondere ai temi lanciati come sassi. Meglio criticare o fare come quel b…di Casini che dal nulla si inventa una polemica per evitare di sentirsi dire in faccia come stanno realmente le cose per una volta. E tutto per un video che purtroppo dipinge la realtà, perché il signor Casini non ha mai provato ad essere assunto a 4 euro lordi l’ora e a venire licenziato dopo qualche settimana. E sono stufo di sentire dei deficenti che siccome non vogliono rispondere, ci moralizzano sull’insulto a Marco Biagi. Che ce lo venga a dire in faccia, a tutti noi assunti a progetto. Ecco i paraculo veri, quelli che difendono i valori italiani.

Qualunquismo? Io voglio una politica nuova e diversa. Se qualunquismo vuol dire partecipare e fare una coda di più di un’ora per una firma allora sì, sono qualunquista. Forse alcuni non vedendo bandiere di un certo colore o bandiere più in generale (non c’erano colori, ma solo voglia di esserci e partecipare) sono rimasti un po’ spiazzati.

Insomma, sempre meglio che stare a casa a rosicare, criticando come da tradizione della sinistra più antiquata che ci sia, senza poi porre un rimedio concreto a quello che si dice (magari in ritardo). Perché chi ragiona così è semplicemente come loro, le cariatidi che ci prendono per il culo ogni santo giorno in parlamento. E come loro vuole che niente cambi, credendo ancora che, votando 4 stronzi a cui dell’Italia e degli italiani non importa niente, possa davvero mutare qualcosa. Qual è la vostra soluzione? Andare a votare Veltroni e gli stessi di 20 anni fa e di oggi versando un laico euro? Ma per piacere. E poi vi lamentate che un comico faccia pagare ai propri spettacoli, suvvia. Persino Rosy Bindi si è accorta che il malcontento è bello forte e sentito in vari strati sociali. E gli altri dove diavolo sono? Io non voglio assistere all’incoronazione di Michela Brambilla come prossimo ministro supremo dell’industria del prossimo regime berlusconiano; davvero, non resisterei. Preferisco nutrire qualche speranza in “derive populiste e qualunquiste”.

La soluzione (ma quante volte l’ho detto?) siamo Noi, e dall’altro ieri un comico (ebbene sì, è questo che da tanto fastidio), a tanti italiani, ha riacceso una piccola speranza: per un giorno ci ha fatto credere di essere cittadini e io comunque sia lo ringrazio. Ringrazio anche le tv che non ne hanno parlato, prova del nove di tutto un sistema marcio da decenni.

Circa 300.000 persone hanno fatto code di ore, in piedi, per una ca…cchio di firma, per non avere in parlamento dei condannati, per ora. Dopo chissà, intanto qualcosa si è mosso. 300.000 persone unite dalla Rete. Senza televisione, non è poco per l’Italia. Ed è stato bello vedere vigili e forze dell’ordine più in generale firmare insieme a me.
“Vaffanculo” quindi a chi, pur partecipando ogni giorno alla continua crescita della Rete sociale, tramite Internet ed un blog per esempio, si è limitato a tacciare di qualunquismo tutto questo. Sapete dire soltanto “qualunquismo”? E sentiamo le vostre idee per cambiare l’Italia! Al diavolo, è la prima volta che migliaia di persone si riuniscono soltanto tramite Internet. Mi sembra che vi state dimenticando tutto questo. E come ho già spiegato, anche Dario Bonacina afferma che questo è un “evento di rilevanza politica, ma anche sociale. La mia impressione è che il V-day abbia raccolto molte adesioni proprio perché – senza l’appoggio dei media tradizionali – si è diffuso tramite Internet in modo trasversale, e questo è sicuramente l’inizio di un modo nuovo di raccogliere il consenso della popolazione su temi di interesse comune (dovrebbe essere il compito di chi ci rappresenta in Parlamento, no?), la partecipazione ha coinvolto persone di tutti i colori politici, che si sono mosse contro un certo tipo di politica.”

Sono loro i qualunquisti veri, che pensano di rivoluzionare il mondo con le stesse persone che non comprendono (o fingono di non comprendere) che esiste, ed è diffuso, un malessere comune provocato proprio dalla politica condotta dalla classe dirigente di oggi.

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La tattica è sempre la stessa

maggio 21, 2007

Finalmente oltre a repubblica anche il corriere si è accorto che da qualche tempo il video sui preti pedofili era il più visto su Internet.

Ma ora che la cosa sta diventando un po’ più nota, più che altro sui quotidiani, la tattica usata nelle reazioni è sempre la stessa: innanzitutto coprire di ridicolo la fonte dicendo che è tutto falso e infame; peccato invece che nessuno dei politichetti intervistati sappia menzionare uno straccio di contro-prova; nessuno ha…il coraggio di nominare documenti di cui si parla in modo più che preciso (quando si manda in onda una cosa del genere non si puù parlare “a caso”) o di ricordare che moltissimi preti negli Stati Uniti (e non solo) sono stati arrestati. Successivamente, ora che Santoro ha detto di voler acquisire i diritti per la messa in onda in Italia (pensate che figuraccia con gli inglesi che si chiederanno “ma fino ad ora dove siete stati giornalisti italiani? Avete aspettato che un sito traducesse con i sottotitoli una cosa del genere?”), la polemica si sposta su un problema di cui a noi non dovrebbe fregare niente: non si parla più dei preti pedofili, se non per ricordare che sono tutte fandonie ovviamente, a priori, ma si arriva a spostare l’attenzione sull’acquisto dei diritti, dimenticando tutto il resto. Non credo di essere l’unico ad accorgermi di come l’informazione venga fatta totalmente al contrario nel nostro paese, ma sinceramente rimango allibito. Nessun giornalista osa commentare o indagare sul Crimen Sollicitationis; si preferisce creare una polemica ad arte per far passare un ragionamento di questo genere: Santoro giornalista di sinistra vuole trasmettere una cosa del genere? Sicuramente sarà di parte; seguono polemiche e smentite da parlamentari udc, udeur o forza italia, possibilmente divorziati. Immaginate voi che idea si faranno le persone che il video non l’hanno nemmeno visto e che fruiscono le notizie solo dalla tv in questo modo. Insomma, la cosa che fa scalpore è che qualcuno voglia fare vedere in tv come stanno le cose; non ho ancora letto un articolo in cui il giornalista si scandalizzi per le evidenze raccontate dal documentario bbc.

Fortuna che, come suggerisce Mantellini, esiste Internet.

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Il capitalismo italiano in realtà è cinese…

aprile 13, 2007

Qualche giorno fa Montezemelo si è sentito in dovere di rispondere a Prodi sulla vicenda Telecom. Il grande uomo economico, il presidente di Confindustria era in vacanza a Bangkok. Impegnato.

La polemica era però “arcaica”: una volta che Prodi dice qualcosa di pertinente…è arcaico. Peccato, povero mortadella.

Salcavolo, ma tutte le più grandi società italiane sono controllate da qualcuno che ha lo zero virgola qualcosa, che a sua volta con altre azioni possiede qualcos’altro con lo zero virgola qualcosa e così via; i consiglieri sono gli stessi, i conflitti d’interesse all’ordine del giorno. Peggio che le scatole cinesi insomma, anche se il meccanismo è ormai noto a tutti.

Ma Montezemolo non era molto preoccupato: lui lo sa che esistono queste scatole cinesi, però riprende Prodi (giustamente, ma magari su altre cose), richiama e difende la categoria. Fa il politico moderno insomma, quello che sa di economia come fa comodo a lui. Anche se ufficialmente il politico vero non vuole farlo.

Chiacchiere, parole, aria fritta, niente di niente. Credo che il presidente di Confindustria debba fare altro per aiutare il capitalismo pieno di voragini che persiste, soprattutto in questo paese.

Intanto prepariamoci allo scorporo all’italiana.