Made in Italy but not for Italy

novembre 28, 2007

In Italia ci si lamenta che la ricerca è ferma, non si va praticamente avanti. I cosiddetti cervelli scappano, felici di poter lavorare e venire valorizzati e soprattutto pagati altrove. Sì perché lo Stato italiano spende moltissimo nella formazione universitaria ma quando poi si arriva alla fine del percorso di studi, momento in cui tutto un paese può guadagnare del lavoro di una persona sola, ecco comparire l’incantesimo: lo Stato italiano infatti regala letteralmente tutti coloro che potrebbero contribuire ad un miglioramento complessivo della società a qualcun altro, gratuitamente. Insomma, non basta lo sperpero economico ci deve anche essere quello delle risorse umane vere e proprie.

I ricercatori italiani si dividono principalmente in 2 categorie: chi fa il proprio lavoro non solo per passione ma perché è masochista e non viene pagato o riceve giusto un rimborso spese e chi ha la “fortuna” di avere un contratto a tempo, con la caratteristica comune dello sfruttamento e della paga più bassa di un operaio neo-assunto (con tutto il rispetto dovuto, ovviamente). Loro hanno anche un blog e tra le tante cose, non chiedono poi così tanto. Mille euro al mese sono ancora poche, purtroppo, al giorno d’oggi…figuriamoci per un ricercatore precario.

E il bello è che non solo ci guadagnerebbero loro, i ricercatori, ma anche noi; è ovvio, perché se io posso permettermi di lavorare tranquillamente e sapendo che ho le spalle un po’ più coperte, lavoro meglio, senza troppi pensieri in testa. E se ricerco meglio, lo faccio anche e soprattutto per il mio paese.

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Dare i numeri

marzo 21, 2007

Leggo la notizia riportata sia da corriere.it che da repubblica.it secondo la quale la disoccupazione sarebbe ai minimi storici dal ’93. Ma“quali minimi storici”?

la fonte è presente nel link stesso

Il mio consiglio è quello di frenare gli entusiami: il merito sarebbe degli stranieri e soprattutto del gran numero di assunzioni a tempo determinato.

Tradotto in parole spicce, è merito di questo fottutissimo contratto a progetto se molti politici di turno possono riempirsi la bocca con “…posti di lavoro…”; io stesso vengo assunto e riassunto una settimana sì e due no. Con questo contratto possiamo contare e ricontare le assunzioni quante volte vogliamo. Chiunque può essere assunto (e fare numero). Anche solo per 5 giorni. Tenterò di recuperare un mio contratto che durava qualche giorno (se lo trovo) per dimostrarvi che essere assunti per fare un qualsiasi lavoro va bene; soprattutto se stranieri o extracomunitari (che non è una brutta parola, ma vuol dire semplicemente “non facente parte della comunità europea”), quindi sottopagati.

Quindi lavoratori a progetto.

Per cui possono dirvi e darvi le cifre che vogliono, ma certe cazzate andrebbero spiegate. Siamo alle solite.