Mi sento fortunato (ad avere questi ministri)

settembre 15, 2007

Ma perché come ministri delle comunicazioni abbiamo gente che di new media, Internet e tutto il resto non capisce niente? Perché come commissario europeo abbiamo uno come Frattini? Come si fa a tirare fuori una frase del genere? Io non ne sarei capace:

“Intendo portare avanti un esercizio di esplorazione con il settore privato su come sia possibile usare la tecnologia per evitare che la gente usi o cerchi parole pericolose come bomba, uccidere, genocidio o terrorismo”

Certo, forse ci dimentichiamo che anche Google in materia di privacy o censura non è un buon esempio. Basti pensare al caso cinese in cui Google si autocensura pur di non abbandonare un mercato.

Il prossimo passo sarà quello di portare avanti un esercizio di esplorazione con il settore privato su come sia possibile usare la tecnologia per evitare che la gente usi o cerchi parole pericolose come “Frattini”; Google infatti ha deciso di censurare keywords come “Gentiloni”, “Mastella”, “Prodi” e “Berlusconi”. Sia mai che qualcuno creda davvero che in Italia gente così ci ha governato, ci governa e ci governerà.

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Come Mante e Suz

agosto 11, 2007

Sono felice di scoprire che anche a qualcun altro (!) sta sulle palle (per vari e svariati motivi che non sto a ricordare, alcuni iniziano per S.B.) Magdi Allam. Che ha violato la privacy pubblicando un’email non autorizzata (vi ricordate tutto questa bella vicenda?); il Garante ha condannato RCS ad un’ammenda di ben 500 euro ed io sono felice.

Grazie, o Dio cristiano della privacy.

(via manteblog)

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P2P: Peppermint e Techland fermate in tribunale

luglio 18, 2007

Ricordate la vicenda in cui 4 mila utenti Telecom avevano ricevuto una richiesta di 330 euro di risarcimento per aver scaricato mp3 di artisti sotto contratto con la Peppermint?
Sta volta hanno vinto i buoni, ci è andata bene. I magistrati hanno “rigettato i ricorsi presentanti congiuntamente e disgiuntamente dalle Società Peppermint e Techland, rispettivamente nei confronti della Wind e della Telecom”.
Per fortuna la privacy è stata rispettata, e nessuno potrà avere o utilizzare i nominativi di circa 4 mila utenti spiati; anche in Rete ci sono delle regole e non è giusto che una casa discografica possa monitorare e raccogliere IP a piacimento.
Fino al prossimo processo quindi siamo tranquilli. La privacy in questo caso ha protetto gli utenti da una richiesta di “spamming estorsivo” (via posta) che andava configurandosi.
Ora speriamo in una cancellazione dell’assurda Legge Urbani e in altri passi positivi verso un logico utilizzo del p2p e della condivisione dei files e della cultura, invertendo la tendenza che si sta diffondendo presso le istituzioni italiane.

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Mi sento fortunato

giugno 11, 2007

Dagli ultimi avvenimenti sembra che Google si troverebbe benissimo se per assurdo decidesse di stringere accordi con Telecom. Privacy International ha stilato un rapporto in cui Google risulterebbe ultima nel rispetto della privacy dei propri utenti; certo, precisiamo subito che nessuna delle altre aziende esaminate ha avuto il cosiddetto “bollino verde”. Questo l’elenco completo delle aziende considerate: Amazon, AOL, Apple, BBC, Bebo, eBay, Facebook, Friendster, Google, Hi5, Last.fm, LinkedIn, LiveJournal, Microsoft, Myspace, Orkut, Reunion.com, Skype, Wikipedia, Windows Live Space, Xanga, Yahoo!, YouTube. Tra le migliori spiccano BBC, Ebay, LiveJournal e Wikipedia. Google addirittura è colorata di nero, perché fa più paura; anche l’Unione Europea qualche giorno fa se ne era accorta. Sarà colpa delle ultime foto satellitari in cui vi hanno sorpreso durante un’approfondità esplorazione delle cavità nasali? O dire che google è nemica della privacy fa più notizia e magari aiuta un po’ la povera Microsoft? Chi lo sa.

Insomma, non tutte le ipotesi che ho fatto sul “google fratello” sembrano sbagliate.
Exporting spyware, one search at time.

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Il google fratello

maggio 24, 2007
 by Blogaprogetto 

L’ad di Google, Eric Schmidt, ha dichiarato che in futuro punteranno a voler organizzare tutta la vita ai propri utenti raccogliendo più dati personali possibili. Magari arriveranno anche a suggerire con google map l’indirizzo del potenziale partner, quello più adatto a seconda delle sue preferenze digitali e delle mail che invia, archiviate nei sistemi di Mountain View.

Non credo sia una buona mossa dichiarare tutta questa violazione di privacy con cotanto orgoglio misto ad una leggerezza disarmante: Per Schmidt è di fondamentale importanza raccogliere quante più informazioni sugli utenti così che un giorno Google potrà “influire” direttamente sulla nostra vita, dicendo non solo cosa danno al cinema dietro casa, ma anche come passare un weekend libero, o addirittura indirizzare le nostre scelte professionali, grazie al fatto che conosce le nostre capacità e i nostri gusti. Una conseguenza logica, dice senza giri di parole l’ad, dell’ambizione del motore di ricerca di organizzare l’informazione globale.”

Io sapevo che la vita (in teoria) sarebbe bella anche perché non per forza tutto deve accadere logicamente o secondo canoni prestabiliti (e già qui abbiamo una bella falla aleatoria per i cervelloni di Mountain View); ma soprattutto, il vanto di voler organizzare l’informazione globale mi da alquanto da pensare. Classificare i miei gusti per andare al cinema è un conto (anche se credo di avere abbastanza intelletto per scegliere il film che voglio guardarmi), decidere che informazioni farmi trovare in prima pagina (su google) è un altro. Ora comincio a capire meglio e a ricredermi riguardo al “fascismo digitale” di cui parlava Marco Zamperini. Forse fascismo è un termine ancora un po’ forte (a meno che sia un fascismo evoluto, diverso, appunto “digitale”), ma “grande fratello” per ora è il sinonimo che più da l’idea di quello che Google vorrebbe diventare. Una Google politica che non ha vergogna di ammetterlo.

E’ da tempo infatti che Google sta tentando (e ci sta riuscendo) di acquisire i servizi e/o i portali più interessanti, o meglio, quelle piattaforme di aggregazione sul web più innovative e diffuse tra gli utenti. Sembra che il prossimo passo sia quindi quello di acquistare FeedBurner, leader nel panorama della syndication. Con i Feed Rss ed i bookmark infatti google avrebbe molte più possibilità di acquisire dati personali sui gusti degli utenti riguardo a contenuti ed informazioni, senza poi contare le brutte tracce lasciate dai cookies sui nostri pc, armi ottime per invadere la privacy di chiunque (vedi acquisizione DoubleClick).

Avete presente THX 1138, il film di George Lucas (conosciuto in italiano come “L’uomo che fuggì dal futuro”)? Ecco, il quadro che si auspica l’ad di google non sembrerebbe poi così distante.

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