La Repubblica cambia

settembre 20, 2007

//www.repubblica.it/

La Repubblica cambia, da oggi ci sarà anche R2, versione più English e moderna che raccoglierà i servizi speciali. Risulta evidente l’ispirazione di fondo al The Guardian, il quotidiano inglese, o meglio a G2 (che diventa appunto, in italiano, R2). Maggiore chiarezza nell’impaginazione, le foto diventano grandi e centrali ma soprattutto cominciano ad arrivare dei collegamenti ipertestuali di approfondimento che rimandano a Internet.
Buono l’intento di fondo sulla politica del direttore De Mauro:

 

la politica dovrà guadagnarsi il suo spazio nella nuova sezione, con questo semplice criterio: no alla politica che parla di sé stessa, sì alla politica che parla alle persone e al mondo

L’intento oggi sembra essere stato rispettato, ma purtroppo manca un inserto dedicato ad Internet ed alla tecnologia, senza contare il fatto che ancora un minimo spazio dedicato ai blog non viene lontanamente concepito o pensato.
Per ora insomma rimane una versione ibrida, anche perché le firme rimangono le stesse. Vedremo quindi se, a parte l’estetica e gli intenti, davvero avremo un esempio moderno di evoluzione inglese del giornalismo italiano. Per ora infatti il livello dell’inglese di Repubblica rimane scolastico.

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Immarcescibile anche d’estate

luglio 16, 2007

Da mantellini.it

Quando accadono cose del genere non può che esserci di mezzo lui, l’immarcescibile Peppo Turani. Contro di lui ci si mette anche una simpatica sfortuna: dall’occhio della blogosfera è difficile scappare.
Non so se avrete voglia di leggervi il pezzo (il nome del link è stato evidentemente cambiato) che altro non è che un’intervista al direttore generale di Vodafone Italia, anche perché alcune cose, tra le tante omesse, non vengono spiegate.

Ringrazio pubblicamente Turani per le perle che ci regala, anche indirettamente.

La stella di Michela Vittoria Brambilla continua a brillare alta nel cielo berlusconiano. Alla recente festa napoletana di Forza Italia la rossa Michela era sul palco proprio alla destra di Silvio e non è sfuggito a nessuno che il Mago di Arcore (com’era chiamato quando si occupava ancora di televisione) le ha concesso il grandissimo onore di chiudere la manifestazione. Intanto, la dinamica signora continua a fare le sue mille attività. Il giornale, la televisione, e manifestazioni su manifestazioni. Mai si era visto in Italia la costruzione di un leader così precisa, sistematica e martellante. Qualche vecchio di Forza Italia scuote la testa: “E’ impossibile che tutto questo serva solo a fare di Michela Vittoria un consigliere regionale o provinciale. Questa ragazza, come minimo è già ministro. Non appena vinceremo le elezioni, naturalmente. Ma forse andrà anche un po’ più su. D’altra parte, già sta alla destra di Dio Silvio, come Gesù”.

Se continuerà a scrivere pezzi come questi (vale la pena leggersi quella pagina perché è piena di frasi clamorose! Si veda il pezzo sui “materassini gonfi di profitti e panfili presi in prestito allo scoperto”), presto inaugurerò un Peppo Turani Fan Club. Marco Zamperini sarà presidente onorario.

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I sondaggi sono lo specchio del paese

giugno 5, 2007

Il 52% degli italiani non usa il web (e vota per il centro-destra).

Il restante 48%…non è italiano (oppure si incazza quando sente parlare di partito democratico e probabilmente non voterà).


Harakiri

maggio 29, 2007

Oggi è stato trovato impiccato il ministro giapponese dell’Agricoltura, Toshikatsu Matsuoka. Era infatti immischiato in vari scandali finanziari e ha quindi preferito togliersi di mezzo nel vero senso della parola. Del resto il Giappone non è nuovo per questi casi; ricordo un episodio in cui dei banchieri chiesero scusa pubblicamente per un crack finanziario che costò molti risparmi ai propri clienti. Cose che le banche italiane fanno all’ordine del giorno insomma, senza porsi tanti freni inibitori.

Detto questo pensavo…ma una cosa del genere in Italia potrebbe mai succedere? No ovviamente. Non incito al suicidio, per carità…ma qui non si ha nemmeno la decenza di mettersi da parte o dimettersi. Abbiamo pluri-condannati seduti in parlamento che invece stanno benissimo e la notte dormono tranquilli, con la coscienza pulita.

Una curiosità: è normale che l’articolo di Repubblica sia uguale identico (un copia e incolla dalla seconda parte in poi) e spiaccicato in ogni sua parola a quello apparso sull’Ansa?

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Italia, il nuovo paese dell’Est: [Ep.2] Non ci resta che piangere

marzo 24, 2007

Da piazzaaldrovandi19.org. La fonte si trova nel link dell'immagine stessa

Ora, non vorrei indurvi al suicidio di massa.

Non vorrei rovinarmi il weekend, tra una corrida, un buona domenica e l’altro.

Ma dopo aver letto questo articolo mi viene in mente che:

  • se il futuro dell’Italia dipende dai giovani non c’è da stare tranquilli (come ci rimproverava acidamente la prof.di lettere al Liceo per ricordare che tra qualche tempo saremo “Noi” la classe “dirigente”)
  • la popolazione invecchierà, ci saranno più vecchi che giovani e saremo sempre più ultimi nelle classifiche UE
  • il livello di scolarizzazione è uno dei più bassi nei paesi “sviluppati”
  • la disoccupazione e la precarietà italiane devastano quelle poche certezze e quelle poche conquiste ottenute con tanti sforzi (anche vite umane) dai nostri genitori (qui si manifesta se ce lo dice la tv o se una società di calcio viene mandata in serie B)
  • le competenze informatiche sono ridicole: la maggior parte dei giovani se ne fotte, è priva di interessi “concreti” che possano aiutarli anche domani e appena 55 giovani su 100 utilizzano Internet almeno una volta alla settimana (peggio di Lituania e Lettoniamanco a calcio tra poco li batteremo, c’è poco da stare allegri)

Mi sorge quindi molto spontanea una domanda, che rinnovo: ma i nostri cosiddetti politici, di che diavolo discutono in Parlamento????? Del loro presente? Evidentemente è così. L’importante è che continui ad andarci bene; ci lamentiamo e stop, non abbiamo il coraggio di fare…qualcosa. Ci si lamenta, ma quando in tv vediamo orde di asini applaudire il politico di turno ci autoconvinciamo che dopo tutto è una moda italiana lagnarsi.

E che tutto sommato va tutto bene: la nazionale l’anno scorso ha vinto i Mondiali!

Stiamo rapidamente trasformandoci in un paese allo sbando, allo sfascio e senza futuro, un posto da cui scappare e in cui chi ci governa e dovrebbe dare speranza preferisce occuparsi di un cazzo di fotografo, di destra e sinistra, di frasi elettorali…

Mi piacerebbe sapere una cosa: …ma voi che cosa ne pensate? Per lo meno ogni tanto riflettete riguardo al mondo in cui vivranno i vostri figli o…in cui vivrete voi stessi?


“L’immarcescibile”

marzo 19, 2007

la fonte è presente nel link stesso

E’ tornato l’immarcescibile Peppo Turani. E lo fa con un pezzo da urlo, in cui tenta di spiegare Internet; come se fosse facile: per Peppo lo è. Ne esce una descrizione-esempio su google da brividi, degna di Carlini.

E meno male che “quelli che…le teorie del complotto” siamo noi blogger, che secondo loro (i giornalisti dell’ordine) avremmo come unico scopo quello di distruggere i giornalisti (italiani). Non è vero, ci basterebbe dimostrare solamente quanto sono fuori-luogo, specialmente quando pensano di aver capito tutto.

Qualcuno lo fermi!


Analfabetismo digitale

marzo 9, 2007

L’articolo di Repubblica che riprende un sondaggio sul curioso argomento “Italiani e Tecnologie” in realtà non dice niente di nuovo.

From Gettyimages.com - La fonte è riportata nel link stesso

In pratica fa notare, senza dirlo ovviamente, che i consumi degli italiani riflettono semplicemente le pubblicità televisive che passano per i soliti canali noti. Internet e i pc, soprattutto per i più anzianotti, è ancora visto un po’ troppo come qualcosa per “maghi esperti e cervellosi”, ma soprattutto come minaccia o nido di truffe da debellare: quando infatti qualche pisquanotto viene truffato perché è talmente beone da comprare un rolex da un sito fatto bene come italia.it a prezzi più che stracciati, il ritratto fatto da striscia la notizia o dal reportage di turno diventa una sorta di mitragliata verso la “croce rossa”. Perché non si spiegano mai le cose fino in fondo, si da risalto a quello che fa comodo.

Per esempio, i giornalisti hanno spesso in bocca la parola “hacker”, hacker di qua, hacker di la… Quando cominciano a dire che “qualcuno si è intromesso nel pc di un altro” nella testa della gente scatta un meccanismo da film americano, con l’attore che batte fantomaticamente sulla tastiera come se stesse programmando in C++ la distruzione della Terra. In realtà, per esempio, potrebbero spiegare innanzitutto chi sia un “hacker”, quale sia la sua vera filosofia e che non va confuso con “cracker” (quello da mangiare, ovvio); notare che la maggior parte degli utenti ha windows, possibilmente installato male, pieno di falle, buchi neri veri e propri che permettono di inserirsi nel pc dello sventurato solo conoscendo l’ip tramite programmini di pochi kb, senza conoscere la fisica quantistica quindi; potrebbero anche ricordare che ogni tot giorni spunta un aggiornamento per tappare le falle, ecc… Potrei fare molti esempi, ma avete capito, sono sicuro.

Per lo meno qualcuno ha avuto un po’ di ritegno e si è accorto che il digitale terrestre è una sonora minchiata promossa (e incentivata) sotto il dominio dell’uomo noto, e pressoché sconosciuta (e superata) negli altri paesi. Addirittura, tra le righe dell’articolo, si scorge una sorta di presa di coscienza, chiamata “componente partecipativa trainata dai siti di condivisione dei contenuti (YouTube, Wikipedia…) e immortalata dalla copertina del Time che per il 2006 come “persona dell’anno” non ha scelto alcun soggetto in particolare, ma l’utente Internet nella sua generalità.”

Certo mi chiedo chi ancora abbia il coraggio di non avere o non volere un pc in casa.


Siamo sinceri… – “Peppo Turani Tribute”

febbraio 5, 2007

…Sottotitolo: un uomo, un perché

…ma è così facile di questi tempi poter scrivere su Repubblica.it, intervistare e firmare un articolo?

Cade a fagiuolo, dopo il mio post di stamattina, l’intervista possibile di Giuseppe Turani, uno che ha capito tutto di Internet (con poche domande su un argomento che probabilmente non aveva sentito nominare fino a 5 minuti prima dell’intervista stessa) e che liquida così molte delle rivoluzioni in campo informazione-contenuti-comunicazione degli ultimi tempi:

“[…] dentro tutti questi milioni di blog c’è quasi sempre solo spazzatura, siamo sinceri.”

Ok, se Turani fosse qualcuno di importante che parla di certe cose perché è in grado di farlo non si troverebbe rilegato nel supplemento affari & finanza, nel fondo-pagina, in uno spazietto striminzito. Ma scrive pur sempre su Repubblica.it…!

A puttane tutte le tesi su giornalisti e blog, informazione, ecc…, le ricerche, i dibattiti fatti anche da giornalisti che (seppur in rari casi) tentano di capirci qualcosa. Fortunatamente Marco Zamperini, l’intervistato, tenta di fargli capire, dicendo cose pressoché giuste, che quando parli di qualcosa 2.0 non puoi fare il solito, fanfarone e prevedibile giornalista italiano: vieni smerdato dalla blogosfera intera. E siccome non sai di cosa parli non puoi accorgertene, quindi ti rendi più ridicolo.

Ma leggiamo le esilaranti domande tecniche e fantasmagoriche proposte dal nostro eroe che vuole dimostrarci come gli stringano le chiappette ora che tante persone cominciano ad imparare che “certo, la maggior parte dei giornalisti non sanno un bel cavolo, non capiscono un cavolo di quello che scrivono e si limitano a scopiazzare di qua e di la, tra un comunicato stampa e l’altro” . Siamo sinceri:

  1. […] adesso tutto è diverso. In che senso?
  2. E questa in fondo non era l’aspirazione iniziale dell’era Internet: tutti possono fare tutto.
  3. E come mai?
  4. Cioè?
  5. In effetti (ma sembra di parlare del giurassico) ricordo che era un po’ più complicato.
  6. E poi si andava pianissimo. Si stava lì delle ore. C’è gente che, all’inizio, ha regalato via il computer perché stava litigando con la moglie, visto che passava le notti davanti allo schermo.
  7. Quindi la rivoluzione, la fine dell’infanzia tribolata di Internet, nasce dalla tecnologia.
  8. E che è successo?
  9. Certo, ma dentro tutti questi milioni di blog c’è quasi sempre solo spazzatura, siamo sinceri.
  10. Pensa che il fenomeno sia in crescita.
  11. Non pensa che siamo di fronte a un fenomeno di moda? Magari fra un po’ si stufano e lasciano perdere.
  12. Quindi l’uso di Internet si allarga.
  13. C’è altro di interessante nella «nuova» Rete?
  14. Me ne parli un po’.
  15. E che cosa ci fa con tutta questa gente?
  16. Altre novità?
  17. Cioè?

Queste le domande specifiche di un “giornalista” che vuole capire e far capire a chi legge cosa sta succedendo in Internet, cos’è un blog, chi sono veramente i blogger, cos’è il personal journalism, perché esiste la blogosfera… Ho deciso di rispondere alle domande; secondo me funzionano anche con altri argomenti. Estasianti. Eccovi le risposte possibili che in realtà pensava in quei momenti Marco Zamperini:

  1. Io posso scrivere quello che mi pare e tu no, pappappero. Nel giro di poche ore, se il mio post è fatto di contenuti interessanti, fa il giro del mondo e torna arricchito e socializzato all’ennesima potenza. Con foto, audio, fonti e pareri se voglio! Gné gné gné!
  2. Tu conosci l’aspirazione iniziale di Internet e dei padri fondatori? Al massimo conosci la tabellina del 2 dai! E tutti non possono fare tutto. Se scrivo che tu sei intelligente non mi prenderanno mai sul serio ad esempio.
  3. Beh questo sei tu che devi spiegarlo.
  4. …questa è la prova che la risposta numero 2 sia corretta.
  5. Complicata la tabellina del 2? In seconda elementare forse. Poi è arrivata quella del 7 e li…erano dolori, vero?
  6. Si piano. 2-4-6-8…con l’abaco…macché computer! Al massimo valvole, circuiti…tu parli già dei 286 baldo giovinotto. Hai provato a stare una notte connesso col 14.4 a scaricarti un pornazzo? Certo che poi litighi con la moglie cavolo!
  7. No, nasce anche dall’in…definibilità di questa intervista…ma questa è una domanda o hai ruttato per caso?
  8. Praticamente un po’ di gente che voleva giocare a fare il giornalista (per finta) ha aperto delle robe chiamate “blog”. Ma non sono solo diari adolescenziali da 4 soldi come vi piace definirli (o come vi piacerebbe rimanessero). Niente a che vedere con voi professionisti del “gioco a fare il giornalista” ovviamente.
  9. Un po’ come dire che tutti gli italiani sono mafiosi. Anche io potrei dire che quasi tutti i giornalisti iscritti all’albo non capiscono una bega. Ecco, l’ho detto.
  10. No tranquillo, la gente, in qualsiasi caso, preferisce il digitale terrestre; non c’entra, però se magari ci date un altro incentivo… Parlane un po’ che fai bella figura!
  11. Probabile. Anche lavarsi un po’ di anni fa era un hobby. Fortunatamente molti ancora mantengono viva questa gustosa tradizione. E poi ricordo la moda di avere un PC partita dalla fine degli anni ’80…fortunatamente è già finita.
  12. No ma spero che si allarghi la copertura per il digitale terrestre.
  13. Certo. Cose di questo genere
  14. Veramente il soggetto è lei, mi faccia altre domande, così…gliene parlo.
  15. Parlo di gossip e dell’ostica tabellina del 7. Ah ogni tanto ci esco insieme per parlare di sette sataniche.
  16. Domani vado dal dentista. E poi a far la spesa. Notevole eh?
  17. C’è il 7×2…….

Questo è un tributo di un blogger per i giornalisti italiani nello stile unico del magico Peppo Turani.

“omgzerslollerblades!”