La Cina è più vicina

ottobre 19, 2007

Lo dicevo io che era meglio tenerli lontano dalla Rete, che se proprio si doveva fare un po’ di caos andava fatto con cognizione di causa da parte di tutti. Questi qua, i vecchiacci che ci governano e che pensano a come garantirsi al meglio i 10-20 anni di vita che gli rimangono (alla faccia nostra), di Internet non hanno mai capito niente. Ed ora rischiano di distruggere un mezzo straordinario per tutti quanti, uno strumento che permetterebbe a tanta gente di accedere a fonti fino a poco tempo fa impensabili.

Capito? Invece di potenziare Internet e le sue funzionalità, utilissime anche a far risparmiare soldi pubblici, tempi burocratici, ecc…favorire la diffusione della banda larga e garantire libero accesso al Wi-Max cosa fanno? Abbozzano una legge liberticida che viene fatta passare come tutela dell’articolo 21 e che invece mira esattamente al contrario, come spiega anche Kurai.

Ricordate l’analfabetismo digitale di cui parlavo qualche tempo fa? Tale è lo stato dell’Italia e tale, chi pensa di governarci, vuole che rimanga; non basta vederci in fondo in ogni classifica di diffusione ed uso di Internet. Ora infatti vogliamo prendere esempio dalla Cina, dove sì, i diritti sono più che calpestati.

Obbligare chiunque abbia qualcosa da dire all’iscrizione al ROC e al pagamento di bolli, tasse, ecc…equivale ad una censura silenziosa senza precedenti: silenziosa perché senza che nessun organismo governativo muova un dito, la stragrande maggioranza degli utenti di Internet si limiterebbe a non aprire più un blog, a non scrivere più cose fastidiose per i politici, a non informare più, a non postare più foto o video di particolari avvenimenti prima dei media, ecc…soltanto per la paura di incorrere in qualche grave sanzione. Non bastava il decreto Urbani e il cavernicolo decreto antiterrorismo che, tra le altre cose, impedisce la diffusione del Wi-Max, per fare un esempio. Per di più, appunto, sarà una censura senza precedenti, perché riguarderebbe milioni e milioni di utenti di Internet, e figuriamoci se i media tradizionali parlerebbero in determinati termini di un problema così grave.

Infine pensavo anche ad un’altra cosa, forse un po’ esagerata: chiedo ai più esperti, se non sia possibile una sorta di pressione da parte delle più grosse aziende italiane presenti sul web per tornare ad una specie di web 1.0; sappiamo bene, come ho già accennato più in alto, che qui, invece di pensare a come far fronte ai mutamenti tecnologici e progredire come quasi sempre avviene all’estero, si preferisce tagliare le gambe, via. Dopotutto, i social media e il famigerato ed aleatorio web 2.0 hanno introdotto varie dinamiche che hanno cambiato le carte in tavola: i colossi (rispetto ad un singolo utente) italiani presenti in rete avranno sicuramente subìto un calo negli introiti. E qual è secondo voi la soluzione più semplice per far fronte al problema, se non quella di schiacciare tanti piccoli nodini che uniti danno vita ad un fantastico meccanismo chiamato “Rete”?

E credetemi, ora come scusa di tutto questo parleranno del blog di Beppe Grillo; se di colpo i dinosauri si sono accorti di Internet, del potenziale e della rapidità nella circolazione delle informazioni è anche “colpa” sua. Non pensavo di dover emigrare fisicamente, ora dovrò farlo anche virtualmente. Siamo un paese incredibile, allo sbando.

 

«Mi preoccupo continuamente della mia bambina e di Internet, anche se lei è ancora troppo piccola per potersi collegare. Ecco cosa mi preoccupa. Mi preoccupa il fatto che fra 10 o 15 anni, lei verrà da me e mi dirà: “Papà, dov’eri quando hanno tolto la libertà di parola in Internet?”» Mike Godwin (Electronic Frontier Foundation)

Già, dove siamo tutti quanti? Cosa possiamo fare? La vera partita inizia ora.

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Donne, Internet, blog e blogosfera: guida per riconoscerle e classificarle

ottobre 12, 2007

Sottotitolo: l’evoluzione della specie digitale femminile. Ogni tanto si parla in Rete del fatto che il gentilsesso non sia molto presente, né su Internet in generale (se non per bisogni impellenti), né sui blog (soprattutto quelli seri ed autorevoli) e nemmeno nella blogosfera. Sono ancora molto poche infatti le femminucce-blogger note alla blogosfera stessa, quelle che partecipano ai Barcamp e quelle talmente Geek da anticipare gente tipo Dario Salvelli, Napolux e Kurai sulle nuove tendenze tecnologiche.

Sinceramente non conosco bene il perché di questo aspetto, forse è meglio che ce lo spieghino loro, quelle simpatiche frufru o meglio donne dududu. Ovviamente so bene che il gentilsesso, specialmente in età giovane e soda preferisce cose tipo MySpace, WindowsLiveSpace, FaceBook, SonounprecarioHardR, ecc…, posti insomma più simili ad un mega-diario interattivo in cui sputtanarsi continuamente non tanto coi post – che spesso sembrano più che altro i pensierini tutti colorati che leggevo sulla Smemoranda di 15 kg delle compagne del Liceo, sformata e grande come un Messale (e qui mi scoccia dare ragione ai giornalisti), con all’interno foto, cartoline, bigliettini, carte di cicche che ricordano occasioni importantissime, capelli tagliati, assorbenti usati – ma piuttosto con foto in pose contorsionistiche, video di loro che spiegano in 5 mosse come limarsi il pollicione del piede sinistro senza doverlo amputare o vademecum tascabili sulla depilazione delle gambe, utili per chi non riesce a smaltire la peluria amputata (nel vero senso del termine) o non sopporta di dover fare un mutuo decennale per sostenere le spese dei rasoi, delle creme e dei cosi che servono a strappare (strisce?) di cui mi sfugge il nome. Se capitate su uno di questi blog state attenti, che potrebbero rimanervi attaccati allo schermo pezzi di glitter, stelle luccicanti, gif animate di cuccioli, ma soprattutto al posto delle vostre lettere normali potrebbero comparire delle minuscole immaginette che rendono una conversazione su MSN pressoché impossibile: avete mai provato a chattare con la sorella o la cugina 15enne? Dopo due righe ho dovuto chiudere tutto e farmi ricoverare.

Bene, ho quindi deciso di classificarle (rischiando di attirare su di me tutte le antipatie della parte rosa della Rete) in varie categorie, così che chiunque possa subito riconoscere ed inquadrare l’esemplare che si trova davanti allo schermo. Questa guida vi sarà molto utile, perché in caso di approccio, saprete già come comportarvi a seconda della categoria a cui, appunto, appartiene.

Dimenticavo, se volete aggiungere un’altra categoria, fate pure, ci mancherebbe: magari mi è scappato qualcosa. Ovviamente, spero che nessuno si offenda, è un modo ironico per parlare di donne, blog, internet… Se qualcuna si è riconosciuta ironicamente in qualche categoria…il riferimento è puramente casuale (vi anticipo le categorie: la sensitiva, la leader zitella e scassapalle cronica, la blogger in carriera, la bellissima vampira assatanata, la fottuta pazza, la psicopatica, la blogger, la limoncello, misery non deve morire ma tu sì bastardo, la wonder twitter woman, la menosa, la poetessa innamorata love love, la figa della madonna, la preziosa).

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Io non c’entro

settembre 25, 2007

Casini ha denunciato alla polizia postale il falso blog che fa capo a lui. «I contenuti politici sono falsi e distorsivi della verità», afferma tramite l’ufficio stampa UDC.
Ovviamente il blog è pieno di commenti di gente che pensava davvero di avere a che fare col vero Casini, di conseguenza, come nel caso di Mastella…è pieno di insulti. Credo che a nessuno di questi politici convenga rapportarsi con i cittadini della Rete, ben diversi dal pubblico televisivo.

Purtroppo, ora che i media tradizionali parlano ogni santo giorno di Grillo, dei blog e dei blogger generalizzando in maniera vergognosa con concetti più che stereotipati, ora che continuano a venire fuori vicende in cui vengono chiusi blog ironico/satirici e i blogger vengono dipinti come mostri capaci solo di insultare i bravi e buoni politici, la mia paura è quella che la stragrande maggioranza delle persone – specialmente coloro che, per anzianità, pigrizia o disinteresse a stare al passo coi tempi, non hanno la minima idea di cosa possa essere un blog, hanno ignorato fino a ieri l’esistenza di Internet pensando ancora che in Rete vi siano soltanto dei mostri truffatori che ti rubano i soldi dal conto corrente e dalla carta di credito come per magia – si faccia un’idea lievemente sbagliata del web, dei blog e delle potenzialità che ci offre oggi Internet stessa.

Preferendo magari all’acquisto di un pc il digitale terrestre e i consigli tecnologici di studio aperto.

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