Un anno di Blog a Progetto: credits

luglio 20, 2007

È giunta l’ora di ringraziare un po’ di bella gente. Un anno è passato, tanti post sono filati via lisci (più o meno), tante simpatiche persone hanno commentato e tanti spammer hanno spammato (il sistema in un anno ha bloccato 2.720 messaggi).
Di conseguenza quindi:

.: Ringrazio chi mi ha ispirato a creare il Blog a Progetto (non ringrazio la Legge Biagi, sia chiaro)
.: Ringrazio chi mi ha supportato
.: Ringrazio la Gabri che mi sopporta quando sono in “fase creativa” e scrivo un post lungo per almeno mezz’ora
.: Ringrazio tutti coloro che hanno voglia di leggermi ogni giorno, che mi hanno letto e che mi leggeranno
.: Ringrazio chi ha commentato e contribuisce a sviluppare discussioni interessanti
.: Ringrazio tutti quei blogger che ho usato come fonte, non smettete mai di produrre contenuti
.: Ringrazio chi ha avuto l’accortezza di linkarmi o citarmi nei suoi post ed anche chi, nonostante il buonsenso lo suggerisca, non l’ha mai fatto pur prendendo spunto dal BP; i contenuti sono liberi ed è giusto che circolino, ma se sei un f.d.p. i tuoi contenuti non li cagherà nessuno
.: Ringrazio chi apprezza il mio modo di scrivere, il mio modo di dare un titolo alle cose e delineare i fatti. Ringrazio anche chi invece preferirebbe leggere solo il sunto del sunto del sunto del sunto…del bigino per ogni post.
.: Ringrazio il web 2.0
.: Ringrazio wordpress (anche se ogni tanto mi fa perdere le bozze, non mi permette di inserire script o modificare il codice del blog, così non posso aggiungere nuove funzionalità molto carine ed utili), feedburner e un po’ di aggregatori sociali. Ringrazio i tag e il blogroll
.: Ringrazio un po’ anche BlogBabel e google
.: Ringrazio chi ha creato blog e blogosfera
.: Ringrazio chi mi fa sentire libero e cerca di dare la possibilità a tutti di scrivere, pensare e discutere di ogni cosa, senza limiti, paletti od oscuramenti
.: Ringrazio…i ringraziamenti

Infine – da paraculo – ringrazio un po’ me stesso, che in un anno ho saputo mantenere una certa costanza negli aggiornamenti del BP. Certo, vi sarete accorti che non sempre parlo di precariato o lavoro, ma sono sicuro che – in caso contrario – vi sareste annoiati a morte.
Grazie a tutti, con tutto il cu..ore. ;D

Share:
Technorati icon

Annunci

About you

giugno 29, 2007

E’ da un po’ di tempo che mi chiedo chi possa nascondersi dietro ai lettori di questo blog: chi siete?

Cogito Ergo Sum. A parte gli scherzi, la domanda è seria, perché sarei curioso di conoscerVi (notare la “V” maiuscola) e di leggere qualche commento in più (anche di insulto se volete). Ma soprattutto vorrei sapere quanti ogni giorno invece di usare segnalibri o feed RSS visitano il blog a progetto semplicemente digitando l’url nella barra degli indirizzi…di firefox (spero che usiate il browser giusto!).

Sticazzi. “E tu chi sei?!” direte voi. Certo, avete ragione. E’ da qualche giorno però che sto valutando la farsesca possibilità di farmi conoscere maggiormente, farVi vedere il mio faccione e magari aggregarmi un po’ di più “socialmente parlando”, per esempio usando un Flickr qualunque, anche se molto probabilmente a settembre parteciperò al Lost Camp, così avrò la possibilità di conoscere qualche blogstar (magari ce n’è addirittura qualcuna che passa di qui, pensate un po’! Sarebbe fico saperlo). Quindi a breve nella pagina “about” potreste trovare una sorpresa (certo, poi sarà dura uscire di casa e farmi spazio tra schiere di donne ansiose di vedermi dal vivo), anche se prima sarei curioso di scoprire come mi immaginano i miei carissimi e adoratissimi lettori (e spero anche lettrici ovviamente). Fatevi vivi insomma, mi farebbe molto piacere.

Meglio di Rino Tommasi. Ogni giorno qui sul blog a progetto (da ora in avanti BP) transitano tra le 200 e le 300 persone; possibile che nessuno abbia voglia di scrivere un commento magari solo per dire “come scrivi male sonounprecario, sei proprio un iniorante itagliano che non sa nemmeno che coscenza si scrive senza i”. Chapô.
Comunque sia, di questi simpatici lettori gaglioffi, tra i 20 e i 30 usano feed Rss per leggere ciò che penso di scrivere. Non ho mai capito però perché fino a 2 mesi fa gli abbonati ai feed rss del BP fossero più di 50, mentre un bel giorno di colpo sono scesi a 20. Mistero che non ho ancora decifrato. Sarà che l’abbonamento ai feed era a progetto ed è scaduto.

Istruzioni a prova di Flavia Vento. Magari Tu, sì, proprio Tu che stai leggendo in questo momento “Magari Tu, sì, proprio Tu che stai leggendo in questo momento”, passi qui sul BP da un po’ di tempo (5 minuti) e io non ho mai avuto l’accortezza di spiegarti a cosa diavolo servisse quel quadratone arancio sulla destra e tutti quei simpatici tastini colorati, sempre a destra ma più in basso. Quindi, grazie alla traduzione di Luca Mearelli, ho pensato di riportarvi un breve video che oltre a chiarire i vostri dubbi sui feed rss (sono una cosa gratuita, semplice ed immediata che ti fa risparmiare del gran tempo), vi farà venire voglia di provarli (vi consiglio di utilizzare, per semplificare maggiormente le cose, google reader, sempre gratis, che utilizza anche il sottoscritto quotidianamente per le sue letture di piacere e per gestire facilmente i feed a cui sono abbonato) e di non mollare più il BP, nemmeno se quel bricconcello di Suz promettesse di trasmettere dalla sua radio nudo con le mani in tasca mentre Axell detto “mano ferma” sarebbe li a riprendere il tutto.

Spero che questo video possa davvero servirvi. Passate parola.

Share:
Technorati icon


Rss alla frutta

Mag 23, 2007

Da Xfruits.com

Un paio di giorni fa ho piacevolmente scoperto xFruits, un altro web 2.0 service, come si legge dal sito ufficiale.

E’ gratuito ed offre una sorta di Mashup nella creazione (a piacere) dei feed rss. Andiamo verso la personalizzazione? Ecco, xFruits permette di assemblare dei blocchetti o box (bricks come li chiamano sul sito) per costruire un feed personalissimo. Per ora è ancora nella fase beta ma tra i tanti servizi offerti, per esempio, da la possibilità (oltre ai soliti rss classici per la lettura) di: trasformare i tuoi feed in una pagina web dinamica, leggere sui cellulari i feed, trasformare in feed tutte le mail ricevute nella mailbox di xFruits, trasformare in pdf i feed rss, giochicchiare in modi analoghi anche con gli OPML e infine, addirittura, permette di trasformare i tuoi feed in podcast con voci già esistenti (mi limito a questi esempi). I vocal fruits però funzionano a crediti: di base te ne forniscono 100.

Una volta creati i bricks, si possono facilmente gestire, per esempio scegliendo un pulsante (sono molto carini) da inserire nel proprio blog del colore o della forma preferita… Avete presente i due tastini presenti sulla destra (verde e rosso) con scritto “Mobile” e “Pdf”? Ecco, per ora sto provando solo questi due feed. Il bello è che è fatto tutto automaticamente: un blogger deve solo registrarsi e giochicchiare nella scelta, mentre un lettore deve solamente…leggere. Quindi è valido anche per i più pigri.

Il mio consiglio è quello di provare xFruits: semplice, veloce, funzionale ed ovviamente..due-punto-zero.

Share:
Technorati icon


Generazione Y

Mag 5, 2007

Ok ci provo, me la sento. Provo a rispondere al post del Dott. Mantellini riguardo ai giovani e alla famigliarità con le nuove tecnologie.

Premessa: mi sono laureato poco tempo fa proprio con il professor Rossetti (relatore) con una tesi su blog e giornalisti; ieri avrei voluto presenziare alla conferenza, ma purtroppo per cause di forza maggiore (lutto) ho dovuto rivedere il programma della giornata e così non ho potuto né conoscere, né ringraziare Mantellini di persona per la piccola intervista che gli ho fatto (via mail) da inserire nella tesi stessa.

Quando Mantellini parla di questionario sulle abitudini tecnologiche, gli credo davvero: ne ho prova tutti i giorni con amici che mi chiedono di risolvere problemi, per loro complicati, per me che col pc (e con l’informazione in rete) ho a che fare ogni giorno invece facili o ovvi. Questo aspetto può anche essere spiegato dal fatto che nella maggior parte dei casi, nessun genitore in famiglia ha mai pensato di insegnare ad usare un computer al proprio figlio; semmai il contrario…già, ma in che modo e per saper fare cosa? Nessuno insomma ha mai abituato la mia generazione ad usare internet in un certo modo o a fare altre cose solo ed esclusivamente con il computer. Credo dipenda dalla voglia, dagli interessi e dalla passione di ognuno verso la tecnologia e altre storie note.

Per dirla in modo chiaro: per me il corso di informatica giuridica del professor Rossetti è stato il più interessante dell’intero percorso universitario che ho affrontato; per altri magari no, altri ancora l’hanno forse abbandonato a metà. Si è parlato di tante cose interessanti (p2p, diritti, licenze, open source e tanto altro…) ma nessuno ha menzionato per esempio Feed RSS o tag. Non è una colpa, ma credo che all’Università pochi spieghino o insegnino a cosa potrebbero servire i blog, i feed… Dipende sempre dalla voglia di scoprire e imparare che ha qualcuno.

Questo per far capire che in primis sono i professori (non mi riferisco al prof. Rossetti che ha un ufficio fantastico pieno di Mac) ad essere “antiquati” nel modo di insegnare o stare al passo coi tempi. Basti pensare che nella stragrande maggioranza dei casi, tengono ancora lezioni con metodi ormai vecchi (forse). Un po’ per i mezzi forniti dall’Università (italiana), certo, un po’ perché preparare delle slide è forse troppo difficile…(magari in ppt); si preferiscono quindi usare ancora chili di carta in fotocopie, libroni, ecc…anche perché molti pubblicano libri che ripropongono nei propri corsi…come potrebbero avere un ritorno, sempre nell’ottica antica delle cose (non sto li ad introdure un discorso sulle licenze creative commons)?

Insomma, se ieri fossi stato presente alla conferenza forse avrei alzato la mano in mezzo a quel vuoto disinteressato. Sì, ma io ho un blog e quindi mi interesso a feed, tag…e tutte le altre cose che conosco riguardo ai computer, ad Internet, ecc…le ho imparate da solo, sul campo, da 10 anni a questa parte, perché mi interessano e perché ritengo che domani siano fondamentali per rimanere svegli e non farsi fottere (leggi tra le righe “non me le ha insegnate nessuno”). Ok, mettiamola così: sono un auto-didatta (per dirlo in modo figoso). Molti invece ancora usano Internet solo per controllare la posta (ed è grave la cosa) a fatica; non comprendono che in questo modo possono anche avere un rapporto totalmente modificato e innovativo con i professori stessi, verso l’insegnamento stesso. Molti non sanno cos’è un blog, altri leggono i famosi “diari personali” senza sapere cos’è quell’iconcina arancio che compare ogni tanto nella barra degli indirizzi e altri ancora invece, forse come me, fanno un po’ “gli snob” e parlano di filosofia open-source, blog e rivoluzione che può cambiare le menti e ribaltare un sistema.

Esagerando ovviamente.