Le scritte “in piccolo” delle compagnie telefoniche

aprile 19, 2007

Il 14 aprile, l’Antitrust (che ogni tanto fa il suo lavoro) ha sanzionato le compagnie telefoniche per 1,6 milioni di euro.

Avete presente quando in tv, durante qualsiasi pubblicità, compaiono nell’ultima schermata per 1-2 secondi massimo delle scritte talmente piccole che sono impossibili da leggere? Avete presente quando sentite, anche alla radio, negli ultimi istanti di uno spot, la voce che di colpo accellera manco avesse pippato 1kg di cocaina all’istante? Ecco, si parla di quei casi per esempio.

O magari di quando le compagnie telefoniche (ma in realtà capita anche in altri settori, tipo nelle pubblicità delle macchine) si dimenticano di inserire il costo dello scatto alla risposta, o non spiegano che per un certo servizio magari non c’è la copertura umts, ecc… Per farvi capire, già sky era stata multata per una cosa analoga.

Uno dei vari problemi (chissene…direte!) è che poi il cliente teledipendente credulone, nella gran parte dei casi chiama incazzato chi lavora nei call center che non “gli avevano detto” che c’era questo costo o quest’altro addebito; e si incazza con l’operatore, come se fosse la causa di tutti i mali.

Come si dice, l’importanza di essere un consumatore, o meglio, un cittadino informato.

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Le scritte “in piccolo” e i giovani di 35 anni

novembre 12, 2006

E’ tempo di imparare ad interpretare e a leggere tra le righe tutte le cazzate che ci sputano addosso (almeno ci provo, non ho e non voglio avere la presunzione di insegnare niente a nessuno).
Tempo fa ho sentito dire dal ministro (dello sport?!) Melandri: “Giovani, casa più facile e sgravi fiscali”. Le promesse, da non confondere con certezze, si susseguono in un crescendo da sballo. Tra gli altri obiettivi abbiamo: alleggerire i costi per l’alloggio per gli universitari fuori sede, favorire l’imprenditoria creativa (dopo la finanza…!!!) e stabilizzare il lavoro precario (spero non voglia dire “trasformare in certezza per il futuro anche il lavoro precario”…); detrazione delle spese per l’affitto di casa degli studenti universitari fuori sede.

Leggendo tra le righe: è’ il comma 20 dell’articolo 20 a prevedere la detrazione del 19 per cento – per un importo non superiore a 2.633 euro delle spese per l’affitto di casa pagato dagli studenti universitari fuori sede.”
Giro quindi la domanda ad uno studente fuori sede: quanto spendete annualmente di affitto? Senza contare che “per accedere a tale detrazione gli studenti devono essere iscritti a un corso di laurea di una università con sede in una provincia diversa da quella di residenza.”

Per di più, “la nuova finanziara prevede anche (art. 20, comma 19) che la riduzione a titolo di deduzione forfettaria passi dal 25% al 40% per quelle spese relative a redditi derivanti dalla utilizzazione economica di opere dell’ingegno, di brevetti industriali così come di software. La disposizione prevede il benficio esclusivamente per i giovani con un’età inferiore a 35 anni”. Ora, vorrei anche far notare un’altra cosa; qui si parla di giovani con un’età inferiore a 35 anni. Ma cosa si intende per giovani? Fino a che età si è considerati dei baldi giovinotti sotto la tutela di mammà e papà?

Prendiamo gli altri paesi europei: ci surclassano. A parte il fatto che l’Università in media dura 4 anni e hai finito, invece qui col 3+2 devi laurearti due volte – possibilmente in ritardo – ..a che età si ha la possibilità di andarsene finalmente da casa, avere un lavoro stabile e potersi permettere una casa? Sempre tardi, troppo tardi. Sono aumentati gli iscritti all’università con il “3+2” (tra poco diventerà 3×2..!), si alza quindi l’età in cui si finiscono gli studi, si rimanda tutto..e i giovani arrivano fino a 35 anni..!!!

Non sto dicendo che uno a 35 anni è vecchio fisicamente, sto parlando (e lo sapete bene), del fatto che a 35 anni dal mio punto di vista, la maggior parte delle persone dovrebbe essere sistemata e magari avere un figlio… Ma dopotutto è un cane che si morde la coda: siamo un paese vecchissimo, tra qualche anno i vecchi supereranno i giovani; lo Stato non ha soldi, tantomeno per le pensioni…ditemi come si farà? Non si fanno i figli, la crescita rasenta lo ZERO, si sollevata di qualche punticino per merito degli IMMIGRATI!

La “razza italiana” che si bullava delle potenze plutocratiche è in declino: persino la Chiesa, in qualche caso, lancia moniti per farci tromb**e di più e fare figli! Altrimenti chi andrà più in chiesa con tutti i consensi che perdono anno dopo anno? Chi indottrineranno? Come faranno a sopravvivere senza le offertine dei fedeli?

Quindi, la colpa è sicuramente delle donne: fanno troppo le preziose, non ci sono più le donne disponibili di una volta… Qualcuno bisogna pur incolpare!

Ah, per tornare a noi giovani: mi piacerebbe conoscere il parere di chi legge questo blog sulle questioni che pongo. Ma non rispondete a me, rispondete direttamente al On. Giovanna Melandri (Ministero per le Politiche giovanili e le attività sportive
Largo Chigi 19 – 00187 Roma – Tel. +39.0667791 Fax +39.0667795977 –g.melandri@governo.it ).

Una bella e veloce email: ditegli quanto vi pagano al call center e quanto spendete d’affitto, senza dimenticare di specificare…quanti anni avete.

Qui qualcosa, quadra sempre meno.


Solo un precario

agosto 30, 2006

Oggi per caso, controllando la casella mail del blog mi ricapita sotto mano una segnalazione di Gegio di circa un mesetto fa riguardo a un articolo sul Corriere del 7 luglio 2006 su una vicenda ormai troppo nota a tutti.

Si parla del famoso maxiprocesso sul calcio..che dopo un po’ ha nauseato anche un tifoso sfegatato come me, ma questo è un altro discorso…Ma veniamo al dunque; l’articolo comincia così:

ROMAGalliani scarica Meani e l’addetto agli arbitri della squadra rossonera e il suo legale afferma che non è corretto anzi è impensabile parlare di un sistema Milan.[…]”. E fino a qui nulla di strano (a parte il fatto che tutti sono ovviamente innocenti e non sanno mai niente ma non importa)…l’articolo procede poi con queste splendide parole. Vi invito a leggerle attentamente perché sono parole che hanno del comico:

“GALLIANI La tesi di Marco De Luca, legale dell’ex vicepresidente del Milan, è che Meani non avesse alcun titolo per agire a nome di Galliani: «Meani è un precario e raccomanda il Milan agli assistenti? In una posizione di precariato non si sarebbe vantato con i dirigenti dicendo “guardate quanto sono stato bravo, ho raccomandato il Milan con i guardalinee spiega l’avvocato De Luca nell’accesa arringa davanti alla Caf – Stiamo discutendo di un’accusa costruita con un collage, senza senso. Perchè non c’è raccomandazione, non c’è richiesta. Dal tenore di quella telefonata non appare alcuna approvazione, nessun avallo alla condotta di Meani. Due anni di inibizione per un minuto e quarantacinque secondi di telefonata – dice il legale – ma nella telefonata non si riscontra alcuna formula di avallo della condotta di Meani».”

Eccovi un’altra prova, un altro caso – per rimanere in tema giudiziario – in cui si ammette silenziosamente, in cui passa il concetto che se sei un precario, se ti trovi in una posizione di precario…se quindi vivi in questo continuo status non conti nulla. E fin qui non scopro niente. Ma proseguiamo nel ragionamento: io sono un precario quindi non posso vantarmi coi dirigenti facendo vedere quanto sono stato bravo (Uh? Eh?!)…però a quanto sembra essendo un precario non ho titolo di agire per conto di nessuno.

Quindi fatemi capire. Quando uso il telefono nell’odiato call center per conto di chi agisco? Per conto di me stesso? Ah,ok. Quindi come sono tutelato giuridicamente? Se, come capita spesso, un cliente più che incazzato con il gestore famosissimo per cui lavoravo (non sono ancora rientrato per continuare il progetto), esige che la sua richiesta venga esaudita subito, o che il presunto torto che ha subito venga cancellato, nonostante sia spesso praticamente impossibile per un operatore qualsiasi assecondarla (o la richiesta sia assurda) e questo cliente, infuriato, chiede il nome e il numero matricola dell’operatore con cui sta parlando (che è tenuto a fornirglielo, ma non è tenuto a dare il proprio cognome) come se fosse la causa di ogni male…chi diavolo mi tutela se sono un precario e quindi non ho voce in capitolo? Chi mi difende (vi ricordo che in teoria io rispondo e chiamo per conto di qualcuno e dico quello che mi è stato insegnato rispondere al cliente, non mi invento nulla…) se dalla mia posizione di precariato chiamo per conto di me stesso?

I casi sono due nell’assurdità di cui sto parlando, nella supposizione che deriva dalla risposta di un legale ad un processo, che potrebbe creare a propria volta un precedente: chiamo per conto mio nonostante io sia assunto (ma precario) e lo faccio per sport…mi piace, quindi qualunque cosa succeda sono colpevole; oppure, chiamo per conto di chi lavoro, sono precario, gestisco ogni telefonata come mi è stato spiegato e risponde l’azienda per un disservizio da lei causato.

Come avviene, come sempre, per ogni lavoratore.

In questo caso, Meani e il Milan sarebbero colpevoli. Ma questa…è sempre un’altra storia

P.S.= Volevo ringraziare Danix perché domani citerà questo blog, visto che domani è il “Blog Day”..ah, stasera ho anche sguinzagliato lavoratoreflessibile…domani ci racconterà una storia succulenta..!