Praticamente siamo tutti li

marzo 31, 2008

In ritardo parlerò anche io del test sull’orientamento elettorale creato da OpenPolis, che è sì un buon test per aiutarvi a tradurre maggiormente il vostro pensiero, ma sicuramente non sarà infallibile. Più guardavo i risultati degli altri blogger, più mi rendevo conto di una cosa; la maggior parte di quelli che conosco infatti si è ritrovata più vicino ad un partito politico in particolare: l’Italia dei Valori (ovviamente non ho considerato molto le varie minoranze). Subito dopo vengono i socialisti di Boselli (!!!).
La cosa mi ha incuriosito ancora di più quando ho visto il risultato di una persona come Lastknight, che si è da sempre definita di destra. Per farvi un breve resoconto:

1. Axell
Axell è qui

2. Pietro Izzo
Pietro è qui

3. LastKnight
Lastknight è qui

4. Mantellini
Mante è qui

5. Occhi da Orientale
Occhi da Orientale è qui

6. Anonimo Italiano
Anonimo Italiano è qui

7. Fedmor
Fedmor è qui

8. E-Democracy
Daniela è qui

9. Sirdrake
Sirdrake è qui

10. Gigicogo
Gigicogo è qui

11. Baibe
Baibe è qui

Lo notate anche voi? Possibile che bene o male siam tutti li? Tutti i personaggi di sinistra che si credavano vicinissimi se non sopra il pallino del PD, si rivedono di colpo vicino all’Italia dei Valori, ma non solo loro. Questo cosa vuol dire? Ok, che ci sta sulle palle Berlusconi e che sognamo di vederlo prima o poi dentro un monolocale con le sbarre, ma quando vedo gente come Fedmor (che si professa tendenzialmente di estrema destra) vicino all’Italia dei Valori, penso che qualcosa di strano ci sia, o in noi o nel sondaggio.
Nel primo caso vorrebbe dire che ci affezioniamo tanto alle facce, ai personaggi, alle stronz cose che ci propinano, ecc…ma bene o male abbiamo tutti un forte concetto di democrazia, di libertà e di giustizia. In realtà non è soltanto così, perché alla fine non vi riconoscete nel risultato, giusto? Forse l’unico simpaticone è Frenz, che si piazza in cima alla piramide del potere: è lui che dominerà il mondo.

Insomma, tornando a noi, la domanda ve la fa uno che ama tanto le teorie sui complotti e sui vari ordini mondiali, anche se qui non c’entrano molto: vi siete chiesti se test simili a questo siano o meno fatti da persone di parte? Secondo voi sono neutrali? Non è che servono ad uniformare l’opinione pubblica comune come i cosiddetti sondaggi d’opinione? Quando cominceremo a parlare seriamente di etica nella comunicazione? Eccetera, eccetera.

Leggendo sul sito ufficiale, la descrizione appare alquanto generalizzata sul concetto di open-source, rete e trasparenza; ci sono anche i profili di chi lavora al progetto che fa a capo a “Democrazia Elettronica a partecipazione pubblica”, società senza fini di lucro. Quindi non metto in dubbio la correttezza di chi lavora dietro al progetto, anzi, è molto interessante e valido.

Googolando ho poi scoperto che prima delle elezioni del 2006, molti utenti si erano lamentati di questo test nell’apposito Wiki, poiché li aveva collocati in posizioni addirittura opposte ai loro pensieri. E già molti blogger avevano parlato di OpenPolis allora, forse dimenticandosene. Certo, probabilmente alcuni si credevano in una parte più per pecoronaggine che per idee personali e forse il test si è perfezionato col passare del tempo ma…io i dubbi sull’effettiva correttezza dei risultati me li faccio venire lo stesso anche se nessuno ne ha parlato (dovremmo star qui a parlare delle singole domande, delle risposte generali e dei possibili errori che ne derivano).

Vedendo la cosa in negativo, un questionario come questo può dimostrare tre concetti: primo, ci ha fregato perché in fondo in fondo giocare coi test ci piace tanto e ci facciamo facilmente suggestionare; secondo, i candidati puntano a raccattare voti dappertutto grazie alla politica del “ma anche”; terzo, se così tanti si credevano da una parte e finiscono da un’altra, allora vuol dire che siamo ancora troppo immaturi politicamente.
Se la terza delle ipotesi vi sembra più verosimile, che cavolo andiamo a votare se manco sappiamo capire i nostri pensieri politici?

Ah, volete sapere dove sono io? Ma è ovvio, io sono qui:
Fedmor è qui

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Il PD, “grossomodo”

marzo 20, 2008

http://dagospia.excite.it/

In questo articolo del Corriere sul PD balzano all’occhio due cose principalmente: chi ha scritto l’articolo apprezza particolarmente il termine grossomodo, che in effetti fotografa benissimo lo stato della sinistra e del PD attuale, mentre i continui sondaggi sulla fantomatica rimonta del PD, sull’elettorato del PD e sui cosiddetti indecisi inquadrano correttamente la campagna elettorale e la politica del PD, contraddistinta principalmente dal famoso ma quanto mai vero “ma anche”.

“Una delle caratteristiche principali del PD è costituita dal fatto che esso raccoglie in misura molto maggiore rispetto alla popolazione nel suo complesso, i consensi di chi possiede i titoli di studio più elevati, in particolare, dei laureati (che però rappresentano, come si sa, meno del 10% dell’elettorato italiano)” […]. “Com’era facile attendersi, la grande maggioranza degli elettori del partito guidato da Veltroni si definisce “di centrosinistra”. Ma ve n’è una quota consistente che si dichiara di “sinistra” tout-court, così come grossomodo il 12% afferma di sentirsi “di centro” oppure “apolitico”. La gran parte degli elettori del PD si dichiara laica, ma, ancora una volta, grossomodo il 40% dichiara di frequentare la Messa almeno due volte al mese. Grazie a questa composizione variegata, il PD si candida per raccogliere una pluralità di voti proveniente da diversi strati sociali e di pensiero.”

Ma anche no.


Idee chiare

marzo 8, 2008

Sembra che Internet, nel bene o nel male, abbia fatto sì che molti giovani abbiano ricevuto maggiori informazioni sulla politica e i suoi pittoreschi personaggi.
Dal sondaggio di Mannheimer infatti, risulta che l’elettorato più vecchio (cioé quello che guarda più televisione di un certo tipo) stia dalla parte dei cattivi, cioé del corrotto, censorio e anti-moderno PDL, mentre i più giovani si dividono tra il PD ed altre estremità più o meno confinate: le posizioni si fanno quindi più nette e di conseguenza ancora una volta il nostro paese non sarà pronto per dire addio ai partitini vari che puntano allo sbarramento.

Col risultato che fenomeni xenofobi pieni di controsensi come la Lega prenderanno una volta in più delle belle percentuali: credo che non molti abbiano idea di cosa si dice qui in Brianza (o in Lombardia più in generale) delle persone residenti al di sotto del Po. E i vari tg non hanno aiutato, visto come sono state trattate le varie emergenze rifiuti, i casi di malasanità, ecc… Senza contare infine le gravi – come sempre – responsabilità dei giornalisti, totalmente privi di ogni etica in nome del Santissimo Editore.


A Suzukimaruti

febbraio 8, 2008

 

Dal Flickr di Suzukimaruti

In principio la famosa poesia di Leopardi non fu intitolata “A Silvia”, ma “A Silvio”. Poi con l’intervento di Enrico (e un convincente post chilometrico in cui linkava Leopardi) tutto si sistemò per il meglio, titolo compreso:

Io i post corti e leggiadri
talor lasciando e le sudate dita sulla tastiera,
ove il tempo mio primo
e di me si spendea la miglior parte,
d’in su i Veltroni del paterno loft
porgea gli orecchi al suon della tua barra spaziatrice,
ed alla man veloce
che percorrea la faticosa periferica.

Dal Flickr di Stefano Epifani

Suzukimaruti è l’essenza dell’essere blogger. Suzukimaruti è il blogger che vorrei essere. Suzukimaruti è “il blogger”. Suzukimaruti non è un’auto. “Suz” (…che chiamarlo “Zuki”, “Mar” o “Ruti” non suonava bene), così come sono soliti chiamarlo i suoi estimatori, può permettersi di andare in vacanza quando cade il governo e non postare per giorni, ha il carisma per non scrivere quotidianamente, possiede una capacità d’analisi e visione delle cose fuori dal comune, condita da un’ironia ed un sarcasmo che ti fanno stare li attaccato allo schermo, anche se per leggere il suo post hai dovuto prendere un giorno di ferie e cambiare schermo un paio di volte, perché i pixel si consumano. Lui sa rendere semplice e lieve la lettura di un post impegnato e lungo un gazzilione di righe; non mi stanco mai di leggerlo (e in questo post sarò il suo Emilio Fede).

Dal Flickr di Tambu

E poi non è una blogstar comune. Lui risponde non solo ai tuoi commenti, ma anche alle tue mail nonostante tu gli stia chiedendo come fare la formazione del fantacalcio o come risolvere un problema di trigonometria; ha già le risposte, delle bozze salvate pronte per essere inviate. Perché quella Sola di Enrico aveva già pensato a che cosa potevi scrivergli. Ti ascolta, perché su twitter – tu non lo sai – ma lui legge i tuoi reply. E se non ti risponde è perché lo sta facendo nei commenti del suo blog. Perché dai suoi post escono sempre delle discussioni interessantissime, costruttive, che lasciano il segno. Anche se ogni tanto vola qualche insulto, ma fa parte del gioco. Oltre a quello che scrive, leggendo i commenti ai post impari sempre qualcosa che ti è sfuggito. È recente infatti la proposta di portare nelle scuole come materia di confronto il blog di Suzukimaruti.

Dal Flickr di Yoriah

E ancora, è di Torino ma non tifa Juve. Ed è influente nella blogosfera, più di un meme o di un litigio su BlogBabel. Secondo un attendibile sondaggio dell’importante rivista femminile “Cioé” da una ricerca di TgCom sembra sia il blogger italiano più desiderato dalle donne; in più da un test scientifico studiato appositamente da un’equipe di professionisti è emerso che il ritratto del lui ideale per le adolescenti ricalca il profilo di Enrico Sola. Come se non bastasse, alla domanda “cosa usa una donna per eccitarsi nel praticare del sano auto-erotismo” la risposta della maggioranza è stata penso all’header del suo blog, e successivamente all’autore – ovviamente”. Infine è da menzionare che la comunità gay della Rete lo colloca ai primi posti tra gli uomini più affascinanti del web 2.0. Come vedete nella foto qua sotto inoltre, Suz sa prendersi in giro, ma anche quando fa la “magnum” ha stile da vendere.

Dal Flickr di Pietro Izzo

Suzukimaruti o lo ami o lo odi. Come accade con Baggio, Savicevic, quei giocatori li non troppo costanti che però quando giocano ti fanno impazzire e ti fanno vincere tutto, anche le elezioni. E non da niente per scontato, è sempre pronto a interrogarsi sulle grandi questioni della vita. Perché ad esempio, insieme ad altri io gli avevo chiesto – prima che partisse per i Caraibi dei poveri – di scrivere un post sull’attuale situazione politica, su cosa potrebbe succedere, sull’Italia… E infine l’ha fatto, ha regalato una sorpresa a tutti. E io sono felicissimo quando leggo le opinioni, i pareri e le conversazioni politiche di Enrico. Perché lui sa tradurre con forza le parole giuste i sentimenti politici e patriottici di noi col cuore a sinistra. La semiotica ce l’ha nelle dita e si esprime sottoforma di un ticchettio sulle lettere della keyboard. E se quando scrivo un commento lungo metto dei puntini tra un paragrafetto e l’altro…lo devo a lui.

Dal Flickr di Stefano Epifani

Tutto questo è stato semplicemente scritto e pensato per dirvi di leggere il suo ultimo post. Mi riconosco nel 99% delle cose che dice Enrico, anche se ancora non riesco a sentire la fiducia e la speranza del cambiamento che intravede lui.
Credetemi, riflettereprima di decidere a priori – sulle varie prospettive che il Futuro prossimo potrebbe riservarci ne vale la pena, semplicemente perché ne va di tutti Noi. Anche se siete juventini, clerico-fascisti e siete iscritti alla P2.

PS: potrei inaugurare l’angolo dei ritratti di blogger, non lo escludo dopo questo excursus.
NB: non sono gay e con questo post non ho fatto outing: si scherza, ma meglio specificare… Vedrete quando farò anche il ritratto di Napolux o Dario Salvelli per esempio 😛


Tutti la guardano, pochi si fidano

novembre 26, 2007

In un sondaggio sul rapporto tra informazione e società emerge un dato su tutti: tutti guardano il piccolo schermo, usandolo magari come sottofondo, e la tv rimane la principale fonte di informazione per la maggior parte della popolazione ma nella classifica della credibilità la tv è battuta da radio, internet e giornali. Una pecca di questo sondaggio però è data dal fatto che non viene considerata a fondo l’età di chi ha risposto: avremmo secondo me scoperto che tra i più anziani la tv è e rimarrà per sempre fonte principale, mentre tra i più giovani e più lentamente tra i trentenni e i quarantenni, Internet e i nuovi media hanno inesorabilmente cominciato a diffondersi capillarmente, sostituendo attivamente il rapporto univoco di spettatore-fruitore in utente attivo che partecipa e si fa creatore e diffusore di contenuti.

L’indagine Demos-Coop fa osservare, inoltre, come la radio (60%), cui va il primato della credibilità, ma anche Internet (36%) e i quotidiani (38%) siano ritenuti più affidabili della televisione (30%). Il classico “l’ha detto la Tv” sembra assumere un diverso significato. Tanto più per i giovani, fra i quali la fiducia verso la radio, Internet e i quotidiani è più elevata rispetto a quanto si osserva fra adulti e anziani.

Sfortunatamente infatti, come spiegavo precedentemente, la principale fonte di informazione rimane ancora il telegiornale:

Ma il Tele-giornale resta, ad oggi, la principale sorgente informativa, e alle testate maggiori va comunque un gradimento piuttosto esteso. A suscitare la fiducia dei telespettatori è innanzitutto il Tg3 regionale, che con il 72% dei consensi conferma l’attenzione per l’informazione locale. Seguono, nell’ordine, Tg1 (69%), Tg3 nazionale (63%), Tg2 (63%) e Tg5 (59%). Il grado di fiducia varia, sensibilmente, in relazione all’orientamento politico. Il Tg3 viene apprezzato soprattutto dagli spettatori di sinistra. Mentre i tutti i notiziari di Mediaset (Tg5, Tg4, Studio aperto) si caratterizzano per un profilo di (centro) destra.

Nella vana speranza che la tv italiana sparisca o venga radicalmente modificata da qualche terremoto (sarebbe ora visto lo schifo che si vede e che paghiamo anche col nostro canone e, in molti, con il digitale terrestre) questo è lo screenshot dell’informazione televisiva, scattata dal sondaggio alla vigilia dell’ennesimo terremoto sulla Tv scatenato dal caso Rai-Mediaset. «Una vicenda che riporta l’attenzione sul conflitto d’interessi, ritenuto problema grave e “urgente” dal 66% dei cittadini». Secondo la metà degli intervistati infatti le proprietà del polo televisivo privato da parte del leader dell’opposizione, Silvio Berlusconi, danneggia in modo evidente la libertà di informazione (52%), ma soprattutto condiziona la politica (55%). Un dato che cresce sensibilmente tra gli elettori del centrosinistra, dove è quasi l’80% a condividere questa opinione. E per me, 80% è molto poco.

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“Leggere il Blogaprogetto fa venire l’ansia”

ottobre 29, 2007

Leggere il Blog a Progetto provoca ansia: ad affermarlo è uno studio promosso da xlthlx e realizzato in collaborazione con un pool di 40 psicoblogger e…psicopatici. Leggere il Blog a Progetto alla lunga causa schizofrenia.
Sotto accusa i toni concitati, le frasi che sembrano lanciare allarmi bomba, termini super allarmistici e il pessimismo di ogni genere nelle visioni future. Lo studio ha analizzato, per un periodo di 4 settimane, i contenuti, i toni e il lessico utilizzato in diverse tipologie di post. Uno studio più approfondito invece ha analizzato sonounprecario, ritenendolo “totalmente incapace di intendere i propri lettori e di volere PR.

I temi trattati. I temi trattati rappresentano la causa più evidente dell’ansia, dello stress e della diarrea che sempre di più si associano ad una lettura quotidiana del Blog a Progetto, come sottolinea il 63% dei minorati degli intervistati. Nessuna speranza nel futuro, efferati scandali, accuse e litigi che minano ogni fiducia nei confronti della blogofera e di blogbabel: sono solo alcune delle tematiche che quotidianamente vengono sottolineate nel BaP. Alcuni lettori però sostengono che “non possono farne a meno” perché il BaP è meglio di Activia: regolarizza sia il ciclo, evitando gravidanze indesiderate, che i più duri moti intestinali.

I like the way you write. Per l’81% degli esperti non sono solo gli argomenti di cui si parla a generare questo clima da CALDO RECORD, per dirla alla studio aperto: a contribuire a far sentire il lettore un fallito è il modo in cui si parla di qualsiasi argomento, da quello più scottante a quello più tranquillo e leggero. Sotto accusa infatti finisce l’allarmismo (58%), ormai utilizzato in ogni tipo di post, dalle notizie di carattere politico a quelle usate come contenitore per alleggerire i temi. Ma non solo, sotto esame finisce anche la sottile ironia (24%), utilizzata come pagliativo per trattare ogni tipo di problema, dai preservativi di Catepol alle crisi di mezza età di Axell (ok, dopo questa Axell mi ucciderà sicuro, con una morte lenta e dolorosa).

Moderare i toni. A qualsiasi ora del giorno anche i post con le notizie più normali vengono annunciati come se si stesse dando la notizia di un’operazione di cambio di sesso di Sw4n o Pietro Izzo o la conquista del mondo da parte dell’Impero di San Marino. Insomma per il 57% i toni isterici che ormai dominano il BaP rappresentano una delle maggiori cause dell’ansia che sempre più spesso colpisce chi resta troppo tempo davanti ai feed del BaP.
Il blog quindi sta perdendo la funzione di intrattenere, come dice il 36% ma anche, sotto certi aspetti, quella di informare (29%): il continuare ad utilizzare certi toni pornografici rischia di far mettere sullo stesso piano notizie e temi di importanza diversa, causando alla lunga una sorta di atarassia dell’informazione, dove il modo in cui viene data una notizia ridicola diventa più pregnante della notizia stessa. Certo, solo per chi rimane vivo e non viene colpito da infarto nel leggere il prossimo conturbante titolo di un post del BaP.

N..N..NON HO BISOGNO DELLO PSI-PSI-PSI-PSICOLO-LOLO-GO. Per il 65% degli intervistati il BaP e più in generale la Blogosfera italiana sta sempre più diventando una fonte di stress (anche dal punto di vista rettale), genera odio (55%) e aggressività (49%), causa malattie ed epidemie e soprattutto fa venire anche l’ansia da prestazione, oltre che suggerire l’idea di venire continuamente fregati (42%) da qualcuno, tanto che sonounprecario è considerato l’iniziatore della sindrome da “oddioholettounpostdelblogaprogettomoriremotutti”, che rischia di avere conseguenze anche sul Nabaztag di Salvatore Aranzulla (48%), a rischio rapimento con tanto di richiesta di riscatto.

Sicuramente se BlogBabel istituisse una classifica di blog “ansiogeni”, il BaP “sarebbe ai primi posti”, affermano in coro gli editor.
Sicuramente se vi sta sulle palle qualcuno, dovete consigliargli la lettura dei feed del BaP.
Sicuramente il BaP può aiutare a regolarizzare il ciclo mestruale o l’intestino; può distruggervi moralmente ma può anche farvi sentire bene spiegandovi che c’è sempre qualcuno che sta peggio.
Sicuramente il BaP può fare bene.
Ma anche no.

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I sondaggi sono lo specchio del paese

giugno 5, 2007

Il 52% degli italiani non usa il web (e vota per il centro-destra).

Il restante 48%…non è italiano (oppure si incazza quando sente parlare di partito democratico e probabilmente non voterà).