People from Ibiza

luglio 17, 2008

Avete presente il nuovo spot della tim in cui una giovane ad un raduno Hippie manda sms un po’ a tutti dicendo che è incinta? Ecco, mi sembrava strano che 3 delle menti più brillanti di questo fantastico governo ci abbiano messo così tanto ad accorgersi di un problema così grave per sollevare «un’ interpellanza urgente in commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati».

Alessandra Mussolini, presidente della commissione parlamentare per l’Infanzia, e le deputate Gabriella Carlucci (nota anche per altre figuracce colossali) e Manuela Di Centa (che nella sua vita al massimo ha sciato, eccole li le competenze per fare politica) spiegano che questa pubblicità «rappresenta una immagine fuorviante, mortificante e superficiale della maternità».

No, qui non si tratta più nemmeno di spiegare che ci sono cose più importanti e problemi più impellenti da risolvere. Qui si tratta di difendere la Ministra Carfagna, povera lei.
Cioé le sue colleghe ritengono lo spot della Tim più minaccioso ed oltraggioso delle considerazioni che hanno i potenti italiani sulle donne, viste più che altro come bambole gonfiabili da sfoggiare in contesti solenni.

Meglio quindi che passi il concetto delle donne pompinare – passatemi il termine – piuttosto che una triste pubblicità sul sesso libero.
E io, maschio, che sto ancora qui a difendervi. Tsk.


La pubblicità finisce sui dvd e i dvd rimarranno in negozio

novembre 29, 2007
http://www.mediashopping.it/
Sì, potreste trovare anche lui su un dvd!

L’idea di inserire pubblicità nei dvd non è sbagliata. È proprio una grande cagata. Qualcuno obietterà subito che sicuramente lo fanno per abbassare i prezzi dei dvd. Certo, come no.

Un brevetto Ibm rende possibile inserire nei dischi «consigli per gli acquisti» non interrompibili

Se prima non andavo al cinema (7.50 euro – 15 mila lire – per vedere un film mi sembra una sottile presa per i fondelli, poi fate voi) e non compravo dvd, ora ho un altro motivo per continuare a non farlo. Ma proviamo a immaginare il ragionamento di un consumatore medio di dvd originali: a) cosa faccio stasera? Mi guardo un film (porno possibilmente); b) vado a noleggiarmi un dvd (anche il noleggio con la pubblicità? Non credo proprio), anzi no, me lo compro così non sono costretto a subirmi anche tutte le fastidiose pubblicità del digitale terrestre o di mediashopping. Si perché ho già acquistato 10 utilissimi microtouch e se ne compro un altro mia mamma mi uccide; c) cavolo no, oltre al danno (il prezzo), la beffa. Sarò costretto a comprarmi i coltelli dello Chef Tony perché li ho visti anche sul dvd, proprio perché hanno interrotto la scena clou (e non sto li a spiegarvi la scena). Però il dvd l’ho pagato poco, ben 3 euro meno (se va bene). Quindi sono felicissimo. Sbagliato.
Una cosa del genere potrebbe essere lontamente giustificabile solo nel caso in cui un dvd originale venisse venduto a poco più del costo dell’acquisto di un dvd vergine. Cavolo, vuoi mettere? Compro un film che aspettavo da tempo proprio per averlo in un certo modo, per la mia collezione e devo trovarci appiccicata sopra la pubblicità? Ma per piacere. Non posso nemmeno cambiare canale, vogliono trasferire la tv in un sopporto digitale. Sarebbe questo il futuro? Il bello è che si parla anche di “gradualizzare” la pubblicità sul dvd: potrai acquistare la versione di un dvd uncut con 1 ora di pubblicità continua, e li forse ti pagano loro stessi per prenderlo o, al contrario, la versione short con poca pubblicità. Cavolo e risparmierai un 2-3 euro non di più, vedrete. Dico questo perché tra un po’ una major qualunque metterà in pratica questa trovata e lo farà non per abbassare i pressi dei vostri amati dvd ma semplicemente per aumentare i propri guadagni; non si possono far scappare questa occasione.
Ragioniamo in termini economici: compro un film per 20, 25 euro (!!!)…mettiamo che per grazia ricevuta me lo fanno pagare 10 euro; bene, devo pagare 10 euro per godermi un’ora di film con chissà quanta pubblicità?! Ma stiamo scherzando, vero? Allora sì che, a quel punto, vado al cinema a godermelo (poi però se voglio bere una coca cola e mangiarmi dei pop corn al cinema, battono cassa con la calzamaglia in testa e spendo 10 euro, ma questo è un altro discorso). E poi parliamoci chiaro, se io compro un film me lo vedrò una volta, a meno che si tratta di Zoolander e lo rivedo 40 volte alla settimana.

Insomma siamo sempre li: raramente si vuole puntare sull’innovazione o sugli utenti, magari fornendo nuove proposte legate ad internet per vendere e diffondere i contenuti digitali. Un po’ di pubblicità e via. Così le major giustificheranno altri guadagni e e così giustificheranno, mentendo, che lo fanno per contrastare la pirateria. Perché ne sono certo, il p2pcome in passato con l’home video - salverà le major.

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La pubblicità ora è social

novembre 1, 2007

L’11 settembre 2007 Nick Haley ha postato su YouTube un video da lui realizzato di 30 secondi esatti che mostra le capacità del nuovo ipod touch.
Il filmato, a parte le bande grigie che compaiono è davvero costruito bene: il sottofondo musicale è «Music is my hot, hot sex», della band brasiliana Css. Le parole della canzone sono quanto mai azzeccate e cadono, giuste giuste, su alcune delle molteplici caratteristiche del nuovo ipod che ha stregato molti bloggers.
La cosa se volete rivoluzionaria è che Haley ha ricevuto un’offerta dai Jobs’s Boys e dall’agenzia pubblicitaria TBWA per lo spot stesso, che domenica scorsa è stato trasmesso negli Usa. Un’idea davvero originale, anche perché il video ovviamente è stato costruito con software Apple: quale miglior testimonianza per dimostrare la facilità di comunicare con tutto il mondo e la centralità dell’utente?

L’abbiamo visto anche in questi giorni con le caramelle Valda: grazie ai social media è l’utente il nuovo protagonista, sia nella creazione che nella diffusione dei contenuti.

 

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Pubblicità = progresso?

ottobre 10, 2007

Questo è un post per intenditori, per amanti del genere. Si parla della pubblicità in sé, un pochino di arte, un pochino di me, di voi, della società. Se volete leggerlo tutto (ahivoi sarà lungo, quasi in stile suzuki_consuma_pixel_maruti…ma con piacevoli visioni…!) cliccate sotto. Un consiglio, guardatevi i video tra un paragrafetto e l’altro!

Gli anni ’80, gli anni ’90. Quanti ricordi. L’altro giorno, girovagando per youtube, sono per caso incappato sul video di questa pubblicità; ve la ricordate? Dovrebbe essere del 1990 se non sbaglio. Avevo 7 anni ed ogni volta che vedevo quelle persone circondate da un’aura viola mi sentivo intimorito, un po’ per la musica inquietante, un po’ perché non capivo bene che cavolo avessero di male questi “alieni”; mi spaventavo, perché capivo che l’AIDS era un qualcosa di brutto che associavo alle siringhe, ai drogati di cui parlava la televisione. Del sesso non sapevo ancora un bel niente, non capivo cosa fossero quei rapporti occasionali, quel coso alla fine della pubblicità di forma strana. Ma stavo attento (poi i “drogati”, non di siringhe ovvio, sono diventati miei amici più avanti) perché questa reclam catturava la mia attenzione.


Spot AIDS 1990

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Questo si chiama Marketing

luglio 21, 2007

Avete appena assistito a come usa l’iPhone un utente medio che lo compra.
Alla Apple lo sanno bene: il target di chi compra l’iPhone è infatti formato da persone dell’età del bambino che vedete nel video. Non è quindi una mossa casuale.
Dopo le dichiarazioni di Marchionne infatti sembra che anche la Fiat farà circolare in rete un filmato in cui un bambino di 2 anni guiderà una 500 durante l’ora di punta a Milano, sfiorando il volante.

Ora si spiegano quindi molte cose sulle vendite e il tipo di clienti a cui la Apple ha pensato costruendo l’iPhone.
Chi avrebbe il coraggio di acquistare un iPhone ora che ancora è un telefono chiuso che supporta poco o niente?!

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Le scritte “in piccolo” delle compagnie telefoniche

aprile 19, 2007

Il 14 aprile, l’Antitrust (che ogni tanto fa il suo lavoro) ha sanzionato le compagnie telefoniche per 1,6 milioni di euro.

Avete presente quando in tv, durante qualsiasi pubblicità, compaiono nell’ultima schermata per 1-2 secondi massimo delle scritte talmente piccole che sono impossibili da leggere? Avete presente quando sentite, anche alla radio, negli ultimi istanti di uno spot, la voce che di colpo accellera manco avesse pippato 1kg di cocaina all’istante? Ecco, si parla di quei casi per esempio.

O magari di quando le compagnie telefoniche (ma in realtà capita anche in altri settori, tipo nelle pubblicità delle macchine) si dimenticano di inserire il costo dello scatto alla risposta, o non spiegano che per un certo servizio magari non c’è la copertura umts, ecc… Per farvi capire, già sky era stata multata per una cosa analoga.

Uno dei vari problemi (chissene…direte!) è che poi il cliente teledipendente credulone, nella gran parte dei casi chiama incazzato chi lavora nei call center che non “gli avevano detto” che c’era questo costo o quest’altro addebito; e si incazza con l’operatore, come se fosse la causa di tutti i mali.

Come si dice, l’importanza di essere un consumatore, o meglio, un cittadino informato.


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