Uomo-style

maggio 26, 2007

Dopo aver visto la nuova campagna pubblicitaria fatta dalla Diesel mi sorge qualche sospetto: non è che magari hanno preso spunto da questo post?

 

Scherzi a parte, mi rendo sempre più conto che preferiamo tentare di adattarci ai cambiamenti, o meglio, alle conseguenze catastrofiche che avverranno in natura (che accadranno per causa nostra) piuttosto che provare a risolvere un problema o per lo meno…a cambiare rotta.

 

L’idea è bella, per carità, ma se ci si mettono anche i pubblicitari a far passare come spiritosa una cosa del genere…non credo che si stia andando nella giusta direzione. A meno che, facendo una campagna del genere, venga subito spiegato, in modo deciso, che delirio potrebbe venire fuori dalla follia naturale causata dal riscaldamento del pianeta e che se non si prenderà nessun provvedimento in merito…le pubblicità non saranno tanto lontane dalla realtà; tra l’altro l’idea non è nuovissima (ricordate poco tempo fa l’esempio delle case in vendita sulle colline considerato il fatto che salirà il livello del mare…).

 

Sarò io che esagero (non sono e non voglio fare il moralizzatore di turno, lo ripeto sempre), ma il messaggio che passa non è molto positivo visto che tra gli slogan leggo un “GLOBAL WARMING CANT STOP OUR LIVES”. Mi sembra più da intendere come “fottiamocene del surriscaldamento del pianeta, continuiamo a vivere come prima pagando 200 euro per un paio di jeans”. La mia domanda è: il messaggio corretto arriva forte e chiaro?

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The Sun of silence

maggio 20, 2007

Da Repubblica.it

E mentre ogni tanto qui ci si ricorda del problema clima, del surriscaldamento, di come produrre e offrire energia in modi non alternativi e cioé parlando ancora di carbone e nucleare, a Siviglia è operativo il primo dei nove impianti ad energia solare che entro il 2013 soddisferanno il fabbisogno elettrico di 600 mila abitanti“.
Quello di Siviglia è infatti il più grande progetto fotovoltaico d’Europa che permetterà di ridurre le emissioni annue di CO2 (anidride carbonica) di 600 mila tonnellate.

Peccato che non siamo così vicini alla Spagna: avremmo potuto trarre qualche vantaggio anche grazie alla riduzione delle emissioni di qualcun altro; ormai bisogna cominciare a vederla anche in questo modo.


No Montezemolo, No Party

aprile 26, 2007

ripropongo un’immagine di Piazza Duomo a Milano tra qualche anno (fonte ansa.it, riportata nell’immagine):

La fonte è presente nel link dell'immagine stessa

…E mentre la Terra va letteralmente a puttane (credo vi siate accorti del clima desertico che dura da un po’ di tempo), Montezemolo si preoccupa delle fabbriche.

Non ha però specificato se si preoccupa solo per quelle che ci lavorano con l’acqua, quelle che per risparmiare qualche quattrino vomitano scarti nocivi da decenni nei nostri mari, fiumi, laghi…senza depurare o di quelle che sbattono un valore aggiunto sull’acqua che beviamo, bene che ci ha dato la natura, gratis e che dovrebbe essere pubblico e accessibile a tutti, o per lo meno non sfruttato e sprecato come purtroppo accade da molto tempo.