…ma liberaci dal Vaticano, Amen.

maggio 19, 2007

Vignetta di Vauro da Bispensiero.it

Qualche aggiornamento e/o materiale di supporto in merito alla vicenda “preti pedofili”. Nell’ultima puntata di “Anno Zero” infatti, Santoro ha promesso che si batterà per convincere la RAI a trattare i diritti per poter trasmettere il documentario della BBC del 1 ottobre 2006 “Sex crimes and the Vatican” che ormai su Internet è diffusissimo.

Per inciso sono venuto a conoscenza sempre dalla trasmissione di Santoro di giovedì scorso (il tema era la casa) che in Italia il 22% degli immobili è di proprietà del Vaticano (1 su 5 insomma) mentre a Roma 4 case su 10 sono di proprietà della chiesa. Ricordo anche che la chiesa, a differenza di ogni italiano che non evade le tasse, non paga imposte dovute e ha enormi sovvenzioni statali. Alla faccia dei pensionati, di chi non riesce a mettere su famiglia o a comprare una casa, di chi fa fatica a mantenerla…insomma, il Family day è stato proprio azzeccato, hanno centrato i temi giusti per incentivare e rinforzare la famiglia. Se per esempio fossero partiti dai precari che una famiglia la vorrebbero anche costruire sarebbe stato più intelligente; oppure che so io, finanziamo asili nido, costruiamone di nuovi, diamo bonus per i nuovi bebé visto che gli italiani non fanno più figli (riescono a fatica a badare a sé stessi; siamo ultimi nel tasso di natalità tra gli stati europei), diamo sostegni veri alle famiglie così come funziona normalmente nei paesi civili. Leviamoci dalle scatole l’8×1000 che arriva subdolamente e segretamente alla chiesa che riceve i nostri soldi anche se nessuno voleva darglieli, oppure utilizziamolo per altre cose. Cominciamo a verificare come funzionano le cose alla famosa Banca Vaticana, un tempo fortemente connessa alla loggia massonica P2 e ora…chissà, parliamo della vera storia di quel papa che è durato 33 giorni

Da Bispensiero.it

Tornando a cose più recenti, arrivare a parlare del patrimonio della chiesa cattolica mi sembra troppo noioso, così come tornare a parlare della fortissima ingerenza sulla politica. Mi limito però a citare un Matteo 19,21:

[…] Va, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; poi vieni e seguimi […].

In alcuni casi rispettare le scritture non sarebbe male: così come noi (e i politici in teoria) siamo tenuti a rispettare la Costituzione, le alte cariche vaticane dovrebbero rispettare le scritture, metaforicamente equiparabili a leggi. Perché nel caso del Crimen Sollicitationis, si può fare riferimento ad un comandamento che recita “non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo” che credo verrebbe pesantemente violato.

Spero che un altro spicchio di pubblico (oltre a quello di Internet) possa avere la possibilità di visionare il filmato della BBC sulla RAI, visto che l’altra sera ho anche scoperto che paghiamo il canone solamente per trasmissioni o reality di livello davvero offensivo alla specie umana. Tempo fa a “Le Iene” su italia1 era andato in onda un servizio intitolato “Libera Nos a Malo” che trattava di preti pedofili e menzionava gli scandali avvenuti negli Stati Uniti proprio in seguito alla scoperta di un’abitudine così diffusa nella chiesa (centinaia di preti coinvolti e risarcimenti che hanno superato il miliardo di euro alle famiglie; la storia ha fatto il giro del mondo, saltando l’Italia ovviamente). La cosa però non era stata presa in considerazione da nessuno: non c’era infatti nessun politico con il naso impolverato…

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Family Gay

maggio 12, 2007

Oggi è il giorno dell’orgoglio cristiano di non si sa cosa. Si va in piazza a difendere un concetto di famiglia naturale che nessuno bene conosce o sa spiegare (è un qualcosa istituito da qualcuno messo in questo modo direi), quando i primi a vivere in una famiglia da Dico, in una famiglia riconosciuta civilmente, e a mantenere 2-3 famiglie sono gli stessi politici scesi in piazza. Persino Barbara Romano, giornalista del quotidiano Libero, che comunista non è di certo, se ne è accorta in un articolo apparso sul quotidiano il 31/01/2007

I cattolici, quelli moderati e tolleranti, sono loro quelli liberali; quelli che vogliono imporre il loro modo di vedere le cose come 5 secoli fa e che non ammettono altre soluzioni. Loro vogliono, dicono che non è possibile che ci siano altre soluzioni, censurano altri modi di vivere. I cristiani.

Se decido di “metter su famiglia” ma non mi sposo? Non sono una famiglia, non ho messo su una famiglia ma non so…ho fatto jogging. E se non sono cristiano ma ho una famiglia? No, non è una famiglia. Ma allora che diavolo intendete con famiglia? Se chiamate una cosa famiglia e…poi dite che non lo è? Non ci capisco più niente.

La famiglia cristiana, quella dei sani valori, che ancora è il primo luogo in cui le donne subiscono la maggior parte delle violenze, difficili da denunciare perché “rovineresti la famiglia stessa e chissà poi cosa pensano gli altri“. Botte da orbi.

La famiglia cristiana, promossa da quei valori e da quella cultura secondo cui (basterebbe leggere la Bibbia) la donna è essere inferiore rispetto all’uomo; è subordinata a lui, deve fare quello che l’uomo dice. Discriminata da sempre da una delle religioni più maschiliste che ci siano, la donna sembra però felice di prostrarsi all’uomo cattolico, dai sani valori (solo lui li ha).

Siamo il paese europeo che ha avuto al Governo più cattolici di sempre: su 60 governi, 51 presidenti del consiglio erano cattolici e 9 laici. Per difendere la laicità dello stato, o forse per accaparrarsi milioni di voti di devoti cristiani. Siamo il paese che meno investe nella famiglia, nelle politiche sociali e siamo l’unico che ancora non ha l’equivalente dei Pacs; riconoscere i diritti alle coppie di fatto (non vuol dire che per forza un uomo debba sposarsi con una gallina per ereditare le sue uova)  non credo impedisca di portare avanti politiche positive per la famiglia. Anzi…sarebbe roba per paesi moderni ed evoluti socialmente. Quindi non è cosa italiana.

La famiglia, la famiglia: il tasso di natalità è il più basso, come sempre; la famiglia cristiana non fa figli. Per farne bisogna avere un lavoro stabile, non bisogna essere precari né disoccupati. Ma di questo le varie eminenze non ne parlano: preferiscono usare tutte le loro energie a criticare dico e gay, come male numero uno al mondo, piuttosto che richiedere qualche misura concreta a favore della famiglia.

Che la Cei fosse una vera e propria organizzazione politica di supporto ad alcuni partiti ce ne siamo accorti un po’ tutti. Ma che il Vaticano non abbia mai inveito contro i simpatici personaggi che siedono in parlamento che dal 1993 godono dell’assistenza sanitaria per i conviventi more uxorio che poi però cercano di non estendere ai cittadini stessi è una cosa un po’ strana.

Mi e vi pongo una domanda: ma tutti i politici divorziati che saranno in piazza…si porteranno tutte le loro famiglie a sfilare accanto a loro?

In questo splendida lettera di Marco Travaglio (“Caro Monsignor Ruini”) sono riassunti più o meno tutti questi concetti, con l’aggiunta di dati, nomi e tante altre belle cosucce. Buon divertimento.