Scoperto il Punto G dei Geek

luglio 4, 2008

Avrete notato sulla destra la comparsa di un misterioso banner che vi invita a partecipare al concorso di Wikio che mette in palio un iphone 3G. Ebbene sì, ho ceduto, che lo vogliate o no.

Era già da una settimana che avevo adocchiato questa iniziativa e alla fine mi sono deciso: “massì, perché no”. Quindi, attraverso il banner di Francesco, mi sono registrato; dopotutto sono un irriducibile romanticone e posseggo da almeno 4 anni un leggendario Nokia 6630. E non mi ha mai tradito, il gaglioffo.

Quindi se per sbaglio hai voglia di partecipare, clicca sul banner e vedi di vincere: esegui danze propiziatorie, scaccia le macumbe, fatti estrarre ricattando quelli di Wikio; insomma, ogni mezzo è lecito per combattere contro i blogger.

Perché voglio farti vincere? Semplice. Perché se vinci tu iscrivendoti da qui, l’iphone lo vinco anche io. E forse utilizzandolo potrei cominciare a capire perché i blog che parlano della Mela, da svariati mesi a questa parte si limitano soltanto a parlare del suddetto prodotto e di ogni singola minchiata collegata ad esso.

Cioé è una mia opinione, ma sono diventati un po’ noiosi e prevedibili con sto iphone. E prima i colori, poi lo sfondo, il gioco, le dimensioni e ora le tariffe, forse l’unica cosa su cui discutere (anche se in fondo, a me, delle tariffe del Giappone non mi importa molto eh…a meno che ovunque sono più basse e qui invece sono ai limiti dell’idiozia, come infatti è; forse avete compreso definitivamente la competenza e la considerazione che hanno le telco italiane verso il nostro mercato e noi consumatori?). Ci sarà pur altro di cui parlare legato al Mac ed alla mela. Ho capito che c’è l’attesa della novità, ma…mi avete stufato, dai.

Cioé, è questo il livello dei blogger nostrani che parlano di Mela? No. Perché prima dell’arrivo dell’iPhone la qualità era ben altra. E le letture erano spessissimo piacevoli, innovative e scorrevoli.
Smettiamola di parlare di questo oggetto come se fosse il sacro Graal. Con la scusa che la stragrande maggioranza degli utenti Mac è integralista, tipo che sarebbe disposta a farsi saltare in aria davanti a un negozio Microsoft, sì, le compagnie italiane hanno ben pensato di mettercelo in quel posto.

E forse un pochino fanno bene a spillare tutti questi soldi ai pollastri che vogliono a tutti i costi l’iphone. Ha un po’ dell’educativo questa cosa ed ha tutto dell’italianità negli acquisti.
I consumatori si lamentano a prescindere, ma poi all’atto, comprano, disinformati, senza fare calcoli e per il solo gusto di possedere e comprare. E far vedere una cosa che luccica e suona.

Ok, metto le mani avanti: se per sbaglio (ma non accadrà) vincerò questo telefono bene, lo userò. Altrimenti col cavolo che spendo 500 euro per comprarmelo “sbloccato”. Non parliamone poi da abbonati, coi finti piani tariffari che tutto sono tranne che “illimitati”; se poi moltiplichi il costo mensile per 24, ti accorgi che solo un pazzo o una persona ricca può permetterselo, a queste condizioni.

Probabilmente, se riuscissimo tutti quanti a mantenere un po’ più di sobrietà nell’attesa e nei nostri modi di consumare, forse anche chi i prezzi li fa sarebbe incentivato ad essere un pochino più onesto. Ma solo un pochino, lo so anche io.

Che di questi tempi c’è altro a cui pensare.

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Il Lodo iPhone

giugno 28, 2008

//latimesblogs.latimes.com/photos/uncategorized/2008/06/12/iphonenails4.jpg

Ieri mi è capitato sottomano questo articolo preso da Corriere.it, in cui la giornalista ci spiega in modo abbastanza grossolano come l’iphone sia un prodotto misogino, che «discrimina i grassi e le donne che hanno le unghie lunghe».

Non so se dietro ai due articoli del Los Angeles Time ci sia una precisa volontà di seminare zizzania sul nuovo iphone, visto che in America spesso queste polemiche hanno molta presa sul pubblico, ma la vicenda ha decisamente del grottesco. E fa specie che tra tutte le questioni sollevate dai quotidiani americani (sempre più spesso riguardanti l’Italia, visto le ultime vicende da regimi sudamericani), venga riportata una polemica ai limiti dell’imbecillità più becera.

La stragrande maggioranza di cellulari e/o palmari in commercio, specialmente gli ultimi arrivati, hanno dei tasti molto piccoli, ma questo accade da anni. E nessuno piange, perché non è un problema per l’umanità.

Vuoi un telefono piccolo, sottile, bello, ecc…? Allora non ti lamentare, altrimenti ti compri altro.
Insomma possiamo discutere quanto volete sull’effettiva utilità dell’iphone, sui prezzi alti, ecc…, ma perfavore, dagli Usa non importiamo soltanto le cose più negative.

Cioé anche io faccio spesso fatica, con molti nuovi apparecchi di amici, a premere i tasti, quando smanetto; e persino col mio 6630 ogni tanto sbaglio ancora tasto.
Con tutto il dovuto rispetto, le associazioni degli obesi dovrebbero prendersela per altre cose, idem le associazioni che si occupano di unghie lunghe sui touch-screen piuttosto che di seri diritti per le donne.

Se per sbaglio, con un dito, premo più tasti contemporaneamente…non muore nessuno: al massimo lanci l’applicazione sbagliata. Non è un problema che “affligge”, come spiegato sul Corriere. Perché se hai le unghie troppo lunghe, non riesci nemmeno a battere sulla tastiera e a fare tante altre cose.
Però puoi continuare benissimo a fare shopping.


Chiamare con un Blyk

settembre 26, 2007

//www.dialaphone.co.uk

Cos’è Blyk? È il primo operatore mobile completamente gratuito rivolto ad un pubblico molto giovane, tra i 16 e i 24 anni. La novità è dettata dal fatto che si basa solo ed esclusivamente su finanziamenti pubblicitari; per questo il target deve forzatamente essere così giovanile, visto che in genere giovani e precari di soldi non ne hanno molti e chiamare, seppur per pochi minuti, o mandare sms gratuitamente non fa schifo a nessuno, anche se per farlo dovremo sorbirci qualche banner pubblicitario.
Purtroppo Blyk per ora vive solo in Gran Bretagna ma gli sviluppatori del progetto (Antti Öhrling, che viene dal mondo del marketing e della pubblicità, e Pekka Ala-Pietilä, che è stato presidente di Nokia) hanno promesso che nei prossimi mesi, tramite accordi con gli operatori locali, si estenderanno, raggiungendo 40 milioni di potenziali giovani consumatori. Ogni mese infatti con Blyk hai a disposizione 217 sms e 43 minuti di chiamate nazionali e in cambio ricevi fino a 6 messaggi multimediali pubblicitari al giorno di brands che “piacciono ai giovani”; ovviamente c’è anche la possibilità di acquistare del traffico prepagato aggiuntivo. Ah, c’è anche il blog ufficiale.

In attesa del sogno WiMax grazie al quale tutti potremo chiamare gratuitamente su Internet, cominciano a sorgere questi esperimenti. Certo, c’è il pericolo di vedersi riempiti e saturati di pubblicità ovunque; è infatti di pochi giorni fa la notizia che Google ha lanciato la versione mobile di AdSense. E anche altri operatori stranieri faranno cose analoghe, in cambio di minuti gratis.

Per ora sono tranquillo, non temo super-intasamenti pubblicitari; piuttosto la mia unica preoccupazione è data dal fatto che la fascia prevista arrivi fino ai 24 anni, ahimé. L’anno prossimo infatti ne avrò 24+1…volete dire che sto diventando vecchio o semplicemente non potrò più usufruire di Blyk?

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Fring Me!

marzo 13, 2007

Circa due settimane fa ho scoperto Fring. E’ una cosa fantastica, secondo un mio personalissimo gusto; le cose di questo genere mi fanno impazzire, tecnologicamente parlando. E c’è anche il blog in italiano.

Con i cellulari Nokia della 3rd edition infatti (la nokia è davvero avanti e guarda sempre nella direzione giusta, fino ad ora) è possibile usare skype, msn e google talk come facciamo su Internet: gratuitamente, addirittura senza la scheda sim. Possiamo usare l’abbonamento UMTS o quello di casa alla Rete, collegandosi attraverso il Wi-Fi di casa o a quello di un Internet Café qualsiasi. Guardare per credere. Una ficata pazzesca; è straordinario poter comunicare in tutto il mondo gratuitamente. Questo è il futuro utopico che sogno. Niente più vodafone, tim, ecc…ma telefoni wi-fi e tutti connessi in rete con il proprio ip, magari in ipv6. Gratis.

My Fring-Xperience. Insomma, non potevo che provarlo. Non con il mio 6630 sfortunatamente, così ho invitato un amico con l’N91 a casa. Il tempo di consentire dal pannello del mio router NetGear la connessione wireless dall’N91 (ha trovato subito l’access point senza patemi) e di andare sul sito di fring. Inserisco il numero di cel e subito ricevo un sms con un link da cui scaricare il programma (sono solo pochi kb, ci ha messo 5 secondi o forse meno con la connessione adsl di casa), tramite cellulare ovviamente. Installo il programma e subito parte, con la sua simpatica faccina verde; mi loggo su skype, chiamo un amico (carina ed intuitiva l’interfaccia) e provo anche a chattare. Peccato solo che i telefoni della serie N della Nokia costino ancora un po’ troppo…e che il mio amico non mi abbia voluto regalare l’N91!

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Analfabetismo digitale

marzo 9, 2007

L’articolo di Repubblica che riprende un sondaggio sul curioso argomento “Italiani e Tecnologie” in realtà non dice niente di nuovo.

From Gettyimages.com - La fonte è riportata nel link stesso

In pratica fa notare, senza dirlo ovviamente, che i consumi degli italiani riflettono semplicemente le pubblicità televisive che passano per i soliti canali noti. Internet e i pc, soprattutto per i più anzianotti, è ancora visto un po’ troppo come qualcosa per “maghi esperti e cervellosi”, ma soprattutto come minaccia o nido di truffe da debellare: quando infatti qualche pisquanotto viene truffato perché è talmente beone da comprare un rolex da un sito fatto bene come italia.it a prezzi più che stracciati, il ritratto fatto da striscia la notizia o dal reportage di turno diventa una sorta di mitragliata verso la “croce rossa”. Perché non si spiegano mai le cose fino in fondo, si da risalto a quello che fa comodo.

Per esempio, i giornalisti hanno spesso in bocca la parola “hacker”, hacker di qua, hacker di la… Quando cominciano a dire che “qualcuno si è intromesso nel pc di un altro” nella testa della gente scatta un meccanismo da film americano, con l’attore che batte fantomaticamente sulla tastiera come se stesse programmando in C++ la distruzione della Terra. In realtà, per esempio, potrebbero spiegare innanzitutto chi sia un “hacker”, quale sia la sua vera filosofia e che non va confuso con “cracker” (quello da mangiare, ovvio); notare che la maggior parte degli utenti ha windows, possibilmente installato male, pieno di falle, buchi neri veri e propri che permettono di inserirsi nel pc dello sventurato solo conoscendo l’ip tramite programmini di pochi kb, senza conoscere la fisica quantistica quindi; potrebbero anche ricordare che ogni tot giorni spunta un aggiornamento per tappare le falle, ecc… Potrei fare molti esempi, ma avete capito, sono sicuro.

Per lo meno qualcuno ha avuto un po’ di ritegno e si è accorto che il digitale terrestre è una sonora minchiata promossa (e incentivata) sotto il dominio dell’uomo noto, e pressoché sconosciuta (e superata) negli altri paesi. Addirittura, tra le righe dell’articolo, si scorge una sorta di presa di coscienza, chiamata “componente partecipativa trainata dai siti di condivisione dei contenuti (YouTube, Wikipedia…) e immortalata dalla copertina del Time che per il 2006 come “persona dell’anno” non ha scelto alcun soggetto in particolare, ma l’utente Internet nella sua generalità.”

Certo mi chiedo chi ancora abbia il coraggio di non avere o non volere un pc in casa.