P2P: Peppermint e Techland fermate in tribunale

luglio 18, 2007

Ricordate la vicenda in cui 4 mila utenti Telecom avevano ricevuto una richiesta di 330 euro di risarcimento per aver scaricato mp3 di artisti sotto contratto con la Peppermint?
Sta volta hanno vinto i buoni, ci è andata bene. I magistrati hanno “rigettato i ricorsi presentanti congiuntamente e disgiuntamente dalle Società Peppermint e Techland, rispettivamente nei confronti della Wind e della Telecom”.
Per fortuna la privacy è stata rispettata, e nessuno potrà avere o utilizzare i nominativi di circa 4 mila utenti spiati; anche in Rete ci sono delle regole e non è giusto che una casa discografica possa monitorare e raccogliere IP a piacimento.
Fino al prossimo processo quindi siamo tranquilli. La privacy in questo caso ha protetto gli utenti da una richiesta di “spamming estorsivo” (via posta) che andava configurandosi.
Ora speriamo in una cancellazione dell’assurda Legge Urbani e in altri passi positivi verso un logico utilizzo del p2p e della condivisione dei files e della cultura, invertendo la tendenza che si sta diffondendo presso le istituzioni italiane.

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Mi sento fortunato

giugno 11, 2007

Dagli ultimi avvenimenti sembra che Google si troverebbe benissimo se per assurdo decidesse di stringere accordi con Telecom. Privacy International ha stilato un rapporto in cui Google risulterebbe ultima nel rispetto della privacy dei propri utenti; certo, precisiamo subito che nessuna delle altre aziende esaminate ha avuto il cosiddetto “bollino verde”. Questo l’elenco completo delle aziende considerate: Amazon, AOL, Apple, BBC, Bebo, eBay, Facebook, Friendster, Google, Hi5, Last.fm, LinkedIn, LiveJournal, Microsoft, Myspace, Orkut, Reunion.com, Skype, Wikipedia, Windows Live Space, Xanga, Yahoo!, YouTube. Tra le migliori spiccano BBC, Ebay, LiveJournal e Wikipedia. Google addirittura è colorata di nero, perché fa più paura; anche l’Unione Europea qualche giorno fa se ne era accorta. Sarà colpa delle ultime foto satellitari in cui vi hanno sorpreso durante un’approfondità esplorazione delle cavità nasali? O dire che google è nemica della privacy fa più notizia e magari aiuta un po’ la povera Microsoft? Chi lo sa.

Insomma, non tutte le ipotesi che ho fatto sul “google fratello” sembrano sbagliate.
Exporting spyware, one search at time.

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Lapsus…italiani

aprile 17, 2007

15-04-07, mattinata e primo pomeriggio: Telecom Day. Assemblea con intervento di Beppe Grillo.

15-04-07, pomeriggio: reazioni in prima pagina sui quotidiani on line e nei primi telegiornali.

15-04-07, sera: la notizia di Telecom e dell’intervento di Grillo viene data da ogni telegiornale per 30 secondi circa, sommariamente; l’unica parte del discorso di Grillo che si sente è quella finale, riguardante la richiesta di dimissioni (5 secondi circa). I giornalisti sottolineano come Buora spieghi che Telecom stia bene e sia in salute, nonostante però i dirigenti vogliano venderla e sia totalmente indebitata per migliaia di dindini.

16-04-07: tutto è dimenticato. Telecom è guarita, è tornata a splendere e a macinare soldi, a fornirci uno splendido servizio su tutto il territorio, come daltronde era avvenuto fino al 14 aprile. I tg hanno parato di tutt’altro:

  • tg1 (gustatevi questo servizio perché quello che dice il tronchetto è esilarante!)
  • tg2
  • tg3 (nonostante sia spostato a sx. è l’unico telegiornale che ha dato risalto ai piccoli azionisti e agli aspetti seri; richiede media player)
  • ..mi rifiuto di inserire il tg4.
  • tg5
  • ..no, studio aperto non lo metto.

Vorrei chiedere spiegazione a chi legge…secondo voi cosa bisogna fare per far sì che un problema non esista per mezza giornata in questo paese? Come si fa a parlare di una cosa per più di un giorno, di modo da trovare un abbozzo di soluzione?

Ditemelo voi, io sono disperato. Ci manca poi che su telecom ci metta le mani pure Berlusconi…


Telecom Day [2]: aggiornamenti da Rozzano

aprile 16, 2007

La fonte è presente nel link dell'immagine stessa da Repubblica.it

[click qui per condividere il video dell’intervento di Grillo]

 

Oggi abbiamo avuto uno dei pochi esempi di democrazia diretta, che viene dal basso, dai piccoli, da chi ogni tanto si ricorda cosa voglia dire fare il cittadino. Tanti piccoli azionisti si sono riuniti ed hanno preso la parola, sull’onda della super-smerdata ai danni dei vertici telecom fatta da Beppe Grillo.

Chiamatela pagliacciata, teatrino o spettacolo, come già i giornalisti stanno cercando di spiegare, l’intervento di Grillo (parte 1 e parte 2). Sono curioso ora di vedere come reagiranno le televisioni questa sera, come spiegheranno la faccenda e che parti del suo discorso (quanti secondi e quali parti) decideranno di mostrare. Chiamatela come vi pare insomma, ma io oggi ho avuto la mia soddisfazione: in Italia le cose funzionano solo tramite queste trovate, che in teoria negli altri paesi sarebbero normali interventi di piccoli azionisti. Qui non si usa; qui abbiamo la Consob, che dovrebbe vigilare, che tutela gli interessi opposti ai consumatori, a favore di chi detiene il potere e fa fallire dei monopoli. Gente che compra senza capitali aziende mantenute per decenni con soldi pubblici e poi le distrugge, vendendole.

Sono curioso anche io, come traspare da molti interventi, di sapere perché, se la società va bene e ci sono tutti i motivi per essere ottimisti, come dice Buora, chi la controlla la vuole vendere?

Ma la vergogna più grande (passatemi il termine in questo caso) è che Tronchetti Provera non abbia mai i co**ioni di presentarsi ad un’Assemblea, guardando in faccia tutti gli investitori che da anni prende in giro, per esempio vendendo miliardi di proprietà immobiliari a Pirelli Estate. Conflitti di interesse tra più società, con consiglieri che fanno parte di una e dell’altra.

E’ questo il capitalismo italiano, quello della competitività (tra stesse persone) e dell’avanguardia.

Basta, forse è giunta l’ora di cominciare a fare ri- funzionare le cose, a ri-prendercele, per lo meno a provarci. Metaforicamente il metodo blogosfera sembra dare dei primi simbolici frutti: tanti piccoli che si uniscono, segnalano, partecipano, posso arrivare ai piani alti. E farsi sentire.


Telecom Day

aprile 16, 2007

//www.simplicissimus.it/2006/03/oggi_ho_ucciso_telecom_italia.html  immagine tratta da simplicissimus.it

Sulla vicenda Telecom ne abbiamo sentite tante. Scatole cinesi, debiti in miliardi di euro, voci di qua e di la…ma oggi è il giorno del giudizio, il T-Day.

A Rozzano (MI) oggi c’è l’assemblea dei soci, a cui parteciperà anche Beppe Grillo, in rappresentanza di non so quanti piccoli azionisti Telecom: insomma, per dire la sua, oggi dovrebbe partire la share action. Ha già ricordato in mattinata come anche oggi (corriere.it) «Tronchetti Provera non c’è. Non è venuto neanche questa volta. Chiederò dove sono finiti i 45 miliardi espropriati ai piccoli azionisti e perché questi non possono avere una rappresentanza vera»; (Repubblica.it) “Tronchetti non c’è, non è venuto neanche questa volta, la prima fu due anni fa a Siena in cui doveva parlare di etica dell’informazione con Andreotti!”. Insomma, quando si cita Andreotti, Tronchetti ed etica dell’informazione, il Corriere evita, non riporta, preferisce stare lontano dalle cose scomode da ricordare.

Non capisco però perché ancora oggi Tronchetti Provera venga considerato uno dei migliori manager italiani; forse per riempirsi la bocca e per omologarsi all’opinione pubblica quando si parla di una cosa che non si conosce viene appellato in questo modo. O forse perchè fa comodo farlo, come possiamo immaginare. Certo è che una persona che compra società, possibilmente senza spostare capitali (in stile Benetton per comprare autostrade, roba pubblica), riuscendo a indebitare un monopolio, mandarlo pressoché in bancarotta, scorporandolo…ma dividendo gli utili tra i grandi azionisti, per me non è un grande uomo. Persino Guido Rossi si è accorto che qualcosina che non va nel capitalismo italiano c’è e si è dimesso. Non per tutti i giornalisti però; la cordata del “tutto va come deve andare” è sempre la più presente.

Non so in quali mani potrà finire Telecom: spero non straniere e spero non berlusconiane (col supporto di Colaninno…!). Ci manca solo di consegnare nelle mani di un piduista, oltre a tre televisioni propaganda-pubblicitarie della sua esistenza politica un’azienda come Telecom; senza contare che il magnate messicano (o qualsiasi altro straniero probabilmente), licenzierebbe in massa 30 mila persone.

Insomma, i precari sarebbero quelli che la pagherebbero di più, come sempre.


Il capitalismo italiano in realtà è cinese…

aprile 13, 2007

Qualche giorno fa Montezemelo si è sentito in dovere di rispondere a Prodi sulla vicenda Telecom. Il grande uomo economico, il presidente di Confindustria era in vacanza a Bangkok. Impegnato.

La polemica era però “arcaica”: una volta che Prodi dice qualcosa di pertinente…è arcaico. Peccato, povero mortadella.

Salcavolo, ma tutte le più grandi società italiane sono controllate da qualcuno che ha lo zero virgola qualcosa, che a sua volta con altre azioni possiede qualcos’altro con lo zero virgola qualcosa e così via; i consiglieri sono gli stessi, i conflitti d’interesse all’ordine del giorno. Peggio che le scatole cinesi insomma, anche se il meccanismo è ormai noto a tutti.

Ma Montezemolo non era molto preoccupato: lui lo sa che esistono queste scatole cinesi, però riprende Prodi (giustamente, ma magari su altre cose), richiama e difende la categoria. Fa il politico moderno insomma, quello che sa di economia come fa comodo a lui. Anche se ufficialmente il politico vero non vuole farlo.

Chiacchiere, parole, aria fritta, niente di niente. Credo che il presidente di Confindustria debba fare altro per aiutare il capitalismo pieno di voragini che persiste, soprattutto in questo paese.

Intanto prepariamoci allo scorporo all’italiana.


Caro “quotidiario”…

febbraio 13, 2007

La fonte è presente nel link dell'immagine stessa

Oggi Beppe Grillo ha comprato una pagina su Repubblica per mandare a casa il tronchetto.

Ora, sappiamo bene che non basterebbe una pagina per dare tutte le motivazioni e le spiegazioni del caso, ma volevo far notare una cosa: se nemmeno Repubblica.it segnala questo fatto, apre un dibattito su un problemino simile, butta giu due righe per parlare di questa cosa…secondo voi è normale?

In compenso, sulla destra della home page trovano spazio tante cazzate. Personalmente questa moda di spiegare una notizia (il più delle volte insulsa) con delle immagini che con la notizia non c’entrano un bel niente (nella maggior parte dei casi si tratta di strafiche che combinano qualcosa e subito vengono mostrate le loro foto su calendari, ecc…), allegate ad una breve descrizione del fattaccio mi pare alquanto ridicola.

Se proprio c’era il bisogno di tappare buchi con notizie e cazzate dal mondo…perché ci si mettono anche i quotidiani on line? Non erano mica solo i blogger a scrivere stonzate sui loro “diari personali adolescenziali”? Come mai ci si mettono i giornalisti? Quelli seri che hanno una deontologia, che sono iscritti all’Ordine col tesserino, che fanno “smack” sul sederino dell’editore insomma. Che forse siano i primi da sempre a scrivere di minchiate e a credere a idiozie, per esempio che “c’è gente in giro che fa crescere i gatti in bottiglia e gli scoccia che qualcuno gli faccia notare che si tratta di una balla (e loro, poveri che ci hanno creduto)”?

Perché non parlare di fatti minori come precari, gente che non arriva alla fine del mese, tv italiana rispetto ai modelli esteri, parlamentari che in realtà non sanno cosa sia la politica, ecc…?

I giornalisti italiani sono “tutti froci cul culo degli altri”. Ma no dai, d’altra parte quando i giornalisti parlano di blog tirano fuori il loro meglio, si sa, è ovvio: quando infatti leggiamo i loro fantastici pezzi su blog, blogosfera, ecc…ci ricordano ancora una volta (con le loro grandi parole posate e le loro ironiche e sarcastiche riflessioni sputate in tono superiore, alla “turani” per dirlo meglio) quanto siano stupidamente, vecchiamente, semplicemente giornalisti italiani. Diamogliene adito, poveretti, non facciamogliene una colpa. Non toglietegli il sogno dell’Ordine.

They have a dream.

P.S.= per chi mi legge e ha voglia…mandatemi via mail esperienze di lavoro in cui vi minacciano di perdere il posto se fate un’assenza, ecc… Cris l’ha fatto e presto affronterò questo problema. Per lo meno, parliamone!