Abitudini

marzo 26, 2008

Ci sono tante cose a cui mi sono abituato in questi anni.

Per esempio mi sono abituato alla guerra in Iraq, perché il telegiornale non ne parla più e nessun blogger scrive più del fatto che siamo dentro una guerra illegale.
Mi sono abituato a Fede, al Tg4, a Vespa, allo scarso, anti-etico e patetico livello dell’informazione italiana.
Mi sono abituato a Mastella e a Dini (ma non alla Binetti).
Mi sono abituato anche alle discussioni su BlogBabel.
Mi sono abituato a Bush, a Casini, al papa, a Volonté, a Pannella…
Insomma, ci siamo abituati un po’ a tutto e ci passiamo sopra ogni giorno con un carroarmato, ignorando a destra e a manca.

Ma a Berlusconi ed alle sue stronzate no, non mi abituerò mai.

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Dis-par condicio

marzo 21, 2008

https://i1.wp.com/www.law.umkc.edu/faculty/projects/ftrials/sheppard/goebbels.jpg

Ogni tanto il Garante si sveglia dal suo letargo e fa sapere qualcosa di sensato.

Sembra infatti, stranamente, che il pdl abbia decisamente più spazio nei telegiornali e in tutte le televisioni (comprese le reti private minori) rispetto al pd ed ovviamente a tutti gli altri partiti.

Che Agcom è co. si accorgano di questo fatto a meno di un mese dalle elezioni è ancora più grave ed è indice della totale mancanza di regole, di etica e di logica nel mercato della comunicazione italiana. Ma stiamo tranquilli: in futuro infatti, Berlusconi eliminerà anche la legge sulla par-condicio: non sia mai che qualche altra voce differente dalla sua possa avere seguito. Goebbels sarebbe felice di avere un allievo come lui.


Io c’ero e ci sarò

settembre 10, 2007

Io sabato c’ero a Milano, in Piazza Cairoli. E con me amici e tante altre persone in coda. Certo, quando hanno visto dal mio documento d’identità che ero di Arcore hanno pensato che io fossi una spia, non potevano crederci.

In tv non si è visto praticamente niente, come volevasi dimostrare. Sono riusciti ad ignorare tutto anche questa volta, ma non importa; nessun tg ne ha parlato e come spiega Stefano Quintarelli: “Mi ha dato l’impressione del “non possiamo non parlarne, allora minimizziamo” […]. Non una parola sui contenuti della proposta di legge di iniziativa popolare. Temo che sara’ improbabile che venga calendarizzata. Non immagino come si possa superare a breve questo distacco tra la societa’ e una sfera politica che mi pare piu’ votata alla autoconservazione ed al confronto al suo interno che al sostegno dello sviluppo e, in particolare, dell’innovazione”. Quando ne hanno parlato infatti hanno cercato di minimizzare, che è la cosa peggiore: l’ignorante popolo ancora schiavo della televisione è quindi tranquillo.
Tra le altre cose, nessun politico ha voluto o ha un Q.I. tale da poter rispondere ai temi lanciati come sassi. Meglio criticare o fare come quel b…di Casini che dal nulla si inventa una polemica per evitare di sentirsi dire in faccia come stanno realmente le cose per una volta. E tutto per un video che purtroppo dipinge la realtà, perché il signor Casini non ha mai provato ad essere assunto a 4 euro lordi l’ora e a venire licenziato dopo qualche settimana. E sono stufo di sentire dei deficenti che siccome non vogliono rispondere, ci moralizzano sull’insulto a Marco Biagi. Che ce lo venga a dire in faccia, a tutti noi assunti a progetto. Ecco i paraculo veri, quelli che difendono i valori italiani.

Qualunquismo? Io voglio una politica nuova e diversa. Se qualunquismo vuol dire partecipare e fare una coda di più di un’ora per una firma allora sì, sono qualunquista. Forse alcuni non vedendo bandiere di un certo colore o bandiere più in generale (non c’erano colori, ma solo voglia di esserci e partecipare) sono rimasti un po’ spiazzati.

Insomma, sempre meglio che stare a casa a rosicare, criticando come da tradizione della sinistra più antiquata che ci sia, senza poi porre un rimedio concreto a quello che si dice (magari in ritardo). Perché chi ragiona così è semplicemente come loro, le cariatidi che ci prendono per il culo ogni santo giorno in parlamento. E come loro vuole che niente cambi, credendo ancora che, votando 4 stronzi a cui dell’Italia e degli italiani non importa niente, possa davvero mutare qualcosa. Qual è la vostra soluzione? Andare a votare Veltroni e gli stessi di 20 anni fa e di oggi versando un laico euro? Ma per piacere. E poi vi lamentate che un comico faccia pagare ai propri spettacoli, suvvia. Persino Rosy Bindi si è accorta che il malcontento è bello forte e sentito in vari strati sociali. E gli altri dove diavolo sono? Io non voglio assistere all’incoronazione di Michela Brambilla come prossimo ministro supremo dell’industria del prossimo regime berlusconiano; davvero, non resisterei. Preferisco nutrire qualche speranza in “derive populiste e qualunquiste”.

La soluzione (ma quante volte l’ho detto?) siamo Noi, e dall’altro ieri un comico (ebbene sì, è questo che da tanto fastidio), a tanti italiani, ha riacceso una piccola speranza: per un giorno ci ha fatto credere di essere cittadini e io comunque sia lo ringrazio. Ringrazio anche le tv che non ne hanno parlato, prova del nove di tutto un sistema marcio da decenni.

Circa 300.000 persone hanno fatto code di ore, in piedi, per una ca…cchio di firma, per non avere in parlamento dei condannati, per ora. Dopo chissà, intanto qualcosa si è mosso. 300.000 persone unite dalla Rete. Senza televisione, non è poco per l’Italia. Ed è stato bello vedere vigili e forze dell’ordine più in generale firmare insieme a me.
“Vaffanculo” quindi a chi, pur partecipando ogni giorno alla continua crescita della Rete sociale, tramite Internet ed un blog per esempio, si è limitato a tacciare di qualunquismo tutto questo. Sapete dire soltanto “qualunquismo”? E sentiamo le vostre idee per cambiare l’Italia! Al diavolo, è la prima volta che migliaia di persone si riuniscono soltanto tramite Internet. Mi sembra che vi state dimenticando tutto questo. E come ho già spiegato, anche Dario Bonacina afferma che questo è un “evento di rilevanza politica, ma anche sociale. La mia impressione è che il V-day abbia raccolto molte adesioni proprio perché – senza l’appoggio dei media tradizionali – si è diffuso tramite Internet in modo trasversale, e questo è sicuramente l’inizio di un modo nuovo di raccogliere il consenso della popolazione su temi di interesse comune (dovrebbe essere il compito di chi ci rappresenta in Parlamento, no?), la partecipazione ha coinvolto persone di tutti i colori politici, che si sono mosse contro un certo tipo di politica.”

Sono loro i qualunquisti veri, che pensano di rivoluzionare il mondo con le stesse persone che non comprendono (o fingono di non comprendere) che esiste, ed è diffuso, un malessere comune provocato proprio dalla politica condotta dalla classe dirigente di oggi.

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Lapsus…italiani

aprile 17, 2007

15-04-07, mattinata e primo pomeriggio: Telecom Day. Assemblea con intervento di Beppe Grillo.

15-04-07, pomeriggio: reazioni in prima pagina sui quotidiani on line e nei primi telegiornali.

15-04-07, sera: la notizia di Telecom e dell’intervento di Grillo viene data da ogni telegiornale per 30 secondi circa, sommariamente; l’unica parte del discorso di Grillo che si sente è quella finale, riguardante la richiesta di dimissioni (5 secondi circa). I giornalisti sottolineano come Buora spieghi che Telecom stia bene e sia in salute, nonostante però i dirigenti vogliano venderla e sia totalmente indebitata per migliaia di dindini.

16-04-07: tutto è dimenticato. Telecom è guarita, è tornata a splendere e a macinare soldi, a fornirci uno splendido servizio su tutto il territorio, come daltronde era avvenuto fino al 14 aprile. I tg hanno parato di tutt’altro:

  • tg1 (gustatevi questo servizio perché quello che dice il tronchetto è esilarante!)
  • tg2
  • tg3 (nonostante sia spostato a sx. è l’unico telegiornale che ha dato risalto ai piccoli azionisti e agli aspetti seri; richiede media player)
  • ..mi rifiuto di inserire il tg4.
  • tg5
  • ..no, studio aperto non lo metto.

Vorrei chiedere spiegazione a chi legge…secondo voi cosa bisogna fare per far sì che un problema non esista per mezza giornata in questo paese? Come si fa a parlare di una cosa per più di un giorno, di modo da trovare un abbozzo di soluzione?

Ditemelo voi, io sono disperato. Ci manca poi che su telecom ci metta le mani pure Berlusconi…


L’informazione è servita

gennaio 31, 2007

Oggi mi metto in linea con il livello dell’informazione made in Italy. E non posso che farlo riportando in toto il post su Wittgenstein che riassume splendidamente la questione Veronica (seconda e “troppo” liberale moglie per il marito leone evidentemente):

“Report Veronica
TG1: sesto titolo
TG2: secondo titolo
TG3: primo titolo
TG4: neanche una parola
TG5: neanche una parola
Studio Aperto: neanche una parola (ma comunque spazio a cose come “Maschera di carnevale blasfema. In un negozio di Verona è in vendita una maschera blasfema: la maschera di Gesù sulla Croce. Il vescovo della città ha protestato vivacemente”)
TG La7: primo titolo”

gazzetta dello sport (!), aggiungo io (visto che non c’entra nulla – ma che diavolo sta succedendo?!), smorza i toni. Mi sa di una frase tratta da uno spettacolo di Aldo, Giovanni e Giacomo del genere “…è un momento, passerà”. Lui rassicura.

Ma tranquilli, il nostro eroe ha subito risposto con una bella letterina alla cara (e futura nemica per gli alimenti e il patrimonio probabilmente) mogliettina…i tg di mediaset ora sapranno come rifarsi con gli interessi.

L’informazione è servita.

Non che mi freghi qualcosa dell’ennesima pagliacciata-piazzata mediatica credo fatta ad arte (o lui lo sapeva e l’ha fatto di proposito per parlare di altre cose – come al solito – piuttosto che altre, che so io…oppure si incazzerà un pochino con lei e…da bravo paternalista…!!! Mi sembra strano che al santo s. gli scappi una cosuccia del genere..). Ci sarebbero altre cose di cui parlare, ma non voglio moralizzarvi. Vivendo in Italia e leggendo nei blog (e non guardando la tv come sempre più persone fanno) devo attenermi al livello dei contenuti proposti, magari ironizzando insieme al resto della blogosfera d’elite su come la tv sia sempre più cattiva maestra; mi sono sentito in dovere di riportare l’ennesimo esempio che dimostra di come venga fatta, da chi venga fatta e con che metodi sia fatta l’informazione del Bel Paese.

E meno male che poi, i vari Casini, Berlusconi e co., divorziati, risposati, ecc…ci ricordano strombazzando come sia forte in loro il valore della famiglia. Perché ovviamente solo chi è come loro, di destra farlocca italiana cioé e attenzione, moderato (quelli che…le posizioni estreme e gridate in piazza!) tiene alla famiglia. A modo suo.

“Tutti froci cul c*lo degli altri insomma” per citare volgarmente un famoso detto.

Lei non poteva (o non voleva?) accompagnarlo nelle occasioni ufficiali e pubbliche, ma lui tutto poteva: non è una novità.

Non ho capito però cos’è successo ai precari d’Italia…sembra che siano spariti dall’Italia e che ora il problema sia dimenticato. E se anche loro spedissero lettere d’amore a tutti i direttori di quotidiani? Eppure c’è chi continua a lottare.

E l’uragano che forse arriva, la natura che grida vendetta, l’effetto serra, l’inquinamento…? Spariti dopo due giorni dalle notizie. Problemi risolti fino al prossimo cataclisma.

Ah, se esistesse una…tvsfera..! Inventiamola!

P.S.= ora qualcuno mi accuserà di essermi esposto “troppo politicamente”. In realtà, come farebbe notare Travaglio, bisognerebbe imparare a distinguere i fatti e i contenuti dalle opinioni, evitando le solite chiacchiere da bar. Cosa che i giornalisti hanno dimenticato da anni..