Ammazza che Mazza!

settembre 20, 2007

Da corriere.it

A prescindere da Grillo e dalle dichiarazioni degli ultimi giorni, quando il direttore del Tg2 arriva ad affermare cose demenziali e pericolose come queste, secondo me…abbiamo davvero toccato il fondo. Il delirio è vicino.

Cosa accadrebbe se un mattino qualcuno, dopo aver ascoltato quegli insulti contro tizio e contro caio, premesse il grilletto?

Io ho una risposta ce l’ho: spegnerebbe il Tg2. Mi chiedo però perché i media in questo periodo si sono di colpo ricordati di Beppe Grillo ma temono il qualunquismo e l’antipolitica. Grillo è diventato il nemico numero uno della democrazia italiana, la mina vagante che potrebbe mandare pericolosamente il paese in rovina. O almeno ce lo vogliono fare credere. Chissenefrega dico io. Secondo voi è normale invece che tutti i giornali parlino in questi toni scandalistici di Grillo e di ogni parola che dice?
È proprio questo che mi preoccupa: se i giornalisti italiani dei tg con milioni di telespettatori sono disposti a dire di tutto pur di proteggere il non-essere più politici da tempo da parte di chi ci governa, la situazione è più grave del previsto. Perché è comodo parlare soltanto delle affermazioni forti di un comico e ignorare altri temi più importanti; è anche così che dimostrano la loro malafede.
Che non si lamentino poi e non comincino ad aver paura se il prossimo V-Day sarà proprio contro di loro, col fine di togliere i finanziamenti pubblici stratosferici a “questa merda di informazione”. Senza contare che in questo modo Grillo va su EuroNews (gran canale in effetti) a dirne di cotte e di crude sull’Italia, sull’informazione e sui politici italiani. E come dargli torto?

Quanto durerà la moda Grillo? E quanto ci sfasceranno le orecchie parlando di grillini o altri nomignoli? Perché per forza bisogna tentare di inquadrare tutto da una parte, bianco o nero, fascista o comunista, grillino e antipolitico, ecc…? Come se io non potessi pensarla diversamente, con tante sfumature; ragionamenti da “uomini”, direbbero le donne in altri contesti quando ci prendono in giro sul nostro modo di pensare, ragionare o vedere le cose. O zero o uno, come in un sistema binario. Conosciamo i temi di Grillo, quindi non capisco perché prendersela tanto. Va bene discutere sul non condividere i metodi, ma per il resto, rifirmerei al V-Day. Non per Beppe Grillo, ma semplicemente perché prima di tutto volevo dare un segnale ben preciso, un input, giusto o qualunquista che sia; in secondo luogo non mi sembra neanche così sbagliato non volere seduti in parlamento dei condannati. Che poi le proposte non verranno mai calendarizzate, questo è un altro discorso qualunquista.

Concludo infine citando un bel pezzo di Giovanni Sartori su tutto quello che sta accadendo in questi giorni: Grillo è l’obiettivo primario perché ha colpito il ventre molle della politica. Ha parlato di voti infatti. I politici da tempo se ne sono infischiati della crescente rabbia, della distanza che accresceva tra loro e la popolazione e questo è il risultato. Si parla tanto di antipolitica, ma in realtà Grillo sembra volerci entrare per azzerarla.

Se vogliamo davvero sapere quale sia lo stato di putrefazione del Paese, la fonte non è Grillo ma il libro La Casta di Stella e Rizzo. Quel libro ha venduto un milione di copie-un record di successo mai visto – eppure non ha smosso nulla. Gli italiani dovrebbero esprimere la loro protesta «razionale» continuando a comprarlo. Ma anche così dubito che la Casta ascolterebbe. Perché Stella e Rizzo non controllano voti. Invece Grillo sì. Lo ha già dimostrato e si propone di rincarare la dose al più presto. Per le prossime elezioni amministrative Grillo sosterrà liste civiche spontanee «certificate » (da lui) che escludano iscritti ai partiti e personaggi penalmente sporchi.

Esattamente. Con gli italiani funzionano altre cose, più populiste forse; devono sentirsi trasportare dai sentimenti un po’ poveri di razionalità, altrimenti non si smuovono. Certo è che pensare di fermare tutto questo con una retorica tutta made in Italy appellandosi al fascismo, al qualunquismo, alla critica con annesso atteggiamento di superiorità e affini, è un errore che ha caratterizzato specialmente la tradizione della sinistra più intellettuale e che continua, imperterrito, ad essere ripetuto.

 

 

P.S.= …da quando Tronchetti Provera si chiama Massimo?!

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Notizie al rogo, tg al pogo

giugno 29, 2007

Da corriere.it

Chissà quando mai potremo vedere un/una giornalista italiano/a che cerca di dare fuoco o semplicemente strappa un foglio su cui scritta c’è, per esempio, l’ennesima notizia inutile su un concorrente del grande fratello, su un nuovo reality e così via. Oppure una delle tante balle sulla politica. Provo a ipotizzare cosa potrebbe accadere in ogni tg (quel coso che fanno all’ora dei pasti in cui ci sono dei tipi strani a “mezzobusto” che parlano) nazionale, sempre nel caso della Hilton, prima di vedere il video incriminato [premetto che sarà un’analisi lunga, in un crescendo demenziale da sballo; se avrete voglia di leggerla, spero che il risultato sia per lo meno divertente].

Rai 1: dopo aver raccontato la prima notizia politica del giorno, il secondo servizio ed il terzo sono un alternarsi di commenti degli esponenti di maggioranza ed opposizione raccontati tramite la voce di un giornalista. Una palla colossale. Ma fino a qui tutto bene. Arriva la notizia su Paris Hilton. Il lettore del tg, impazzito, si tocca volgarmente nella zona del cavallo basso dei pantaloni, strappando il foglio per usarlo come tampone. Che avete capito, era incontinenza. Il tg prosegue poi senza intoppi con la sfilza dei vari fatti di cronaca da guardare con le mani sulle balle.

Rai 2: dopo la sigla e i titoli cominciano a scorrere scritte su fondo rosso nella parte bassa dello schermo. Notizie politiche o di avvenimenti esteri, è il turno di Paris Hilton. Il lettore del tg, che di solito da le notizie in piedi, al pensiero della Hilton durante la sua prima notte di nozze (che ha visionato), si incazza e gridando “viva il papa” si mangia il foglio e si fa esplodere. Pezzi di socialisti da tutte le parti.

Rai 3: dopo la triste sigla, le prime 15 notizie su ogni personaggio minimamente di sinistra e un servizio in cui si dice qualsiasi cosa contro Berlusconi è il turno della “roba leggera”. Parte il servizio sulla Hilton, in cui scorrono immagini di militanti di forza nuova che spaccano una città, incitati proprio dalla bionda sbarazzina, che per l’occasione ha su un vestito a forma di svastica che copre solamente i punti giusti; voce fuori campo di Bertinotti che critica la proprietà privata, causa di ogni male. Rientrati in studio, il giornalista colora di rosso il foglio della notizia mostrando il pugno chiuso, mentre il cameramen si fuma un cannone. Sottofondo di “bella ciao”. La “compagna” Hilton infatti si è rivelata una traditrice.

Rete 4: Fede apre il tg con un buon 15 minuti di parole incantevoli su Berlusconi, con interventi telefonici di, nell’ordine: Bondi, Guzzanti, Schifani e Casini, che fa quello imparziale che apprezza il cav. Segue un servizio sulla ciccia di Prodi, con una gigantografia inguardabile della sua faccia sullo sfondo. Infine è il turno della ricca ereditiera: battutina a doppio senso del “don giovanni Emilio” e pettegolezzo sul fatto che un tempo, la Hilton ci aveva provato con Silvio, ma “non c’era trippa pe’gatti”. Silvio infatti ne aveva già troppe intorno. Spiegazione sul fatto che Berlusconi ha avuto pietà e ha fatto sì che la Hilton uscisse dal carcere; dipingendola come ingrata, a questo punto Fede farebbe semplicemente finta di stracciare il foglio, soffiando di traverso alla carta per far sentire il rumore di uno strappo: questo perché sul foglio ha letto il nome Berlusconi e la carta non potrà mai essere riciclata o toccata, se non da usare come aspersorio.

Canale 5: sigla da cardiopalma, tensione che sale. Dopo i titoli letti ad alta voce si passa alla solita e noiosa pagina politica. Prima delle notizie gossip su Corona, la Canalis, Briatore, Porto Cervo, Anna Falchi o chiunque sia stato per sbaglio inquadrato in tv, è il turno di Paris. Il giornalista commenta più che altro il modo in cui è vestita, spiegando che una con quei vestiti in carcere non può andare, a meno che debba fare qualche lap dance saffica utilizzando le sbarre. Si torna in studio e c’è Cesara Bonamici, detta “bello sguardo”, con la faccia “bloccata temporaneamente” (notate gli occhi quando è inquadrata!); invidiosa della taglia della Hilton prende una copia di Panorama appena sfornata da Rossella, l’inventore del cosmetic journalism (ingredienti: una goccia di Talk, due grammi di Vanity Fair, un cucchiaino di New Yorker spruzzato di Tatler, agitare il tutto con un telefonata di Gianni Agnelli; il risultato è un rutto inedito), e gli da fuoco, gridando “perché, perché non ci sono io in copertinaaa…!”. Vola poi in aria una siringa di botox che paralizza la bocca della conduttrice che perciò scrive su un foglio “ho soltanto le labbra un po’ screpolate”, mostrandolo alle telecamere.

Italia 1: EDIZIONE STRAORDINARIA. Sigla dance-hard core con volume a cannone, prima dei titoli parte subito un servizio con musica un po’ malinconica del momento. La voce narrante è triste, scorrono immagini della Hilton felice mentre ubriaca sniffa il Monte Bianco, fa sesso con la discoteca intera (senza poi ricordarselo) ed esce da un locale trascinata via da un pappone qualunque. “La ricordavamo così”, narra Safiria Leccese, “piena di vita e di malattie veneree”. Si torna in studio, la lettrice del tg spiega che il tg stesso sarà incentrato sulla Hilton e avvisa gli inviati (che in realtà sono negli studi accanto, ma quando partiranno i servizi vedrete immagini di località remote). Parte quindi una sequenza di servizi con effetti musicali e di fotomontaggi, col rumore dello scatto di una macchina fotografica e di bella gente (il calciatore Coco infatti è sempre presente in queste immagini) con opinioni elevate del calibro di Ana Laura Ribas e Alessia Fabiani, che invitano a non imitare falsi miti e spiegano che ora stanno lavorando sodo sempre sotto le scrivanie…per preparare lo stacchetto di 1 minuto e 45 secondi che faranno a buona domenica. Tra 6 mesi. La linea passa ad un altro giornalista che controlla le Ansa, in piedi ma appoggiato col sedere alla scrivania, con dietro un po’ di monitor colorati che in realtà sono soltanto disegnati a mano libera in paint. Si torna ancora in studio per il servizio di chiusura sulla vicenda Paris, sempre di Safiria Leccese, che a voce altissima e cadenzata, quasi mono-sillabica, accompagna le immagini della bionda ereditiera che esce dal carcere, finalmente, vincente: la giustizia trionfa. Musica di riscatto tipo “Eye of the tiger”, voci su un possibile calendario che farà per pene-ficenza e immagini di lei seminuda che saltella qua e la. “Ce la ricordavamo così e così è tornata, più forte, matura e bella di prima. Dio benedica l’America”. A questo punto la Leccese, in trance agonistica, tiene la linea e con fare perentorio lancia i collegamenti con le spiagge e con faccia fiera anticipa IL CALDO RECORD per i prossimi 8 anni, spiegando che ci saranno probabilmente 15 mila black-out energetici. Piccola curiosità su un bambino che, inciampando su una pista per le biglie, si è bagnato il costumino e ha perso la paletta nuova che la mamma gli aveva comprato il giorno prima. Finalmente il tg volge al termine, ma arriva in studio un ansa degli ultimi minuti secondo cui i pitbull tornano a uccidere 40 persone al giorno. A partire da ora. Prima dei saluti una notizia minore: San Marino ha dichiarato guerra all’Italia e visto lo stato delle nostre truppe siamo fottuti.

Tornando a noi, ho comunque il sospetto che Mika Brzezinski della MNSBC non ha fatto questa cosa per caso. Sono d’accordo che dare questa notizia prima dell’Iraq è assurdo (è stupido darla e basta). Non so se questa scenetta fosse preprata o meno, però in questo modo il nome “Paris Hilton” circolerà ancora per molto tempo, sia sui media, sia sui nostri blog (per far vedere il video). Figuriamoci se questa prende in mano un accendino dal nulla e gli altri non rimangono lievemente spiazzati ma si limitano a fare gli stupidi.

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Lapsus…italiani

aprile 17, 2007

15-04-07, mattinata e primo pomeriggio: Telecom Day. Assemblea con intervento di Beppe Grillo.

15-04-07, pomeriggio: reazioni in prima pagina sui quotidiani on line e nei primi telegiornali.

15-04-07, sera: la notizia di Telecom e dell’intervento di Grillo viene data da ogni telegiornale per 30 secondi circa, sommariamente; l’unica parte del discorso di Grillo che si sente è quella finale, riguardante la richiesta di dimissioni (5 secondi circa). I giornalisti sottolineano come Buora spieghi che Telecom stia bene e sia in salute, nonostante però i dirigenti vogliano venderla e sia totalmente indebitata per migliaia di dindini.

16-04-07: tutto è dimenticato. Telecom è guarita, è tornata a splendere e a macinare soldi, a fornirci uno splendido servizio su tutto il territorio, come daltronde era avvenuto fino al 14 aprile. I tg hanno parato di tutt’altro:

  • tg1 (gustatevi questo servizio perché quello che dice il tronchetto è esilarante!)
  • tg2
  • tg3 (nonostante sia spostato a sx. è l’unico telegiornale che ha dato risalto ai piccoli azionisti e agli aspetti seri; richiede media player)
  • ..mi rifiuto di inserire il tg4.
  • tg5
  • ..no, studio aperto non lo metto.

Vorrei chiedere spiegazione a chi legge…secondo voi cosa bisogna fare per far sì che un problema non esista per mezza giornata in questo paese? Come si fa a parlare di una cosa per più di un giorno, di modo da trovare un abbozzo di soluzione?

Ditemelo voi, io sono disperato. Ci manca poi che su telecom ci metta le mani pure Berlusconi…