“Cri-cri” fanno i pecoroni italiani

gennaio 10, 2008
Ieri ho letto il post di Gilioli sul tentativo di intervista a Grillo non riuscita, in quanto il comico genovese non ha voluto rispondere ed abbassarsi ad un confronto una volta di più quindi. Ci ho ragionato su un bel po’ e dopo aver letto centinaia di deliranti commenti di Groupie di Grillo ho deciso di commentare il post di Gilioli, che tutti questi insulti non se li merita. Sarebbe bastato semplicemente leggere il suo blog per capire che alcune persone il giornalista lo sanno ancora fare, e lui è una di queste.
Per farvi capire il mio pensiero mi limiterò autobiograficamente a riportarvi il commento che ho lasciato sul suo blog; fortunatamente vedo che la mia idea è condivisa anche da tante altre persone che, evidentemente, un cervello per pensare ce l’hanno ancora e non delegano più a nessuno l’arte del decidere per conto terzi. Prendetela come una lettera aperta, se volete.

«Leggo il blog di Beppe Grillo tutti i giorni. Ho visto tutti i suoi ultimi spettacoli. Lo seguo perché a prescindere da tutto quanto, gli spunti di riflessione che può dare sono tanti. Sono anche stato al V-Day, ho fatto la coda e ho firmato. Ve lo dico perché almeno, mettendo il discorso sul vostro stesso piano, potete capire che ho la giustificazione per dirvi quello che sto per dire. Patetico, no?

Mi rattrista molto però leggere tutti questi commenti di persone che fino ad oggi (o ieri) questo blog (quello di Gilioli, ndr) non l’hanno mai letto. Perché se aveste letto il blog di Gilioli almeno una volta vi sareste accorti che è uno dei pochissimi giornalisti “dalla nostra parte” (parola brutta, ok), cioé dalla parte di chi ha un pensiero libero e senza preconcetti. Avreste potuto leggere il suo post sull’aborto, su Ferrara o i tanti altri sui vari tipi di censura, su De Gregorio, su Mastella, ma siete talmente inebetiti e pecoroni che senza manco finire di leggere il post attaccate. Guardate cosa siete diventati, totalmente rincoglioniti. Se domani Grillo vi dicesse che gli asini volano sareste qua a motivare tutto quanto, dicendo che tutti sono contro Grillo a prescindere. Non sapete più pensare con la vostra testa, come sempre – da buoni italiani di merda – delegate qualcuno per farlo al posto vostro. Quindi sì, ci meritiamo questa casta che tanto usate come motivazione per tutto al governo.

Siete peggio dei berlusconiani quando qualcuno osa pronunciare un pensiero diverso dal loro, è incredibile: insulti, supposizioni, “eh gilioli, le tue domande erano faziose, sicuramente hai riportato certi virgolettati, sicuramente avreste censurato qui e la” o ancora “fabbrica del consenso”, “casta”… Siete allucinanti. Davanti all’evidenza rispondete usando le stesse parolone che manco conoscete, in un pessimo italiano, tra le altre cose. Ve lo ripeto, siete come i berlusconiani che parlano come il capo, come la tv gli ha insegnato: loro usano la parola “comunisti” per ricondurre ogni cosa ad un modello mentale che conoscono; certo, gli hanno insegnato così. E voi siete diventati uguali identici.

Queste erano semplicemente delle DOMANDE serie che nessuno ha mai avuto il coraggio di fargli; Grillo aveva carta bianca, poteva rispondere quel cacchio che voleva (il blog di Gilioli è un blog libero se avete intuito, altrimenti i commenti sarebbero moderati come accade sul blog di Mastella ad esempio), poteva essere un’occasione per ribadire una volta di più i suoi concetti, ma così non è stato. E vi rode dentro, quindi la colpa dev’essere di Gilioli, che scrive per l’Espresso (non per il Giornale, sveglia!!!), è uno dei pochissimi giornalisti che cura un blog serio e addirittura vi permette di commentare questo post con una miriade di cazzate. Ma guardatevi : scrivete tutti quanti le stesse cose, non vi sembra di esservi trasformati in organismi berlusconiani geneticamente modificati? Sono anche questi gli effetti del berlusconismo, al contrario (o per contrappasso se volete).

Critichiamo, giustamente, il 99% dei giornalisti che fanno informazione sui media tradizionali, però quando fanno domande più ragionate a Grillo o chi per lui vi incazzate. Incazzatevi con chi vuole rispondere (e mi ha molto deluso) con un monologo; è come se ad un esame universitario dico al professore che do il mio meglio se la domanda me la faccio da solo…! Ditemi che state scherzando, perché lo ripeto, ci meritiamo tutto questo schifo. Siete di una tristezza incredibile. Provate a pensare perché abbiamo avuto bisogno di Beppe Grillo per smuovere qualcosa: da soli non siamo capaci di fare niente, quindi se il nostro paese è una schifezza è anche (e soprattutto) colpa nostra che l’abbiamo permesso e ancora lo permettiamo.

Mi fermo qui che poi divento noioso. Ma se ancora avete un briciolo di neurone nel vostro cervello ragionate, e pensate anche a perché Grillo non risponde mai ai commenti, non si rapporta con nessuno in Rete o nella Blogosfera.
Se avete le palle, ragionateci su. Perché se Gilioli fosse stato contro il V-Day o Grillo a prescindere, su di lui non avrebbe scritto un bel niente, ignorandolo (perché sapeva a cosa andava incontro, i vostri commenti lo testimoniano).
E’ comodo tirare fuori la storia del comico quando serve. Gilioli è semplicemente deluso, come me e come tanti altri che fortunatamente e ancora un cervello per pensare (magari sbagliando, per carità) ce l’hanno.
Siete tutti uguali, per questo fate tanto schifo e me ne dispiaccio; quindi prima di giudicare una persona, magari, leggete altri post. Perché la figuraccia, cari miei pecoroni, la fate sempre e soltanto voi.
Il sistema Italia così non si cambia affatto. Perché voi usate gli stessi metodi usati da quelli che tanto critichiamo: consenso e culto della personalità oltre ogni modo e indipendentemente da tutto quanto.
Siete penosi, vergognatevi.»


Deliri senza senso di un vecchietto in stato confusionale

novembre 19, 2007

Da Corriere.it
Silvio ripreso mentre canta..

Socialisti che evolvono in fascisti. Solo ieri pomeriggio ero li a raccontare, in breve, che non ce la fa più. Ieri sera invece abbiamo avuto la prova, bisogna ricoverarlo. I primi sintomi qualche giorno fa, a benedire (vestito da cardinale) l’ennesimo partito vergogna con protagonisti Storace, l’indagato, e la Santanché, una che insegnava l’alfabeto alle formiche, mica pizza e fichi. Sì perché lo sappiamo bene, per Berlusconi è fondamentale apparire il più possibile in tv perché è un personaggio dei telefilm, della pubblicità, un’icona rock, esiste solo in tv (altrimenti sarebbe in una casa di cura) e se è a un convegno di comunisti è comunista, se è alla presentazione del partito democratico prende la tessera, se è in un raduno udeur è amicone di Mastella (e chi non lo è?!), se va alla nascita de “La Destra” diventa fascista, se per sbaglio finisce all’ArciGay è gay e racconta una freddura sugli etero. E così via: «Questo è quello che la gente vuole». Lo dice lui ovviamente.

Deliri di onnipotenza. Dategli un po’ di persone, delle cifre milionarie inventate a caso (è la sua specialità, stando a Berlusconi avrebbe firmato un po’ tutta Italia, compresi i bambini riferendosi alle cifre di cui parla; in campagna elettorale queste cifre diventano ancora più assurde e senza riscontri) un megafono e il gioco è fatto: vota Antonio, vota il duce, vota Silvio da Arcore. E leggendo i nomi di chi ha firmato scopri finalmente gli ignoranti, gli stolti, gli italiani peggiori che contribuiscono a rendere questo un paese di merda, quelli dell’antipolitica vera, i qualunquisti, i populisti pericolosi che non vedendosi in televisione al V-Day avevano bisogno di recuperare e registrarsi da casa. E farsi due risate senza pagare il biglietto, meglio dello Zelig. Per loro la politica è questa, quella che in realà non esiste se non nelle menti degli italiani.

Entusiasmo del momento. Berlusconi sa bene che Fini e co. ne hanno piene le palle di lui da anni e che non vedono l’ora che si tolga di torno; Fini ci sta provando a farglielo capire (prendendola un po’ alla lontana) ma lui non molla, non può accettare di vedersi superato, inutile, vecchio e rimbambito. Così, in mezzo a un po’ di gente, preso dall’entusiasmo degli applausi giunge inaspettata l’illuminazione geniale: inventarsi un partito in 5 minuti, senza magari aver avvisato nessuno, manco i più stretti collaboratori: «e mo’ che facciamo» avranno pensato. Non c’è problema, ci pensa Silvio con un bacio alla rossa de cavei, una battuta sulle sue gambe, una barzelletta e…il partito è nato. «Si chiamerà il partito del popolo italiano» dichiara tronfio in petto Benito Muss… il nostro eroe; «si vede che per fare teatro è stato a scuola da Stanislavskij», gli fa eco Sandrino Bondi con le lacrime agli occhi, commosso da cotanto ardore. «Silvio non poteva star fermo a guardare. Dopo aver scoperto che la nascita del Partito Democratico è un qualcosa di storicamente importante e mai visto prima per l’Italia» – anche se in partenza le attese sono state tradite – «che ci sono stati mesi di dibattiti, di confronti, decenni di lotte politiche, anni in cui persone hanno studiato e imparato il mestiere della politica, anche lui non poteva rimanere all’asciutto, doveva pur tirare fuori qualcosa, anche un rutto», spiega Cicchitto. Ma Berlusconi non ha carpito il senso figurato, perché il rutto è uscito male: praticamente ha cambiato nome a Forza Italia, come marketing politico insegna e tutti i rifiuti politici etichettati come dc, psi, indagati e chi più ne ha più ne metta finiranno li, sotto l’ala protettrice di San Silvio. E siccome è un uomo nuovo, nonostante la veneranda età, dichiara veltronianamente che «chiunque è il benvenuto: comunisti, fascisti, basta firmare e sorridere, i problemi sono risolti. Votatemi, realizzo i sogni di ogni bambino, vi dico le cose che volete sentirvi dire ma non le farò, mi farò i cazzi miei, sistemerò le mie cose e farò precipitare il paese in un altro baratro con altri 5 anni disastrosi, di debito pubblico alle stelle, peggioramento delle condizioni di vita per tutti (per cui ora abbiamo le conseguenze) e per cui tutta Europa ancora ride e si chiede “ma perché proprio Berlusconi, sciocchi italiani?”».

Reality Show. Sui giornali si parla di show quando Berlusconi fa le sue sceneggiate: chissà perché; poi la gente sorride pensando “ma sì, è simpatico, lo voterò sicuramente, scherzi?!”. Guarda invece sti comunisti che in due anni – se poi vai a vedere – nonostante tutto e nonostante siano indietro di anni anche per cause di forza maggiore, hanno fatto più di Silvio (nota bene, il centro destra è sempre identificato con Berlusconi, una persona, non come una coalizione, cosa pericolosissima) in un’intera legislatura ma fa niente. La gente non ci fa caso, non lo sa, funzionano più 2 minuti di stream of consciousness al tg serale piuttosto che 5 anni di non-governo. Povero Silvio, non sa più dove sbattere la testa: a casa non lo reggono più perché continua a chiedere “che ore sono” per andare a votare…bisogna capirlo.

Quale sarà la prossima trovata per non essere dimenticato? Si accettano scommesse.

N.B.= la didascalia alla foto e tutti i virgolettati sono frutto di pura fantasia del sottoscritto. È triste ma devo specificarlo.

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Ammazza che Mazza!

settembre 20, 2007

Da corriere.it

A prescindere da Grillo e dalle dichiarazioni degli ultimi giorni, quando il direttore del Tg2 arriva ad affermare cose demenziali e pericolose come queste, secondo me…abbiamo davvero toccato il fondo. Il delirio è vicino.

Cosa accadrebbe se un mattino qualcuno, dopo aver ascoltato quegli insulti contro tizio e contro caio, premesse il grilletto?

Io ho una risposta ce l’ho: spegnerebbe il Tg2. Mi chiedo però perché i media in questo periodo si sono di colpo ricordati di Beppe Grillo ma temono il qualunquismo e l’antipolitica. Grillo è diventato il nemico numero uno della democrazia italiana, la mina vagante che potrebbe mandare pericolosamente il paese in rovina. O almeno ce lo vogliono fare credere. Chissenefrega dico io. Secondo voi è normale invece che tutti i giornali parlino in questi toni scandalistici di Grillo e di ogni parola che dice?
È proprio questo che mi preoccupa: se i giornalisti italiani dei tg con milioni di telespettatori sono disposti a dire di tutto pur di proteggere il non-essere più politici da tempo da parte di chi ci governa, la situazione è più grave del previsto. Perché è comodo parlare soltanto delle affermazioni forti di un comico e ignorare altri temi più importanti; è anche così che dimostrano la loro malafede.
Che non si lamentino poi e non comincino ad aver paura se il prossimo V-Day sarà proprio contro di loro, col fine di togliere i finanziamenti pubblici stratosferici a “questa merda di informazione”. Senza contare che in questo modo Grillo va su EuroNews (gran canale in effetti) a dirne di cotte e di crude sull’Italia, sull’informazione e sui politici italiani. E come dargli torto?

Quanto durerà la moda Grillo? E quanto ci sfasceranno le orecchie parlando di grillini o altri nomignoli? Perché per forza bisogna tentare di inquadrare tutto da una parte, bianco o nero, fascista o comunista, grillino e antipolitico, ecc…? Come se io non potessi pensarla diversamente, con tante sfumature; ragionamenti da “uomini”, direbbero le donne in altri contesti quando ci prendono in giro sul nostro modo di pensare, ragionare o vedere le cose. O zero o uno, come in un sistema binario. Conosciamo i temi di Grillo, quindi non capisco perché prendersela tanto. Va bene discutere sul non condividere i metodi, ma per il resto, rifirmerei al V-Day. Non per Beppe Grillo, ma semplicemente perché prima di tutto volevo dare un segnale ben preciso, un input, giusto o qualunquista che sia; in secondo luogo non mi sembra neanche così sbagliato non volere seduti in parlamento dei condannati. Che poi le proposte non verranno mai calendarizzate, questo è un altro discorso qualunquista.

Concludo infine citando un bel pezzo di Giovanni Sartori su tutto quello che sta accadendo in questi giorni: Grillo è l’obiettivo primario perché ha colpito il ventre molle della politica. Ha parlato di voti infatti. I politici da tempo se ne sono infischiati della crescente rabbia, della distanza che accresceva tra loro e la popolazione e questo è il risultato. Si parla tanto di antipolitica, ma in realtà Grillo sembra volerci entrare per azzerarla.

Se vogliamo davvero sapere quale sia lo stato di putrefazione del Paese, la fonte non è Grillo ma il libro La Casta di Stella e Rizzo. Quel libro ha venduto un milione di copie-un record di successo mai visto – eppure non ha smosso nulla. Gli italiani dovrebbero esprimere la loro protesta «razionale» continuando a comprarlo. Ma anche così dubito che la Casta ascolterebbe. Perché Stella e Rizzo non controllano voti. Invece Grillo sì. Lo ha già dimostrato e si propone di rincarare la dose al più presto. Per le prossime elezioni amministrative Grillo sosterrà liste civiche spontanee «certificate » (da lui) che escludano iscritti ai partiti e personaggi penalmente sporchi.

Esattamente. Con gli italiani funzionano altre cose, più populiste forse; devono sentirsi trasportare dai sentimenti un po’ poveri di razionalità, altrimenti non si smuovono. Certo è che pensare di fermare tutto questo con una retorica tutta made in Italy appellandosi al fascismo, al qualunquismo, alla critica con annesso atteggiamento di superiorità e affini, è un errore che ha caratterizzato specialmente la tradizione della sinistra più intellettuale e che continua, imperterrito, ad essere ripetuto.

 

 

P.S.= …da quando Tronchetti Provera si chiama Massimo?!

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H&M Day?

settembre 13, 2007

Ieri e l’altro ieri, mentre riflettevo su tutto quello detto da Suzukimaruti riguardo a Grillo ed il V-Day, pensavo: “ma se Hitler e Mussolini avessero davvero avuto a disposizione un blog?”. E poi lo avrebbero sfruttato prima o dopo la discesa in campo?

Per sicurezza poi, mi sono ubriacato. Insomma, dopotutto lunedì era il mio compleanno. Sigh e sob.

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Io c’ero e ci sarò

settembre 10, 2007

Io sabato c’ero a Milano, in Piazza Cairoli. E con me amici e tante altre persone in coda. Certo, quando hanno visto dal mio documento d’identità che ero di Arcore hanno pensato che io fossi una spia, non potevano crederci.

In tv non si è visto praticamente niente, come volevasi dimostrare. Sono riusciti ad ignorare tutto anche questa volta, ma non importa; nessun tg ne ha parlato e come spiega Stefano Quintarelli: “Mi ha dato l’impressione del “non possiamo non parlarne, allora minimizziamo” [...]. Non una parola sui contenuti della proposta di legge di iniziativa popolare. Temo che sara’ improbabile che venga calendarizzata. Non immagino come si possa superare a breve questo distacco tra la societa’ e una sfera politica che mi pare piu’ votata alla autoconservazione ed al confronto al suo interno che al sostegno dello sviluppo e, in particolare, dell’innovazione”. Quando ne hanno parlato infatti hanno cercato di minimizzare, che è la cosa peggiore: l’ignorante popolo ancora schiavo della televisione è quindi tranquillo.
Tra le altre cose, nessun politico ha voluto o ha un Q.I. tale da poter rispondere ai temi lanciati come sassi. Meglio criticare o fare come quel b…di Casini che dal nulla si inventa una polemica per evitare di sentirsi dire in faccia come stanno realmente le cose per una volta. E tutto per un video che purtroppo dipinge la realtà, perché il signor Casini non ha mai provato ad essere assunto a 4 euro lordi l’ora e a venire licenziato dopo qualche settimana. E sono stufo di sentire dei deficenti che siccome non vogliono rispondere, ci moralizzano sull’insulto a Marco Biagi. Che ce lo venga a dire in faccia, a tutti noi assunti a progetto. Ecco i paraculo veri, quelli che difendono i valori italiani.

Qualunquismo? Io voglio una politica nuova e diversa. Se qualunquismo vuol dire partecipare e fare una coda di più di un’ora per una firma allora sì, sono qualunquista. Forse alcuni non vedendo bandiere di un certo colore o bandiere più in generale (non c’erano colori, ma solo voglia di esserci e partecipare) sono rimasti un po’ spiazzati.

Insomma, sempre meglio che stare a casa a rosicare, criticando come da tradizione della sinistra più antiquata che ci sia, senza poi porre un rimedio concreto a quello che si dice (magari in ritardo). Perché chi ragiona così è semplicemente come loro, le cariatidi che ci prendono per il culo ogni santo giorno in parlamento. E come loro vuole che niente cambi, credendo ancora che, votando 4 stronzi a cui dell’Italia e degli italiani non importa niente, possa davvero mutare qualcosa. Qual è la vostra soluzione? Andare a votare Veltroni e gli stessi di 20 anni fa e di oggi versando un laico euro? Ma per piacere. E poi vi lamentate che un comico faccia pagare ai propri spettacoli, suvvia. Persino Rosy Bindi si è accorta che il malcontento è bello forte e sentito in vari strati sociali. E gli altri dove diavolo sono? Io non voglio assistere all’incoronazione di Michela Brambilla come prossimo ministro supremo dell’industria del prossimo regime berlusconiano; davvero, non resisterei. Preferisco nutrire qualche speranza in “derive populiste e qualunquiste”.

La soluzione (ma quante volte l’ho detto?) siamo Noi, e dall’altro ieri un comico (ebbene sì, è questo che da tanto fastidio), a tanti italiani, ha riacceso una piccola speranza: per un giorno ci ha fatto credere di essere cittadini e io comunque sia lo ringrazio. Ringrazio anche le tv che non ne hanno parlato, prova del nove di tutto un sistema marcio da decenni.

Circa 300.000 persone hanno fatto code di ore, in piedi, per una ca…cchio di firma, per non avere in parlamento dei condannati, per ora. Dopo chissà, intanto qualcosa si è mosso. 300.000 persone unite dalla Rete. Senza televisione, non è poco per l’Italia. Ed è stato bello vedere vigili e forze dell’ordine più in generale firmare insieme a me.
“Vaffanculo” quindi a chi, pur partecipando ogni giorno alla continua crescita della Rete sociale, tramite Internet ed un blog per esempio, si è limitato a tacciare di qualunquismo tutto questo. Sapete dire soltanto “qualunquismo”? E sentiamo le vostre idee per cambiare l’Italia! Al diavolo, è la prima volta che migliaia di persone si riuniscono soltanto tramite Internet. Mi sembra che vi state dimenticando tutto questo. E come ho già spiegato, anche Dario Bonacina afferma che questo è un “evento di rilevanza politica, ma anche sociale. La mia impressione è che il V-day abbia raccolto molte adesioni proprio perché – senza l’appoggio dei media tradizionali – si è diffuso tramite Internet in modo trasversale, e questo è sicuramente l’inizio di un modo nuovo di raccogliere il consenso della popolazione su temi di interesse comune (dovrebbe essere il compito di chi ci rappresenta in Parlamento, no?), la partecipazione ha coinvolto persone di tutti i colori politici, che si sono mosse contro un certo tipo di politica.”

Sono loro i qualunquisti veri, che pensano di rivoluzionare il mondo con le stesse persone che non comprendono (o fingono di non comprendere) che esiste, ed è diffuso, un malessere comune provocato proprio dalla politica condotta dalla classe dirigente di oggi.

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Vagina Day

settembre 7, 2007

Domani ci sarà il V day. Pensavo anche di creare per l’anno prossimo, sempre con la collaborazione di Axell (che di queste cose è sicuramente esperto), il “Vagina Day”.

Tira pu se un pel de bagiana che…

Raduneremmo tanta di quella gente che non avete idea.

Tutti parlano del V-Day in questi giorni, nel benino o nel malaccio come spiega Dario; la blogosfera ne parla più nel malaccio, più che altro perché si parla di Grillo (che è primo fisso su blogbabel fanno notare in molti), che della blogosfera in teoria non fa parte. Tra tutte le cose che si sono dette su Grillo, il V-Day eccetera eccetera, volevo far notare una cosa non da poco.

Premessa. Io sto più dalla parte di Estragon (vedi link sopra), anche se non nutro tutto questo astio verso Beppe Grillo. Quando leggo le boiate sui presunti scheletri nell’armadio di Grillo, le Ferrari, le barche, ecc…ci faccio su due risate e torno a fare quello che dovevo fare. Insomma, Grillo sarà anche un paraculo, ma c’è tanta gente che è paraculo al quadrato per dirla tutta. La dimostrazione è data oggi dal venerdì di Repubblica.

Sonounprecario’s brainstorming. Le tradizionali critiche del tipo “tanto non servirà a niente”, “si tratta solo di portare in piazza un po’ di entusiasmo, senza nessuna utilità”, “lui non fa altro che dire cose che sanno tutti”, “le cose non cambieranno” sono proprio quei ragionamenti che mi fanno dire, appunto, “mbe’ cavolo allora stiamo fissi a casa davanti ad uno schermo a incazzarci tra bloggers”, vivendo di luoghi comuni e di infime certezze. Grillo probabilmente non farà mai il politico, forse non chiederà mai di votarlo, al massimo ti sussurra indirettamente di compragli il dvd del suo spettacolo; magari fa un po’ di quel marketing (virale?) che tanto critica con queste iniziative. E va bene, sono d’accordo anche qui e sul populismo. Ma pensate bene anche a questo: chi siamo noi italiani? In che casi siamo riusciti e riusciamo a smuoverci in massa? Che personaggi hanno avuto, nel bene e nel male, o hanno la capacità di portare in piazza migliaia di persone? Fate mente locale un attimo. Ecco, ora che avete in testa quei personaggi e vi viene voglia di vomitare (non per tutti, ok), posso andare avanti.

Richieste popolariste. “Un cittadino italiano non può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo o secondo grado e in attesa di giudizio finale; limitare l’eleggibilità al Parlamento a due legislature; ripristinare la preferenza diretta per l’elezione dei parlamentari” (meglio che iMille…ok, la smetto di prenderli in giro). Non si tratta di cazzate vere e proprie, sono pur sempre punti che credo mettano d’accordo più o meno tutti. E non dico niente di nuovo; ma prima di Grillo, con la forza della Rete, chi aveva rotto le palle fino all’inverosimile su queste cose (e tante altre)? Nessuno. Se non tutti quelli che come me si lamentano ma non possono fare una cippa di niente. Almeno io mi incazzo e nel mio piccolo, con azioni quotidiane mirate, cerco di boicottare i mostri cattivi dominatori del pianeta Terra (sentite il rumore dell’arrampicamento sullo specchio?). Grillo è il mezzo, come sostengono molti fisicamente attraverso i meetup, per ottenere piccole vittorie quotidiane; è il vip che ogni italiano medio ha bisogno di sentirsi nominare per alzare uno o due dita; è anche uno che fa spettacoli e si fa pagare: ma grazie al ca..volo. Sinceramente però io non avrei mai avuto voglia di sputtanarmi in pubblico, presenziare a processi, farmi querelare, stare antipatico a persone potenti che non si accontentano di chiuderti il blog ed essere pronto a sorbirmi un’ondata di insulti o critiche da persone del livello «mi sono messo in politica nel mio comune in forza italia così “mangio” un po’ anche io». Ok, l’avrà fatto anche perché magari non aveva niente da perdere e alla fine…deve vendere.

Odiano Grillo più i blogger che i politici. Ho letto solo di blogger che criticano, smontano e sbuffano citando Grillo. Eh..ok, e ora cosa facciamo? Niente, blogghiamo. Forse non servirà a niente, non cambierà niente (non è una rivoluzione), ma è pur sempre la prima vera e propria manifestazione a livello nazionale nata grazie alla Rete, a Internet. Solo per questo la vedo in positivo. Si scende in piazza, coi banchetti, si fa casino, c’è gente che suona, come ad una sorta di Festa del’Unità Nazionale per intenderci (definizione un po’ forzata per rendere l’idea), e si firma. Perché per forza dargli contro quindi? Non capisco. Potrebbe essere la prima di una lunga lista di movimentazioni nazionali; certo, il rischio è di vedere la marcia dei circoli della libertà qui, su Arcore, radunatesi in Rete, ma sono pronto a questa evenienza: ho infatti il mio kit di sopravvivenza del piccolo sinistroide, che non è una scatola contenente cibo o oggetti utili, ma una valigetta riempita di libroni, speranze e utopie. Insomma, meglio tutto questo che il puzzo stantìo e raffermo che si respira nel nostro paese da ormai troppo tempo. Mai un’iniziativa, mai niente di niente, zero cultura nazionale, sottozero voglia di travestirsi da cittadini veri… Diamine, per una volta non facciamo i criticoni e andiamo anche noi a dare un’occhiata durante il giro del sabato. Anche se domani prevedo risse tra fazioni opposte.

Tentazione maligna. Non perché ci creda moltissimo, ma così, potrei piazzarmi col mio banchetto qui ad Arcore davanti a casa del Silvio: ho già pronta la maschera senza capelli da appiccicarmi sulla testa. Immaginate la scena, potrei twitterarla. Il problema che davanti alla sua Villa ci sono un sacco di carabinieri, li da anni a chiacchierare, pagati da noi, senza fare un bel niente. Perché ad Arcore l’unico arresto da 15 anni a questa parte potrei essere io travestito da Berlusconi.
Su una cosa sono senza dubbio d’accordo con Beppe Grillo: bisogna assolutamente rompere “l’incantesimo della politica inventato dai media. Togliete questi giornali e queste televisioni ai politici e di loro non rimarrà nulla. Sotto i media niente.”

Magari domani un giretto ad un banchetto per gridare simpaticamente Vaffanculo me lo faccio. Lasciatemi credere che da un’azione populista, nata in Rete (questo è il destino di ogni iniziativa di questo genere che nascerà in rete?), possa fuoriuscire un po’ di Democrazia Diretta da infilare nelle tasche della gente.

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