Atesia: “entro il 2007 assumeremo 6500 precari”

dicembre 13, 2006

Oggi è stato firmato l’accordo sui call center.

Sembra che il gruppo “Atesia-Almaviva” assumerà entro il prossimo anno (..entro?) 6.500 precari. “Un contratto a tempo indeterminato che offrirà ai neoassunti i contributi malattia, i congedi per la maternità e il diritto delle ferie e, soprattutto, che cancellerà una volta per tutte la differenza tra i centralinisti che ricevono le telefonate e quelli che chiamano gli utenti per offrire servizi o proporre nuovi prodotti.

Ci credete? Firmato è firmato…ma tra il dire e il fare c’è di mezzo l’anno nuovo. Forse.

Il ministro del lavoro Damiano ha anche detto che vorrebbe allargare l’accordo ad altri call center. Anche perché i lavoratori di call center in Italia sono 250.000!

Ci credete? Che ne dite? Assumeranno entro il 2007 o..c’è dietro qualcosina?

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Le Marionette

settembre 8, 2006

Nell’articolo uscito sul “Giornale di Vimercate” si narra di una storia, una storia vera che accade nei giorni nostri. Ovviamente come tutte le storie comincia con un…

“C’era una volta…un posto bellissimo, a Concorezzo (MI), in cui tanti baldi giovani nanetti cantavano e chiacchieravano con strumenti all’avanguardia a forma di mezzaluna che gli permettevano di comunicare con tantissime persone. Questi giovani erano tantissimi, a centinaia…e in numero doppio rispetto alle postazioni presenti con questi strumenti fantastici facevano a gara per alternarsi e poter lavorare. Di questa centinaia di gnomi volenterosi, solo una decina aveva il permesso di frequentare assiduamente questo splendido posto. Gli altri erano come tanti folletti che andavano e venivano casualmente, di tanto in tanto, senza sapere il perchéeilpercome: erano folletti di una nuova epoca; erano folletti a progetto, dei piccoli nanetti flessibili.

“Come facciamo a comprarci il cibo se lavoriamo sì e no per un periodo breve e sottopagato?” esclamavano in molti. “Non so, qualcuno prima o poi penserà anche a voi, miei cari compari…a noi poco importa di quello che ci accade intorno: stiamo bene così” ribattevano in coro quei pochi nanetti denominati dipendenti, da qualcuno. Erano fortunati, subordinati ma poco informati. Certo, non erano belli come i nanetti flessibili, che erano lavoratori autonomi e in teoria non sottostavano a nessuno, però sapevano ascoltare tante belle storie perché per loro la paghetta mensile…era sempre uguale!

Ma un giorno un nanetto-flessibile si arrabbiò e la sua voce si oscurò: MC era il suo nome e molto a cuore aveva la sua postazione. Raccontò a tutti quanti che chiunque doveva e poteva godere di maggiori garanzie e diritti; spiegò che le cose sono anche fatte per essere cambiate. Non per forza accettate.

E fu allora che ai capi cattivi di quel posto splendido, solo in apparenza, venne un po’ paura: ma da quel momento per MC e i suoi compari cominciò la tortura.

“Ma nulla cambierà se la storia qui finirà..!”. Quindi non farla finire e non ti spaventare delle minacce di qualche capetto: sarai sempre pronto a qualche nuovo progetto!”

N.B.= qui potete scaricarvi e leggervi gli articoli con tutti i dettagli sulle società; eccovi qualche fatto, qualche risposta per cominciare: ora non ci abbandonare!

P.S.= Ora vado a telefonare, altimenti arrivo tardi e mi tolgono un quarto d’ora, se arrivo solo un minuto dopo: avete capito bene, uneuroecinquanta in meno…che barboni!


Il Precedente Pericoloso

agosto 29, 2006

Bellissimo sketch disegnato dalla mia ragazza. Se lo volete chiedetemelo, perché il COPYRIGHT E'RISERVATO!
[Bellissimo sketch disegnato dalla mia ragazza: se vi piace chiedetemelo, non salvatelo perché il copyright è riservato. Avvisati..]


Leggendo gli articoli sulle più importanti testate on line, raccogliendo opinioni in giro per la rete, sono giunto ad una sorta di conclusione che già all’inizio si intravedeva: in troppi parlano di “creare un precedente”.

Alcuni già hanno avvisato, cercando di far capire che per precedente si intende una scusa con cui le aziende e i call center (in questo caso) si arrogheranno il diritto di fare quello che vogliono. Come sempre insomma, “supportate” da una non-tutela dei più deboli e cioé i lavoratori precari, che in molti casi non hanno nulla da perdere. O forse tutto, ma guarda a caso si parla di tutte queste cose senza mai aver interpellato un lavoratore a progetto; senza che i media abbiano intervistato un precario; senza che nessuno citi, anche solo di striscio, le richieste che i precari si sognano e che tutti i lavoratori danno per scontate.

Ne segue sconcerto, ma poi mi ricordo di vivere ancora in Italia purtroppo…

Su Indymedia.org trovo fonti interessanti, quindi vi riporterò qualche stralcio, qualche spunto di pensiero sensato:

“Due comunicati del Collettivo PrecariAtesia sulle ispezioni dell’Ispettorato del Lavoro, che facciamo circolare, perché avrete certo notato che negli articoli di questi giorni di loro non si parla mai (e questo rimanda alla questione della democrazia nei posti di lavoro) e perché il governo si appresta a far applicare la circolare del 14 giugno del ministro Damiano sui call centers, che definisce come lavoratori subordinati quelli che ricevono le telefonate e come lavoratori in proprio quelli che le fanno.”

Ehi ragazzi! Cavolo!!! Io sono un imprenditore, lo capite? Sono un lavoratore in proprio..quasi mi sento come tutti quei panettieri, macellai, ecc…che, sentendosi imprenditori, abbagliati dalla scatola luminosa che in Italia insegna e educa su come vivere, hanno votato il piduista. Sono un lavoratore in proprio, quindi che problemi ho? Sarò ben lieto di:

  • avere la possibilità di evadere le tasse (i dipendenti ricevono la paghetta già asciugata dalle tasse)
  • dichiarare quello che voglio al fisco sperando che non mi becchino (diretta conseguenza del primo vantaggio)
  • scaricare iva, e tante altre belle cose carine, come non so..assumere altra gente che telefoni per me per esempio ed essere libero di pagarla e sottopagarla quando mi pare…e tante altre belle cose. Se sono in proprio posso assumere chi mi pare o no?!

Ma poi mi ricordo che non sono un politico o uno con “le mani in pasta”, io non sono nessuno…quindi niente, non capisco più niente. Preseguo con gli stralci presi da Indymedia:

“Intanto non solo la direzione di Atesia è inferocita col risultato dell’ispezione, ma anche il radicale Capezzone (della maggioranza) ha preannunciato un’interrogazione contro l’ispezione ad Atesia (da lui definita “ideologica ed estremista”) e la Uilcom attacca gli ispettori e chiede che il ministro Damiano faccia applicare la circolare sui call centers. La Cisl invece, per bocca del segretario Bonanno, chiede assicurazioni perché la legge 30 non sia modificata. Infine la Cgil (il Nidil) valuta positivamente l’ispezione e chiede una trattativa di settore. (Ma perchè non l’hanno chiesta loro l’ispezione all’Ispettorato del Lavoro e, anzi, hanno firmato l’accordo che licenziava ad Atesia?) Tutte queste dichiarazioni sono tratte da Il Manifesto del 24/8/2006 che dedica quasi l’intera pagina 10 alla vicenda. In nessun articolo è mai citato il Collettivo Precari Atesia. Nè lo ha fatto nell’articolo apparso il 23/8.”

Ci avete capito qualcosa? Tante chiacchiere, come sempre, ma poi…nei call center ci stiamo noi.

Ma andiamo avanti con la barzelletta, perché questa fa ancora più ridere per non rabbrividire… Leggo, sempre grazie a Indymedia, che “[…] la relazione degli ispettori del lavoro di Roma che ha imposto di assumere con contratto a tempo indeterminato 3200 lavoratori attualmente “a progetto” sta creando tensione tra il governo e la Confindustria. Tutti hanno paura che si crei un precedente “pericoloso” che possa allargarsi in altri settori (metalmeccanici, edilizia, servizi). Gli ispettori ministeriali hanno agito in modo incomprensibile non tenendo conto delle nuove direttive del ministro e degli accordi gia’ presi tra impresa e sindacati. Forse qualcuno vuole farsi pubblicità oppure dobbiamo prendere atto che c’e’ chi si comporta in modo poco sensato”. Lo dice il vicepresidente di Confindustria Alberto Bombassei in un’intervista a il ‘Quotidiano Nazionale’ riguardo alla vicenda del call center Atesia. ”E’ una situazione -spiega- che da tempo viene gestita con attenzione e responsabilità dall’impresa e dai sindacati che hanno gia’ concordato l’assunzione di 3 mila lavoratori entro la fine dell’anno. Tutto il settore -aggiunge- e’ impegnato nella regolarizzazione delle posizioni dubbie ma con la gradualita’ prevista dalle stesse direttive ministeriali. Non dimentichiamo poi che se c’e’ un lavoro trasferibile in altri paesi e’ proprio quello dei call center. E con troppa rigidità il rischio è quello di perdere posti di lavoro”.

Cos’è, una minaccia? Ne abbiamo già parlato, mi fa sorridere: dove vanno, in Romania? In Cina? E fanno fare assistenza dei principali operatori mobili a chi non parla italiano? Già è faticoso capire la lingua del cliente che non sa spiegarsi e tradurre dagli insulti che gratuitamente (o per qualche centesimo di incentivo) ci prendiamo senza motivo…voglio proprio vedere dove trovano altri schiavetti sottopagati. Quindi questa è una dichiarazione inconscia del fatto che loro per i call center cercano posti o persone da sfruttare, spremere al massimo, pagandoli il minimo possibile. Che si sapesse era ovvio, ma dirlo…!!!

Quindi fate attenzione quando leggete qualcosa…le chiavi di comprensione sono molteplici, così come gli spunti.

Insomma, sono pronto al nuovo fuoco di paglia…secondo me cambierà molto poco, e ancora una volta faremo una bella figuraccia di fronte al mondo…un esempio? I francesi hanno lievemente protestatoe il loro contratto era migliore!!!

P.S.= Se volete laurearvi non fatelo a Yale…guardate chi ci è stato


PrecariAtesia? PrecariEverybody!

agosto 28, 2006

Navigando per la rete trovo il link al sito ufficiale del “Collettivo PrecariAtesia” e mi dico “ehi, ma allora c’è qualcun altro che è lievemente stufo a già da un po’ di tempo alza la voce..!”.

Usando parole dei precari esasperati dell’Atesia…vi presento qualcuno che la situazione la vive in prima persona:
“Il collettivo PrecariAtesia è una realtà, una delle tante e sempre più crescenti voci che nascono dal disagio lavorativo e di conseguenza sociale. E’ semplicemente un gruppo di lavoratori precari uguale in tutto e per tutto agli altri lavoratori precari, ma con una cosa in più: l’autocoscienza e la convinzione che dopotutto “parole, idee e lotte possano cambiare il mondo”. Dal momento in cui siamo nati ci stiamo battendo affinchè il nostro lavoro venga riconosciuto come tale, con tutti i diritti che esso implica e che finora, per un periodo di tempo non determinato ci sono e ci saranno negati. E’ passato oltre un anno dalla prima assemblea e malgrado i tentativi dell’azienda di metterci a tacere, attraverso cinque licenziamenti, siamo ancora in piedi e ancora più motivati, soprattutto perchè ci siamo scontrati in prima persona con l’inadeguatezza e la cialtronaggine dei sindacati confederali e con la non volontà politica, da parte delle istituzioni di voler cambiare lo stato delle cose. La nostra esperienza è libera, condivisa e aperta a tutti coloro che cominciano a capire che qualcosa non quadra..”

Mi stupisco poi (ammicco-amicco) che (come si permettono!) abbiano delle richieste insensate:

1) Contratti a tempo indeterminato, full o part-time per tutti i lavoratori che lo richiedano

2) Reintegro immediato dei cinque licenziati [*qui non sono abbastanza informato per chiarire]

3) Rimodulazione dei compensi che preveda buste paga non al di sotto del limite di povertà

4) Miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie dell’ambiente lavorativo ai sensi della legge 626

5) Riconoscimento della dignità del collaboratore inteso come persona e non solo come risorsa

…Cose ovvie e ormai trite e ri-trite per ogni lavoratore che si rispetti e che è abituato a fruire nel proprio ambiente di lavoro. Questo ovviamente non avviene nei call center dei precari (tutti).

Se vi interessa qui trovate il link all’ Appello per una mobilitazione nazionale degli addetti dei Call Center”.

Sarebbe bello poter leggere anche il nome di un certo call center nella lista…spero che possiate passare la voce: io ora non posso farlo visto che al lavoro non sono ancora stato richiamato; ebbene sì, lo sapete, sono flessibile e pronto in ogni momento: è così piacevole sentirsi dire di colpo “domani vieni!”…e se non potessi?

Sto a casa e lo prendo li, dove piace metterlo ai politici italiani.

P.S.= Mi fa sempre più piacere scoprire in alcuni blog un rimando al Blogaprogetto, senza che io chieda niente. Più siamo, più ci possiamo far sentire. Grazie a tutti quelli che supportano!

N.B.= Ho spedito una mail a BeppeGrillo…speriamo possa notare l’utilità di questo blog oltre al suo..


Lettere, Documenti e…promesse sulla vicenda Atesia

agosto 24, 2006

In questo post ho deciso di raccogliere materiale riguardo alla vicenda Atesia, per farvi capire quando sono state prese certe decisioni e di come reagiranno i protagonisti della vicenda.

..fatevi un’idea, io qualche conclusione (forse affrettata) l’ho già tratta: a parte avere la scusa per un po’ di licenziamenti mascherati “lasciando a casa persone”, credo che la vicenda terminerà con qualche assunzione in stile “contentino” per i lavoratori inbound…per gli outbound cambierà ben poco, se non niente.

Pronto ad essere smentito…coi vostri commenti.


Eppur si muove…

agosto 24, 2006

Premessa: chiedo scusa per la settimana e mezzo di buco ma (ebbene sì) anche io sono riuscito a fare una vacanza flessibile, moderna. Detto questo, sono prontissimo e carichissimo (..una roba guarda..!) a ricominciare, a portare avanti definitivamente questo progetto.

Ieri casualmente all’ora di cena guardo il tg5 (è dura vedere i tg italiani, anche se non c’è più al governo il piduista..) e incredibile, sento le parole “precario”, “call center”, “atesia”…non vi sebra qualcosa di clamoroso?!

Già…dopo essermi ripreso dall’emozione e dal fatto che la parola “precario” vada sempre in coppia con “call center” (e non è bello se ci pensate…), parte un servizio. “Ehi, incredibile, qualcuno ha parlato di noi! Una volta ogni 2 anni almeno qualcuno si ricorda di noi, dei “lavoratori flessibili” che, come pensa la gente, dovrebbero essere felici sentendo come li chiamano…!”

Sta di fatto che il breve servizio (ok, mi accontento, è già qualcosa..) narrava di:

  • un blitz dell’ispettorato del lavoro ad Atesia (maggior società che gestisce call center in Italia)
  • la suddetta società viene invitata ad assumere 3200 lavoratori a tempo indeterminato
  • si parla poi di che tipo di lavoratori siamo (perché nessuno ha ben presente cosa voglia dire contratto a progetto); vengono sparate delle cifre tipo “..guadagnano da 700 a 1200 euro al mese per turni di 6 ore al giorno…”. Certo, nei sogni! Ovviamente, “ferie, maternità e malattia non sono retribuite”
  • si passa all’era della flessibilità e crisi del lavoro (uguale “metto le mani avanti”) spiegando che “è meglio che niente..”
  • Bla bla bla dei sindacati…

Questo il link al video (click!)

La mia paura è questa: se Atesia sarà costretta ad assumere tutti quei lavoratori di colpo, creando un cosiddetto “precedente” potrà mettere le mani avanti (come probabilmente ha già fatto) dicendo che probabilmente ci saranno licenziamenti perché i lavoratori da assumere sono troppi..” per esempio, e altre simpatiche manovrine ai più sconosciute.

Il bello è che l’accordo riguardo a 1800 nuove assunzioni risale all’11 aprileQui c’è un comunicato stampa che parla giusto giusto di questo fatto.
La cosa un po’ patetica a mio modo di vedere è che, appunto, nessuno parla mai di noi, dei precari, ecc… Quando per una volta se ne parla, spesso vengono prese decisioni sbagliate o l’opinione pubblica filtrata dai media tende a far passare concetti sbagliati, visioni d’insieme distorte. Non discuto le assunzioni, per carità, ma alle conseguenze si pensa? Cosa si rischia? Peché per una volta non ci siede a quattr’occhi e se ne parla come si fa nei veri paesi civilizzati in cui le democrazie sono un po’ più dirette?

A voi la risposta…