Vittime del precariato

ottobre 23, 2007

Sempre più spesso mi chiedo, riflettendo tra me e me, fino a che punto arriveremo, fino a dove saremo disposti a sopportare e ad andare avanti in questo modo, in questo sistema.

La vita delle persone non è un gioco.

Bisogna quindi stabilire il punto in cui nessuno è più disposto a giocare o ad subire una vita che non solo non si è scelto di vivere, ma che per moltissimi risulta più che insostenibile, ai limiti della decenza etica, morale e fisica. C’è chi si suicida impiccandosi al lavoro, c’è chi tenta il suicidio perché non ha nemmeno i soldi per fare un regalo di compleanno alla figlia e c’è chi fa politica, pur non avendone facoltà, usando la scusa dei precari ma c’è anche Mastella.

Tutto questo in Italia, nel 2007. E speriamo che la vera fame non arrivi mai.

Share:
Technorati icon

Annunci

Promemoria

giugno 28, 2007

Ricordo a tutti che oggi, 28 giugno, alle ore 21 in molte città italiane vi saranno veglie di preghiera per le vittime dell’omofobia. Non solo per le vittime, ma anche per tutte quelle persone che ogni giorno convivono con un atteggiamento di disprezzo e di violenza nei loro confronti, causato dalla paura e dell’intolleranza.

Sì, perché essere cristiani non vuol dire soltanto essere in primis intolleranti e imporre ad ogni costo il proprio modo di vivere, il proprio credo, come si faceva nel medioevo e con le crociate. Perché altrimenti, invece che cristiani, sareste dei poveri, xenofobi e deboli fascisti.


La guerra dei falsi eroi

aprile 29, 2007

La fonte è presente nel link dell'immagine stessa

Leggendo questo articolo non si scopre di certo l’acqua calda. La cosa che mi fa sorridere è che questa doveva essere una guerra giusta, relativamente breve e facile da vincere: siamo qui che aspettiamo, come dei piccoli grandi giovani balilla. Nemmeno i telegiornali ne parlano più, a meno di qualche grave attentato. Insomma, mi meraviglio, ma la guerra non fa più notizia.

Di conseguenza per tenere vivo questo ricordo si ricorre al vecchio espediente dei “falsi miti”, specialmente se donna. Mi sembra un po’ di rivivere, metaforicamente, il periodo del fascismo italiano in cui ogni battaglia andava non male ma malissimo, e i cronisti radiofonici, oltre che inventare letteralmente suoni e vicende belliche, parlavano di fantomatici personaggi, singole persone che con strani atti eroici avevano comunque fatto vedere il valore dell’italiano fascista. Insomma, non si parlava del disastro, ma di una persona che comunque era un eroe. I valori rinascimentali italiani…concentrati in singole persone (poche).

I valori americani…scaricati in una guerra che ha già fatto più di 700 mila morti e che ogni giorno arricchisce il macabro conto alla rovescia verso il milione. Se non è già stato raggiunto.

Intanto Bush per risolvere i problemi e sensibilizzare la gente contro la malaria in Africa, ci balla sopra. Alla prossima puntata, miei prodi, con la focosa battaglia del grano!