E se Dio avesse abortito?

gennaio 5, 2009

Certe volte quando leggo alcune cose, rimango lì basito davanti allo schermo per qualche istante. Non penso a niente e probabilmente la mia faccia assume un’espressione alquanto indefinita.
È in queste volte che il limite viene altamente superato. L’ultima dichiarazione moderna e umana del Vaticano è infatti qualcosa di offensivo persino per i cattolici, quelli che credono a prescindere a tutte le nefandezze razziste, omofobe e contro ogni tipo di amore cristiano.

“La pillola contraccettiva classica «funziona in molti casi con un vero effetto abortivo», viola «cinque diritti umani» e già che c’è «ha effetti ecologici devastanti», seminando «tonnellate di ormoni nell’ambiente» e contribuendo così all’«infertilità maschile in occidente» […].”

Non che il parere del presidente dei medici cattolici sia importante per chi vive normalmente, nel 2008: vista la fonte infatti, non ci sarebbe tanto da stupirsi. Anche perché dichiara un mucchio di fandonie. Bisognerebbe però riflettere e far riflettere le tante donne credenti nella chiesa su una cosa in particolare: la considerazione che questa gente ha di voi esseri femminili. Come se fosse colpa vostra, ecco.

Dopo gli argomenti contro il no dell’Onu alla persecuzione dei gay, ora arriva quello sugli ormoni dispersi nell’ambiente che causerebbero la sterilità “in molti casi”: in pratica la pillola, ma solo quando ha voglia, bloccherebbe l’ovulazione ed ogni tanto interromperebbe la gravidanza. Meglio di un film di fantascienza.

Di certo sono affermazioni per nulla scontate. La condanna della contraccezione, di per sé, non è certo una novità: risale all’enciclica Humanae vitae, scritta da Paolo VI nel 1968.

In effetti sono solo passati 40 anni. Allora ad una donna non era nemmeno concesso divorziare, e se negli Stati Uniti la pillola era vietata alle donne non sposate, in Italia non esisteva. Figuriamoci nel 2008. Sì perché loro vanno al contrario; nella loro ottica tu devi vivere come hanno deciso loro. C’è scritto lì, nel librone del resto. Quindi – che tu lo voglia o no – ci devi credere. Fa niente se poi nel librone dei fumetti, che potrebbe aver scritto chiunque, si parla di relazioni omosessuali, l’amore di Cristo è ben altra cosa e via dicendo: loro sono cristiani. Il loro è il verbo della seconda persona singolare. Tu devi fare quello che dicono, altrimenti sarai dannato e ci sarà uno che ti brucerà all’inferno. Il tuo otto per mille invece sarà più in alto di qualche piano.

Io non impongo il mio modo di vivere a nessuno. Quindi voi cattolici credenti, vivete come diavolo preferite. Preti, vescovi, papi e via dicendo, se però siete repressi, non fatelo pesare su tutto il mondo, o meglio, sull’Italia, cioé l’unico paese che ancora vi dà un po’ di retta (assieme a qualche altro del terzo mondo): abbiamo già abbastanza problemi. E se proprio siete così frustrati, evitate di rifarvi sui bambini. Ecco, di quello non parlate mai. Però siete bravissimi a seminare odio ed intolleranza.

«la pillola denominata anovulatoria più utilizzata nel mondo industrializzato, quella con basse dosi di ormoni estrogeni e progestinici, funziona in molti casi con un vero effetto anti-impiantatorio, cioè abortivo, poiché espelle un piccolo embrione umano»

Non ridete dai. Queste cose le hanno dette per davvero. A questo punto non capisco perché non se la prendano con sé stessi: mangiando qualsiasi cosa si uccidono milioni di organismi che vengono poi digeriti ed espulsi dal nostro corpo sotto forma di cacca. Un eccidio di massa.
Sull’impatto ambientale invece si dibatte, per carità. Ma nessuno parla delle proporzioni da ecatombe: quelle sono balle colossali. Così come l’impatto sull’uomo, inteso come maschio.

Ci sono tanti cattolici che vivono benissimo senza dar credito a questi personaggi usciti da uno strano film medievale. Il problema è che nessuno di questi ha il coraggio di farlo notare a Piazza San Pietro magari, spernacchiando un po’ quelli li col cappello, che siccome sono vestiti in modo strano, pensano di poter dire quello che vogliono.

E ho comunque un po’ di timore nel fascismo dimostrato da tantissimi medici che ancora si rifiutano di prescrivere la famigerata pillola del giorno dopo, negando un’evidenza enorme e violando la legge. Diciamolo ancora una volta, la pillola del giorno dopo non interferisce “in alcun modo sull’impianto dell’ovulo fecondato sulla mucosa uterina, che avviene 8 giorni dopo la fecondazione; poiché la gravidanza inizia appunto con l’annidamento dell’ovulo fecondato nella mucosa uterina, non può affermarsi che il farmaco sia abortivo, non solo perchè non interrompe una gravidanza in atto, ma anche perché non interferisce sul destino di un ovulo fecondato (cosa che per alcuni è equiparabile ad un aborto). Il metodo, che ha un’efficacia tanto maggiore quanto prima viene utilizzato, è inefficace se l’impianto dell’ovulo è già avvenuto: in tal caso, tuttavia, l’assunzione del farmaco non influisce sulla prosecuzione della gravidanza”.

Insomma, per tradurre alla buona, non è che se lo mettete dentro, di colpo la vostra partner è incinta e bam, dopo 9 mesi sarete padri.
Comunque sia, se un medico si rifiuta di prescriverla, potete denunciarlo (click per le modalità). Per alcuni casi, ripristinerei l’Ostracismo, ecco.

D’altro canto però sono fiducioso. Che vadano pure avanti così, che i giornali continuino pure a riprendere tutte le loro cazzate disumane: di questo passo si estingueranno da soli.
Insomma sono così cattolici e moderati che vogliono imporre solo la loro medievale visione del mondo. “Non vivi come voglio io? Che tu sia dannato allora!”

Se però Dio avesse abortito, certi problemi non staremmo qui nemmeno a porceli.

Annunci

Italia, il nuovo paese dell’Est: [Ep. 5] Orizzonti funebri

aprile 30, 2008

Per una donna la notizia di una nuova gravidanza dovrebbe essere qualche cosa di magico, una sorta di esperienza che si porterà dentrò per sempre. In molti casi purtroppo non lo è.
Nel nostro paese stiamo rischiando che cose del genere possano accadere con frequenza sempre maggiore, anche se già avverranno senza che un Ferrara di turno osi proferire parola.

La donna della vicenda di cui vi sto parlando è precaria e guadagna 800 euro al mese: ovviamente non è ancora “regolarizzata”. Dopo essersi quasi laureata in Scienze Politiche con 18 esami su 22, “dopo avere collaborato a un giornale con oltre cento articoli senza mai avere un centesimo e neppure la tessera di pubblicista, dopo aver fatto infiniti lavoretti che definire umilianti e sottopagati è dir poco,” si ritrova a non avere i mezzi per crescere un figlio. “Perché” – dice – “se ti manca la moneta da un euro per prendere la metropolitana non importa, ma se ti mancano i cento euro per portare il tuo bambino dal dottore importa eccome.”

Come si fa a darle torto? Non si può. Ecco perché ha scritto una lettera a Napolitano, disperata, intitolandola “Necrologio di un bimbo che è ancora nella pancia”. Che già leggendola suona terribile. Sì perché la donna ha scoperto di essere incinta da 4 settimane, ma con il suo stipendio sommato ai 500 euro mensili di quello di suo marito non può permettersi di averlo.

Credo che poche persone possano capire o rendersi conto di cosa voglia dire non potersi programmare minimamente uno straccio di ritaglio di futuro, pochi possono immaginare cosa voglia dire vivere sempre alla giornata, senza potersi togliere una minima soddisfazione, ma soprattutto pochi arrivano a capire che in questo modo non si può essere liberi fino in fondo. Non è possibile continuare a vivere in questo modo: intere generazioni di giovani e di precari sono sull’orlo del burrone e molti sono già caduti giù.

In Italia purtroppo si stanno estinguendo tutti i generi di prospettive; qui si promettono aiuti ai giovani, alle coppie giovani, soldi per la prima casa, bonus bebé. Ma alla fine si rimane a casa della mamma fino a 35-40 anni addirittura, e le donne hanno il primo figlio sempre più tardi. La situazione è tragica, perché non c’è più nulla di normale o che sappia suscitare in me un minimo di ottimismo qui: la nostra economia non crescerà, siamo gli ultimi dell’UE in ogni classifica eper di più stiamo subendo un inesorabile declino.

Noi ragazzacci di questa generazione poi, occupiamo posizioni e ruoli sociali di molto inferiori a quelle dei nostri genitori: nessuno ha fiducia in noi, anche perché chi detiene saldamente il potere e manco ci pensa a schiodarsi da certe posizioni per il bene ed il futuro del paese è più che vecchio. Immaginate quindi che visione possa avere e che interessi possa difendere: quelli degli anziani. Che domani non ci saranno più e quindi non serviranno per far rinascere o mandare avanti il paese.
Che lo vogliate o no, cinico o meno che sia, le cose stanno così.

La recessione unita al vento proveniente dagli Usa nei prossimi anni si farà sentire più forte e di solito con una recessione i posti di lavoro tendono a scendere. In Italia invece l’occupazione salirà, però magia, scenderanno ulteriormente gli stipendi. E’ la moda degli ultimi anni, giusto perché a noi piace andare controcorrente.

Tutto questo sarà possibile grazie alla legge Maroni, quella del contratto a progetto che ci sta lentamente (o velocemente?) suicidando. Sostanzialmente un lavoratore dipendente viene trasformato in un simpatico e flessibile precario. Con tanti saluti alla pensione e a tutti i valori elettorali di questo povera, poverissima nazione di provincia.

Gli Episodi precedenti:


Coitus? Interruptus est

febbraio 28, 2008

Anche questo blog “appoggia la proposta del professor Carlo Flamigni per dire basta ai medici che lavorano negli ospedali pubblici ma si rifiutano di garantire il diritto di interrompere la gravidanza” o di prescrivere la pillola del giorno dopo, che non interrompe un bel niente. Un medico dovrebbe saperlo e non dovrebbe fare finta di avere davanti un assassina che chiede la pillola della morte.

“Se non gli piacciono le leggi dello Stato, vadano a lavorare negli ospedali cattolici”. Che dovrebbero comunque rispettare le leggi dello Stato, aggiungo io. Al massimo possono chiedere asilo politico nella redazione de “Il Foglio”.


Barbarica Daria

febbraio 25, 2008

Daria Bignardi batte Giuliano Ferrara 194 a 0.
Devo ammetterlo: si è visto che la Bignardi si sentiva giustamente e direttamente coinvolta riguardo a questa battaglia (difendere la legge 194 è un dovere, seppur sia incredibile nel 2008), così come si è capito che Ferrara stia facendo un gioco sporco per conto terzi. Usa pericolosamente e politicamente parole come “pro-life” (come se gli altri fossero contro la vita) e non solo riduce e ritiene l’aborto come una semplice pratica anti-concezionale, ma considera le donne alla stregua delle marionette. Per lui infatti sono soltanto i maschi e la società maschilista che portano una donna ad abortire.

La soluzione, sempre secondo Ferrara, sarebbe “sottoporre le donne al bagno di democrazia”. Il bagno di Democrazia, capito?


Burro di arachidi

febbraio 16, 2008

“parto con un mio assegno di 250 mila euro la cui foto verrà pubblicata, così come la foto dei miei testicoli”.

Credo che l’immagine dei testicoli di Giuliano Ferrara sia una delle mosse più azzeccate per difendere la laicità dell’aborto. Per una donna infatti la sola idea di poter avere un figlio con la sindrome di Ferrara, basta ed avanza.


Suffragette, a noi!

febbraio 13, 2008

//www.movieactors.com/

Se continuerò a creare post come quello che mi accingo a scrivere, probabilmente qualcuno penserà davvero che sono passato dall’altra sponda. Ma no, non c’è nulla di più sbagliato nel pensare una cosa simile. Premesso questo, sento di far notare alcune cose alle donne di oggi.

Partiamo dagli anni ’70: allora c’era il femminismo insieme a tanti rivolgimenti sociali e forse le donne che allora erano giovani si aspettavano, nel 2008, di trovare ai vertici della cultura, della politica, dell’economia, ecc…un maggior numero di donne, appunto. Una sorta di allegra invasione per giungere al potere come i coetanei uomini. Invece no, non è andata così e lo sapete bene anche voi. In poco più di 40 anni la conquista di spazio da parte delle donne è rimasta limitata, per vari motivi, come ho accennato anche in altri post.
Per esempio, magari voi pensavate che il 50% di donne nelle liste elettorali per le primarie del PD non sarebbe stata una concessione di Veltroni, ma una semplice evoluzione della società moderna italiana, un raggiungimento di un vostro obiettivo insomma (negli altri partiti la situazione è tragica).

Dall’altro lato però le donne hanno ottenuto anche delle conquiste civili: ad esempio, una volta non tutti i figli potevano affermare di essere nati per il volere di una madre e non perché le era capitato; un figlio non voluto nella maggior parte dei casi è infatti infelice. Oggi invece una donna non deve per forza sposarsi e piuttosto che, a causa dei piatti che volano col marito, far star mare i figli si ha la possibilità di divorziare. Parlo dei casi che riguardano persone intelligenti, certo.
Quando invece mi riferisco a persone retrograde e con doppi fini parlo dell’attualità e cioé di un’anomalia tutta Italiana. Mi riferisco ad una nostalgia per il passato così grande da voler per forza tornare indietro nei secoli, facendo credere che la legge 194 non sia soltanto una materia di baruffe politiche. Perché un cattolico vero o meglio, una persona dotata di intelletto, nel 2008 non permetterebbe la diffusione smodata dell’AIDS per vietare l’uso del preservativo, con l’obiettivo di difendere chissà quale principio o per guadagnarsi chissà cosa; una persona responsabile e che davvero vuole tutelare la vita (vorrei sapere chi è contro la vita), mai negherebbe il futuro ad una donna impedendole di abortire usando la scusa di una telefonata anonima per arrivare all’assurdo assioma di sequestrarle il feto o, comicamente, l’utero.

Ed è proprio in questi giorni che rifletto e penso che le donne non siano poi così interessate a difendere le loro conquiste e i loro diritti. Un po’ come tutti noi altri, certo. Ma da molto tempo a questa parte per esempio, nelle intercettazioni telefoniche io intravedo un’immagine più che degradata del genere femminile. Un sesso che viene considerato alla stregua dei capi di bestiame da far passare tra uomo e uomo col fine di ottenere favori o posizioni; e ancora, nella stragrande maggioranza degli show televisivi, gli ospiti sono uomini. Se c’è una donna o è li in funzione di “figa” oppure è ritenuta una cretina a cui dare la parola il meno possibile (qui dovrei aprire un’altra parentesi ma non mi dilungo).

Potrei fare tanti altri esempi sulla presunta e mai raggiunta parità. Basta pensare alla vicenda Carla Bruni-Sarkozy; provate a pensare se Angela Merkel o, che so io, Ségolène Royal – che sono più carine di Sarkò nonostante tutto – si fossero messe con Raoul Bova o un altro belloccio. Cosa sarebbe successo? Sacrilegio, sarebbe venuto giù il mondo. Perché il lui più giovane di turno sarebbe passato per un puttaniere, un gigolò che si mette con una vecchia. Così no.

Donne, almeno voi, unitevi e mostrateci che la strada per cambiare davvero le cose esiste ed inizia dal cominciare a difendere i diritti basilari di ogni società civile moderna.


La Chiesa è Amore

febbraio 5, 2008

Cito dal post di Gilioli che “la Chiesa è Amore” per svariati motivi:

Se il vostro coniuge è sieropositivo, non potete usare il preservativo: o vi ammalate o non trombate più per il resto della vita.
Se siete donne non potete prendere la pillola, ma se rimanete incinte non potete abortire.
Non potete cercare una gravidanza in provetta, ma se il feto nasce alla ventitreesima settimana dovete fare di tutto per tenerelo in vita anche se non ha i polmoni o altri organi vitali.
Se il figlio poi arriva paraplegico, non potete cercare di guarirlo con le staminali perché è peccato.
Se poi un vostro familiare ha un male terminale e vuole andarsene in modo indolore, non potete fare neanche questo e dovete farlo morire lentamente con atroci sofferenze fino all’ultimo.
E se invece l’aiutate, non avrà i funerali religiosi perché ha commesso un peccato grave.
E’ proprio vero: la Chiesa è amore.

Non capisco però perché Gilioli abbia rimosso il post; spero non vi siano state pressioni “editoriali” insomma. Qualcuno sa qualcosa in merito?
O forse è l’otto per mille che è potere?