Beppe Grillo si BlogBabelizza

aprile 10, 2008

Secondo voi perché Beppe Grillo, per la prima volta, veste i panni del “blogger comune” e chiede ai lettori di essere votato nella classifica del Time?

Il risultato è che nella classifica dei top 5, il blog di Beppe Grillo è già straprimo con 108 e passa mila voti.

Ma con quale pro, con quale fine? Forse alcune parti della risposta possiamo ritrovarle qui e qui.

Stiamo sempre attenti a farci svuotare del nostro “Io” delegando a destra e a manca. Abbiamo bisogno di risvegliare il nostro pensiero individuale e la coscienza sociale comune, non di appiattire definitivamente le nostre idee sottoforma di commento ad un blog.

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Abitudini

marzo 26, 2008

Ci sono tante cose a cui mi sono abituato in questi anni.

Per esempio mi sono abituato alla guerra in Iraq, perché il telegiornale non ne parla più e nessun blogger scrive più del fatto che siamo dentro una guerra illegale.
Mi sono abituato a Fede, al Tg4, a Vespa, allo scarso, anti-etico e patetico livello dell’informazione italiana.
Mi sono abituato a Mastella e a Dini (ma non alla Binetti).
Mi sono abituato anche alle discussioni su BlogBabel.
Mi sono abituato a Bush, a Casini, al papa, a Volonté, a Pannella…
Insomma, ci siamo abituati un po’ a tutto e ci passiamo sopra ogni giorno con un carroarmato, ignorando a destra e a manca.

Ma a Berlusconi ed alle sue stronzate no, non mi abituerò mai.


A Suzukimaruti

febbraio 8, 2008

 

Dal Flickr di Suzukimaruti

In principio la famosa poesia di Leopardi non fu intitolata “A Silvia”, ma “A Silvio”. Poi con l’intervento di Enrico (e un convincente post chilometrico in cui linkava Leopardi) tutto si sistemò per il meglio, titolo compreso:

Io i post corti e leggiadri
talor lasciando e le sudate dita sulla tastiera,
ove il tempo mio primo
e di me si spendea la miglior parte,
d’in su i Veltroni del paterno loft
porgea gli orecchi al suon della tua barra spaziatrice,
ed alla man veloce
che percorrea la faticosa periferica.

Dal Flickr di Stefano Epifani

Suzukimaruti è l’essenza dell’essere blogger. Suzukimaruti è il blogger che vorrei essere. Suzukimaruti è “il blogger”. Suzukimaruti non è un’auto. “Suz” (…che chiamarlo “Zuki”, “Mar” o “Ruti” non suonava bene), così come sono soliti chiamarlo i suoi estimatori, può permettersi di andare in vacanza quando cade il governo e non postare per giorni, ha il carisma per non scrivere quotidianamente, possiede una capacità d’analisi e visione delle cose fuori dal comune, condita da un’ironia ed un sarcasmo che ti fanno stare li attaccato allo schermo, anche se per leggere il suo post hai dovuto prendere un giorno di ferie e cambiare schermo un paio di volte, perché i pixel si consumano. Lui sa rendere semplice e lieve la lettura di un post impegnato e lungo un gazzilione di righe; non mi stanco mai di leggerlo (e in questo post sarò il suo Emilio Fede).

Dal Flickr di Tambu

E poi non è una blogstar comune. Lui risponde non solo ai tuoi commenti, ma anche alle tue mail nonostante tu gli stia chiedendo come fare la formazione del fantacalcio o come risolvere un problema di trigonometria; ha già le risposte, delle bozze salvate pronte per essere inviate. Perché quella Sola di Enrico aveva già pensato a che cosa potevi scrivergli. Ti ascolta, perché su twitter – tu non lo sai – ma lui legge i tuoi reply. E se non ti risponde è perché lo sta facendo nei commenti del suo blog. Perché dai suoi post escono sempre delle discussioni interessantissime, costruttive, che lasciano il segno. Anche se ogni tanto vola qualche insulto, ma fa parte del gioco. Oltre a quello che scrive, leggendo i commenti ai post impari sempre qualcosa che ti è sfuggito. È recente infatti la proposta di portare nelle scuole come materia di confronto il blog di Suzukimaruti.

Dal Flickr di Yoriah

E ancora, è di Torino ma non tifa Juve. Ed è influente nella blogosfera, più di un meme o di un litigio su BlogBabel. Secondo un attendibile sondaggio dell’importante rivista femminile “Cioé” da una ricerca di TgCom sembra sia il blogger italiano più desiderato dalle donne; in più da un test scientifico studiato appositamente da un’equipe di professionisti è emerso che il ritratto del lui ideale per le adolescenti ricalca il profilo di Enrico Sola. Come se non bastasse, alla domanda “cosa usa una donna per eccitarsi nel praticare del sano auto-erotismo” la risposta della maggioranza è stata penso all’header del suo blog, e successivamente all’autore – ovviamente”. Infine è da menzionare che la comunità gay della Rete lo colloca ai primi posti tra gli uomini più affascinanti del web 2.0. Come vedete nella foto qua sotto inoltre, Suz sa prendersi in giro, ma anche quando fa la “magnum” ha stile da vendere.

Dal Flickr di Pietro Izzo

Suzukimaruti o lo ami o lo odi. Come accade con Baggio, Savicevic, quei giocatori li non troppo costanti che però quando giocano ti fanno impazzire e ti fanno vincere tutto, anche le elezioni. E non da niente per scontato, è sempre pronto a interrogarsi sulle grandi questioni della vita. Perché ad esempio, insieme ad altri io gli avevo chiesto – prima che partisse per i Caraibi dei poveri – di scrivere un post sull’attuale situazione politica, su cosa potrebbe succedere, sull’Italia… E infine l’ha fatto, ha regalato una sorpresa a tutti. E io sono felicissimo quando leggo le opinioni, i pareri e le conversazioni politiche di Enrico. Perché lui sa tradurre con forza le parole giuste i sentimenti politici e patriottici di noi col cuore a sinistra. La semiotica ce l’ha nelle dita e si esprime sottoforma di un ticchettio sulle lettere della keyboard. E se quando scrivo un commento lungo metto dei puntini tra un paragrafetto e l’altro…lo devo a lui.

Dal Flickr di Stefano Epifani

Tutto questo è stato semplicemente scritto e pensato per dirvi di leggere il suo ultimo post. Mi riconosco nel 99% delle cose che dice Enrico, anche se ancora non riesco a sentire la fiducia e la speranza del cambiamento che intravede lui.
Credetemi, riflettereprima di decidere a priori – sulle varie prospettive che il Futuro prossimo potrebbe riservarci ne vale la pena, semplicemente perché ne va di tutti Noi. Anche se siete juventini, clerico-fascisti e siete iscritti alla P2.

PS: potrei inaugurare l’angolo dei ritratti di blogger, non lo escludo dopo questo excursus.
NB: non sono gay e con questo post non ho fatto outing: si scherza, ma meglio specificare… Vedrete quando farò anche il ritratto di Napolux o Dario Salvelli per esempio 😛


Il duro mestiere della fidanzata del blogger

febbraio 1, 2008

Scrivo questo post per voi, donne di malaffare che sedete alla destra del vostro fidanzato blogger. Per inciso, “sedere alla destra” ha un significato tutto mistico. Quindi occhio a chi avete di fianco.

So bene che è difficile passare i weekend o le lunghe serate infrasettimanali con il vostro amato blog-fidanzato, perché già mi vedo le scene: lui se ne sta li al pc bello comodo ignorandovi completamente. “Tesoro, cazzo, sto scrivendo un post, lasciami concentrare e non rompere”, sarà una delle frasi più usate, quando magari lei è dietro di voi con il suo amante di colore che ci da dentro di gusto ma voi siete talmente concentrati sui commenti al post di blogbabel che non ve ne accorgete. Nemmeno quando lui, educatamente vi saluterà andandosene felice.

Per farvi vari esempi, io già me li immagino sti blogger. Escluso Sw4n, che ancora vuole farci credere di non aver mai confessato alla fidanzata di avere uno dei blog più visitati d’Italia, potrebbero venirmi in mente Napolux, Beggi, Gioxx, Luca Sartoni, Stefigno, Pietro Izzo… Non so se tutti hanno una fidanzata o peggio, una moglie, però posso immaginarmeli in certi momenti (anche io so cosa vuol dire, credetemi). Perché non ci ho messo Axell? Ma semplice, perché Axell è in guerra con gli americani e quindi sta vivendo una tregua con la sua dolce metà, che secondo me è dentro fino al collo in questo “black out” dei server: è lei che ha hackato i server usa e tiene in pugno anche il marito. Era l’unico modo per farlo smettere di bloggare per un po’.
Mi sono quindi fatto un viaggio mentale immaginario (sono un fottuto pazzo, ok) spiegandovi come, verosimilmente, vanno le cose entrando in varie case. Cioé in realtà ci sono andato davvero nelle loro case, ma loro non lo ammetteranno mai.

Qui casa Napolux. Sarò buono perché ho conosciuto Roberta e devo ammettere che sembra brava e comprensiva. Non mi sembra una che si arrabbia più di tanto li per li ma piuttosto…te la fa pagare al momento giusto. Perché Roberta sa che la vendetta è un piatto che va servito freddo, tipo la sera, quando il nostro Napolux va a letto con intenti focosi. Lei non alza la voce ma è perfida se vuole, e se Francesco prova ad ignorarla quando parla solo perché sta scrivendo un post sono cazzi acidissimi. Anche se lui sta cercando di addolcirla raccontandole il meglio, blogghisticamente parlando, della settimana…lei risponde con un “Fuksas!”, che sa molto di “vai afk”.

Qui casa Beggi. Entri in casa di Andrea Beggi e nulla è lasciato al caso: sui muri, appesi, i Beggi’s facts e in un angolo angusto (sotto i facts che son li a ricordare le onte da lavare via) due programmatori occhialuti assunti personalmente per trovare un modo, uno script per capire come effettivamente mettere in pratica questi famigerati “facts”. Beggi tiranneggia su questi due poveretti, che non escono da quella casa dal lontano 1984. Sua moglie (a cui ha regalato una collana di “perl”, ricordiamolo) non può proferire parola quando lui scrive un post, se non per chiedergli se desidera qualcosa da mangiare; il pericolo è di ricevere indietro un mouse rotante al grido di “eee!”. Non credete alle sue dichiarazioni di provetto casalingo, in realtà mentre A.B. scrive, sua moglie è costretta a fare le faccende di casa. Un evoluzione 2.0 della versione divano-tv-telecomando.

Qui casa Gioxx. Il dubbio che le “xx” del nick Gioxx significassero qualcosa di più che “baci-baci” diventa realtà all’ingresso. Fuori, parcheggiata si trova la sua taroccatissima (e quindi bellissima, la mia è invidia!) Peugeot 206 e, sedute con cintura, al suo interno, troviamo numero 3 bambole gonfiabili con appiccicata all’altezza della faccia, per ognuna, le facce di: Stefigno, Napolux e Zeno. La cosa si fa inquietante, decido quindi di entrare in casa sua. Non l’avessi mai fatto: Gioxx ha foto di Marilu appese ovunque nella stanza, come un’ossessione ricorrente. Ma la sua è una tattica vincente: in casa Gioxx ha una scuderia tutta sua, formata da 10 pin up che pascolano in giardino, pronte ad intervenire ad ogni suo schioccare di dita. Gioxx trae forza ed ispirazione da loro; è lui il Tinto Brass 2.0.

Qui casa “Uattàà” Sartoni. Per suonare il campanello bisogna tirare un calcio volante su una noce di cocco appesa sopra la vostra testa, davanti alla porta; solo così il complicato meccanismo di avviso potrà scattare, e solo a quel punto Luca vi aprirà, inchinandosi con le mani giunte. Preoccupatevi se esce vestito con un kimono ed una cintura nera allacciata in vita. Come mi ha spiegato Jtheo, con due dita può farvi provare un dolore disumano; se invece siete donne, pensate che sensazioni può farvi provare con 5 dita… Sta di fatto che le sue donne (la poligamia è il futuro, prendete msn messenger ad esempio…!) per staccarlo dal pc quando sta bloggando hanno dovuto guardarsi tutti i film di Van Damme ed imparare punti di pressione segreti: Luca infatti è pieno di lividi causati da improvvisi svenimenti con conseguenti testate prese sui tavoli su cui stramazza. La cura sembra però funzionare, perché Luca è costretto a postare nei ritagli di tempo e nei luoghi più angusti.

Qui casa “Stefì”. Quindi siamo un po’ ovunque, anche a casa di xlthlx, a Padova, ecc…ma non importa: Stefigno usufruisce ovunque di una connessione, con qualsiasi “device”, anche con un ferro da stiro. So per certo che lui i post li scrive in bagno, perché li si concentra meglio e le sue ipotetiche donne sono ormai assuefatte alle ore che Stefigno passa col suo amico W(ater). Ora che ha cominciato con le dirette in cui promette di mostrare le parti del corpo più nascoste, tutte le spasimanti di Stefigno sono avvisate: se vogliono combinare, lo devono fare alla luce del sole, davanti alla blogosfera italiana che commenta, in rigorosa diretta, ciò a cui si assiste.

Qui casa Izzo. Volano piatti, forchette, cristalli liquidi per capelli e chi più ne ha più ne metta a Casa Izzo, altro che. Siccome Pietro è un artista puro, uno di quelli che trae ispirazione da qualsiasi cosa, anche da un water abbandonato tra i cassonetti, la sua donna è disperata. Disperata perché magari sta parlando da 15 minuti con Pietro che invece sta pensando a come cazzeggiare scientificamente on line, disperata perché nonostante le sue sfuriate Pietro non migliora. Anzi, magari posta su Flickr le foto di quei momenti, quando lei tra uno sbuffo e l’altro si incazza come un iena perché non gli dedica tempo a sufficienza. Pietro non ti preoccupare, ti capisco. Lui, imperterrito, usa la forza trasmessa dai cristalli liquidi per tenere lontano fastidiose scocciature domestiche; la lucidità acciecante dei suoi capelli sembra funzionare, per ora l’attività di blogger di Pietro Izzo andrà avanti.

…Per una volta non vi racconterò nel mio caso cosa accade: rischierei fratture multiple. Con buona pace di tutte le altre fidanzate.


Ti batterò, Blogbabel

ottobre 30, 2007

A noi due BlogBabel. Ti ho scoperto, anche tu non sei messo tanto bene: sei alla posizione 118 nella classifica stilata da te stesso, caro blog di BlogBabel.
Non fare la blogstar: con me non hai presa.

Non voglio star qui a darti corda riempiendoti la tua pagina principale, blog di BlogBabel, non voglio fare il tuo gioco. Però voglio superarti, sarà un gioco divertente misurarselo con te. Sì, mi ergerò a paladino dei più deboli per far capire anche ai più forti che le classifiche sono un po’ una boiata ma sono necessarie ad alcuni per avere notorietà e guadagnare qualche soldino. Ah, e anche ad avere credibilità sui media più “tradizionali” perché, essendo tradizionali, hanno bisogno di metodi classici per capirci qualcosa e stereotipare il tutto.
Quindi ti supererò torre di babele dei blog, non mi fai paura. E lo dimostra il fatto che non ho inserito alcun link in questo post. E quando arriverò alla posizione 117 il tuo dominio sarà finito. Un precario che scala la gerarchia sociale difficilmente si trova in giro.

E allora potrò anche io bullarmi di tutto questo su twitter come fanno tanti bloggeroni con la pancia piena, ricevendo tanti replies che mi manderanno in estasi e attirando su di me tante invidie di rosiconi col…feed minuscolo.

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Di cosa si parla?

ottobre 20, 2007

In entrambe i casi, sempre e comunque di mestruazioni. Nel primo caso si tratta di mestruazioni artistiche, un po’ comuniste; nel secondo caso si parla di mestruazioni filo-governative.

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