L’isola che non c’è

settembre 24, 2008

PROFILO DEL BLOGGER – Il blogger tipico è maschio, tra i 18 e i 34 anni, con un reddito annuo di più di 75.000 dollari (51.000 euro). In media rimane attivo per tre anni e, in un caso su due, si trova al suo secondo blog. Il 69% del campione intervistato ritiene di trattare argomenti personali mentre il 65% si identifica come blogger professionale (chi periodicamente o occasionalmente pubblica commenti o informazioni non ufficiali relative a società, prodotti, ecc).

E non esiste.

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Cazzo figa culo e tette

settembre 18, 2008

Questo post nasce un po’ per rispondere ad un commento, ma è anche un pensiero non troppo approfondito in merito a tutto quello che sto leggendo in questi giorni. Poi vorrei anche chiudere la questione, che in questi ultimi tempi ci sarebbe ben altro a cui pensare, scrivere e riflettere. Per dire, l’Italia è ormai civilmente alla deriva, tra recessione, razzismo, ignoranza, cazzo figa culo e tette. Che per me è sempre suonata come un’esclamazione quando non ci si capisce più niente e vuoi sfogarti facendo quello che ti pare, quindi ne dici un po’ di tutti i colori.

Tornando al frivolo che dovrebbe invece sapere di concreto, pochi stanno ammettendo che alla blogfest abbiamo perso una bella occasione, rotture a parte. Le conferenze, perché tali erano, sono andate così perché c’erano volti più o meno noti, un palco più alto degli interlocutori, un micrfono e…due palle così. Ma i motivi sono diversi.

Nel senso che comunque, anche chi si sta lamentando o, in certi casi, rosica perché non c’è stato, non se lo sono cagato di striscio, non c’è nelle foto, ecc…di contro non è che sta cambiando il mondo. Anzi.
Cioé molti dei pochi lamentosi sono magari i primi che agiscono per invidia e si comporterebbero nello stesso modo. Sono supposizioni, per carità, ma visto che siamo orizzontali (come vi dicevo nel post precedente), io scrivo quello che voglio. Ma il perché di tutto questo qualcuno lo conosce?

Perché ci prendiamo troppo sul serio. Punto.
Come ho già spiegato (lo so mi sto auto-citando ma chissenefrega, cazzo figa culo e tette, a quanto pare non vi entra in testa), easy cazzo, siamo tra amici, alla fin fine siamo solo dei cazzari con la passione di scrivere, comunicare, informarsi e arricchire le conoscenze. Ognuno di voi, provi a rileggersi nei primi post scritti nella propria radiosa carriera di blogger.

Già, vi fanno ridere quei post, vero? Però ricordate con piacere quei momenti, in cui tutto era così bello e nuovo di zecca; sembravate degli scolaretti al primo giorno di scuola, perché piano piano scoprivate sempre cose nuove, trucchetti nuovi e chissà che festa al primo link di ritorno. Chissà dov’è finito tutto questo. In un tag? In un tumblr? In una marchetta? O in un cazzo figa culo tette?

Sugli awards non do’ giudizio, secondo me fatti in questo modo non hanno senso. Se solo la manifestazione e certe persone, pur di ricercare visibilità in ogni modo, evitassero comportamenti un po’ patetici (che visti da fuori, credetemi, fanno la figura degli.. qui mi censuro perché poi nei commenti si tradirebbero), fottendosene della stampa tradizionale – che tanto si è visto come ha trattato l’argomento e quali nomi ha fatto – le cose andrebbero decisamente meglio. E verrebbero fatte in un altro modo.

Poi chissenefrega del pass viola, voglio dire. C’è gente come Maxime, Kurai, ecc… – per inciso…dei grandi! – che piuttosto che andare ad ogni pasto al buffet riservato ha preferito stare in compagnia e socializzare con tutti gli altri; cioé per carità, sarei stato il primo ad abbuffarmi aggratis, però magari qualche casino per fare entrare tutti, portare fuori da mangiare a mo’ di profughi o qualche tentativo solo per organizzare qualcosa insieme, giusto per la sera, l’avrei fatto. Quando però vedo che non c’è interesse se non c’è link con un PR di almeno 4 mi passa la voglia.

Insomma ci sono altri che parlano solamente con quelli più conosciuti, pappappero. Ma va bene lo stesso, a me non interessa, provo più soddisfazione a mangiarmi un paninazzo con gara di rutto libero ed annessa caciara con tanti amici, piuttosto che stare sempre seduto composto, stando attento a non pestare i piedi o sporcare di sugo la camicia di qualche blogger importante.

Sapete cos’è? E’ che anche la blogosfera italiana è lo specchio di questo paese. Sta invecchiando rapidamente, nel fisico, nei modi, nella testa e spesso rifiuta nuovi arrivati, magari intelligenti, brillanti ma un po’ fuori dalle canoniche regole auto-biografiche perché è pigra. O perché appunto, non fai parte della cricca.

Volete un’altra metafora, che ora va di moda?
La blogfest è stata un po’ come un post senza commenti.


It’s only Rock and Roll

settembre 15, 2008

Ebbene sì, abbiamo incendiato computer, fumato macbook, spacciato iphone e fatto sesso di gruppo con dei Nabaztag hackati. E ok, qualcuno ha anche usato alcune Canon Eos come sex-toy, ma senza ricorrere ad alcun lubrificante.

La realtà però è un’altra. Questi qua (narrativizzazione a parte) non ci hanno capito niente ancora, nemmeno questa volta. O meglio, non ci hanno capito un beato cacchio, per usare un termine che più si accosta alla situazione. E questo “cacchio” lo diffondono alla gggente e chissà che idea di Internet e dei blogger ci sarà in giro.

Provate solo a pensare che cosa si immagini una persona normale leggendo un articolo del genere: centinaia di schiere di personaggi strani, occhialuti, vestiti da hacker, che io lo so, gli hacker si vestono col cappuccio e il volto coperto e Dio solo sa cosa fanno quando stanno insieme. E in più tutte queste persone hanno eletto all’unanimità Beppe Grillo come blogger dell’anno, “incoronandolo” tra cori e canti di vittoria.

Insomma i blogger, quelli veri, quelli che non se li caga nessuno se non fa comodo, quelli che spendono molto tempo a tirarsi segoni mentali epocali, avrebbero eletto come miglior esponente uno che manco risponde ai commenti. Come se questi awards fossero una manifestazione credibile e autoritaria, ecco.

Per carità, non ho niente contro nessuno, quindi vorrei evitare polemiche; sto solo esprimendo un parere, se per caso non siete d’accordo mica mi offendo. Però voglio dirlo, che mi sento un peso insostenibile qui sui polpastrelli. Secondo me molte discussioni, molte conferenze e molti dibattiti mancati sono stati una mezza delusione, dei quasi flop. E vi spiegherò anche perché.

Bisogna smetterla di voler cambiare il sistema, l’informazione e i contenuti comportandosi come da etichetta, travestendosi da coloro che tanto critichiamo. Che poi in fondo in fondo non siamo nemmeno capaci. Perché abbiamo perso un’ottima occasione alla BlogFest.

Facendola corta, Fashion Camp a parte, in cui – che interessi o no l’argomento – c’è stata partecipazione, ironia e orizzontalità, tanta gente si è annoiata purtroppo. Bastava leggere twitter, come molti si affrettano a spiegare. No, bastava soltanto essere obiettivi. Perché i barcamp sono delle non-conferenze, come da definizione: quindi easy, fratello. Invece tutti lì a prendersi troppo sul serio.

Poi venne il famigerato dibattito sull’informazione. Se vi dico quante persone si sono affrettate a dirmi che si stavano frantumando le scatole, non mi crederete. E mi dispiace, perché i presupposti c’erano tutti, a partire dagli ospiti; infatti sono rimasto sino alla fine, lì ad ascoltarmi anche tutti i luoghi comuni di Facci, ansioso di assistere al confronto con il pubblico, perché ogni barcamp dovrebbe essere il luogo per eccellenza dove non esistono fottute gerarchie, dove non per forza qualcuno sta seduto più in alto e parla al microfono.

E invece, udite udite, “no”. Scusate ma non c’è più tempo, i calcoli sono stati fatti male; e vabbé, capita dai, sarà per la prossima volta. Dopotutto mi capita tutti i giorni di trovare De Biase, Pasteris, Mantellini, ecc… a parlare di informazione e comunicazione.

Però c’è stato tempo per gli awards, su cui preferirei evitare giudizi, anche perché l’ha già fatto qualcun altro. E rosichii evitabili a parte, era un’altra cosa che poteva essere pensata meglio. Categorie sballate, nomination strane e così via. Salverei Leonardo e pochi altri. Chissenefrega certo, però sono tutte occasioni perse; per altre pippe mentali magari, ma forse no.

Per inciso poi vorrei anche far notare che sovrapporre tutti i Barcamp non è stato così vantaggioso. Insomma si doveva scegliere, saltando molte cose interessanti per cause di forza maggiore. Nessuno ha mai considerato la mezza giornata per ognuno? Certo, la pioggia non ha aiutato, ma sicuramente alcuni non mi perdoneranno l’assenza ai loro interventi.

Arriva quindi la domenica, con il tanto atteso Adv Camp. Fortunatamente ho assistito a quasi tutti gli interventi più interessanti (Kurai, Giovanni, Davide Turi, Massarotto e pochi altri – pardon Matteo LK ma non sapevo che ti eri segnato). Ma al mattino, dopo che una dipendente Microsoft durante il suo speech ha affermato di credere fortemente nei banner, me ne sono uscito di corsa. Ah se solo avessi trovato il tempo di prepararmi un intervento! Avrei potuto persino dire qualcosa di decente; pensare che volevo parlare di errori e strade da percorrere e non, cose come infilare banner pubblicitari di voli low cost in articoli di aerei caduti con centinaia di morti. E via così, magari interagendo col pubblico, che le facce di chi ti ascolta dicono molto.

Al diavolo però, in contemporanea mi sono perso anche il Media Camp con Vittorio Pasteris, che se proprio andiamo a vedere per me era molto interessante, decisamente. Sono rimasto pochi minuti purtroppo, e mi sono mangiato le mani.

Per smettere di tediarvi e rendere l’idea, molti non addetti ai lavori (leggi tra le righe, molti non-blogger presenti) mi hanno spiegato che le conferenze sembravano noiose e tradizionalissime lezioni universitarie con un professore. E io gli volevo spiegare che no, questi non siamo noi blogger, che noi abbiamo il potere di rendere orizzontale tutto ciò che tocchiamo con uno schiocco di dita. Non pensate male, per carità.

Davvero, credetemi: il post casereccio, un po’ grottesco e gossipparo, quello in cui ringrazio per l’ospitalità, il buffet di sabato e tutto il resto, lo scriverò lo stesso.
Intanto fidatevi di me, sulla parola: anche se non invitiamo un paio di personaggi considerati vip, se non coinvolgiamo i giornalisti o ci facciamo riprendere da una maledetta telecamera, possiamo divertirci lo stesso. Le foto su Flickr infatti sono più belle.

Giuro, anche senza avere “un’idea della madonna” (vi invito ad usarla come keyword per quel link).

Che poi lo stare insieme è la vera ed unica ragione per cui si organizzano questi eventi; anzi, in realtà sarebbe fare casino!
Rock and roll baby!


L’utilità dei Social Media: tutti intorno a Te

settembre 11, 2008


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I social-media sono straordinari. Ok, non l’ho intuito adesso, non fraintendetemi.
Ma ci sono momenti in cui te ne rendi conto, ti accorgi della loro incredibile potenza, immediatezza, capacità di creare legami, fare Rete, eccetera eccetera.

L’immagine che vedete qui sopra è la testimonianza vivente di quello che vi sto raccontando. Ieri decine di persone che ho conosciuto in questi 2 anni di blog e blogosfera, mi hanno inviato i loro Auguri “a portata di click”. E ognuno in modo diverso, con lo stile che più preferiva, nel modo più originale possibile.

Sì perché anche se si tratta di un mondo virtuale, la personalità di ognuno viene rispettata e rispecchiata, ovviamente con modi differenti. E’ per questo che ieri, quando ho aperto la mail, devo ammettere che in contemporanea mi si è aperto anche il cuore. Dai, quando mai nella vita avete ricevuto Auguri per il vostro compleanno da più di 100 persone diverse? Avreste passato due giorni al telefono come minimo.

Ecco, non solo ho trovato un modo per non dimenticarmi dei vari compleanni (probabilmente ce la farò comunque a fare figuracce…), ma ho avuto l’ennesima testimonianza di come il mondo stia cambiando, di come la comunicazione tra le persone si stia trasformando, di come Noi stessi siamo in continuo divenire, animali flessibili pronti ad adattarsi al mondo nuovo.

Ecco, anche nel compleanno stiamo diventando 2.0. E adesso non fate i sentimentali con le solite storie del “non ci sono più i bigliettini d’auguri di una volta”, tanto non ci crede nessuno. Io trovo sensazionale il fatto di dover rispondere a tutti questi stimoli provenienti da qualsiasi parte del mondo, in modo pressoché istantaneo, magari stando seduto davanti ad un caffé, per dire. Anche questo ha una certa poesia.

Infine, ma non per ultimo, colgo l’occasione per ringraziare di Cuore tutti quelli che ieri, via sms, via twitter, via gtalk, via Facebook e chi più ne ha più ne metta, mi hanno fatto gli Auguri.
Un ringraziamento speciale va anche a Matteo (il Gas), Ely, Gilles, Vale, Albo, Marty, Simo e gli altri delle panche. Siete stati carinissimi.
E un altro, decisamente più speciale e personale va a G., ma questa è un’altra storia.


Le nuove generazioni PD crescono

settembre 8, 2008

Insieme alla bella Melita Toniolo e al pornoattore Franco Trentalance ci sarà infatti anche Mario Adinolfi. Il giornalista blogger ed esponente del Pd, già candidato alle primarie del partito, ha deciso di partecipare al reality dopo aver annunciato il suo rifiuto.

Mario Adinolfi parteciperà alla Talpa. Ma – ehi – frenate gli animi rivoltosi, lo fa per noi sinistroidi, per il PD, per il futuro che haddavenì:

E prima di andare negli uffici della casa madre del “nemico” vorrei sapere che ne pensate voi, perché io un’idea me la sono fatta, ma ho questo gusto maledetto per il confronto con tutti e allora torno alla domanda: voi, cari (e)lettori democratici, andreste mai a un reality show prodotto da Mediaset? Io sono orientato verso il sì perché mi sono rotto le scatole di pensare che il nostro dialogo con i cittadini si limiti al dibattito attorno all’arguzia dei calembour di Michele Serra, a quanto sarà fico il nuovo programma di Serena Dandini, a quando Nanni Moretti finirà di scrivere il prossimo film. Io sono orientato verso il sì perché mi spunta il gusto di fare qualcosa che la stragrande maggioranza del popolo di centrosinistra considererà un tradimento, mentre secondo me “traditore” è spesso l’epiteto con cui i pavidi etichettano il semplice desiderio di esplorazione di un territorio nuovo. Io sarei orientato per il sì perché le sfide mi tentano sempre, quelle controverse e che espongono al rischio oggettivo di irritare i benpensanti, ancora di più.

Barack, we have a problem. Scherzi a parte, credo che Adinolfi rappresenti un po’ il fallimento totale della sinistra, del Pd, dei fantomatici giovani di sinistra che dovevano cambiare l’Italia. Dove sono?
Dove sono i Mille? Cosa ne pensano? Lo so, Adinolfi non è più con loro da un pezzo, ma sarebbe bello sapere quanti sono rimasti, cosa dicono in merito. E poi, sono ancora mille secondo voi? E il circolo on line di Barack Obama? Si posta, si discute di aria fritta e di belle parole. Questo il cambiamento. Prendendo come emblema il nome di un candidato americano. Giuro, non è uno scherzo.

Massì, parlo di quelli che dovevano cambiare il centro-sinistra e l’Italia; quelli che commentavano in Rete un po’ dappertutto durante la prima fase della loro nascita: per dire, mi ricordo di un Luca Sofri scocciato commentare da Enrico, lì per difendere quello che poi si è rivelato un disastro epocale: il partito democratico.

Usato aziendale che avanza. Ormai è diventato di moda, grazie a Uolter, vendersi e sputtanarsi mettendo le mani avanti con la storia della noia, dell’intellettualoide di sinistra, del “che palle” con ste origini, noi siamo alternativi. Per lui (Adinolfi) “il dialogo coi cittadini” si fa anche partecipando ad un reality show come la Talpa. Con starlette dalla via professionale pressoché inesistente. E poi tornerà qui, sul web, e lì, nel PD, a parlare di politica come se niente fosse.

Sono intorno a noi, in mezzo a noi, in certi casi siamo noi. Qui nessuno è benpensante, nessuno si irrita se Adinolfi va alla Talpa, tanto non la guardavo prima né tantomeno la guarderò ora. Insomma Adinolfi non se lo filava nessuno già politicamente (ricordiamo i catastrofici risultati delle primarie, per dire), figuriamoci ora, con questo exploit. Ecco, l’elettorato berlusconiano un po’ indeciso non lo conquisti facendo queste figuracce.

Lo fa per noi, come Silvio. Fa però tristezza notare che i piddini (yeah, aggiungerei) non abbiano i mezzi politici e culturali per capire. Capire che è un grave autogol; perché così il PD diventa una succursale forzitaliota. Diamine, un candidato alle primarie del PD, presentato da Paola Perego, che va nel confessionale o come cavolo si chiama, il tugurio; ci avreste mai pensato?
E sorridete poi a quelli che fino ad ora han perso tempo attorno all’Adinolfi politico; quelli che lo difendevano in Rete e così via.

La sinistra che cambia, nella forma e nel colore. Ecco l’esempio per i giovani di sinistra: la smania di arrivare dell’Adinolfi parte con Generazione U e passa attraverso l’epiteto di “blogger più letto ed autorevole della Rete”. Certo. Quello che vuole fare il democratico usando gli altri, quello che chiede il parere dei suoi lettori sulla decisione dopo aver già firmato il contratto con Mediaset.

Territori nuovi. Il problema non sono i soldi, chissenefrega se Adinolfi guadagnerà tanto. Che ce lo dica però, lavandosi dal ruolo di leader politico farlocco. Perché non è vero, come scrive Adinolfi nel suo post finto-democratico, che per sopravvivere e fare strada in questa fottuta società bisogna per forza vendersi, sputtanarsi: le giustificazioni false si facevano alle superiori.

Quando le devo per il disturbo? Se tu vuoi venderti, sei libero di farlo, ma non vuol dire che sei tu quello che ha capito tutto, il rivoluzionario di sinistra stanco dei vari Michele Serra (che ormai si sarà anche rotto di fare il ruolo della metafora perpetua). Perché in questo modo fai il gioco del cattivo, per capirci: sì, io sono corrotto, vengo intercettato, ecc…, ma tutti sono come me. No.
Questo mi fa imbestialire, non lo accetto. E’ una morale tipicamente cattolica; basta andare dal prete a confessarsi e si è in pace con sé stessi.

Ti dico che lo fa per noi, giuro. Il problema è che ci sono davvero tante persone di sinistra che si bevono tutte le sciocchezze, le giustificazioni di Adinolfi o chi per lui: probabilmente sono uguali ai berlusconiani. Questi sono convinti che in this way un democristiano che finge di essere di sinistra possa passare un bel messaggio alle masse sulla sinistra, che non è più quella di una volta. Sì perché a leggere i commenti dei sostenitori di Adinolfi, questi sono stra-sicuri che lui andrà in Sud-Africa a rivoluzionare il mondo della comunicazione.

Hard-Core. Immaginatevi la scena: Adinolfi parte con un discorsone ragionato sull’ultima interessantissima prova di sopravvivenza e, proprio in quel momento, il regista stacca sulle tette di Melita bagnate dal mare, passando per il costume un po’ abbassato con le natiche un po’ colorate dalla sabbia. Concetto memorizzato. Sono queste le ironiche sfide al sistema di Adinolfi.

Gne, gne, gne. In realtà infatti, pur di non scomparire, siamo di fronte all’ennesimo trionfo del personalismo di un personaggio considerato di sinistra, che ancora una volta ci ricorda che mai potremo vincere, con questa gente al timone. Mai.

Accidenti, la Talpa considerata come mezzo per far passare nuove idee politiche, la nuova stagione. Fermi tutti, spiegatemi che organismi geneticamente modificati sono arrivati a votare PD, questa volta. Qui sta succedendo qualcosa di strano, qualcosa di così grosso che sarebbe da studiare.

Che vuoi fare da grande? Certo, i soldi fanno la loro parte. Ripeto, non sono un problema, ci mancherebbe, a me farebbero molto comodo; però io non sono nessuno. “Fanculo sonounprecario”, se andrà a fare un reality show. Ma finirebbe lì. Invece Adinolfi, già dal tempo de iMille, quando di colpo prende e si candida per le primarie, “era lì per sgomitare e avere visibilità politica, facendo un po’ di baccano su giovani & democrazia diretta”. E ora con la stessa tattica, prova a ritagliarsi altro spazio. Insomma, vuoi fare il politico o andare a Buona Domenica?

Uno con cui “dialogare”. Adinolfi diventerà simbolo “della sinistra che cambia” per le tv, che cambia talmente tanto da passare dall’altra parte. Adinolfi sarà quello intellettuale di uno dei peggiori reality della tv. Adinolfi sarà il capro espiatorio usato dagli esponenti della destra durante le loro non-argomentazioni. Certo, bisogna dire che non è assolutamente fortunato con le nomination e le votazioni, visti gli zero virgola…
Forza Adinolfi, alla conquista del voto della casalinga di Voghera!

E ora rimaniamo qui, in attesa della vittoria di McCain e della conferenza stampa in cui Obama dichiarerà la sua partecipazione, da sconfitto, ad un reality show.


Chrome contro Chrome

settembre 3, 2008

Il Logo di Chrome
“…Vai, Chromachu, scelgo te!”

Se di colpo vedete dei giornalisti che come prima notizia mettono l’uscita di Chrome, il nuovo browser di Google, insospettitevi. Non vi fa sorridere la cosa? Come no!
Fino a ieri infatti, gli screenshot dei nostri eroi, che catturavano pagine, foto e via discorrendo da quotidiani e riviste di altri paesi, vedevano il niubbissimo Internet Explorer a fare da contorno.

Questo non è un post tecnico sul nuovo browser, non voglio mica togliere il lavoro a gente più esperta di me (!). Diciamo che sono riflessioni personali senza peso di uno a cui piace spesso andare controcorrente, ecco. Insomma io sto con Paul: dietro questo progetto ci sono i Pokemon, non si spiegherebbe altrimenti l’uso della sfera poké come logo.

Tornando a parlare dell’esperienza dei giornalisti con Chrome, posso confidarvi dei segreti, pure verità che si intuiscono facilmente: i giornalisti hanno preso e scopiazzato la notizia dai blog; i giornalisti non hanno testato il browser, così come non hanno mai testato Firefox, Safari o Opera, altrimenti non scriverebbero certe banalità; basta fornirgli termini come “BigG” e “Web Kit” ed è fatta, per loro un prodotto dev’essere una figata.

Sì perché loro dicono “leggero, semplice e velocissimo”, ma in realtà nessuno sospetta che l’abbuffata di task che il browser dovrebbe usare, lo renderà molto probabilmente un po’ pesantino. E poi, obiettivamente, che cos’ha di nuovo questo browser, fuffa giornalistica a parte? Ok, è una beta, calma, ma mi piace dire la verità.

A me Chrome, sinceramente, non piace. Mi sembra Internet Explorer firefoxato ma sbiadito e incompleto. Tra le altre cose ieri sera l’ho testato su Win Xp, apro un sito a caso e cosa succede?

Chrome Crasha
click per ingrandire

Crasha, subito, pam, al primo colpo. Sarà sfortuna, sarà che è beta, sarà che prima che qualcuno mi faccia abbandonare Firefox passeranno eoni.

“Come sei pignolo sonounprecario, sei proprio uno scassaballe, è appena uscito, cosa pretendi?!” Pretendo che la maggior parte dei blogger, soprattutto quelli esperti di tecnologia, non si ecciti per un nonnulla. Capisco l’entusiasmo del momento, capisco che si parla di Google (che lentamente sta completando la metamorfosi da “buona” a “cattiva”), capisco anche la curiosità derivante dall’aver qualcosa di cui parlare.

Ma un po’ di obiettività non guasterebbe.


Red bath mat

settembre 1, 2008

Ebbene sì, anche io sarò alla BlogFest (12-13-14 settembre), ma non chiedetemi quando. Sto valutando se riuscire a farmi sabato e domenica a Riva del Garda (ma esistono informazioni chiare in merito ai prezzi di pernottamento?), che il 10 settembre sarà il mio compleanno e dovrò pur festeggiare il primo quarto di secolo. Sigh e sob, il tempo passa anche per me.

Sicuramente parteciperò all’Adv Camp e possibilmente anche al FashionCamp ed al MediaCamp, vagando a zonzo in cerca di conoscenti, non-conoscenti e…ammiratrici (che non ci sono, ma fa figo dirlo, mi fa sembrare importante). Se per caso sei uno che ogni tanto ha il coraggio di leggermi e vuoi picchiarmi o semplicemente salutarmi, riconoscermi sarà facile: sono alto, biondo, occhi azz fai un giro su flickr e mi troverai con le facce più imbarazzanti possibili, non puoi sbagliarti. In caso, sono quello precario del gruppo.

Se non hai niente da fare in quel weekend, ci vedremo lì, a Riva del Garda; questo il programma della manifestazione. Se poi vogliamo riderci su esiste anche il Red Carpet, nel mio caso “Red bath mat” (tappeto rosso da bagno) per i Macchianera Blog Awards, in cui segnalare i blog preferiti divisi secondo varie categorie. Non si vince niente, ma se per sbaglio vuoi segnalarmi come migliore blog erotico, che so io, ricordati che devi indicare almeno 10 categorie.

Io cercherò di non segnalare i soliti noti, giusto per minare un po’ di certezze alla base del potere. Sì, mi piacciono le teorie di cospirazione. Ovviamente sono corruttibilissimo: in cambio di cibo e bibite offerte, voterei chiunque. Ah, se alloggerò la notte tra sabato e domenica in hotel, vorrei avvisare i blogger presenti nel mio stesso luogo di non stare tranquilli la notte.

Potrei entrare di soppiatto in camera e documentare le varie facce pasticciate dal sonno con videocamera e fotocamera; per essere gentile potrei bussare. Pubblicherei poi il tutto su flickr e youtube. E allora, in quel caso, sai che risate…