Vi prego, intercettatelo subito

aprile 2, 2008

Berlusconi se ne va, via il cuscino. Simbolico.

Berlusconi: «Se vengo ancora intercettato ed escono registrazioni, lascio l’Italia»

Dopo 15 anni di stronzate più o meno grosse l’irriducibile rimane lui. Quella di oggi è dedicata all’evasione, giustificata secondo il nostro eroe preferito. Se solo citasse dati veri sull’effettiva pressione fiscale, se solo qualcuno spiegasse alle masse cos’è accaduto a livello economico nei 5 anni del suo disastroso governo, allora non ci sarebbe niente da ridere.

E’ singolare il fatto che sul web, che Berlusconi ancora ignora – fortunatamente – possiamo intercettarlo e sputtanarlo quanto vogliamo, ma sulla tv no. Questo è probabilmente sintomo dello stagnante vecchiume putrido socio-culturale in cui vive la maggior parte degli italiani, concetto razionalizzabile e riassumibile nella tv generalista che educa e distrae da sempre.

Non è bastata la pessima figura da lui fatta ieri sera, conclusasi con la tristissima battutina finale, specialità della casa; non è bastato vederlo parlare per l’ennesima volta di comunisti, Prodi e altri 50 luoghi comuni vecchi, sciocchi è irrimediabilmente uguali, materiale e cibo adatto soltanto agli ignoranti che si nutrono di fandonie e che non si rendono conto di quanto siano i primi ad essere considerati degli stupidi dal loro premier. E non basterebbero nemmeno altri processi non fatti, altre prescrizioni, altre indagini, altre intercettazioni: lui infatti non se ne andrebbe lo stesso da questo paese che ha contribuito decisamente a rovinare in malomodo.

Perché se gran parte degli italiani fosse…non dico intelligente, ma quantomeno matura, si sarebbe chiesta da tempo molte cose. Ad esempio io potrei domandarmi perché una persona non voglia essere intercettata: io non ho niente da nascondere, intercettatemi pure. E così via, verso nuove mirabolanti avventure.

Infine ci sarebbe anche da commentare il fatto che uno scudo crociato di nome “Pizza” faccia ritardare alcune tra le elezioni in cui gli elettori conteranno meno in assoluto. Ma questa, amici miei, è un’altra storia.

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Pubblicità = progresso?

ottobre 10, 2007

Questo è un post per intenditori, per amanti del genere. Si parla della pubblicità in sé, un pochino di arte, un pochino di me, di voi, della società. Se volete leggerlo tutto (ahivoi sarà lungo, quasi in stile suzuki_consuma_pixel_maruti…ma con piacevoli visioni…!) cliccate sotto. Un consiglio, guardatevi i video tra un paragrafetto e l’altro!

Gli anni ’80, gli anni ’90. Quanti ricordi. L’altro giorno, girovagando per youtube, sono per caso incappato sul video di questa pubblicità; ve la ricordate? Dovrebbe essere del 1990 se non sbaglio. Avevo 7 anni ed ogni volta che vedevo quelle persone circondate da un’aura viola mi sentivo intimorito, un po’ per la musica inquietante, un po’ perché non capivo bene che cavolo avessero di male questi “alieni”; mi spaventavo, perché capivo che l’AIDS era un qualcosa di brutto che associavo alle siringhe, ai drogati di cui parlava la televisione. Del sesso non sapevo ancora un bel niente, non capivo cosa fossero quei rapporti occasionali, quel coso alla fine della pubblicità di forma strana. Ma stavo attento (poi i “drogati”, non di siringhe ovvio, sono diventati miei amici più avanti) perché questa reclam catturava la mia attenzione.


Spot AIDS 1990

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