PerdindirinDini

dicembre 26, 2007

//www.lastampa.it/

Che Dini stia scassando le palle da un po’ di tempo lo sappiamo, anche se forse farebbe bene a preoccuparsi degli affari della moglie (condannata per bancarotta fraudolenta). Che un ministro della maggioranza faccia un’uscita del genere casualmente dopo (finalmente!) che Prodi ha detto verità che chiunque dovrebbe capire su Berlusconi fa pensare. Ad esempio mi fa pensare che Dini e i suoi 4 amici sfigati da cui costantemente il Governo viene minacciato, abbiano rotto le scatole un po’ a tutti. Comunque sia ha ragione, non è possibile andare avanti con ricatti orchestrati da chi ha l’1% o in alcuni casi meno; che se ne vada dal padrone corruttore, una telefonata in più poteva farla.

Ecco, una cosa che invidio all’opposizione è questa: dichiarazioni simili – fatte da uno qualunque in un periodo in cui tutto sommato il Governo stava lentamente riacquistando qualche punto – non sarebbero mai uscite pubblicamente e non sono altro che un suicidio per innescare altre polemiche interne, seminare zizzania e “dare spallate” per conto terzi. Perché di là sulla poltrona sono tutti d’accordo e la pericolosità e gli interessi di una persona con la voce grossa censurano tutto il resto. Bisognerebbe quindi valutare anche e soprattutto le conseguenze di certe affermazioni, non solo a livello politico ma anche a livello socio-economico, pensando al paese una volta tanto.

A sinistra infatti il pluralismo delle opinioni fa sì che chiunque possa destabilizzare da un giorno all’altro la maggioranza. Che in democrazia è giusto, ma a tutto c’è un limite logico.


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