Facci un piacere: apriti un blog

maggio 13, 2008

Da Wikipedia scopro di avere qualcosa in comune con Facci: anche io sono nato a Monza.

Filippo Facci (Monza, 11 maggio 1967) è un giornalista italiano.
Giornalista e scrittore, ha iniziato la sua attività professionale collaborando giovanissimo a L’Unità, a La Repubblica e poi approdando a L’Avanti, quotidiano del Partito Socialista Italiano, dove da “abusivo” si occupò di seguire l’inchiesta su Tangentopoli cercando di fare da contraltare alle notizie che uscivano dalla Procura. Sulla base dei suoi articoli l’Avanti! fu soprannominato “il gazzettino degli avvocati”.
Dal 1994 ha scritto per Il Giornale, per L’Opinione, per Il Tempo sino a tornare a Il Giornale nel 1998 e curando una rubrica quotidiana sulla prima pagina (“Appunto”). Collabora anche con Il Foglio, con Il Riformista e con Grazia. Una sua rubrica su Il Domenicale, settimanale culturale di matrice cattolica edito da Marcello Dell’Utri, è stata soppressa per dissensi con la direzione. Per qualche anno, su Il Giornale e sul Foglio, ha scritto anche critiche e reportage di musica classica poi raccolti in un libro.
Ha partecipato alle trasmissioni Parlamento In, L’antipatico e dal marzo 2008 ha una breve rubrica politica nel programma Mattino Cinque condotto da Claudio Brachino e Barbara D’Urso su Canale 5. È spesso ospite di trasmissioni e talkshow di argomento politico.

Nonostante questo curriculum di tutto rispetto, è proprio Facci che ha scritto il post intitolato “Narco Travaglio” su Macchianera. In cui, in centinaia (probabilmente migliaia) di battute, non riesce minimamente a negare il fatto che Schifani abbia avuto certe frequentazioni. In compenso Leonardo dal suo blog risponde egregiamente a Facci, smentendo completamente il suo post e scomponendolo pezzo per pezzo. Vivamente consigliata la lettura.

Qualcuno dirà “vabbé, è Facci”, ma è sin troppo facile scrivere un post del genere e chiudere i commenti. Cioé già uno che giustifica certe amicizie perché di vecchia data, non può risultare molto credibile. E insomma, come ho scritto ieri, Travaglio non è la giustizia, quindi ci penserà qualcun altro a giudicare, al massimo. Ma la cosa interessante è che nemmeno Facci nega certe frequentazioni. Quindi, come la mettiamo?

La mettiamo che Facci è in contraddizione totale. Perché insultare Travaglio col fine di difendere Schifani non è un buon modo per smentirlo, anzi. Se poi vai a scrivere che Lirio Abbate dice il vero e Travaglio, che lo cita alla lettera, invece mente, il caos è servito. E scusa se qualcuno ha osato interessarsi al passato della seconda carica dello Stato, visto che fino a ieri era uno dei tanti volti. Anzi, peccato che solo un giornalista abbia osato farlo.

Quello che poi non si capisce è il perché Schifani non smentisca un bel nulla. O non aspiri ad un contraddittorio in cui possa controbattere a Travaglio, visto che è tornato prepotentemente di moda. In campagna elettorale il contraddittorio non è lecito, sia mai, mentre quando fa comodo, il cosiddetto contraddittorio all’italiana ci viene sbattuto in faccia come giustificazione suprema a tutto e tutti. Del resto lo dice pure la Finocchiaro (sto parlando di una candidata in Sicilia che prende le difese, seppur indirettamente, di un personaggio che forse ha avuto frequentazioni mafiose…capito perché si perde, poi?).

Per di più Facci usa dei morti (Montanelli e Biagi): nemmeno loro possono smentire. Noi però possiamo dire che Montanelli lavorava con Travaglio, non con Facci. In più, sviando come fa in tutto il suo post, afferma che non è mai esistita una telefonata tra Mangano e dell’Utri. Ma mente. Esiste un’intervista rilasciata dal magistrato Paolo Borsellino il 19 Maggio 1992 ai giornalisti Jean Pierre Moscardo e Fabrizio Calvi in cui si parla proprio di quella telefonata. Per la cronaca, l’intervista venne registrata quattro giorni prima dell’attentato di Capaci in cui fu ucciso Giovanni Falcone: qui il testo integrale e qui il video sopravvissuto alle varie censure (in Italia non è mai andata in onda se non sul satellite. In un punto di questa intervista si parla di ‘cavalli’. “Giornalista: Perché c’è nell’inchiesta della San Valentino, un’intercettazione fra lui e Marcello Dell’Utri in cui si parla di cavalli. Borsellino: Beh, nella conversazione inserita nel maxi-processo, si parla di cavalli da consegnare in albergo, quindi non credo potesse trattarsi effettivamente di cavalli, se qualcuno mi deve recapitare due cavalli, me li recapita all’ippodromo o comunque al maneggio, non certamente dentro l’albergo.”). Insomma, Facci mente anche qui.

Un altro problemuccio poi sorge quando si scopre che persino El Pais, il noto quotidiano spagnolo, scrive un articolo su Schifani, che riporta le stesse identiche cose (qui la traduzione in italiano):

Su nombre, en cambio, ha sido relacionado por la prensa italiana con la criminalidad organizada siciliana, ya que en los años ochenta fue socio de una compañía en la que también figuraban Nino Mandalà, jefe del clan mafioso de Villabate, y de Benny d’Agostino, empresario ligado al histórico dirigente de la Cosa Nostra, Michele Greco.

Abbiamo capito che la questione è nata perché certe dichiarazioni sono state lette in tv; su Internet bene o male, troviamo tutte le fonti necessarie per risalire alla verità. Verità che non è quella di Facci, che ormai eletto ad avversario per antonomasia di Travaglio, nonostante si giochi un buon repertorio di bassezze, alla fine le “prende sempre”, giornalisticamente parlando.

Insomma, nonostante io probabilmente non abbia le capacità giornalistiche e d’analisi dell’uno o dell’altro, mi sento di dare un consiglio a Facci.
Se vuoi questo benedetto contraddittorio, apriti un blog. Anzi, cambia cognome e apriti un blog. Che ormai tutte le battutine legate al tuo cognome non fanno più ridere nessuno, lo so anche io.
Che se ti apri un blog, c’è il rischio che qualcuno – tu compresocominci a prenderti davvero sul serio.

Annunci

Sesso, droga, retroscena e pagelle della CenaLunga

novembre 16, 2007

Ieri si è svolta la CenaLunga, organizzata ottimamente da Giovy, che è riuscito a riunire circa 70 persone; non persone qualunque, qui si parla di blogger. È stata la mia “prima volta” ad un evento blogger-mondano, il mio “ingresso in società” (EH?!) come lo definirebbe napolux e ho conosciuto molte persone (non tutte, credo fosse impossibile). Simpaticoni, nerd e geeks, papponi, apple addicted, provoloni, donne sull’orlo di una crisi di nervi, gente che parlava in binario… Scherzo, l’unico scemo probabilmente ero io.

Non chiedetemi a chi ero seduto vicino al tavolo, i nick non li ricordo, anche se di fronte avevo Lastknight e più in generale ero al tavolo con: Napolux e consorte (:P), il mio amico Mirko, LaFra, ecc…poi certo, ho girato per i tavoli ed ho conosciuto di persona Marco, xlthlx, lalui, Andrea Beggi e tanti altri di cui ovviamente non ricordo il nome. Sì, perché io ho una malattia stranissima: non ricordo i nomi; quando mi si presenta qualcuno, nel momento in cui gli stringo la mano chissà a cosa penso e 10 millesimi di secondo dopo ho già dimenticato il nome. Dopo aver messo le mani avanti ora darò “le pagelle della CenaLunga” che saranno irriverenti, ironiche e implacabili. Ma non a tutti i presenti, anche perché non me li ricordo, come ho spiegato. Non me ne vogliate.

GIOVY, VOTO 10. L’organizzatore supremo della CenaLunga non ne ha sbagliata una, dalla location alla disposizione dei tavoli, dai badge con nickname alla visitina ad ogni tavolo manco fosse “lo sposo” che si assicura che tutto stia andando per il verso giusto. Lastknight prova a creare un po’ di scompiglio rompendo un bicchiere, ma non ce la farà. Divino.

NAPOLUX, VOTO 7,5. Con la macchina carica arriva in anticipo, fa qualche presentazione e, da chioccia, si comporta da veterano. Non fa mai mancare le sue attenzioni alla dolce consorte che non lo molla manco per fare pipì. Vigila sui commensali seduti al suo tavolo senza parlare troppo, strappa qualche foto compromettente che gli costerà caro durante le prossime “notti coniugali” e si comporta come etichetta impone in certe occasioni, sobriamente e con stile indiscusso. Professore.

LAFRA, VOTO 8,5. Candida e quasi sola nel ristretto club delle bionde della serata si siede in un angolo del mio tavolo ma…l’errore risulterà fatale. Quell’angolo infatti è troppo in vista per tutti i maschi-geek della serata (85%) che, senza ritegno, ci provano spudoratamente con tattiche vecchie come il cucco: si sporgono stupiti ed interessatissimi ad ogni cosa di cui parla lafra, anche se magari ha solo detto che “deve andare un attimo in bagno”. Finito di cenare viene costretta a “sposare” (per beneficenza verso i maschietti della serata) varie macchine fotografiche che gli ruberanno l’anima senza ritegno (visto il numero di scatti subiti e presenti su Flickr), utilizzando in ogni scatto il suo famoso “sorriso istituzionale”. Si mostra disponibile ed aperta al dialogo con tutti anche se, sporadicamente, non nasconde il suo disagio. Stoica.

MARCO ZAMPERINI, VOTO 9. Chiudete gli occhi ed immaginatevi un serio e stimato guru del web, con la variante che il funkyprofessor by night impersonifica un uragano di allegria e, insieme al cameraman David Orban, vale da solo mezzo dopo-cena. Si aggira baldanzoso maneggiando e sfiorando con savoir-faire il suo figlioletto iphone che mostra, orgoglioso, un po’ a tutti; l’unico errore della serata infatti è quello di darlo in mano a certe persone che, senza pietà, lo deflorano felici. Iradiddìo.

NINNA, VOTO 7+. Accoglie i veterani con affetto, come solo lei sa fare. Ogni tanto compare dal nulla con la sua immensa macchina fotografica, dotata di obbiettivo che ti scoverebbe anche attraverso le pareti; è lei il collante che tiene unito un estremo e l’altro del tavolo dei big. Spesso gira per i tavoli silenziosa, controllando che tutto vada per il verso giusto. Materna.

ANDREA BEGGI, VOTO 6-. Da uno come lui ci si aspetta di più, invece la forma non era quella dei giorni migliori. Si intrattiene in discussioni impegnative che lo vedono coinvolto emotivamente. In linea di massima si mantiene tra le righe e partecipa attivamente alla serata, evitando però di salire alla ribalta al centro della scena. Trattenuto.

LASTKNIGHT, VOTO 6,5. È lui l’eletto che parla e vede in binario ed è forse per questo che distrugge un bicchiere: ancora non controlla appieno i suoi poteri. Oltre al bianrio ha la capacità di parlare in linguaggio php, java, C++, Perl, Python e Ruby ma noi blogger umani possiamo facilmente comprenderlo mentre parla, non perché siamo ingegneri informatici ma perché Matteo li compila e li interpreta, per noi, mentre discorre del più e del meno. Con uno scatto felino poi riesce a catturare

MS. ADVENTURES IN ITALY, VOTO 8. Affianca LaFra in molte foto della serata e come lei sostiene svariati discorsi di cui non ricorderà nulla. Gira per i tavoli a regalare moo-card, mettendoci la faccia; nonostante essersi sentita chiedere 50 volte “ehi ma che ci fai in Italia?” non perde mai la pazienza e risponde, garbatamente, col suo accento americano. Promette la California un po’ a tutti ma poi non manterrà la parola. Illusionista.

ALBERTO, VOTO 6/7. Professionale ed educato, presenta prima il suo blog, poi la sua macchina fotografica e infine sé stesso. Le foto scattate sono poche ma di ottima fattura perché lui non spreca nemmeno uno scatto e a chi gli suggerisce che la macchina digitale serve proprio a scattare foto in grande quantità per poi divertirsi ad eliminarle lui risponde con un flash che ti soprende da sotto il tavolo, quando meno te l’aspetti. Accecante.

XLTHLX VOTO 7-. Dopo essersi presentata prova a sollevare un polverone con il sottoscritto, cercando di intavolare un discorso con punti di vista diversi come uso e consuetudine impone nei commenti al blogaprogetto. Alla fine sorvola, accettando di suggellare la pace con una foto chiarificatrice. Sicurezza.

DAVID ORBAN, VOTO 8+. Il cameraman della serata che, in coppia con Marzo Zamperini, gira un cortometraggio in stile horror che manco Dario Argento riuscirebbe a guardare; la colpa non è sua, ma dei soggetti che, sollecitati con frasi tipo “fai la faccia da blogger” o “rappresenta, con un’espressione il tuo blog”, fanno a gara a chi fa la faccia più brutta e scema (e anche qui probabilmente vincerò io). È anche grazie a lui che la serata ha vissuto un po’ di animazione travestita da backstage. Orwelliano.

JTHEO, VOTO 6. Seduto al tavolo dei big (inteso come “falsi magri” ovviamente :P), difficilmente si schioda, se non per posare per la stampa. Durante la serata fa il suo dovere, salutando, sorridendo, chiacchierando e bevendo senza ritegno, non di più. Alla fine, ai saluti, mi evita una figuraccia: alla mia domanda “chi sei?”, risponde sorridendo mostrando il cartellino. Scolastico.

DELYMITH, VOTO 6/7. Si presenta con un cappottone in stile matrix ma riadattato agli usi odierni. Sciagurata, abbassa il suo firewall per un istante e, subito, subisce un attacco ddos al cuore del suo OS, che alza bandiera bianca. Per difendersi ed eliminare gli spyware, i malware, i virus e i trojan che l’hanno infettata fa ricorso ad una pietanza particolare, rotonda ed al formaggio. Nel complesso riesce a cavarsela in tutti i discorsi della serata, mostrando sicurezza ed esperienza. Rodata.

SONOUNPRECARIO, VOTO 4. Alla sua prima apparizione, stecca. Lui ci prova sempre a risollevare le sorti della serata, infilandosi qua e la e provocando un po’ di scompiglio a destra e a manca. Si sa, sta studiando da provetto Marco Zamperini ma la strada è ancora lunga ed impervia; purtroppo per lui nelle poche foto in cui compare mostra decisamente sintomi di schizofrenìa che sicuramente comprometteranno la sua discussa e povera reputazione. Dopo aver compreso che era meglio starsene buoni, si pappa la sua pizza, mezza di quella di Alessandro e un po’ di pollo e verdure dal piatto di Mirko. Fuso.

MOGLI DEI BIG, VOTO 5,5. Si appartano e si acquattano in un angolino del tavolo di quelli dei “piani alti” e fanno comunella. Sicuramente ciciarano e spettegolano sui presenti, stando buone buone e non intromettendosi praticamente mai nei discorsoni sui massimi sistemi dei blogger (cioé sesso, droga e donne di malaffare) ma limitandosi a osservare distaccate, sicure di avere in pugno i mariti: sono infatti loro a decidere i link del loro blogroll. Borderline.

CODA LUNGA, VOTO 2-. Alla fine di sta coda lunga, diciamolo, non fregava niente a nessuno. Per parlare della Long Tail infatti ci sarà spazio sui blog. La conferenza è stata soltanto la scusa per organizzare un evento mondano in cui fare un po’ di caciara. Alla cena nessuno ha parlato della conferenza ma anzi, hanno tutti magnato, bevuto e, qualcuno, ruttato. E molti, in preda forse ai fumi dell’alcol, non sapevano manco cosa fosse, chiedendosi subito dopo “ehi ma che cavolo ci faccio qui, chi sei tu, chi sono io?”. Snobbata.

Vi chiamero al più presto, uno a uno facendo l’appello, per segnare i voti sul registro e sul vostro libretto. Per le contestazioni sui voti si prega di fare riferimento ai commenti.
Grazie per la collaborazione.

Share:
Technorati icon