Alegher, alegher, ch’el bùs de’l cùl l’è negher

ottobre 3, 2008

“Ma gli elettori leghisti, quelli che Roma ladrona e bla bla, non dicono manco una parola sui 640 milioni di euro che il loro governo ha appena stanziato per tappare i buchi di Roma e Catania? No, dico, non si sentono un pochino fessi?”

No, non si sentiranno mai fessi. Non con questa destra; gli elettori della lega non si faranno mai queste domande, anzi.
Questi episodi ottengono l’effetto opposto da queste parti, credetemi.

I famosi e stereotipati – ma non troppo, perché purtroppo nella maggior parte dei casi è vero – vecchietti lumbart o giù di lì, a sentirli di questi tempi, hanno il dente più che avvelenato nei confronti dello straniero.

Per caso stamattina sono capitato su telelombardia, scanalando durante la colazione; ero curioso di ascoltare: arrivano chiamate in studio di lombardi che vogliono dire la loro su tutto e tutti. Su 10 chiamate, 6 sono donne anziane, 3 sono uomini anziani e uno non si rende conto di essere in diretta.

Di questi 9, a occhio e croce, l’80% esordisce con un “l’è ura de finila, ostia, con sti estracomunitari chi” (trad., “è ora di finirla con questi extracomunitari”), “che ci portan via il lavoro e…poi li difendono sempre, a casa nostra! Noi non abbiamo soldi, a loro invece danno la casa e tutto il resto!”; ma no, io non sono razzista, che ho figli, nipoti, faccio beneficenza, ecc…e per me non c’è colore di pelle che tenga, che non si dica eh.”

Il restante 20% infarcisce il concetto con frasi su romani o meridionali, dicendo che “sti comunisti hanno rotto le palle”. Vox populi si direbbe; un popolo che pensa davvero di avercelo duro. Ma in realtà ha paura, una paura fottuta di svegliarsi e rendersi conto che tutto quello in cui credono – la superiorità assoluta della razza padana, per dire – si regge su un castello di credenze fasulle. Che spesso finiscono con bancarotte, falsificazioni di bilanci, tangenti, divorzi, scandali a sfondo sessuale e così via.

Poi vabbé, i padani si sono dimenticati anche della questione Malpensa, figuriamoci se badano a certi finanziamenti figli del precedente governo Berlusconi, che promise all’amministrazione di Catania prestiti per costruire infrastrutture, poi mai pagati.

Per questo la Lega continuerà a guadagnare voti. E in coppia con Berlusconi a farne le spese sarà tutta Italia; mentre scrivo queste parole infatti, il Governo ha approvato il federalismo fiscale. E anche la colpa di tutto questo sarà di qualche “negro”.

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Sottoscrizione per l’acquisto di Alitalia 2.0

settembre 24, 2008

Non so voi, ma io partecipo e sottoscrivo volentieri la cordata per salvare Alitalia lanciata da Interistiorg, uno dei miei siti preferiti (per dire, anche se non siete tifosi interisti, leggetevi i bollettini e le pagelle, che vi pisciate dalle risate).

Quindi forza, fuori uno scudo. Perché una volta acquisita Alitalia, potrò decollare dal mio giardino ed atterrare, un chilometro più in là, nel parco della villa di Berlusconi, derapandogli sul naso col volume dello stereo a manetta e il braccio fuori dal finestrino.

Poi riparto e vado dove mi pare facendo benzina a spese vostre: col cavolo che mi sparo le code dei weekend, barboni. Che secondo me, se ogni blogger sottoscrivesse l’appello e facesse cacciare 5€ a tutti i suoi lettori, Alitalia ce la compreremmo davvero. C’è gente che ha migliaia di lettori e abbonati, se proprio vogliamo fare i pignoli.

Un’Alitalia più democratica, gestita dal basso. Così in basso da volare sulla Salerno-Reggio Calabria.
Poi sai che litigate la mattina per sedersi o appoggiare le cartelle; faremo più fatica con la mano morta, ma ne varrà la pena. Tanto chi cavolo ci fermerà più se non allacceremo le cinture?


Fiumicino, c’avemo n’problema

settembre 19, 2008

Da Corriere.it

Alcuni di voi si saranno stupiti perché da un po’ più di tempo del solito non parlo di Berlusconi o di politica più in generale.
La scusa del tempo che manca è vera, perché in questo periodo sono sotto esame e lavorando, lo spazio per bloggare si riduce ad un lumicino.

Il vero motivo però è un altro. Cioé io di cose su Berlusconi, sulla situazione attuale dell’Italia e via dicendo ne ho tante da scrivere, perché purtroppo ogni giorno ce n’è una nuova da raccontare. Però ora, più del solito, sono sconsolato e afflitto. E dire che mi ero già rassegnato.

Da Corriere.it

Insomma quello che voglio dire è che mentre qui siamo in balia del caos più totale, (Alitalia sta fallendo, enne-mila lavoratori rimarranno a piedi e Berlusconi – nonostante la colpa del fallimento di Alitalia derivi principalmente dal suo canonico menefreghismo per il prossimo – scarica colpe a destra e a manca, quando basterebbe fargli questa domanda: “Ma AirFrance non andava bene? Ci davano soldi, senza doversi svendere, e gli esuberi erano comunque minori!”), quello che dovrebbe essere il principale leader dell’opposizione, dove si trova?

Da Corriere.it

Prima di rispondere al quesito, una breve parentesi. Anche in questo caso, Berlusconi e la sua schiera di “para+aggiungi-il-termine-che-vuoi“, godono dell’immunità derivata dalla tecnica di governo che stanno attuando da quando sono in carica. Cavalcare i luoghi comuni, le paure e le varie rabbie della gente. Per farvi capire, secondo la stragrande maggioranza degli italiani, la colpa della debacle di Alitalia sarebbe dei sindacati, che evidentemente godono nel farla fallire. Nel frattempo, papà Silvio piazza anche Marina nel c.d.a. di MedioBanca. Ci sarà pure qualche conflitto di interessi da qualche parte, o no? Niente, silenzio dell’opposizione anche in questo caso.

Da Corriere.it

Veniamo al dunque. Dov’è Veltroni? E’ a fare il fichetto nei salottoni chic dell’Upper-West-Side di Manhattan. Siete contenti, elettori del PD? Questi il contatto con la realtà non l’hanno perso, semplicemente perché non l’hanno mai avuto. Non si rendono conto, sono dei perdenti nati.

Da Corriere.it

Di Pietro invece ieri era in mezzo alla gente, come fa sempre. In mezzo ai piloti, alle hostess e via dicendo, arringando la folla con un megafono. Stava spiegando ancora una volta che l’operazione del governo su Alitalia non è un salvataggio, ma una colossale porcata. La peggiore nella storia dei rapporti, già di per sé poco edificanti, tra un certo capitalismo di relazione e la politica. Il governo ha fatto coriandoli del codice civile, delle norme europee e di quelle antitrust”.

Spiegatelo ad alta voce a tutti quelli che conoscete: l’operazione che voleva propinarci il Governo avrebbe eliminato ogni debito ed ogni rischio da Alitalia, lasciando poi in regalo a sedici famiglie amiche (la cosiddetta cordata) tanto grasso che cola (a picco ormai), era una fregatura. Marchio, un’enorme flotta aerea, monopolio assoluto su tutte le rotte italiane, tutto gratis praticamente. Che grandi imprenditori quelli italiani; zero rischi, solo guadagni. Capitani così eroici che attraverso allo Stato avrebbero banchettato sulle nostre spalle, con accordi, appalti, tariffe gonfiate e debiti.

Sì, perché il prezzo di questo immenso dono, tra debiti di Alitalia ed elevati costi sociale degli esuberi, lo avrebbero pagato gli italiani: già ma quanto? Si parla di almeno un miliardo di euro.

Chissà cosa ne pensano i democratical-chic.


Cazzo figa culo e tette

settembre 18, 2008

Questo post nasce un po’ per rispondere ad un commento, ma è anche un pensiero non troppo approfondito in merito a tutto quello che sto leggendo in questi giorni. Poi vorrei anche chiudere la questione, che in questi ultimi tempi ci sarebbe ben altro a cui pensare, scrivere e riflettere. Per dire, l’Italia è ormai civilmente alla deriva, tra recessione, razzismo, ignoranza, cazzo figa culo e tette. Che per me è sempre suonata come un’esclamazione quando non ci si capisce più niente e vuoi sfogarti facendo quello che ti pare, quindi ne dici un po’ di tutti i colori.

Tornando al frivolo che dovrebbe invece sapere di concreto, pochi stanno ammettendo che alla blogfest abbiamo perso una bella occasione, rotture a parte. Le conferenze, perché tali erano, sono andate così perché c’erano volti più o meno noti, un palco più alto degli interlocutori, un micrfono e…due palle così. Ma i motivi sono diversi.

Nel senso che comunque, anche chi si sta lamentando o, in certi casi, rosica perché non c’è stato, non se lo sono cagato di striscio, non c’è nelle foto, ecc…di contro non è che sta cambiando il mondo. Anzi.
Cioé molti dei pochi lamentosi sono magari i primi che agiscono per invidia e si comporterebbero nello stesso modo. Sono supposizioni, per carità, ma visto che siamo orizzontali (come vi dicevo nel post precedente), io scrivo quello che voglio. Ma il perché di tutto questo qualcuno lo conosce?

Perché ci prendiamo troppo sul serio. Punto.
Come ho già spiegato (lo so mi sto auto-citando ma chissenefrega, cazzo figa culo e tette, a quanto pare non vi entra in testa), easy cazzo, siamo tra amici, alla fin fine siamo solo dei cazzari con la passione di scrivere, comunicare, informarsi e arricchire le conoscenze. Ognuno di voi, provi a rileggersi nei primi post scritti nella propria radiosa carriera di blogger.

Già, vi fanno ridere quei post, vero? Però ricordate con piacere quei momenti, in cui tutto era così bello e nuovo di zecca; sembravate degli scolaretti al primo giorno di scuola, perché piano piano scoprivate sempre cose nuove, trucchetti nuovi e chissà che festa al primo link di ritorno. Chissà dov’è finito tutto questo. In un tag? In un tumblr? In una marchetta? O in un cazzo figa culo tette?

Sugli awards non do’ giudizio, secondo me fatti in questo modo non hanno senso. Se solo la manifestazione e certe persone, pur di ricercare visibilità in ogni modo, evitassero comportamenti un po’ patetici (che visti da fuori, credetemi, fanno la figura degli.. qui mi censuro perché poi nei commenti si tradirebbero), fottendosene della stampa tradizionale – che tanto si è visto come ha trattato l’argomento e quali nomi ha fatto – le cose andrebbero decisamente meglio. E verrebbero fatte in un altro modo.

Poi chissenefrega del pass viola, voglio dire. C’è gente come Maxime, Kurai, ecc… – per inciso…dei grandi! – che piuttosto che andare ad ogni pasto al buffet riservato ha preferito stare in compagnia e socializzare con tutti gli altri; cioé per carità, sarei stato il primo ad abbuffarmi aggratis, però magari qualche casino per fare entrare tutti, portare fuori da mangiare a mo’ di profughi o qualche tentativo solo per organizzare qualcosa insieme, giusto per la sera, l’avrei fatto. Quando però vedo che non c’è interesse se non c’è link con un PR di almeno 4 mi passa la voglia.

Insomma ci sono altri che parlano solamente con quelli più conosciuti, pappappero. Ma va bene lo stesso, a me non interessa, provo più soddisfazione a mangiarmi un paninazzo con gara di rutto libero ed annessa caciara con tanti amici, piuttosto che stare sempre seduto composto, stando attento a non pestare i piedi o sporcare di sugo la camicia di qualche blogger importante.

Sapete cos’è? E’ che anche la blogosfera italiana è lo specchio di questo paese. Sta invecchiando rapidamente, nel fisico, nei modi, nella testa e spesso rifiuta nuovi arrivati, magari intelligenti, brillanti ma un po’ fuori dalle canoniche regole auto-biografiche perché è pigra. O perché appunto, non fai parte della cricca.

Volete un’altra metafora, che ora va di moda?
La blogfest è stata un po’ come un post senza commenti.


Italia, il nuovo paese dell’Est: [Ep. 5] Orizzonti funebri

aprile 30, 2008

Per una donna la notizia di una nuova gravidanza dovrebbe essere qualche cosa di magico, una sorta di esperienza che si porterà dentrò per sempre. In molti casi purtroppo non lo è.
Nel nostro paese stiamo rischiando che cose del genere possano accadere con frequenza sempre maggiore, anche se già avverranno senza che un Ferrara di turno osi proferire parola.

La donna della vicenda di cui vi sto parlando è precaria e guadagna 800 euro al mese: ovviamente non è ancora “regolarizzata”. Dopo essersi quasi laureata in Scienze Politiche con 18 esami su 22, “dopo avere collaborato a un giornale con oltre cento articoli senza mai avere un centesimo e neppure la tessera di pubblicista, dopo aver fatto infiniti lavoretti che definire umilianti e sottopagati è dir poco,” si ritrova a non avere i mezzi per crescere un figlio. “Perché” – dice – “se ti manca la moneta da un euro per prendere la metropolitana non importa, ma se ti mancano i cento euro per portare il tuo bambino dal dottore importa eccome.”

Come si fa a darle torto? Non si può. Ecco perché ha scritto una lettera a Napolitano, disperata, intitolandola “Necrologio di un bimbo che è ancora nella pancia”. Che già leggendola suona terribile. Sì perché la donna ha scoperto di essere incinta da 4 settimane, ma con il suo stipendio sommato ai 500 euro mensili di quello di suo marito non può permettersi di averlo.

Credo che poche persone possano capire o rendersi conto di cosa voglia dire non potersi programmare minimamente uno straccio di ritaglio di futuro, pochi possono immaginare cosa voglia dire vivere sempre alla giornata, senza potersi togliere una minima soddisfazione, ma soprattutto pochi arrivano a capire che in questo modo non si può essere liberi fino in fondo. Non è possibile continuare a vivere in questo modo: intere generazioni di giovani e di precari sono sull’orlo del burrone e molti sono già caduti giù.

In Italia purtroppo si stanno estinguendo tutti i generi di prospettive; qui si promettono aiuti ai giovani, alle coppie giovani, soldi per la prima casa, bonus bebé. Ma alla fine si rimane a casa della mamma fino a 35-40 anni addirittura, e le donne hanno il primo figlio sempre più tardi. La situazione è tragica, perché non c’è più nulla di normale o che sappia suscitare in me un minimo di ottimismo qui: la nostra economia non crescerà, siamo gli ultimi dell’UE in ogni classifica eper di più stiamo subendo un inesorabile declino.

Noi ragazzacci di questa generazione poi, occupiamo posizioni e ruoli sociali di molto inferiori a quelle dei nostri genitori: nessuno ha fiducia in noi, anche perché chi detiene saldamente il potere e manco ci pensa a schiodarsi da certe posizioni per il bene ed il futuro del paese è più che vecchio. Immaginate quindi che visione possa avere e che interessi possa difendere: quelli degli anziani. Che domani non ci saranno più e quindi non serviranno per far rinascere o mandare avanti il paese.
Che lo vogliate o no, cinico o meno che sia, le cose stanno così.

La recessione unita al vento proveniente dagli Usa nei prossimi anni si farà sentire più forte e di solito con una recessione i posti di lavoro tendono a scendere. In Italia invece l’occupazione salirà, però magia, scenderanno ulteriormente gli stipendi. E’ la moda degli ultimi anni, giusto perché a noi piace andare controcorrente.

Tutto questo sarà possibile grazie alla legge Maroni, quella del contratto a progetto che ci sta lentamente (o velocemente?) suicidando. Sostanzialmente un lavoratore dipendente viene trasformato in un simpatico e flessibile precario. Con tanti saluti alla pensione e a tutti i valori elettorali di questo povera, poverissima nazione di provincia.

Gli Episodi precedenti:


Economia for Dummies

marzo 29, 2008

Un gruppo di ragazzi di un Master in Economia ha deciso di fare informazione corretta su un tema difficile da comprendere come l’economia.

I quattro hanno utilizzato solo ed esclusivamente dati forniti da fonti quali ISTAT, EUROSTAT e OCSE, indicati alla fine della presentazione. Ci tengono anche a precisare che non sono iscritti a nessun partito politico.
Credo sia una delle tante risposte a chi pensa che davvero i governi siano tutti uguali: la visione è altamente consigliata.


Andare alle urne conviene a tutti

gennaio 29, 2008

Via Gilioli arrivo a scoprire che in realtà il voto anticipato conviene a tutti o meglio, conviene a chi non è interessato alle sorti del paese.
Se si andasse alle urne infatti i partiti incasserebbero fino al 2011 rimborsi elettorali doppi. Innanzitutto mi viene da dire che sarebbe ora che le campagne elettorali i partiti se le finanziassero completamente da sole, anche se poi si rischierebbe di far la fine dei partiti americani, supportati da lobbies più o meno potenti che, come il padrino, prima o poi vogliono indietro il favore.

Mariolina Sesto spiega che “per le forze politiche la fine anticipata della legislatura si trasformerebbe in un business finanziario, per lo Stato in un aggravio di costi pari a circa 300 milioni di euro. E a poco vale a questo punto il taglio del 10% al fondo annuale per i rimborsi scattato con la Finanziaria: l’aggravio per lo Stato sarà di 270 milioni anziché di 300.” Capite ora perché Berlusconi ogni sera da due anni a questa parte ripeteva sempre la solita tiritera? Ora è tutto chiaro!
Una leggina ad hoc approvata con voto bipartisan a inizio 2006, poco prima di andare a votare, diede ai partiti il diritto di continuare ad incassare i rimborsi anche in caso di voto anticipato. Di conseguenza, se la legislatura si esaurisce prima della sua naturale scadenza, lo Stato (cioé noi quando fa comodo) deve in ogni caso pagare le somme già maturate per tutti e cinque gli anni.

“Proprio in base a questa leggina Forza Italia ha potuto cartolarizzare i contributi che deve ancora riscuotere“, pratica molto conosciuta anche da Tremonti viste le sue finanziarie creative. Ma anche il Pd potrebbe avere i suoi vantaggi: Ds e Dl continueranno a incassare le risorse relative alla XV legislatura mentre il Pd avrà i fondi della XVI.
Il nostro fondo è invece senza fine: continuiamo a raschiare, sotto ci sarà pur sempre qualcos’altro.