Lutto nazionale

dicembre 8, 2007

Luttazzi è stato licenziato da La7 per aver ripetuto una battuta già fatta in passato su Ferrara. Ok, riformulo la frase: Ferrara (il servo del potere, l’ex comunista, il venduto, ecc…) ha licenziato Luttazzi e La7 ha preferito rinunciare a 2 milioni e 700 mila spettatori il sabato sera a mezzanotte. Insomma, dopo la puntata di settimana scorsa e la replica di giovedì qualcuno si è accorto della battuta su Ferrara ma non si capisce perché nessuno si indigni dei temi trattati e delle verità sputate fuori da Luttazzi durante la trasmissione. Stava andando tutto bene con la “tattica dell’ignorare” ma poi arriva Ferrara che si offende ma non si interroga sulle migliaia di morti in Iraq a cui fa riferimento la battuta (“Dopo 4 anni guerra in Iraq, 3.900 soldati americani morti, 85.000 civili iracheni ammazzati e tutti gli italiani morti sul campo anche per colpa di Berlusconi, Berlusconi ha avuto il coraggio di dire che lui in fondo era contrario alla guerra in Iraq. Come si fa a sopportare una cosa del genere? Io ho un mio sistema, penso a Giuliano Ferrara immerso in una vasca da bagno con Berlusconi e Dell’Utri che gli pisciano addosso, Previti che gli caga in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta tutti”). Quella guerra che lui ha ampiamente difeso scrivendo un mare di stronzate sul Foglio, il suo giornale. Tra l’altro non so a voi, ma a me era anche passata di mente.
A giudicare dai commenti del pubblico, degli iscritti e dei commentatori del sito de La7 la cosa non è stata presa affatto bene; tante persone ora smetteranno di guardare La7 (io compreso) che, fino a Decameron, non avevo mai praticamente guardato.
La7 ora parla di indipendenza e scelta non vincolata da servilismo, ma nessuno ci crede; questi qua (che si definirebbero il terzo polo televisivo) pensano di avere a che fare con dei pirla evidentemente. Infatti non solo hanno censurato e rimosso i commenti, che ora hanno ripristinato visto quanti sono, ma hanno anche cancellato tutti i video degli spezzoni del programma di Luttazzi.

Vergogna.

Share:
Technorati icon

Annunci

Ciao Enzo

novembre 6, 2007

Da Corriere.it

Se ne va Enzo Biagi, classe 1920, ultimo della scuola di quei giornalisti obiettivi, veri, posati, professionali. Dopo Montanelli se ne va un grande uomo, forse l’ultimo che ne ha viste e raccontate di tutti i colori, che ne ha vissute tante in prima persona, in prima fila, attenendosi ai fatti.
Enzo Biagi era una di quelle persone che ascolteresti per ore, un uomo mai stanco degli allontanamenti, delle dimissioni forzate e degli editti bulgari nonostante facesse interviste e programmi sempre scottanti, e per questo veri.
Credo che il modo migliore per salutare Enzo Biagi sia mantenere il livello di sobrietà che da sempre l’ha caratterizzato, anche nei suoi innumerevoli aforismi:

Nella storia dell’umanità non cala mai il sipario. Se solo ci si potesse allontanare dal teatro prima della fine dello spettacolo

E ora lasciamo che tutti i giornalisti paraculi della carta stampata sviolinino pomposamente l’addio ad Enzo Biagi, senza che nessuno sia degno di pronunciare giudizio su di lui oggi, probabilmente nemmeno io; nessuno infatti, proprio nessuno si è ricordato di lui negli anni seguenti all’ultimo allontanamento forzato dalla Rai, nessuno ha osato rompere il silenzio nei 5 anni di buio.

Ciao Enzo, voglio solo ringraziarti per aver sempre raccontato la verità, bella o brutta che fosse. Ci mancherai.

Share:
Technorati icon


Donne, venite

novembre 3, 2007

“Ho scoperto che cos’è il punto G delle donne… E’ l’ultima lettera di shopping”.

So che domani questa simpatica notizia farà il giro della blogosfera, con le solite critiche conosciute o le solite celebrazioni da parte degli illuminati che, alla loro età, credono ancora a babbo natale. Ma io, che sono un furbacchione, certe cose me le ricordo bene.
Berlusconi è infatti un maestro in queste uscite. Quando si accorge che è da qualche giorno che non si parla abbastanza bene di lui spara una barzelletta o una battuta un po’ spinta in cui è lui stesso il soggetto, in terza persona, o in cui lui deve senz’altro essere l’autore. Stronzate. Per di più ogni tanto gli va male coi riferimenti amorosi, perché non fa caso al contesto in cui si trova. Ricordate cosa accadde in Russia? No? Allora ve lo dimostrerò con un altro esempio.

Esiste una famosa e divertente barzelletta in cui il protagonista è un fantomatico “Mohammed Brambilla”. Tempo fa Berlusconi era a Napoli a raccontare le solite storielle elettorali e immaginate una piazza calda come Napoli quanto possa essere utile al ritorno mediatico; non appena il mio caro compaesano ha avuto l’occasione di tirar fuori la barzelletta l’ha fatto: il video parla chiaro; una leccatina all’ars amatoria dei napoletani con ciliegina finale sul suo nome. Folla e claque pagata in visibilio. Telecamere, giornalisti sorridenti ed elettori anche.

Oggi è accaduta la stessa cosa. Niente di male, per carità, ma la non-comicità da parte di uno che pronuncia editti bulgari contro i satiri non la sopporto; basta scrivere su google la battutona del cav. e vi accorgerete che non si è inventato un bel niente, ma almeno da stasera si parlerà un po’ della ritrovata vena goliardica e televisiva del nostro eroe.

Ok, tiro fuori la verità: questo post serve solo ed esclusivamente per invitarvi a guardare stasera (alle 23.30) “Decameron”, il nuovo programma del mitico Luttazzi. Bentornato Daniele, che la satira latina sia con te.

Share:
Technorati icon