La disastrosa riforma della Gelmini: un salto indietro di oltre 50 anni

settembre 5, 2008

Il 4 settembre del 2008 passerà alla storia come la data in cui la scuola elementare (da sempre fiore all’occhiello d’Italia, presa a modello da molti per la qualità), grazie alla riforma della Ministra Gelmini, tornerà indietro di almeno 50 anni.
Superate anche le immani stronzate su divisa, voto di condotta e luoghi comuni vari, arriva l’idea finale dell’insegnante unico. Una furbizia da manicomio.

Credo che dal punto di vista pedagogico ed educativo sia quantomeno una catastrofe. Non solo va a scomparire la compresenza di altri insegnanti in una stessa classe, ma un’insegnante unica dovrà effettuare voli pindarici da una disciplina all’altra, dall’italiano all’informatica, dalla matematica alla storia e così via. Un disastro.

Che si fottano tutti i bambini che mostreranno qualsiasi segno di difficoltà, un’insegnante sola mica ha tempo di seguire bambini con più o meno problemi. Insomma diverrà sempre più centrale il ruolo educativo delle famiglie e dei genitori, che per forza di cose dovranno insegnare numeri e alfabeto ai figli prima di mandarli nella nuova scuola della Gelmini.

Ragionando, si arriva ad intuire il vero obiettivo, cioé quello di abbassare in modo significativo la qualità della scuola pubblica: chi potrà, manderà i figli alla scuola privata, il diplomificio storico per eccellenza; per gli altri ci saranno i brandelli della scuola pubblica, che tra un atto di vandalismo e l’altro si trasformerà nel nuovo centro sociale per antonomasia.

Inoltre, verranno scaricati sui comuni ulteriori costi: il cosiddetto dopo-scuola diverrà una spesa gravante sul comune e la mensa sarà garantita sempre su decisione del comune, fondi permettendo. Mi chiedo dove sarà possibile recuperare soldi, vista anche l’abolizione dell’ICI, ma tant’è.

Tutto questo viene firmato dall’onorevole Gelmini che da qualche mese a questa parte compare quotidianamente in tv per spiegare a tutti cosa sia la meritocrazia, l’ordine e l’educazione, con discorsi degni di una persona modesta intellettualmente, concetti infantili con cui soltanto l’elettore medio di destra può riempirsi la bocca.

Peccato che, notizia del 4 settembre, si viene a scoprire che la ever-berlusconiana Gelmini, superò il concorso d’ammissione per diventare avvocato ricorrendo alla solita e notissima scappatoia di recarsi a sostenerlo in Calabria.
Te capì, la lombarda? Chissà cosa ne pensa Bossi. Superfluo dirvi che in un paese serio dovrebbe tornarsene di corsa sotto la scrivania nel posto da cui è venuta.

Studiare, pensare e riflettere sono qualità che questo governo, in primis il premier, non ama, anzi. Col passare del tempo l’obiettivo sarà quello di scoraggiare i giovani a proseguire gli studi: diciamo che è un’azione propedeutica per poter continuare a malgovernare e devastare il nostro povero paese. Meno cervelli, meno fastidi; meno cervelli, più Berlusconi.

Faccia un favore ai bambini che ancora – fortunatamente – non sanno leggere ne scriverle: Ministra Gelmini, si dimetta e dia loro una piccola possibilità per il futuro. Non tarpiamogli le ali già da piccoli.
E prima di cambiare in peggio la scuola, magari ci faccia un giro dentro, parli con gli insegnanti. Giusto per scoprire che la realtà va ben oltre un grembiulino.

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